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Ucciso da una frana nella cava, in 5 vanno sotto accusa

Ucciso da una frana nella cava, in 5 vanno sotto accusa

CALTANISSETTA – In cinque saranno processati per la morte di un operaio all’interno di una cava. Un operaio che quattro anni fa è stato travolto e ucciso dal crollo di una collina.

La vittima è il cinquantaquattrenne di Bivona, Mario Cardinale, mentre sotto processo – come disposto dal gup – andranno i nisseni Salvatore Castiglione di 37 anni  a capo del servizio di prevenzione  nella cava di Villafranca Sicula teatro della disgrazia, il 60enne Luigi Infantino dipendente del Distretto minerario di Caltanissetta, il 76enne Salvatore Gelsomino di 76 anni direttore tecnico della stessa cava, il 46enne Giovanni Sola di Gela e la moglie, la 45 enne Alfonsina Marretta. Marito e moglie avrebbero gestito la ditta che lavorava in quella cava di Villafranca.

Sono accusati, a vario titolo, di  omicidio colposo aggravato in concorso e falso ideologico. Queste le ipotesi per le quali la procura di Sciacca, competente per territorio, ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dei cinque imputati.

Cardinale il 6 febbraio del 2013, mentre stava lavorando con un mezzo nel sito estrattivo, è rimasto sepolto da tonnellate di detriti che si sono staccati da una collina.

Una quantità così enorme di materiale che sono stati necessari più giorni di lavoro, da parte die soccorritori, perché venisse recuperato il corpo della vittima.

Da quel  momento s’è aperto un braccio di ferro giudiziario che adesso, a quattro anni dalla disgrazia, è approdato a una prima svolta. E i suoi familiari saranno parte civile.

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Calcio a 5 femminile: doppietta di Shantal Maniscalco e la Don Bosco si aggiudica la Pink League 2017. La galleria fotografica

Calcio a 5 femminile: doppietta di Shantal Maniscalco e la Don Bosco si aggiudica la Pink League 2017. La galleria fotografica

MUSSOMELI – Non si poteva concludere in modo migliore la partecipazione (prima) al torneo di calcio  A5 FEMMINILE dell’ASD DON BOSCO MUSSOMELI. Domenica 23/04/2017, dopo tante giornate con vittorie meritatissime e qualche piccolo scivolone si è arrivati alla tanto attesa e auspicata finale. Dalle ore 16.00 in poi il campetto di calcio A5  di Palazzo Adriano ha ospitato le partite di finali della PINK LEAGUE 2017/ FEMMINILE. Alle ore 18.30 la  finale 1° e 2° POSTO tra l’ASD DON BOSCO MUSSOMELI e le ragazze del S.G.VICARI. Partita combattuta palla su palla fino al 13° minuto quando il bomber della Don  Bosco Shantal Maniscalco si inventa un dei suoi gol e porta in vantaggio le ragazze rossoblu, qualche altra buona occasione ma il primo tempo si conclude con la Don Bosco in vantaggio per 1 a 0.Nel secondo tempo il S.G.VICARI inizia bene per tentare di raggiungere il pari cosa che avviene a metà tempo con una disattenzione della Don Bosco.Trascorrono alcuni minuti in cui la compagine mussomelese perde le misure e l’attenzione necessaria ma sotto l’abile guida del mister Vladimir Valenza e del capitano Josella Bavado riprende le redini del gioco e ricomincia a creare tante occasioni da gol, marcatura che arriva a sette minuti della fine con la solita gran giocata di  Shantal Maniscalco. Tripudio sugli spalti gremitissimi e in panchina ma resta ancora da giocare e il mister richiama tutte le ragazze alla massima attenzione per gli ultimissimi minuti. Il tempo sembra non finire mai ma al triplice fischio scoppia la festa. LA DON BOSCO MUSSOMELI è la vincitrice della  PINK LEAGUE 2017. Queste le ragazze:Messina Mary, Scannella Francesca, Bavado Josella (cap.), Maniscalco Shantal, Ginex Erika, Moceo Sofia, Coffaro Sara, Alessi Sara, Burrogano Aurora, Di Cara Vanessa, Noto Benedetta, Sorce Eleonora, Tuzzeo Adriana, Faelli Giorgia, La Greca Chiara, Lo Muzzo Aurora, Mancosu Felicina, Mancuso Elisa, Messina Erika, Messina Elisa, Piazza Rita, Saia Miriam, Sorce Marzia, Valenza Martina e le junior Belfiore Aurora -Sorce Aurora. Mister Vladimir Valenza -aiuto mister Enzo Zarbo-Presidente ad onorem Maria Rita Mantio -Presidente Angelo Lo Conte.

