MUSSOMELI . Complessivamente un centinaio, di cui una settantina provenienti da Roma, Palmi (Reggio Calabria) e Catania e Caltagirone, ed una trentina provenienti dal circondario come Caltanissetta, Vallelunga ed evidentemente Mussomeli. Ha accolto la Missione il gruppo neocatecumenale di Mussomeli, che ha curato nei minimi particolari il coinvolgimento dei ragazzi e dei giovani, attraverso incontri nelle scuole e nella palestra comunale e persino nei pub, All’incontro della palestra, hanno partecipato anche le autorità locali con il vice sindaco Filippo Misuraca, che, nel dare il saluto ai giovani, ha detto che “la croce di Cristo ci unisce”. Ha precisato poi, che, in questa iniziativa “non è stato il Comune ad aprirvi le porte, ma alcune famiglie di Mussomeli che Vi hanno messo a disposizione le loro case”. Edificato, poi, delle testimonianze date dai giovani, ha concludo dicendo; “ Essere apposto con la propria coscienza, significa essere a posto con Dio”. C’è da dire che errano presenti anche l’assessore Vincenzo Nucera ed il presidente del Consiglio Mario D’Amico. Hanno partecipato alcune realtà locali, quali la Fratres col suo Presidente Peppuccio Misuraca, ed il Vice governatore della Misericordia Enzo La Greca.e diversi volontari,. Luoghi di incontro anche le strade, attraversate a suon di chitarra e cembali col canto gioioso anche dell’alleluia dei tanti giovani al seguito..“Al centro delle nostra attenzione c’è Cristo”, ci ha detto Totuccio Nobile che, assieme ad Alessio Salamone e Salvatore Ladduca e qualche altro componente, hanno curato l’intera organizzazione. Una evangelizzazione a tutto campo, dunque, se si pensa che il titolo della missione è s
tato “I giovani parlano di Dio ai giovani”, Tante le testimonianze dei giovani missionari che hanno aperto il loro cuore ai giovani della scuola, alle Istituzione ed agli enti locali. Così Lucia di Catania: “I giovani hanno sete di Dio e della verità, hanno bisogno di concretezze e vogliono testimonianze vere”. Forte la testimonianza di un giovane che aveva sperimentato la strada della vacuità e della “perdizione” che, la notte, gli procurava un immenso vuoto interiore che lo rendeva infelice. Il suo cammino di conversione l’ha portato ad essere, oggi, missionario ed araldo di Cristo. Evangelizzazione, dunque, anche nei Pub intorno alle 23 dell’altro ieri, dove c’erano alcuni avven
tori del sabato sera. Tanti giovani a scandire e a cantare le lodi del Creatore: 6 gruppi di famiglie, due sacerdoti Padre Gilbert delle Filippine e Padre Tony della Parrocchia San Leone Catania, il coordinatore del gruppo Carlo Iacobello e numerosi ragazzi giunti nella Terra di Mandredi a mezzo pullman ed alcune macchine. ”Spalancate le porte a Cristo”, era visibile sul grande striscione al seguito dei giovani missionari che, innalzando la croce di Cristo, hanno girato in lungo ed in largo attraverso il centro abitato mostrando a tutti il “Dio della Salvezza”