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Archivio | giugno, 2019

 

Misericordia di Mussomeli, tenuti i corsi per autisti di ambulanza

Misericordia di Mussomeli, tenuti i corsi per autisti di ambulanza

MUSSOMELI –  La scorsa settimana il nostro paesello , dove tutto manca tranne la sensibilità nei
confronti del prossimo, e’ stato teatro di esame per le figure di Autista ed Aspirante Autista della
Misericordia.
AUTISTA: per diventare autista di ambulanza occorre essere soccorritore da almeno un anno, avere 21 anni
di età , avere la patente B da almeno due anni. La fase successiva e’ un corso più tecnico giusto per limare
la formazione del volontario che si troverà ad affrontare, nella guida del mezzo, situazioni anche
difficoltose. Infatti, tale corso mira alla formazione ed aggiornamento degli autisti dell’associazione di
volontariato per la guida in emergenza ed ha l’obiettivo di diffondere la cultura della sicurezza,
promuovendo dei comportamenti uniformi, secondo regole prestabilite, al fine di determinare una
condotta di guida corretta e sicura.
Il corso dal titolo “ Comportamento e sicurezza nella guida in emergenza” svolto dall’ Istruttore Confederale
Catania Vittorio , e’ rivolto a tutto il personale Autista ( gli autisti già abilitati devono sostenere un re-
training ogni due anni) o Aspirante Autista , della Misericordia di MUSSOMELI, ALIA e paesi limitrofi e’
iniziato il 10-11-2018 e terminato a gennaio 2019 per un totale di 23 ore di teoria e 7 di pratica, volto a
formare gli autisti nella guida di mezzi in allarme, guida in sicurezza e rispetto della normativa sulla
sicurezza sul posto di lavoro, tra gli argomenti trattati:

-responsabilità dell’autista ( civili e penali)
– codice della strada
-uso dei dispositivi supplementari di allarme
– disposizioni dei posti sul mezzo e uso dei sistemi di ritenzione e sicurezza
-comportamento in autostrada o su strade extraurbane
-comportamento in caso di incidente
-tecniche di guida
-distanza di sicurezza
– l’inversione in autostrada
– come si affronta un incrocio
-come si procede controsenso
– il posizionamento sul luogo dell’intervento
– sicurezza sulla scena dell’intervento
– guida sotto scorta
– guida in tandem
– rendevuz con elicottero
I partecipanti 15 tra le Misericordie di ALIA e MUSSOMELI , in 9 hanno superato positivamente l’esame
pratico,teorico e scritto svolto in due separate sedute.
Ad esaminarli un’ apposita commissione composta da Vittorio Catania ( istruttore autisti) , TUCCIO
Costanzo esperto in codice della strada ( delegato dal governatore) e presieduta dal responsabile
regionale dei formatori autisti Roberto RAPAGLIA’. L’ultima sessione di esami che ha decretato gli idonei
si e’ svolta nel primo pomeriggio di sabato 22 giugno 2019
Di seguito i nomi di coloro che hanno superato il corso:
Misericordia di ALIA ,
ANDOLINA Rosanna
BOSCARINO Anna Maria
BIONDOLILLO Giuseppe Bruno
Misericordia di MUSSOMELI,

LOMANTO Michele
CORRADENGO Salvatore
MICCICHE’ Giuseppe
LA GRECA Giovanni
CONSIGLIO Giovanni ( re- training)
FRANGELLA CRISTIAN
Riceveranno l’attestato di autisti confederali e verranno iscritti come tali nell’albo nazionale delle
Misericordie d’Italia.
Soddisfazione da parte del Governatore per i risultati ottenuti così come anche del delegato regionale per
la preparazione degli esaminati.
Unanime la condivisione da parte del Governatore e del delegato regionale sull’affermazione di Vittorio
“ancora un modo per essere più professionali nel puro volontariato dove non servono i numeri ma la
qualità, la preparazione e la professionalità .

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Mussomeli: 83enne scomparso, trovato esanime in campagna

Mussomeli: 83enne scomparso, trovato esanime in campagna

Mussomeli – Era andato in campagna e da lì non è più tornato. Si è risolto presto e con un epilogo tragico il giallo che aveva avvolto la scomparsa del signor Vincenzo Bertoloni, pensionato 83enne, che venerdì mattino si era recato nel suo podere di campagna in contrada Manca. Da allora dell’uomo non si erano più avute notizie i familiari, allertati dall’assenza avevano lanciato l’allarme. Erano così scattate le ricerche concluse ieri quando l’uomo è stato trovato esanime in una scarpata in prossimità dell’abitazione di campagna. Secondo le ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato colpito da un malore  mentre era dedito alle attività rurali e sarebbe finito in un pendio. Sia i rilievi effettuati sul posto che l’ispezione cadaverica avrebbero  confermato che l’uomo è stato preda di un malessere che non ha lasciato scampo. L’uomo lascia la moglie, signora Iolanda, due figlie e i nipoti. La salma verrà trasferita stasera alle 20,15 alla chiesa della Trasfigurazione dove domani, 1 luglio,  alle ore 16 verranno celebrati i funerali.