Le foto di Giovanni Venturella

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Mussomelese a Palermo ritrova carta di credito e la consegna alla Polizia

Mussomelese a Palermo ritrova carta di credito e la consegna alla Polizia

PALERMO – Nei paesi si preservano alcuni valori mentre nella città regna sovrana l’indifferenza. Luogo comune? Forse. Fatto sta che giovedì scorso un mussomelese che preferisce mantenere l’anonimato si è reso protagonista di un gesto che certamente gli fa onore. L’uomo stava passeggiando per le vie del centro, non troppo distante dalla Cattedrale, quando la sua attenzione è stata attratta da un oggetto luccicante. “A una prima occhiata – racconta  – pensavo che fosse una scheda telefonica, dopo uno sguardo più attento mi sono reso conto che si trattava di una carta di credito emessa dalla Bank of America di uno strano colore rosso. Ho subito pensato e al proprietario, il cui nome era impresso sulla carta ed è chiaro che si trattava di uno straniero, magari un turista o uno studente che l’ha smarrita. Alla mia mente è anche affiorato  il travaglio che avrebbe passato non appena si sarebbe accorto della scomparsa. Non ci ho pensato due volte, ho chiamato le forze dell’ordine e ho consegnato la carta alla Questura di piazza della Vittoria. Si, la consegna mi ha rubato un pò di tempo, fancendomi rientrare a tarda ora dove pernottavo ma si è trattato di un disagio minimo se paragonato a quello sofferto da chi ha perso o è stata sottratta la carta. Non penso di aver fatto nulla di speciale, solo il mio dovere di cittadino”.

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San Giovanni Gemini: Precipita dal fienile,  gravissimo un pensionato 82enne

San Giovanni Gemini: Precipita dal fienile, gravissimo un pensionato 82enne

San Giovanni Gemini – Una caduta dal fienile sarebbe ,la causa che ha portato un pensionato di San Giovanni Gemini a essere ricoverato d’urgenza a Villa Sofia. Secondo quanto trapelato, l’u0mo di 82 anni, per cause in corso di accertamento, oggi sarebbe caduto nel vuoto da un’altezza di 5-6 metri. Soccorso dai familiari, l’uomo è stato portato al nosocomonio mussomelese dove i sanitari dopo aver prestato le prime cure ne hanno disposto il trasferimento, in elisoccorso,  all’ospedale di “Villa Sofia”. Nell’ospedale palermitano l’uomo è attualmente ricoverato al reparto rianimazione a causa del trauma cranico conseguente alla caduta. Il quadro clinico è gravissimo e la prognosi riservata.

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Il Vallelunga batte 3-0 lo Sparta Palermo e conquista il secondo posto grazie alla sconfitta interna del Don Carlo Misilmeri

Il Vallelunga batte 3-0 lo Sparta Palermo e conquista il secondo posto grazie alla sconfitta interna del Don Carlo Misilmeri

