MUSSOMELI – (Di Padre Salvatore Callari) Si chiude il mese di maggio, nel quale i fedeli esprimono in modo più intenso la devozione a Maria. Purtroppo ciò prima era più diffuso e i cristiani sentivano più viva questa dimensione mariana della vita, con la recita del santo rosario, l’offerta di fiori ai tanti altarini delle edicole o preparati per la circostanza, con la partecipazione a tutte le manifestazioni popolari promosse in suo onore, ora è molto calato di tono. Per fare gli elogi della Madonna , tra tanti e innumerevoli modi c’è la comunissima preghiera “ delle litanie”. Sono tante invocazioni che esprimono omaggio e devozione ed anche richiesta di grazie. Ne scelgo una che si ricollega in maniera evidente e suggestiva con il contenuto dell’ultimo incontro su questo schermo, che è “Alleanza”. Maria è chiamata e onorata come Arca dell’Alleanza. Non è facile trovare chi ne comprenda appieno il significato, che per altro, oltre che molto ricco simbolicamente, è anche un po’ difficile. Tento di illustrare questo titolo. Sappiamo qualcosa dell’arca santa che era così cara agli israeliti , perché glorioso deposito, prezioso forziere, nobile scrigno di tutto ciò che era particolarmente caro alla storia del popolo con Dio, cioè della memoria che lo congiungeva a Dio in modo solenne con l’alleanza. Vi erano custodite gelosamente le tavole della legge di Mosè,un po’ di manna ( il misterioso e miracoloso cibo che nutrì per tanti anni il popolo nel deserto): la verga del sacerdote Aronne e la Thorà ( i libri sacri) La tavole della legge sono i comandamenti, scritti da Mosè su “lastre di pietra” , fondamentali per la vita della comunità-nazione. Essi esprimono, infatti, la santità, la sapienza, e la sua precisa volontà ( legge ) di Dio. Ignorare o respingere i comandamenti significava respingere Dio, rifiutare l’Alleanza. La manna fu la testimonianza dell’amore di Dio verso il suo popolo , che così volle sostenerlo nelle difficoltà e le asprezze e le rinunce della vita nel deserto. La verga di Aronne, cioè il “bastone di pastore” simbolo del potere spirituale, come uno scettro di sovrano. Legno secco, duro, inflessibile, senza vita. Secondo una antica tradizione questa verga sarebbe “rifiorita”, rinverdita, con nuova vitalità, quando sarebbe venuta sulla terra una vita nuova capace di vivificare il mondo intero. Non è difficile ravvisare nel simbolo il “legno arido” della croce che però avrebbe dato vita-salvezza al mondo. Vi era poi la Thorà, una copia dei libri sacri che venivano letti per ricordare al popolo le promesse di Dio, il suo impegno di protezione, la sua Alleanza. Non è possibile illustrare più ampiamente quanto abbiamo detto, Però vogliamo scoprire il legame che unisce tutto questo a Maria, denominata “Arca dell’Alleanza”. In Lei sono custoditi questi simboli, forse è meglio dire, Lei ha vissuto “la realtà” di questi simboli. Ella ha testimoniato con fedeltà l’obbedienza alla volontà di Dio ( Le tavole ); ha portato in sé ed offerto al mondo “il corpo di Cristo” nella carne e nella Eucaristia ( la manna) ; il legno della croce, segno di amaro fallimento, segno di morte, avrebbe sostenuto il corpo di Cristo, figlio di Maria che darà la vita nuova al mondo ( la verga che fiorisce ). La Thorà , i libri sacri, luogo della parola di Dio: Maria è perfetto esemplare di quelli che l’ascoltano e la custodiscono nel cuore. Se Cristo è la Nuova ed Eterna Alleanza , Maria come “vivente tabernacolo,” lo ha custodito in sé, quale “Arca dell’Alleanza”.