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Categoria | Attualità, Società

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Per il pensionamento del Preside Lo Conte il saluto ed abbracci dei colleghi, personale docente e non

MUSSOMELI – Un diciotto giugno 2011 che difficilmente il dirigente scolastico Sebastiano Lo Conte potrà dimenticare. C’erano quasi tutti a stringersi attorno a quella persona che è stato il punto di riferimento del Virgilio che ingloba il Liceo Classico, lo Scientifico e l’IPSAA, Una lunga carriera quella del Preside lo Conte, prime di semplice doce nte e poi nella carica di Preside. Come in tutte le circostanze della vita, arriva il momento, nel campo lavorativo e professionale di  chiudere definitivamente  una lunga pagina per aprirne un’altra che sa di avventura, ma  con un bagaglio  di esperienza che racchiude gioie, condivisioni e pur tuttavia anche incomprensioni che la vita ha anche riservato. E’ apparso visibilmente commosso il Preside e non meno i presenti che in tanti lo hanno salutato con la consegna di una targa. Discorsi ufficiali si, discorsi di distacco ma beneaugurati per il prosieguo della vita da Preside in pensione. Così la segretaria del Virgilio Giuseppina Costanzo:  “Caro Sebastiano, E’ desiderio di tutto il personale rivolgerti due parole di saluto. Non un discorso canonico ed ufficiale e neanche dei formali convenevoli: forse potrebbero essere adatti alla circostanza, ma sinceramente non alla tua persona che sappiamo aliena da ogni forma di retorica. Io personalmente è da una vita che ti conosco, sei stato mio professore alle scuole superiori ( avevamo  qualche anno in meno), abbiamo lavorato assieme nell’ultimo decennio  per far crescere questo Istituto ( e penso che abbiamo conseguito dei buoni risultati) e  abbiamo lavorato fondamentalmente in armonia, rispettandoci a vicenda e stabilendo anche un legame di amicizia, di condivisione di anni importanti di vita lavorativa. Certo ogni tipo di congedo reca in sé inevitabilmente un po’ di tristezza, ma la convinzione di avere operato bene e di avere raggiunto apprezzabili risultati riesce ad addolcire questo momento. Ci dispiace di non potere continuare questo percorso, purtroppo  possiamo molte cose, ma il tempo e la naturalezza degli eventi non li possiamo fermare.Però se è vero che un velo di malinconia ci avvolge quando ha termine una così lunga e rilevante parte della vita, è pur vero che un’altra parte della nostra vita inizia e reclama i suoi diritti.E non è detto che questa parte sia meno significativa e gratificante della prima. Il pensionamento non dovrà essere un momento triste ma un momento di gioia perché  rappresenta non una fine, ma un punto di passaggio verso nuovi stimoli e nuovi interessi da coltivare : si diventa più padroni di se stessi, del proprio tempo, dei propri affetti e possono e debbono aprirsi nuovi orizzonti ( ti raccomandiamo però di ritagliare uno spazio anche per noi passando ogni tanto a salutarci)  . La tua sarà sempre una visita gradita. Questo è l’augurio che ti rivolgiamo con affetto sincero e anche non volendo entrare nella tua vita privata, ci pare chiaro che la svolta sarà anche dal momento in cui inizierai a fare il nonno e il tuo nipotino potrà avere un nonno con più tempo a disposizione  per lui.Ti auguriamo quindi di godere pienamente di questo altro momento della vita assieme a tutta la  tua famiglia e soprattutto a Rosetta che sarà felice di condividere con te magnifici viaggi , rilassanti hobby e piacevoli pigri passatempi. Un abbraccio affettuoso. (Giuseppina  a nome di tutto il personale.) E’ seguito poi quello della Vice Preside Antonella Granatella: “Caro Preside, Eccoci qua, non per sottolineare la fine della tua carriera, ma per augurarti l’inizio di una nuova esperienza che sarà senz’altro costellata di gioie, nuove occupazioni e tanti vantaggi. Panta rei…. Tutto scorre, anche gli anni che si sono dedicati al lavoro ma si aprono altre prospettive e soprattutto si diventa padroni del proprio tempo…Con un pizzico di invidia ti immaginiamo libero da POF, circolari, orari, beghe da risolvere e siamo certi che non sarà questo che ti mancherà. Quanto a noi ricorderemo  la tua disponibilità a volte celata da un superficiale diniego che si risolveva subito nella considerazione delle esigenze personali di chi ha lavorato con te, la tua esperienza maturata in tanti anni di scuola che ti ha sempre portato ad andare al nocciolo della questione, senza fronzoli e orpelli, spesso inutili travestimenti  al buon fare e al ben operare e ci mancherà il Preside a cui siamo affettivamente legati. Sicuramente dovrai fare i conti con la nostalgia per la tua scuola, per il tuo lavoro . Hai visto generazioni  di alunni, li hai visti crescere, cambiare di ciclo in ciclo, hai visto mutare le loro richieste, i loro bisogni, il loro mondo. Le loro vite sono state in qualche modo anche tue…Questo credo sia quella parte speciale del lavoro a scuola: crescere con i giovani e grazie ai giovani. In fondo è quello che ancora oggi, sfidando tutte le intemperie che gravitano sul nostro mestiere, ci gratifica. Ecco allora il nostro augurio : che tu possa godere a pieno di giorni sereni, di un futuro radioso di affetti vecchi e nuovi, portando sempre in te le migliaia di volti dei tuoi studenti, dei tuoi docenti e restando un po’ sempre  nel cuore un uomo di scuola. (Antonella a nome di tutto il personale). Emozionato ma sereno ha risposto agli indirizzi di commiato evidenziando soprattutto il lavoro di squadra che ha caratterizzato la sua azione propulsiva. Ha ringraziato tutti, perché tutti hanno contributo a risolvere le problematiche  via via emergenti.


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