VALLELUNGA –  Un finale degno di una stagione regolare che per il Vallelunga è stata fin qui esaltante e che, dopo la beffarda sconfitta di Gangi sembrava in qualche modo aver compromesso. In un certo senso oggi il Vallelunga, battendo con un netto 3-0 finale lo Sparta Palermo s’è ripreso quanto le era stato tolto nel turno precedente per via di una serie di concomitanze che l’avevano fatto precipitare al terzo posto in classifica. Invece la vittoria dei vallelunghesi e la contemporanea sconfitta del Don Carlo Misilmeri in casa contro l’Oratorio San Giorgio e San Ciro, ha fatto si che il Vallelunga tornasse nuovamente al secondo posto dietro la corazzata Gangi che ha vinto contro il castro novo volando in Promozione. Il Vallelunga ha lo stesso la possibilità di volarci in Promozione, ma dovrà aggiudicarsi i play off promozione. E potrà farlo partendo dal secondo posto. Una posizione che gli consentirà di giocare in casa potendo puntare sia sulla vittoria che sul pareggio per via della migliore classifica. Un vantaggio non indifferente per Ribaudo e compagni che potranno dunque avere dalla loro questo non indifferente punto a loro favore. Contro lo Sparta Palermo il Vallelunga ha disputato una gara generosa, intensa, viva. Le reti di Daniele Grasso e Ribaudo nel primo tempo, e quella di Fiorella nella ripresa hanno scandito il ritmo di un successo che ha ridato nuova verve e convinzione all’ambiente. Anche perché la notizia della sconfitta del Don Carlo Misilmeri ha permesso al Vallelunga di tornare ad occupare quel secondo posto già ricoperto per buona parte della stagione. Ora per la squadra di mister Serio è tempo di cominciare a pensare ai play off. Lì ci vorrà attenzione, determinazione e concentrazione massima, ma anche capacità di chiudere le partite e cinismo. Tutti ingredienti che in questa stagione il Vallelunga ha dimostrato di possedere e che ora dovrà mettere in atto per provare a regalare l’ennesimo grande sogno alla sua impagabile tifoseria: l’approdo nel campionato di Promozione 2017/2018.

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Nel derby del Vallone s’impone l’Atletico Campofranco. Ora il Mussomeli in cerca del grande acuto contro il Troina

Nel derby del Vallone s’impone l’Atletico Campofranco. Ora il Mussomeli in cerca del grande acuto contro il Troina

MUSSOMELI – Sconfitta amara 3-1 per il Mussomeli nel derby del Vallone contro l’Atletico Campofranco dell’ex Lucio Sapia. Una battuta d’arresto che, proprio, non ci voleva per un Mussomeli che, pure, era andato a Campofranco con l’intenzione di fare risultato per proseguire nella sua corsa verso la salvezza diretta. Ora, invece, a seguito di questa sconfitta nel derby la squadra manfredonica si ritrova in piena zona play out. Con la conseguenza che domenica prossima contro il Troina la squadra di Salvatore Sorce dovrà centrare l’impresa anche per cercare o di salvarsi direttamente oppure, perlomeno, di posizionarsi meglio possibile nella griglia dei play out nella quale, come si sa, la squadra con la classifica migliore gioca sempre in casa con due risultati su tre a suo favore. L’Atletico Campofranco, tuttavia, non aveva altra scelta. La classifica gli imponeva di giocarsi il tutto per tutto, e così ha fatto. Lucio Sapia l’ha preparata molto bene la sfida contro la sua ex squadra. L’Atletico Campofranco ha schierato: Semprevivo, Giovenco, Immesi, Cinà, Kouyo, Provenzano, Di Maggio, Corso (42’ Abbate), Serio, Polito, Costa (85’ Azzara). Il Mussomeli ha risposto con: De Miere, Lucchese (46’ Susso), Mangiapane (76’ Russo) Guerreri, Licari, Pizzoleo, Panepinto, Landolina (46’ Rizoli), Stassi, Venuti, Minnone. E’ stato l’Atletico Campofranco ad iniziare meglio e a cercare di colpire con un ispiratissimo Polito che, oltre a proporsi con punizioni alquanto pericolose, ha servito a Cinà una gran palla che, tuttavia, il suo compagno di squadra non è riuscito a mettere dentro da pochi passi. La gara è cambiata al 35’ quando i padroni di casa sono passati in vantaggio. Un fallo di mani di Pizzoleo dentro l’area è stato battezzato dall’arbitro come irregolare, per cui ha assegnato il penalty che Polito ha trasformato con la consueta freddezza. Una rete che ha permesso all’Atletico Campofranco di far pendere l’ago della bilancia dalla sua parte, oltre che sul piano del risultato, anche su quello tattico. La squadra di Lucio Sapia, facendo leva sul vantaggio acquisito, ha potuto meglio giostrare la manovra rifacendosi pericolosa sul finire del primo tempo con Serio e Costa. In entrambe le conclusioni De Miere è stato superlativo riuscendo a sventare le conclusioni dei due avanti avversari. Nella ripresa l’Atletico, potendo ripartire velocemente, tenta di apporre sulla gara il sigillo del raddoppio, ma Costa e Polito non riescono a incidere per come vorrebbero. E il Mussomeli? La squadra di Sorce s’è resa pericolosa con un pallonetto dell’ottimo Rizoli di poco fuori. Un’occasione che sembrava il preludio ad una possibile rimonta mussomelese, ma così non è stato in quanto una irresistibile combinazione in area tra Costa e Serio ha permesso a quest’ultimo di battere per la seconda volta De Miere. A quel punto il Mussomeli s’è buttato disperatamente in avanti alla ricerca di un gol che gli consentisse di riaprire le sorti del match. Gol che è arrivato con Stassi su calcio di rigore concesso stavolta dall’arbitro per un fallo di mano commesso da Giovenco. Nel finale, tuttavia, con il Mussomeli proiettato in attacco, è stato l’Atletico a colpire con Polito su rigore, il terzo, concesso per atterramento di Azzara. Ancora l’attaccante campofranchese ha così trasformato il penalty del definitivo 3-1. Per il resto, gara che, nonostante l’alta posta in palio, è stata corretta e ben diretta dalla terna arbitrale. Chapeau all’Atletico Campofranco per una vittoria che non risolve i suoi problemi di classifica ma che costituisce comunque una scossa importante in vista di un finale di stagione non facile per i giallorossi. Per il Mussomeli invece un’occasione persa. La squadra di Salvatore Sorce anche a Campofranco ha confermato la propria scarsa propensione a fare risultato fuori dalle mura amiche. Domenica prossima, fortunatamente, si tornerà nuovamente al “Nino Caltagirone”, anche se l’avversario, il Troina, sarà di tutto rispetto. Ma si sa, tra le mura amiche il Mussomeli è ben altra cosa e chissà che non riesca a regalare ai tifosi, e a regalarsi, un grande acuto.