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Boss del Vallone accusati di omicidio, pentito fa scena muta

Boss del Vallone accusati di omicidio, pentito fa scena muta

Vallelunga Pratameno – Il pentito non apre bocca. Così al processo a due boss del Vallone finiti alla sbarra per rispondere, a vario titolo, di omicidio.

Gli imputati sono il capomafia di Vallelunga, Giuseppe «Piddu» Madonia e  Domenico «Mimì» Vaccaro che sarebbe poi andato ai vertici della famiglia mafiosa di Campofranco – assistiti dagli avvocati Antonio Impellizzeri e Flavio Sinatra – chiamati al cospetto della corte d’Assise di Caltanissetta.

Sono stati tirati in ballo per l’uccisione del niscemese Vincenzo Vacirca assassinato nel novembre di trentasei anni addietro.

Madonia è ritenuto il mandante, mentre Vaccaro avrebbe fatto fuoco contro la vittima. Questo il ruolo che l’accusa ha ricondotto ai due imputati.

Ed è il medesimo che in precedenti dichiarazioni l’ex boss della Stidda di Riesi, Salvatore Riggio, aveva appioppato ai due uomini di spicco di Cosa nostra.

Ma adesso, in aula, ha scelto di fare scena muta. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, così da rendere inutilizzabili, in dibattimento, le precedenti dichiarazioni.

Gli inquirenti ritengono che Vacirca sia stato assassinato per vendetta. Ma il vero obiettivo sarebbe stato il fratello Giuseppe – ucciso diversi anni dopo – che a quel tempo si era reso irreperibile.

I Vacirca hanno pagato con la vita – è la tesi dei magistrati – per la precedente imboscata con obiettivo  Salvatore Arce

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Omicidi, droga, estorsioni e armi: parola alla procura

Omicidi, droga, estorsioni e armi: parola alla procura

Caltanissetta – Parola all’accusa per ventisette imputati coinvolti nella maxi inchiesta « De reditu» e che hanno chiesto di esser giudicati con il rito abbreviato.

Cinque di loro sono tirati in ballo per omicidi e fallite imboscate, il resto per mafia, estorsioni, droga e armi. E la procura, attraverso il sostituto Maurizio Bonaccorso, ha iniziato la sua requisitoria che si preannuncia assai durevole.

D’altronde lo scenario al centro del dossier è abbastanza ampio e variegato, così come vasto è il quadro dei presunti coinvolgimenti.

Per gli omicidi sono chiamati in causa Giuseppe Cammarata,  Rosolino Li Vecchi, Gaetano Forcella, Massimo Amarù  e il collaborante riesino, Carmelo Arlotta – difesi dagli avvocati Vincenzo Vitello, Carmelo Terranova,  Danilo Tipo e Manfredo Fiormonti) – che rispondono, a vario titolo, anche di tre muissioni di morte andate a vuoto.

Altri 22, Giuseppe Montedoro,  Giuseppe Di Garbo Orazio Buonprincipio, Calogero Altovino, Rosolino Li Vecchi  Calogero Calafato,  Daniele Correnti, Ezio e Daniele Fantauzza, Michelangelo Amorelli, Giuseppe Cammarata, Rocco Turco, Filippo Riggio, Filippo Tambè, Rocco e Angelo Ficicchia, Rosario Marotta,Gaetano Lombardo, Gaetano Scibetta, Gaetano e  Giuseppe Toscano –  difesi dagli avvocati  Vincenzo Vitello, Carmelo Terranova, Giovanni Maggio, Giovanni Pace, Giampiero e Alfonso Russo, Walter Tesauro,  Antonio Gagliano, Valerio Rizzo, Giuseppe Di Legami, Sergio Luceri, Giuseppe La Barbera e Simona Celere – sono accusati a vario titolo  di mafia, estorsione, armi e droga.

Tra le parti civili costituite, oltre ai familiari delle vittime, anche il Comune di Riesi – assistito dall’avvocatessa Annalisa Petitto – attraverso il sindaco.

