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Archivio | Cronaca

Avvelenamento da mandragora accoltellamento

Avvelenamento da mandragora accoltellamento

Ospedale-Mussomeli9MUSSOMELI – Ancora un avvelenamento da mandragora nel Vallone, con tre giovani americani ospiti in un’azienda agrituristica di un paese del territorio, che sono finiti all’ospedale “Maria Immacolata-Longo” dopo avere ingerito della verdura tossica scambiata per bietole selvatiche. Nottetempo da Catania è stato anche fatto arrivare un elicottero per trasportare all’ospedale di Mussomeli l’antidoto necessario a contrastare gli effetti tossici della mandragora, ma le avverse condizioni climatiche non hanno consentito l’atterraggio. L’elicottero si è quindi posato a Cammarata dove il personale sanitario s’è portato per recuperare l’antidoto da somministrare ai tre giovani intossicati. A questa emergenza se n’è aggiunta un’altra, ovvero un giovane originario del Marocco che vive in un paese del Vallone è stato accompagnato dal padre a seguito di un ferimento accidentale con la lama d’un coltello che gli ha perforato l’addome ed ha richiesto un delicato intervento chirurgico per tamponare l’imponente emorragia in atto. Insomma una nottata in trincea al Pronto Soccorso di Mussomeli, con quattro vite salvate grazie alla prontezza degli interventi sanitari messi in atto con professionalità dal medico di turno, Nicolò Ferlisi coadiuvato da infermieri ed altri colleghi medici. Il primo ad essere stato accompagnato in ospedale dal padre, è stato il giovane marocchino. Il giovane presentava una piccola ferita da taglio all’addome ed ha raccontato che a seguito di una caduta accidentale in casa, dove c’era il pavimento bagnato, s’è procurato la ferita con un coltello. I sanitati hanno quindi attivato i protocolli del caso. La ferita invero sulle prime non sembrava destare preoccupazione, ma dopo attenti esami è emerso che era in atto una seria emorragia con versamento peritoneale a seguito di lesioni dei vasi tra il fegato e lo stomaco. La lama per altro, penetrata per circa 12-15 centimetri aveva anche sfiorato lo stomaco. Il giovane è stato quindi portato in Sala Operatoria dove è stato presa in consegna dall’équipe guidata dal chirurgo Pino Sorce a cui s’è poi aggiunto il primario Giuseppe Di Betta. L’intervento è durato un paio d’ore ed è perfettamente riuscito, tant’è che i chirurghi sono ottimisti sul decorso post operatorio. Sulle modalità del ferimento autonomo è stato comunque redatto come da pressi, referto per l’autorità giudiziaria. Attorno alle 21.30 invece, accompagnati da un conoscente, sono arrivati al Pronto Soccorso tre giovani americani (due ragazze ed un ragazzo), ospiti di un’azienda agrituristica nel Vallone. I giovani dopo aver consumato delle verdure selvatiche, a quanto pare da loro stesse raccolte, hanno cominciato a sentirsi male accusando secchezza delle fauci, vertigini, disorientamento, allucinazioni. Scattato l’allarme sono stati portati in ospedale. I giovani prudentemente avevano portato con loro anche dei campioni delle verdure ingerite, ovvero delle foglie di mandragora che ha semplificato il lavoro ai sanitari che hanno immediatamente riconosciuto la mandragora. Contattato il Centro antiveleni, è stato disposto il trattamento del caso, con somministrazione di apposito antidoto che era disponibile soltanto a Catania. Nottetempo s’è quindi levato in volo l’elicottero, ma a Mussomeli s’era alzata la nebbia e quindi l’elicottero è atterrato a Cammarata, ad un ventina di km di distanza, dove poi l’antidoto è stato recuperato dal personale sanitario ospedaliero e somministrato ai pazienti. Il giovane che era il più grave dei tre è stato ricoverato in Medicina, mentre le ragazze, dopo una notte trascorsa all’astanteria del Pronto Soccorso, nella mattinata di ieri sono state dimesse. La pianta officinale in questione, assai somigliante alle bietole selvatiche, dicevamo, è la mandragora autunnalis ed è davvero difficile da distinguere tant’è che negli anni scorsi sono rimaste intossicate diverse persone a Mussomeli e dintorni, compresi contadini esperti che l’avevano raccolta insieme alle bietole selvatiche. E purtroppo di Mandragora si può anche morire, perché contiene atropina sia nelle foglie che nel fusto, e a seconda del quantitativo ingerito, può avere effetti letali sul consumatore. Come sempre il consiglio in caso di malore a seguito di pasti a base di verdure selvatiche o funghi, è quello di chiamare subito il 118 o farsi trasportare nel più vicino ospedale, dove i medici sono in contatto coi centri antiveleno e quindi sanno bene come agire e quali rimedi approntare per scongiurare l’aggravarsi del quadro clinico, come è appunto avvenuto ieri notte all’ospedale di Mussomeli dove ben quattro vite sono state salvate.