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La Don Bosco Mussomeli s’e’ complicata la corsa verso la salvezza

La Don Bosco Mussomeli s’e’ complicata la corsa verso la salvezza

MUSSOMELI – Nel campionato regionale Allievi, l’incredibile sconfitta rimediata dalla Don Bosco Mussomeli 2-1 fuori casa a Mascalucia contro la penultima in classifica, la Team Sport Millenium, ha complicato non poco i piani dei ragazzi di Daniele Misuraca. Anche perché nessuno, alla vigilia del confronto contro i catanesi, avrebbe potuto immaginare che, quella Don Bosco che era riuscita a bloccare in trasferta fior di squadroni come La Meridiana e Invictus, avrebbe perso contro la penultima in classifica. I salesiani mussomelesi avevano pareggiato l’iniziale svantaggio con la rete di Mancuso, ma alla fine i padroni di casa sono riusciti a trovare il guizzo vincente che è valso loro la conquista di tre punti per altro ormai quasi ininfluenti ai fini della classifica. In realtà, alla fine, chi s’è avvantaggiato di questo stato di cose, è stata proprio la Nissa che ha potuto mantenere il quartultimo posto in classifica che, al momento, gli assicurerebbe la matematica salvezza diretta. Il campionato, tuttavia, deve ancora superare altri due importanti passaggi. Domenica prossima la Don Bosco Mussomeli avrà contro l’Enna in casa la possibilità di conquistare tre punti che potrebbero rivelarsi pesantissimi nella corsa verso la salvezza diretta. Anche perché, sempre domenica, la Nissa dovrà affrontare fuori casa La Meridiana di Catania. Tuttavia, proprio l’ultima giornata della stagione regolare propone negli allievi regionali un derby, Nissa – Don Bosco Mussomeli, che potrebbe diventare decisivo per stabilire chi, delle due nissene, dovrà disputare i play out contro lo stesso Team Sport Millenium. In ogni caso, la Don Bosco, play out o non play out, ha comunque disputato un buon campionato regionale allievi considerata la forza delle avversarie.

