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Categoria | Politica

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Il presidente Federico richiede lo stato di calamità nel Vallone

CALTANISSETTA – Il presidente della Provincia Regionale di Caltanissetta on. Giuseppe Federico, a seguito delle gravi conseguenze registratesi sul territorio per l’intensificarsi del maltempo che ha causato dissesti sulle strade e conseguenti problemi per la viabilità, ha chiesto al Dipartimento regionale della Protezione Civile il riconoscimento dello stato di calamità. Nella sua richiesta, inviata a firma congiunta del responsabile dell’Ufficio provinciale di Protezione Civile, il geologo Salvatore Maria Saia, il presidente ha tracciato un dettagliato quadro dell’attuale situazione della rete stradale in particolare nel territorio del Vallone dove i danni sono maggiori a causa della peculiare natura geologica. “Le linee stradali di collegamento tra Caltanissetta e la gran parte dei centri del Vallone, Mussomeli in modo particolare – ha scritto l’on. Federico – devono attraversare inesorabilmente le provinciali n. 23 (Serradifalco-Mussomeli), n. 16 (Acquaviva-Villalba), n. 37 e 38 (San Cataldo-Mussomeli), e tutta una serie di arterie provinciali, venendo a mancare altre tipologie di strade a competenza statale (Anas) e poche diffuse strade comunali. Rimangono interessate, a vario grado, oltre la S.P. n. 23 che in passato è stata oggetto anche di cospicuo intervento con ordinanza di Protezione Civile, anche tutte le strade provinciali della zona Nord (nn. 19, 20, 132, 41, ecc.)”. “Sono arterie stradali insediate a servizio di comunità ed inserite su un contesto diffusamente collinare e medio-alto montano (quote comprese tra m. 300 e m. 900 s.l.m.), in terreni a forte contenuto argilloso, in superficie molto plastici, clastici e caotici, che si sono modellati, sotto l’azione degli agenti esogeni, in una morfologia tipica degli ambienti che li caratterizzano in questa parte della Sicilia ed i cui termini sono attribuiti alla cosiddetta serie gessoso-solfifera. Arterie stradali necessariamente senza alternativa valida, posizionate in pendii variegati dove le unità territoriali vengono intercalate da forme mammellonari originatesi per effetto di sovrapposizioni di scivolamenti di materiale pseudo-argilloso saturo ed inserimenti erosivi e fenomeni isostatici per sprofondamento, nonché da affioramenti sorgentizi sovrassaturi di salamoia diffusi per effetto dell’erosione superficiale”. “In questo contesto – prosegue la nota – l’azione erosiva si confonde con l’andamento morfologico che ne è derivato che, per effetto dell’intensa piovosità, ha acuito un innumerevole numero di fenomeni diffusi di dissesti in atto e rende ipotizzabile, nell’immediato, l’innesco di quelli potenziali in un contesto ormai difficilmente controllabile. I disagi sono notevoli e potrebbero facilmente evolvere in situazioni di pericolosità e rischio per la imprevedibilità dei fenomeni i cui fattori non possono essere demandati al semplice controllo territoriale, visto che i fattori di influenza non riescono più a dipendere dall’azione di indagine e verifica che può porre in essere questa Amministrazione”. “I corsi d’acqua principali, nella generalità del territorio, presentano caratteristiche di vecchiaia solo nelle parti a valle, mentre a monte il processo erosivo rimane ancora attivo e sensibile regolando la generale morfologia ed incidendo sui versanti del sistema delle strade. I manufatti devono necessariamente essere inseriti in tali contesti, anche perché forme

alternative potrebbero presentare difficoltà sicuramente maggiori alla risoluzione dei problemi tecnici ed a mantenere il sistema ambientale equilibrato. Per la prevalenza delle formazioni argillose il reticolo idrografico del versante è piuttosto sviluppato. I corsi d’acqua hanno regime torrentizio, sono secchi per quasi tutto l’anno e si ingrossano in occasione di precipitazioni originando rapide ed anomale forme di erosione”. “Nel complesso di tale sistema viario il territorio è interessato, altresì, dalla presenza di diffusi depositi salini nel sottosuolo, sfocianti anche a livello superficiale e culminanti con il centro minerario di Bosco- Palo, che hanno reso molto tormentata la vita manutentiva in modo particolare della provinciale n. 38 che costituisce il raccordo essenziale tra Mussomeli ed il territorio della zona Nord della provincia”. “Per poter affrontare l’attuale situazione di emergenza – conclude la nota – e per il parziale ritorno alla normalità con il ripristino essenziale della transitabilità e dell’utilizzo delle strutture in sicurezza, da una sommaria indagine si ipotizzano interventi che possono essere effettuati per un spesa di 6.000.000 di euro. Ciò premesso con la presente si chiede il riconoscimento dello stato di calamità con i consequenziali provvedimenti attuativi”.

 

di

Erika Diliberto - che ha scritto 203 articoli su Castello Incantato.


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