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Morto 20enne in scontro stradale. Un ferito è in fin di vita

Morto 20enne in scontro stradale. Un ferito è in fin di vita

CignacalogeroCALTANISSETTA – Grave incidente stradale avvenuto nella tarda mattinata di oggi alle porte di Caltanissetta sul viadotto Juculia.

Il bilancio e’ di un morto e due feriti, uno dei quali in fin di vita. A scontrarsi un autoarticolato ed un furgone di una impresa edile di Riesi.

A perdere la vita il riesino Calogero Cigna (nella foto), 20 anni alla guida del furgone.

In fin di vita il passeggero, un senegalese, Amadou Djeidio 32 anni, trasferito all’ospedale Sant’Elia in elisoccorso.

Ferito ma in maniera lieve il conducente dell’autoarticolato, residente a Roccapalumba, anch’egli ricoverato all’ospedale di Caltanissetta.

L’incidente e’ avvenuto poco prima delle 13 sulla statale 626, nei pressi della galleria a pochi metri dallo svincolo per la zona industriale di Caltanissetta.

L’autoarticolato trasportava un escavatore e l’impatto col furgone e’ stato violentissimo. Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco, del 118 e delle forze dell’ordine.

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Geologi e prevenzione territorio e per cordovese servono 5 milioni di euro