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Mussomeli, familiare di un paziente sferra un pugno all’addetto alle pulizie dell’ospedale

Mussomeli, familiare di un paziente sferra un pugno all’addetto alle pulizie dell’ospedale

immagine di repertorio

(di Roberto Mistretta) MUSSOMELI – Fuori programma e momenti di autentica concitazione all’ospedale “Maria Immacolata-Longo” l’altra mattina, con un addetto alle pulizie colpito al volto da un pugno sferrato dal familiare di un ammalato ricoverato. Sul posto, allertati dal personale ospedaliero in servizio, si sono subito portati i carabinieri che hanno identificato i soggetti coinvolti e, con la loro autorevole presenza, hanno riportato la calma tra i presenti. L’opera dei carabinieri a quanto è dato sapere, sarebbe andata a buon fine e non dovrebbero esserci ulteriori strascichi giudiziari tra i due, stante che in casi come questo con lesioni non superiori a tot giorni, si procede a querela di parte e non d’ufficio. Stante a quanto ricostruito dai militari dell’Arma, l’addetto alle pulizie, in servizio quella mattina, al momento di eseguire la pulizia all’interno del reparto avrebbe chiesto ai parenti dei ricoverati di accomodarsi fuori, per meglio ottemperare all’igiene dei locali di degenza. Invito che, evidentemente, è stato recepito in maniera non ottimale dal familiare del paziente. Sta di fatto che questi ha sferrato un pugno in pieno volto al malcapitato lavoratore, colpendolo all’occhio. Per fortuna l’immediato intervento del personale sanitario in servizio e dei carabinieri successivamente ha evitato il peggio, con l’addetto alle pulizie preso in cura dai sanitari del Pronto soccorso e con l’assistente/familiare indotto a più miti atteggiamenti dalla presenza delle forze dell’ordine. Le cronache negli ultimi tempi sempre più spesso raccontano di lavoratori in ambito sanitario fatti oggetto di aggressioni fisiche da parte di utenti, ed anche l’ospedale di Mussomeli l’altra mattina non è stato esente dal suo momento di violenza anche se, e per fortuna, i danni sembrano essere stati limitati e non permanenti. Ma l’episodio rimane pur sempre un campanello d’allarme da non sottovalutare per gli addetti ai lavori e gli operatori sanitari, sempre più in trincea.

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La montagna incantata (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

La montagna incantata (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

 

 MUSSOMELI – Oltre trent’anni fa, con uno “speciale archeologia”  di Progetto Vallone, mi occupai, insieme a Calogero Canalella, Giacomo Cumbo e Giovanni Mancuso, di Polizzello. Era la prima volta che salivo sulla “montagna ” con addosso il fascino di tutti i miti e le leggende che popolavano i suoi luoghi e l’incanto dei tesori della fiera dei sette anni, delle arance d’oro e di altre truvatura di cui si favoleggiava da tanto tempo. Mi avviai con gli amici, su per l’erta salita di terra battuta, e arrivato sull’altipiano di oltre 870 metri, da cui si domina tutto il territorio del Vallone e lo sguardo può spaziare fino agli orizzonti lontani, dall’Etna ad est  fino ai monti Sicani ad ovest, dalle Madonie  a nord fino al mare a sud,  mi sentii abbagliato dalla luce del sole che illuminava intensamente tutta l’ampia terrazza di terra nerissima e fertilissima, in cui crescevano quell’anno, sulle rocce dell’acropoli, insoliti rovi di mirtilli rossi che non avevo mai visto altrove, e delle piante particolari con piccole foglie madreperlacee, che davano a tutto il paesaggio una particolarissima aura di magia. Il Sorge, riferendosi ad una fortezza citata da Stefano Bizantino nel suo De Urbibus, pensava che la montagna fosse la Fortezza di Eizelos, ma a me, lì per lì, venne di pensare invece alla  Polis helios, la mitica città del sole di Tommaso Campanella, sapendo che non poteva essere
che solo una mia pura immaginazione, perché come aveva già sostenuto  Siculus (alias Salvatore Raccuglia), uno studioso grecista, sulla rivista Sicania n.8 del 1916, in greco i nomi di città non sono preceduti ma seguiti dalla parola polis, come appunto Costantinopoli, Napoli, Termopoli, ecc..