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Sp 38, ok al bando di gara per la progettazione. Il ponte bailey verrà sotituito

Sp 38, ok al bando di gara per la progettazione. Il ponte bailey verrà sotituito

Mussomeli – L’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione e diretto da Maurizio Croce, ha pubblicato la gara per realizzare il progetto esecutivo e garantire la direzione dei lavori a una serie di interventi sulla strada provinciale 38 e sul tratto della Sp 23 che collega il Comune di Mussomeli alla città di Caltanissetta.
«Sono vere e proprie voragini – sottolinea il governatore Nello Musumeci – quelle che da anni devastano un’arteria strategica per l’intero Vallone lì dove, come mi spiegano i tecnici, c’è un terreno geologicamente esposto a pesanti fenomeni di erosione che non possono essere certamente contrastati con piccoli interventi di manutenzione. Occorre un’accurata opera di consolidamento del manto stradale per rendere davvero scorrevole e sicuro quel tratto transitato giornalmente da centinaia di automobilisti e da mezzi pesanti».
L’importo a base d’asta per affidare la progettazione è di 750 mila euro, mentre per i lavori sono stati già stanziati oltre dodici milioni di euro. Oltre al ripristino di intere porzioni di manto stradale franate a più riprese, sarà ricostruito il ponte crollato nell’ottobre scorso e temporaneamente sostituito con una struttura di tipo “Bailey” montata dall’Esercito.

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Lotta alla contraffazione, la finanza sequestra 2 mila pezzi

Lotta alla contraffazione, la finanza sequestra 2 mila pezzi

Caltanissetta – Nuovo sequestro di merce taroccata eseguito dalla guardia di finanza. È l’ennesimo nel recente passato, messo a segno a macchia d’olio un po’ in tutta la provincia.

In questo caso sono stati requisiti oltre 2 mila pezzi. Più in dettaglio, 1.000 tra cd musicali e dvd con film, tutti masterizzati e, ancora, 1.200 pezzi tra capi di abbigliamento, calzature, accessori, borse,  cinture e occhiali.

L’ambulante che ha subito il provvedimento, è stato segnalato alla procura per ricettazione e per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.

La merce, secondo la tesi accusatoria, era stata falsificata,.Riportava marchi di note griffe che, però, sarebbero stati ingannevolmente riprodotti.

Mentre per quanto concerne la grande mole di materiale audiovisivo, sarebbe stata violata la normativa che regola i diritti d’autore.

« L’intensificazione dell’attività della guardia di finanza persegue un duplice obiettivo: salvaguardare l’economia legale e gli imprenditori onesti, cui si affianca l’imprescindibile esigenza di tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori, soprattutto i più anziani ed i giovani», è stato sottolineato dagli stessi vertici della finanza.

I controlli  straordinari da parte delle fiamme gialle, sempre in tema di lotta alla contraffazione, proseguiranno anche nelle prossime settimane.

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Aggredì il sindaco, arrestato per scontare la pena

Aggredì il sindaco, arrestato per scontare la pena

immagine di repertorio

Niscemi – S’era reso autore di un’aggressione al sindaco del suo paese. Di Niscemi, in particolare. Una sorta di raptus che poi gli è costata la condanna.

Adesso il cinquantaquattrenne niscemese Giuseppe Sanzone è stato arrestato dalla polizia per scontare, ai domiciliari, dieci mesi per i reati di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

L’ordine di esecuzione è stato emesso dalla procura di Gela e l’ordinanza di applicazione della misura alternativa della detenzione domiciliare è stata disposta dal tribunale di sorveglianza di Caltanissetta.

L’uomo, nell’aprile dello scorso anno, durante la sagra del carciofo di Niscemi, per futili motivi avrebbe  aggredito il sindaco del paese, Massimiliano Valerio Conti, colpendolo alla testa con una chiave inglese.

In quell’azione ha provocato al capo della giunta comunale lesioni che i medici hanno poi giudicato guaribili in una decina di giorni.

E nel momento in cui, dopo l’aggressione, sono intervenuti i poliziotti, Sanzone avrebbe opposto resistenza. Ora sconterà dieci mesi di pena agli arresti domiciliari.

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«Coltivavano 20 mila piante di marijuana», arrestati per scontare 7 anni di carcer

«Coltivavano 20 mila piante di marijuana», arrestati per scontare 7 anni di carcer

 Caltanissetta – Era stata una maxi piantagione di droga a cacciarli nei guai. E a farli finire sotto processo rimediando una condanna severa: sette anni di carcere.