Geologi e prevenzione territorio e per cordovese servono 5 milioni di euro

Saia e PriscoMUSSOMELI – Per prevenire lo sfacelo idrogeologico che anno dopo anno devasta il territorio dell’isola e tagli i collegamenti viari, bisognerebbe rendere operativi i protocolli che pure esistono ma che rimangono per lo più lettera morta. E così, nel Vallone, territorio storicamente a rischio, con l’arrivo delle piogge invernali le strade franano o si ritrovano ad essere invase da tonnellate di fango che viene giù dai terreni sovrastanti. A lanciare l’ennesimo appello sono due geologi d’esperienza, il dott. Salvatore Saia responsabile della Protezione civile provinciale e il dott. Roberto Prisco, libero professionista. Ieri abbiamo incontrato i due esperti. “A livello regionale esistono direttive e protocolli Cordovese franatadi intesa –dice il dott. Saia- che ha stipulato il Dipartimento regionale di Protezione civile con tutti gli ordini professionali. Questi protocolli hanno lo scopo di coinvolgere sotto forma di volontariato, gli ordini professionali per predisporre i presidi territoriali. Tali presidi scaturiscono da uno studio fatto dal Centro funzionale regionale che in Sicilia ha avuto inizio però soltanto il primo novembre 2014, ben dieci anni dopo la direttiva emanata nel 2004 dal responsabile della Protezione civile nazionale. Tale direttiva ha individuato in Sicilia circa 19.000 nodi, e solo nella nostra provincia di Caltanissetta questi sono ben 808. I nodi sono le intercettazioni tra i corsi d’acqua e le strutture di attraversamento di proprietà comunale, provinciale e Anas. Noi rientriamo nel bacino Salso-Platani. I presidi territoriali dovrebbero essere attivati su tutti i nodi per mettere in atto le contromisure efficaci a prevenire e contrastare le allerte quando diventano critiche (giallo, arancione o peggio, rosso). Comuni e province dovrebbero quindi verificare le priorità, ma di fatto ogni anno piove e siamo sempre sommersi da frane, esondazioni, voragini che si aprono nelle strade”. “Purtroppo –aggiunge Prisco- non esiste un monitoraggio continuo dei versanti. Da tempo noi come geologi sosteniamo con gli enti pubblici e con la politica del territorio, che non possiamo aspettare sei-sette anni per aggiornare la carta del dissesto idrogeologico. I versanti infatti cambiano continuamente e quindi serve un monitoraggio continuo. Ecco perché sosteniamo con forza la necessità di istituire un ufficio geologico intercomunale che porterebbe ad un risparmio notevole, prevedendo i dissesti. Orami quando si elabora un progetto per realizzare una strada, questa non si progetta più correttamente, ma soltanto in funzione del budget disponibile. Capita quindi quello che succede nella Cordovese-fondovalle, strada provinciale realizzata con 2 milioni di euro, ma adesso ne servono ben 5 per metterla in sicurezza visto che è franata ed è chiusa al transito”. “Il progetto iniziale per quella strada –dice Saia- prevedeva un investimento di 12 milioni di euro, ma non avendo disponibilità finanziaria, s’è cercato di realizzare un percorso di fuga dal punto di vista della Protezione civile, rendendolo transitabile al minimo. Purtroppo quel progetto è stato superato dagli eventi a seguito di questa enorme frana. E qui non bisogna sottacere le enormi pressioni dell’opinione pubblica che vuole tutto e subito ed a volte, come in quel caso, la pubblica amministrazione si trova ad agire in compromesso con l’ambiente e poi però, se ne paga lo scotto”. Conclude Prisco: “Di fatto però, non esiste soltanto l’emergenza a danno avvenuto, ma c’è quella più grave che viene trascurata: la prevenzione. Per tutelare i nostri territori bisogna dunque monitorare e prevenire i danni prima che si verifichino, perché i costi a danno fatto, sono decuplicati”.

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Festa donna con mamme che gestiscono mense dei figli