Sulla sommità dell’acropoli, nella parte centrale, con intorno la terra rossa della cenere  e del sangue dei sacrifici alla Dea Madre di tre mila anni fa, un santuario arcaico con delle are abbozzate, scoperto con i primi scavi fatti da Rosario Carta dagli anni 1921/26. Gli altri sacelli  e gli altri ambienti saranno scoperti negli scavi di De Miro e della Fiorentini degli anni ottanta, e poi di quelli diretti dalla Panvini dal 2000 fino al 2006. Oggi, tutta l’acropoli è in attesa che un domani (?) si completino i lavori di scavo e si costruisca un’adeguata copertura permanente. Anche la
montagna
sembra abbandonata. Transennata da sud ovest fino quasi alla robba du Ciensu da una lunghissima ringhiera in ferro che ha deturpato e rovinato parte della collina, tutto il pianoro è sommerso da alte erbacce in cui si fa fatica a camminare e ad ammirare i resti dell’antichissima misteriosa città sicana Onface (?), come ipotizzava, un secolo fa,  il nostro Siculus.

E’ certo che Pulizzieddu non ha niente a che vedere con Polis Eizelos, ma è un  nome sicuramente posteriore, dato probabilmente ad un borgo di epoca bizantina che doveva sorgere nei pressi della montagna, forse a sud verso la contrada in cui ha sede la fabbrica di pannelli fotovoltaici “Energy Europe” e dove si indicava una volta la località Pulizzieddu, così come riferito da alcuni anziani. Non a caso il nome della robba ai piedi della montagna e di tutta la contrada limitrofa era chiamata sempre u’ Ciensu, forse dall’arabo jizya (tributo). Anche Rosalba Panvini e Dario Palermo, sulla scorta di quanto affermato da Salvatore Raccuglia nel 1916, propendono per questa interpretazione. Dario Palermo ipotizza pure, nel suo studio su Polizzello, sulla base del taccuino di R. Carta del 1926 in cui si annotava la  presenza a sud della montagna di alcune sepolture a fossa e di un piccolo arcosolio, “l’esistenza di un insediamento tardo-antico o alto-medievale indizio di alta frequentazione del territorio in quell’epoca insieme ad altri nuclei come Borgitello, Mintina, ecc.”.  Che sia questo l’antico borgo bizantino in greco “Polis”, da cui poi Pulizzieddu? Anche Borgitello doveva essere un antico borgo bizantino della contrada Grotte o, forse, un insediamento ormai scomparso ai piedi del Castello lato sud, dall’arabo burg  da cui poi Burgitieddu, in cui sono state trovate le 124 monete d’oro arabe, di cui 90 al Paolo Orsi di Siracusa, ed un bel po’ di ceramica del periodo alto medievale che si trova nel nostro Antiquarium. Poi che un nome di una piccola ma importante fetta di territorio dia il  nome a tutto un ex feudo è qualcosa di ricorrente e fa parte della nostra storia, certo è che dentro l’ex feudo Borgitello ci sono le contrade Castello, Manca, Serra del vento, Testacotta, Mintina, Omomorto, Catabba, ecc. Così come per Polizzello che abbraccia un territorio vastissimo di cui fanno parte Carlina, Ntanalipri, San Cono, Sanfrangiore, Quarto di rose, Rocchicella, Marcato Nuovo, ecc.
  Bellissimi i reperti ritrovati: gli oinochoe, molti dei quali si trovano negli scantinati (!) del Museo archeologico di Palermo,  con i simboli stilizzati del toro, del guerriero, del polipo e di altre figure ittiche, alcuni di fabbricazione indigena, e che testimoniano il culto sacro della vita. Eccezionali i ritrovamenti degli ultimi scavi, alcuni dei quali si possono vedere, qui pubblicati, sui tabelloni del nostro Antiquarium: un elmo corinzio, simile all’elmo della Dea greca Atena, una placca  di ambra e avorio, altri  monili preziosi, tempietti indigeni dalla forma circolare, statuine con figure simboleggianti la natura e  decine di armi, lance, spade e punte di frecce, conservati per lo più al Museo archeologico di Caltanissetta. Straordinario, infine, per il nostro sito, il ritrovamento di una statuetta fittile di un guerriero itifallico con elmo e scudo, insieme ad una rara lancia di 74 cm di lunghezza e ad altre armi, che fanno pensare, come sostiene l’archeologo Dario Palermo, al culto di Ulisse, l’eroe omerico dell’Odissea, su cui torneremo a scrivere ancora nel prossimo articolo.

