MUSSOMELI – Nel maggio del 2012, dopo venticinque anni, Mussomeli potrà tornare a riunirsi dinanzi ad uno schermo cinematografico a visionare un film di ultima uscita, oppure potrà assaporare la bellezza di una piccola opera teatrale nel chiuso di una struttura frequentata dalle generazioni del Dopoguerra. E’ stato presentato ieri mattina in Aula consigliare, il progetto di restauro del “Manfredi”. Un’opera mastodontica, che regalerà alla città “non già –come ha specificato Cris Nucera della Soprintendenza- una costruzione di importante valenza monumentale, ma soprattutto di interesse storico”. Tanto che lo stesso sindaco, Salvatore Calà, in apertura di conferenza si è avventurato in una breve storia del complesso, sbrogliando la matassa dei suoi ricordi personali. Sala colma di politici, progettisti e soprattutto di rappresentanti delle associazioni. Questi ultimi, invitati- ha precisato il vice sindaco Filippo Misuraca- perché, considerata l’importanza del bene culturale, saranno i principali fruitori. Misuraca ha inoltre sottolineato che la firma della consegna dei lavori “è avvenuta nel rispetto della legalità, attraverso il protocollo del 2005, dell’Accordo quadro Dalla Chiesa”. Ma i veri protagonisti della mattinata sono stati i tecnici. I progettisti come l’ingegnere Salvuccio Di Bartolo e il geometra Vincenzo Lanzalaco, o ancora il responsabile del gruppo che si occuperà della direzione dei lavori, l’ingegnere Nicolò Casamassima. A Di Bartolo è andato il compito di illustrare per sommi capi il piano di restyling, concepito nel 1996. “Quell’anno già notammo il grado di degrado in cui versava la struttura. Oltre al rifacimento dell’edificio, restaureremo gli strumenti in uso al Manfredi. Saranno tre i piani, altrettante le entrate: rimarrà l’ingresso storico da via Di Bartolo, un altro si aprirà su via Barcellona ed in più ci sarà una gradinata, che attraverso vicolo Vaccaro, potrà essere usata da chi vorrà accedere da piazza Umberto. Saranno 500 i posti a sedere, divisi tra la platea e la tribuna. Ci sarà un piano interrato dove verranno allocate le vasche di raccolta acqua e vi troveranno sede i locali per gli impianti tecnici; un piano terra dove sarà posizionata la biglietteria, il bar, la galleria, la sala proiezioni, oltre alla platea che sarà in pendenza. Al primo piano poi vi sarà situata la tribuna”. Il geometra Vincenzo Lanzalaco ha anche spiegato l’idea di realizzare un’area che potrà essere utilizzata per vari eventi. “Il retropalco sarà grande 100 mq, da destinare anche ad iniziative collaterali. Purtroppo non sarà possibile allestire al
Manfredi i grandi eventi teatrali però sarà possibile realizzare delle piccole rappresentazioni. Il retropalco, come alcune stanze del piano interrato, potrà anche ospitare i camerini. In più abbelliremo l’opera con due bassorilievi del maestro Franco Schifano”. Lanzalaco ha snocciolato alcune cifre. “Del finanziamento di 3,150 milioni di euro, 2,280 sono destinati al restauro, la restante parte riservata alle spese varie, tra le quali l’esproprio di alcuni edifici adiacenti”. Casamasssima ha dettato i tempi di lavoro. “L’impresa ha avuto già la consegna dei lavori, e credo che il cantiere, espletati i rilievi tecnici, dovrebbe essere inaugurato subito dopo Ferragosto”. Il tecnico ha anche preannunciato l’intenzione di volere posizionare i vecchi macchinari in uno spazio specifico all’interno del cinema, anche se ha aperto ad altre soluzioni. “Potrebbero essere trasferiti in una struttura più appropriata, dove realizzare un vero e proprio museo della storia del paese”. Mentre sulla necessità di aggiornare il progetto del ’96 alla luce dei nuovi traguardi tecnologici, e soprattutto con l’arrivo del cinema in 3D, i tecnici hanno confermato l’intenzione di apportare delle revisioni, “senza però stravolgere il progetto originale”. Sulla gestione chiarissimo è stato il sindaco Salvatore Calà: “Il Comune non può e non potrà permettersi di gestirlo in proprio, non ha le risorse finanziarie per farlo. Ci sarà un bando per l’affidamento, sarà una società a curarne la gestione, oppure ancora meglio saranno le associazioni. Ovviamente per renderlo più allettante e conveniente, bisognerà invogliare i candidati, magari con una collaborazione fattiva del Comune, che potrebbe compiersi, attraverso l’installazione dei pannelli fotovoltaici, con la fornitura dell’energia elettrica per l’illuminazione e il riscaldamento”. Molteplici le domande dai banchi dell’Aula da parte dei responsabili delle associazioni, dagli esponenti della società civile e da semplici architetti. Tutti hanno affidato al progetto le speranze di un popolo che vede nell’opera un piccolo riscatto culturale, e l’avvio di un ingranaggio fermo al lontano 1987. D’altronde la storia del Manfredi è la stessa di centinaia di salette sparse per la Sicilia, raccontate con perfezione dal film “Nuovo cinema paradiso”. Tanto che nei progetti del vice sindaco Misuraca si incunea un desiderio. “Nel giorno dell’inaugurazione, proietteremo il Film premio Oscar, e per l’occasione inviteremo Peppuccio Tornatore”.









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