Festa donna con mamme che gestiscono mense dei figli

donne in mensaMUSSOMELI – Forse sarà solo un caso, ma da quando le mense scolastiche vengono gestite direttamente solo da donne, sono diventate tra i pochi servizi di eccellenza della comunità e nella giornata loro dedicata, il fatto non poteva passare inosservato, anche perché domani, per festeggiare tale ricorrenza, le mamme prepareranno una torta mimosa per i loro piccoli. Da anni infatti, le mamme degli alunni che frequentano le mense scolastiche, grazie alle convenzioni Comune/Scuole e quindi col pieno supporto del personale comunale (sempre donne), assicurano l’efficiente funzionamento delle mascherine di pastafrollamense. Una formula originale e collaudata che evita quello che accadeva prima, ovvero ritardo nei pagamenti dei fornitori con conseguenti intoppi nelle forniture e proteste a catena. E così anno dopo anno, il Comune nomina il proprio personale (donne) quale componente della Commissione mensa. Attualmente infatti la commissione mensa del “Leonardo da Vinci” è composta da Carmela Amico, Giusy Antinoro, Lia Antinoro (rappresentante di istituto), Cinzia Bellanca (vice coordinatrice) Luana Garofalo, Patrizia Lo Manto, Carmelina Misuraca (2° rappresentante di istituto) Maria Notaro (coordinatrice) e Silvia Scannella. Quella del “Paolo Emiliani Giudici” è composta da: Alessia La Piana, Sara Schifanella, sfinci impastoGiovanna Milazzo, Giovanna Rumè, Rita Piazza, Rina Randazzo, Maria Mistretta, Antonella Mingoia, Antonella Piazza e Giuseppina Nucera. A loro va aggiunta la signora Graziella Piparo rappresentante comunale. Compito delle commissioni tutte al femminile, è quello di fissare le quote di partecipazione al costo del servizio di mensa scolastica; decidere al proprio interno il calendario delle attività di propria competenza che si intende realizzare e le date delle riunioni; designare una responsabile per raccordarsi con l’Amministrazione e l’Istituto Scolastico; redigere, con la responsabile del servizio mensa, il rendiconto della spesa. Una forma di collaborazione piena e vincente diventata autentico modello di efficienza, che ormai da anni assicura eccellenza nell’erogazione del servizio delle mense scolastiche. Abbiamo incontrato una rappresentante, la signora Rita Piazza che parlando a nome delle altre mamme, conferma: “E’ tutto molto semplice, gestiamo le mense dei nostri figli come gestiamo l’economia domestica. Ogni mese raccogliamo le quote che non sono fisse, infatti dagli iniziali 35 euro mensili, siamo arrivati a 20 euro al mese. La rappresentante provvede poi a pagare i singoli fornitori e quant’altro c’è da saldare, segnando ogni voce in un apposito registro che ognuno può consultare. La dieta viene predisposta dalla nutrizionista, anche lei una donna, la dott.ssa Danila Sorce che concorda con noi le novità. Quest’anno ad esempio sono state inserite diverse pietanze. Francamente all’inizio pensavamo che non fossero idonee alla dieta dei nostri figli, invece si sono bene abituati e gradiscono ad esempio anche la pasta coi ceci, nell’ambito della dieta mediterranea ed utilizzando sempre verdure fresche di stagione. Il nostro impegno però non finisce qua, infatti il personale adibito alla cucina non solo cucina le pietanze da noi fornite, ma si prestano anche ad organizzare le feste per i nostri bambini. Da ultimo infatti, per le feste di Carnevale insieme a loro, abbiamo impastato le pignolate che sono andate a ruba e le mascherine di pastafrolla. Per San Giuseppe faremo le sfinci, mentre per Pasqua faremo le colombine con l’uovo. E per noi occuparci dei nostri figli dal punto di vista dietetico anche quando sono a scuola, è molto gratificante. Ed il fatto che siamo tutte donne, ci dà una marcia in più, ma anche se dovesse arrivare qualche papà a darci una mano, sarebbe ben accetto”.

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8 Marzo Festa della donna (di Iosè Castiglione)