Diversamente da Raffe, la mitica Indara sicana da Indaruminicu lì vicino (?), che visse quasi più di tremila anni, dal periodo sicano fino alla dominazione araba, la città della Montagna, la misteriosa Onface sicana (?), esistette, come sostiene Dario Palermo, in periodi più brevi dal X, poi dall’VIII al VI/V secolo avanti Cristo, per poi riprendere vita per poco tempo dalla fine del V fino al IV a.C.  E molti si interrogheranno sul perché di questo abbandono da parte dei nostri onfacesi del loro insediamento e poi della ripresa, dopo un secolo circa, dei luoghi in cui avevano vissuto i  loro padri. Forse fu Falaride, tiranno di Agrigento, nel VI secolo a.C., a distruggere il primo insediamento (?), e dopo, definitivamente,  i cartaginesi nel V/IV secolo circa a.C. quando distrussero, pure, oltre alla stretta alleata Onface, la leggendaria imprendibile Camico, progettata e costruita dall’architetto Dedalo, il padre dello sfortunato Icaro(?).

Chissà! Di certo, qui si venerava la Grande Dea Madre dalle braccia alzate verso il cielo, come farebbe pensare il bronzetto stilizzato che si trova nel nostro museo di Mussomeli. Qui, alla Grande Dea Madre, la grande Ida cretese, che poi chiameranno Demetra, e poi Cerere, i nostri avi, pastori, contadini e guerrieri, come, probabilmente, anche tutti i sicani di quel tempo, come sostiene E. De Miro, offrivano i loro voti e facevano i loro sacrifici di cinghiali, cervi ed altri animali ormai scomparsi, per chiedere prosperità e protezione. Qui portavano in processione i modellini in terracotta dei tempietti circolari, (ritrovati negli anni venti dall’archeologo Carta e che si trovano ora nel museo archeologico di Siracusa),  con dentro anche le statuette della dea (!?).

Forse, la nostra “montagna incantata” che oggi chiamiamo Polizzello, doveva avere una enorme influenza sociale e religiosa nella civiltà sicana di quel tempo ed  il santuario, nell’area sacra dell’acropoli, che sovrastava dall’alto tutto il territorio dei sicani e dei siculi, doveva essere un importantissimo luogo di culto “omerico” e di richiamo per tutti i nostri progenitori di 2700 anni fa.

Salvatore Vaccaro

salvatore.vaccaro51@gmail.com

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Salvatore Dilena confermato nel collegio sindacale dell’ATO CL1

Salvatore Dilena confermato nel collegio sindacale dell’ATO CL1

MUSSOMELI – L’assemblea dei soci dell’ATO CL 1 rappresentata dai comuni che partecipano al capitale della società, riunitalo scorso  venerdì 21 Aprile,  ha eletto l’organo di controllo rinnovandolo parzialmente. I sindaci presenti hanno voluto dare un segnale di cambiamento garantendo  al contempo continuità col passato. Tra i neo eletti figurano Anna Marchese di Caltanissetta presidente  e Andrea Diliberto di San Cataldo componente. E’ stato invece riconfermato Salvatore Dilena di Mussomeli che era componente uscente. Il neo collegio sindacale che svolgerà anche la funzione di revisione legale,  rispetta la territorialità dei comuni soci,  da spazio alla parità di genere e promuove anche i giovani. I tre commercialisti scelti possiedono ognuno una peculiarità: il collegio sindacale sarà infatti presieduto da una donna,  Anna Marchese  con vasta esperienza in collegi dei revisori e altre attività.   Il giovane Andrea Diliberto è tra i  componenti del direttivo dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti di Caltanissetta. Salvatore Dilena presidente dell’Ordine dei dottori Commercialisti, nonché neo coordinatore dei commercialisti di Sicilia, professionista di confermata esperienza,  rappresenta la continuità.

Il liquidatore Elisa Ingala che ha presieduto l’assemblea, nel ringraziare i componenti del precedente collegio per la proficua attività svolta, augura un buon lavoro agli eletti con l’auspicio di portare a compimento in  breve tempo,   la complessa attività liquidatoria dell’ente.

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Comune Mussomeli

 

 

 

 

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