Ora, a undici anni dai fatti, la giustizia ha presentato loro il conto. E il quarantasettenne niscemese Mario Falcone e il sessantenne gelese Rosario Giannone sono stati arrestati dalla polizia.

A loro carico, infatti, è stato emesso un provvedimento di carcerazione perché sono stati chiamati a scontare 7 anni di reclusione.  Quelli che hanno rimediato per concorso in traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

Sentenza  poi confermata dalla corte d’Appello nissena e divenuta definitiva appena nelle scorse ore. E in più pende sui due una pena pecuniaria di 30 mila euro

È nel 2008 che la polizia ha scoperto una serra con oltre 20 mila piante di marijuana, in contrada Feudo Nobile, nelle campagne di Gela.

Era l’aprile di quell’anno, quando la polizia ha scovato, in un’area di 12.500 metri quadrati, le ventimila piante di droga sistemate in 14 serre. Tutte dedicate alla coltivazione di canapa.

Sostanza che poi, una volta essiccata – è la ricostruzione degli inquirenti – sarebbe stata immessa nel mercato al dettaglio con un giro d’affari ragguardevole.

Quell’operazione di polizia ha poi sortito l’arresto di quindici sospetti trafficanti di marijuana. E Falcone e Giannone, secondo la tesi accusatoria, sarebbero stati impegnato attivamente nella conduzione della stessa serra illegale sequestrata al momento del blitz.

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«Beni sospetti», confiscato un tesoro da 3 milioni

«Beni sospetti», confiscato un tesoro da 3 milioni

Caltanissetta – Confermato il sequestro di beni sospetti a carico di un imprenditore. Il tribunale, infatti, ha confermato il decreto emesso nel dicembre di tre anni fa su proposta del direttore della Dia nissena.

Allora è stato requisito un tesoro,il cui valore è stato stimato in 3 milioni di euro, al quarantaseienne originario di Resuttano, Paolo Greco  -assistito dall’avvocato Michele Ambra –  titolare di aziende che operano in più settori commerciali, da quello automobilistico, all’abbigliamento.

Più in dettaglio è arrivata la confisca, non definitiva, di una sontuosa villa con piscina in contrada Xirbi, un negozio di abbigliamento, il «Grand Canyon» di via Filippo Paladini, la concessionaria d’auto «GP Cars» di via Pietro Leone, nove immobili – tra costruzioni e cinque appezzamenti di terreno –  un appartamento nel centro storico del capoluogo e rapporti bancari.

Beni  che, di contro, secondo la tesi difensiva non supererebbero, in termini di valore, la quota di mezzo milione di euro. Assai meno di quanto stimato dagli inquirenti.

Secondo l’impianto accusatorio, sarebbe stata troppo ampia la forbice tra potere reddituale dello stesso commerciante-imprenditore e il suo patrimonio.

Tutto legale  e trasparente, di contro, secondo il teorema della difesa supportato pure dalla consulenza di un esperto contabile.

Ma alla fine il tribunale, sciogliendo la riserva, ha disposto la confisca, non definitiva, di tutti i beni in questione.

Di contro il Collegio giudicante ha rigettato la richiesta di sottoporre lo stesso Greco a 3 anni di soggiorno obbligato.

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Stava appiccando fuoco con un accendino, bloccato giovane piromane

Stava appiccando fuoco con un accendino, bloccato giovane piromane

Gela – Lo hanno preso mentre stava appiccando focolai a ridosso di abitazioni. Un altro piromane caduto nella rete delle forze dell’ordine. Dei carabinieri in questo caso.

È un ventenne, F.C. gelese,  indicato come volto già noto alle forze di polizia.  È stato adesso segnalato alla procura per incendio doloso.

Sono state alcune chiamate arrivate telefonicamente alla centrale operativa dei carabinieri, ad avvertire della presenza di un ragazzo che stava appiccando il fuoco.

Quando una pattuglia è arrivata in zona, in contrada Borgo Valentina, area abitata, il giovane era ancora lì. Accendino alla mano stava bruciando sterpaglie.

Lui è stato bloccato, mentre è stato chiesto l’immediato intervento dei vigili del fuoco, che sono riusciti a circoscrivere il fronte evitando che il rogo si propagasse. Anche perché in quella zona vi sono diverse abitazioni.

Da qui l’esortazione, da parte dei carabinieri, rivolta ai cittadini perché siano sempre pronti a segnalare eventuali presenze o azioni sospette.

In questo caso la collaborazione di chi ha chiamato subito il 112 è riuscita a scongiurare pericoli sicuramente più elevati.

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