8 Marzo Festa della donna (di Iosè Castiglione)

Josè castiglioneRiceviamo da Josè Castiglione (nella foto) e pubblichiamo:
“1881, Roma, Comizio dei Comizi:
“Da un secolo ormai la donna protesta contro questo stato
di cose in tutti i paesi civili. Essa afferma il suo diritto al voto
perché è persona libera e completa – mezzo come l’uomo in faccia
alla specie – fine a sé stessa, al par di lui, nella attività della sua coscienza.”
Anna Maria Mozzoni
Marzo 1908, New York:
129 operaie dell’industria tessile “Cotton” scioperano per
protestare contro le terribili condizioni in cui sono costrette
a lavorare.
L’8 marzo, il proprietario Mr. Johnson blocca tutte le porte
della fabbrica per impedire alle operaie di uscire dallo stabilimento.
Un incendio doloso le uccise tutte.
Morirono arse dalle fiamme!
17 febbraio del 1954, Mussomeli:
Più di 2.000 Donne sotto le finestre del Comune protestano per l’acqua,
che manca da sei giorni.
L’uso di bombe lacrimogene provoca il panico tra la folla.
Di 4 vittime 3 sono Donne.
Sono colpite tutte le generazioni. Muoiono schiacciate :
• Giuseppina Valenza di 72 anni;
• Onofria Pellitteri, di 50 anni, madre di 8 figli;
• Vincenza Messina di 25 anni, madre di 3 figli e in attesa del quart.
Si dice che in ogni donna abiti un essere naturale e primitivo la “Donna Selvaggia”, dalla forza arcaica e dal sapere ancestrale. Un abitante passionale la cui presenza si scorge tra le righe di storie come quelle sopra riportate. Storie di Donne che hanno lottato non solo per loro ma anche per noi Donne di oggi. Se ne distingue la fisionomia nella forza con la quale la Donna sopravvive ai dolore del parto (paragonabile alla frattura contemporanea di 20 ossa), la si intravede nella determinazione con la quale la femmina di qualsiasi specie, materna e insieme feroce, difende a costo della propria vita la prole, la si riconosce nell’ombra di quelle donne che sopravvivono moralmente anche alla più meschina delle violenze. Cultura e civiltà hanno col tempo assopito e addomesticato la Donna selvaggia, questa vitale essenza che nutre l’animo femminile, ingannandola e ingabbiandola, soffocandola e talvolta deridendola. Alla Donne Selvagge che ancora sopravvivono va oggi 8 Marzo “Giornata Internazionale della Donna”, il mio augurio e invito, a nome del comitato “Pensare Solidale”. Riprendiamo lo slancio, riappropriamoci del nostro tempo e dello spazio sociale, rompiamo gli schemi, diamo vita e forma alle conquiste che tante donne del passato con sacrificio ci hanno donato, torniamo materne e feroci a difendere il futuro delle generazioni che verranno, dei nostri figli, la responsabilità del loro domani è nostra!”Scriveva Oriana Fallaci :“Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”.
Auguri! (Josè Castiglione)

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Donna si suicida lanciandosi dal terzo piano della sua abitazione

Donna si suicida lanciandosi dal terzo piano della sua abitazione

xcfCAMPOFRANCO – Donna sessantenne si butta dal terzo piano della sua abitazione. La donna, che da molti anni era coniugata e abitava a Campofranco, era originaria di San Cataldo. Stamattina l’insano gesto lanciandosi dal balcone della sua abitazione. Il corpo ormai privo di vita sarebbe stato notato da un passante che ha immediatamente avvertito familiari, il 118 e le Forze dell’ordine, ma ormai era troppo tardi, e si è potuto solo constatare il decesso. L’intera comunità si è commossa davanti una tragedia che al momento resta senza spiegazioni.

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8 Marzo all’Ospedale Longo di Mussomeli: Alle 9 si inizia con la Messa di Padre Antonio e poi presentazione iniziativa:

8 Marzo all’Ospedale Longo di Mussomeli: Alle 9 si inizia con la Messa di Padre Antonio e poi presentazione iniziativa:

Ospedale-Mussomeli9MUSSOMELI – Domani domenica, 8 marzo, una giornata particolare, così come è stata organizzata. Viene spiegato nei particolari come da nota diffusa a firma di Ersilia Sciandra dell’associazione di volontariato per l’informazione e prevenzione oncologica: “Progetto Luna Onlus”

“Grazie alla collaborazione dell’U. O. C. di Chirurgia diretta dal Dott. Giovanni Ciaccio e dei medici dell’U.O.S. di Senologia,Giovanni D’Ippolito, Carmelo Venti, Giovanni Di Lorenzo, in occasione della festa della donna le donne tra i 30 e i 44 anni, fuori dalla di fascia di screening mammografico, possono fare una visita senologica gratuita per sensibilizzarle al controllo del proprio seno e indirizzarle su eventuali esami diagnostici da fare.

Per le visite le donne possono presentarsi al primo piano dell’Ospedale Longo dalle 10,00

alle 13,00 e dalle 15,00 alle 17,00 e saranno messe in elenco in ordine di arrivo.

