
MUSSOMELI – Un’autentica galleria di leccornie biologiche, dalla zucca in agrodolce alla crema per bruschette al sugo delle Madonie al vino di produzione propria. Il 
tutto confezionato magistralmente in barattoli etichettati e personalizzati e inseriti in canestri da confezioni natalizie. Ma anche originalissimi alberi di Natale decorati con l’umilissima pasta che si usa in cucina (rigatoni, stelline, conchiglie), colorata in oro e incollata a formare deliziosi angioletti, piante in miniatura ovvero un olivo e un pino bonsai, e moltissimo altro ancora. Accade all’Ipsaa di cui è referente il prof Calogero Culora. Diceva ieri la prof Enza Calà che ha guidato e indirizzato i ragazzi insieme alle colleghe Anna Mingoia e Liliana Piparo e ai collaboratori scolastici Domenico Testa e Michela Difrancesco. “I ragazzi sono stati tutti eccezionali ed hanno collaborato con pieno entusiasmo portando da casa molto materiale. Alcuni si sono dilettati con la pittura su vetro, altri con la realizzazione di angioletti ed oggetti tipici natalizi, ma anche, in tema con l’indirizzo del nostro istituto, in molti si sono dedicati alle piante. Le hanno sistemate in composizione all’interno di bottiglie, hanno utilizzato le pigne ed altri prodotti raccolti in loco per composizione nature. Grazie ai tecnici di laboratorio, in particolare Filippo Lamattina, hanno anche realizzato dei prodotti alimentari che, lo garantisco per averli personalmente provati, sono risultati davvero buonissimi. In pratica hanno seguito tutta la filiera dalla produzione alla trasformazione in laboratorio, dove hanno perfino curato i barattoli tramite sterilizzazione, etichettatura e composizione finale dei cesti natalizi. Si tratta di prodotti biologici e sicuramente genuini”. L’Ipsaa fa parte del “Virgilio” guidato dalla prof Rina Genco. Aggiunge il prof Culora: “A seguito di una circolare dirama dalla preside, abbiamo organizzato la settimana dell’arte e della creatività che comprendeva diversi progetti tra cui la produzione di prodotti caserecci, come ad esempio la trasformazione di arance in marmellata o la produzione della nota caponata siciliana. Il tutto fatto dai ragazzi, per altro nell’ambito di un percorso didattico-educativo nuovo. Per punizione, alcuni di loro hanno dovuto collaborare fianco a fianco con altri compagni diversamente abili ed è venuta fuori una bellissima esperienza. Ne hanno ricevuto vantaggio i docenti, gli studenti normodotati e i ragazzi diversabili. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e si può ammirare nella sua elaborazione finale, comprese queste piantine in gelatina colorata che sono degli autentici bijou, il tutto autogestito, nel senso che i ragazzi si sono autofinanziati e i prof pure, per arrivare a questo allestimento coloratissimo, reso possibile dalla piena collaborazione tra il corpo docente, gli alunni e i collaboratori scolastici”.








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