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Categoria | Cronaca

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Montante e i presunti rapporti con la mafia del Vallone: dieci anni fa i pentiti ne parlarono ai magistrati

Già dieci anni addietro i pentiti avevano riferito ai magistrati nisseni di presunti rapporti dell’ex presidente degli industriali siciliani, Antonello Montante, con esponenti di Cosa nostra o vicini all’organizzazione.

Ex  boss come il vallelunghese Ciro Vara o i nisseni Salvatore Ferraro, Aldo Riggi e il capomafia di Resuttano Carmelo Barbieri «u’ prufissuri» legato a «Piddu» Madonia. I verbali con i contenuti di loro interrogatori sono stati inseriti agli atti del procedimento, per il caso Montante, a carico di altri diciassette imputati che hanno scelato di essere giudicati con il rito ordinario.

Proprio Barbieri dieci anni fa  avrebbe sostenuto di «aver sentito parlare di Montante ai fratelli Allegro di Serradifalco (pure loro ritenuti legati al clan Madonia) …. Carmelo Allegro mi disse “è vicino a noi” ma non so se si riferisse a scenari mafiosi o solo a rapporti di amicizia personale».

Ciro Vara, tra le pieghe delle sue dichiarazioni, un paio di anni fa ha sostenuto anche «di avere sentito il nome di Montante da Rosario Allegro… ne parlava bene ma non ricordo se per aiuti economi alla famiglia di Serradifalco o perché si era comportato bene».

Sempre due anni fa anche Salvatore Ferrraro ha riferito ai magistrati nisseni. «Montante mi fu presentato tra l’84 e l’85 da Paolino Arnone  a quel tempo a capo della famiglia di Serradifalco e mi disse che lo aiutava a ingrandire la sua attività imprenditoriale… poi Vincenzo Arnone, mi fu detto, gli fece da testimone di nozze», ha sostenuto Ferrara.

Anche Aldo Riggio, pure lui collaborante, avrebbe riferito ai pm di «rapporti stretti tra Montante e Vincenzo Arnone… rappresentante della famiglia di Serradifalco. Montante a un certo punto mi disse che Arnone aveva problemi di lavoro, credo per l’operazione Leopardo, e mi fece intendere che da quel momento le forniture per un palazzo che stava costruendo doveva farle lo stesso Arnone.. credo non potesse dire di no».

Lo stesso Riggi ha aggiunto che «anche Pietro Riggio forse  mi chiese di Montante, voleva parlare con il fratello ma non ricordo  se per estorsione a lui o per avere un collegamento con la sala bingo per sottoporla a pizzo».

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