Si ringraziano i medici di medicina Generale per la fattiva collaborazione

Programma:

Ore 9,00 Santa Messa Cappella 1° piano Presidio Ospedaliero M.I. Longo celebrata da Fra Antonio Caruso

Ore 10,00 Presentazione dell’iniziativa Sig.ra Ersilia Sciandra Presidente Progetto Luna,

Dott. Giovanni D’Ippolito Responsabile U.O.S. di senologia

Dott. Carmelo Iacono Direttore generale ASP

Dott.ssa Marcella Paola Santino Direttore Sanitario ASP

Dott. Raffaele Elia Direttore Ospedaliero Cl 1

Dott. Alfonso Cirrone Cipolla Responsabile Direzione Medica di Presidio

Dott. Salvatore Mancuso Direttore Medico dell’U.O.C. di Radiologia.

 

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Quarantenne cade nella scalinata di Via Tripoli e sbatte la testa.  Trasportata a Villa Sofia di Palermo

Quarantenne cade nella scalinata di Via Tripoli e sbatte la testa. Trasportata a Villa Sofia di Palermo

scalinata  Via Tripoli DSCN3104MUSSOMELI – Stava scendendo dalla lunga e larga scalinata di Via Tripoli, che collega la via Caltanissetta e il centro del paese, quando forse un capogiro ha fatto cadere a terra la quarantenne G.N.

Prontamente soccorsa è stata accompagnata all’Ospedale per le cure del caso.

Gli operatori sanitari dopo averla stabilizzata, l’hanno sottoposta ad alcuni controlli tra cui la tac.

Secondo quanto si è appreso, la donna, a causa della caduta, avrebbe riportato un trauma cranico e che ha provocato anche un ematoma.

A causa del quadro clinico certamente non felice, hanno disposto il trasferimento della paziente verso una struttura specializzata dove potere ricevere cure migliori.

Verso le 21 di mercoledì sera, alcune ore dopo la caduta, la paziente, con l’ elicottero del 118, è stata trasferita a Palermo in direzione dell’Ospedale Villa Sofia.

Qui sarebbe stata sottoposta anche ad un intervento chirurgico necessario per drenare l’ematoma.

Va detto che al momento della caduta della donna, intorno alle ore 17, la mamma si trovava in chiesa per la messa pomeridiana, dove è stata raggiunta da due ragazze che, con fare discreto, l’hanno informata dell’accaduto. Immediatamente la corsa verso l’Ospedale.

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Addio all’ultima cabina telefonica di Piazza Roma,  a giugno prevista la rimozione

Addio all’ultima cabina telefonica di Piazza Roma, a giugno prevista la rimozione

cabinatelefonica

Il cartello affisso sulla cabina di Piazza Roma

MUSSOMELI- Al giorno d’oggi, l’epoca degli “smart” e I phone, dei tablet e delle messaggerie in tempo reale via Internet, chi può fare ancora uso di una cabina telefonica?

A Mussomeli sono in molti a sostenere che, sì, il telefono pubblico ancora si usa, eccome.

Per questo, alla notizia dell’intenzione di togliere quello storico in piazza Roma è tutto un parlare ed esprimere disappunto. “Questa cabina sarà rimossa dal giorno 16/06/2015”.

Si legge in un avviso della Telecom affisso da qualche giorno a uno dei lati della cabina. Per scongiurare la dismissione  la soluzione è indicata nello stesso cartello. ““Gentile utente, per chiedere che questo telefono pubblico resti attivo può inviare una Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo cabinatelefonica@cert.agcom.it entro trenta giorni dalla data di affissione di questo avviso, indicando i suoi dati, l’indirizzo della cabina e la motivazione della richiesta”.

Uno strumento ormai inutile? Non è vero. A chiunque può capitare di trovarsi senza telefono e di avere un’urgenza, una necessità. La batteria sarà scarica, ma almeno è possibile entrare in una cabina e chiamare.

