MUSSOMELI – Sarà l’autopsia, disposta dal PM Condorelli e che sarà eseguita quasi certamente domani mattina , a fugare ogni dubbio sulla causa del decesso di Giacomo Caruso, 17 anni, morto ieri sera mentre faceva il bagno nella propria abitazione. Restano alcuni punti da chiarire ma una cosa è certa: se ne è andato un ragazzo perbene amato da amici e parenti. Da ieri sera nell’abitazione del giovane e nella camera mortuaria è un andirivieni di persone commosse e affrante per la drammatica scomparsa di Giacomo.
LA TRAGEDIA – Il ragazzo, secondo i primi accertamenti,sarebbe morto folgorato anche se, con il passare del tempo, si avvalorano altre ipotesi. Al momento gli inquirenti non escludono che la causa o la concausa della tragedia possa essere un’altra: forse un malore oppure una congestione. Quel maledetto lunedì il padre e la madre del giovane, che lavorava in un autolavaggio, intorno alle 19,30 hanno sentito delle grida provenire dal primo piano della abitazione, precisamente dal bagno dove Giacomo era da poco entrato per lavarsi . Poi la raccapricciante scena: Giacomo era riverso privo di sensi all’interno della vasca da bagno. Il padre ha estratto il giovane e ha iniziato dare le prime cure. Nel frattempo i vicini, allertati dalle urla di disperazione dei familiari, si sono immediatamente fiondati in casa Caruso. Tra le persone accorse, c’era pure un infermiere che ha provato a rianimare il povero Giacomo, praticando massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca. Il ragazzo aveva anche dato un debole segnale di reazione, rigurgitando. Nel giro di pochi minuti sono arrivati precipitevolissimevolmente gli operatori del 118, poi la folle corsa verso l’“Immacolata Longo” di Mussomeli dove i sanitari, dopo aver provato in tutti modi a rianimare il giovane, dieci minuti dopo le 20 non hanno potuto fare altro che accertarne il decesso. La salma è stata quindi portata nella camera mortuaria, dove è tuttora custodita, e sottoposta ad ispezione cadaverica. La stanza in cui si è consumata la tragedia è stata posta sotto sequestro. L’impianto di riscaldamento dell’acqua era alimentato a metano. E’ probabile che verranno nominati due periti tecnici per appurare l’eventuale presenza di un guasto o di una dispersione di corrente elettrica che potrebbe aver provocato la morte del ragazzo.
IL CORDOGLIO – Mussomeli oggi è un paese con il lutto al braccio ma soprattutto nel cuore. Dopo la diffusione della mesta notizia, il dolore ha preso presto il posto dello sgomento. Gli amici di Giacomo hanno letteralmente piantonato la camera mortuaria per vigilare e custodire la spoglia del giovane. In via Trento è stato un viavai di persone che, a vario titolo, hanno voluto portare solidarietà e vicinanza ad una onesta e morigerata famiglia mussomelese. Il padre del ragazzo, Carmelo Caruso, è un solerte lavoratore, da anni è impiegato come autista presso l’associazione “Casa Ramiglia Rosetta”. La madre, signora Giuseppina Piazza, lavora con la qualifica di personale A.T.A. nel plesso scolastico di via Madonna di Fatima. Il fratello maggiore, Alfonso, ha 22 anni. “Un ragazzo solare, sempre con la battuta pronta”, così lo ricorda in lacrime un cugino. “Giacomo sapeva farsi voler bene, non riesco a crederci. Se penso a tutte le serate che abbiamo trascoso insieme” racconta singhiozzando e con gli occhi gonfi uno dei numerosi amici che non riescono a capacitarsi della sua scomparsa. Anche il popolo di internet ha espresso il proprio cordoglio. Su Facebook, fin da domenica sera, è stato un susseguirsi ininterrotto di post, foto, e commenti-tributo in onore del compianto Giacomo












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