Ora  la speranza è che i cittadini rispondano all’appello, “subissando” la Telecom di PEC.

Una cabina telefonica, al di là del legame affettivo per uno strumento cult in voga fino agli anni novanta, è pur sempre un servizio potenzialmente fruibile a tutti, privarsene significherebbe sottrarre alla collettività un comodo, ancorché datato, sistema di comunicazione.

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Ritorna a Mussomeli: Ania Goledzinowska all’IIS “Virgilio”

Ritorna a Mussomeli: Ania Goledzinowska all’IIS “Virgilio”

Ania 10841537_10205216256146598_2056347748_n - CopiaMUSSOMELI – Oggi alle 9 Ania Goledzinowska incontrerà gli studenti dell’IIS “Virgilio”, di cui è dirigente scolastico la dottoressa Rina Genco. A promuovere i vari incontri di Ania il gruppo di preghiera “della Regina della Pace” di Caltanissetta. Va detto che Ania era stata a Mussomeli, alcuni mesi fa, nell’ambito di due incontri. La 32enne Ania raccontò che era diventata preda di droghe di ogni tipo. E mentre una sera cercava qualche residuo di coca da sniffare, le apparve un vecchio che la guardava con occhi severi e scuoteva la testa. Quel vecchio era Padre Pio di cui lei mai aveva sentito parlare prima. Lo scoprirà a Medjugorje dove la sua vita cambierà definitivamente. La sua è una storia incredibile (per altro raccontata in due libri) che l’ha portata alla luce della fede, a fare i lavori più umili, a vivere anni in castità a Medjugorje, fino alla gioia del matrimonio, lo scorso 25 maggio con un giovane pugliese. “Ho vissuto due anni a Medjugorje con le suore in convento – raccontò Ania a dicembre – ma la mia vita non è stata santa. Sono nata 32 anni fa in una Polonia comunista dove non c’era niente. Quando avevo 10 anni, mio padre, che era un alcolista, è morto. Mia madre è entrata in depressione e portava in casa diversi uomini. Uno di questi abusò di me. Lo dissi a mia madre ma non mi credette. E io cominciai ad odiare mia madre. Scappavo da scuola, i miei amici spacciavano, ci drogavamo, ed andavamo in giro a rubare. Scappai di casa e mi nascosi per 3 anni, e a 16 anni decisi di andare in Italia, a Torino. Volevano farmi prostituire, mi facevano ballare, in un locale di infima categoria e un cliente mi violentò. Poi un giovane che non ho mai più rivisto, e che per me rimane un angelo, mi aiutò a scappare. A Milano entrai nel mondo delle modelle. Diventai ricca”. Successivamente a Medjugorje il cambiamento.

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5 anni fa…Scontro tra auto, travolta una donna mentre getta la spazzatura

20 marzo 2010

MUSSOMELI – Un brutto incidente è avvenuto sabato pomeriggio in viale Leonardo Da Vinci, nella zona bassa del paese. Una donna di 44 anni aveva appena parcheggiato  la propria  auto, una "golf" bianca, accanto ai cassonetti della raccolta differenziata per gettare l’immondizia.  Per cause ancora da accertare, una “fiat punto” guidata da un uomo di 32 anni si è scontrata ...

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5 Anni fa…Stadio comunale inagibile. Sequestrati gli spalti, partite solo a porte chiuse

16 marzo 2010

MUSSOMELI -  I tifosi delle tre squadre locali non potranno seguire dalle gradinate  dello stadio "N. Caltagirone" le gesta dei propri beniamini. Lunedì mattina, infatti, i Carabinieri della Compagnia di Mussomeli hanno sottoposto a sequestro  e dichiarato inagibili, per ragioni di sicurezza e igienico- sanitarie, strutture murarie, gli spalti e l’intera area circostante il terreno di gioco. Durante il controllo, ...

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Comune Mussomeli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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