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Lunedì altri 35 randagi trasferiti a Crotone

Lunedì altri 35 randagi trasferiti a Crotone

(di Roberto Mistretta)MUSSOMELI – Partiranno lunedì alla volta di Crotone, i restanti 35 randagi del Comune di Mussomeli, ospitati presso il canile di Elio Ferreri in contrada Cermano. «Ho ricevuto formale nota da parte del sindaco – ha commentato Ferreri – con la quale mi ha comunicato che il prossimo 29 maggio addetti della ditta “Mister dog” di Crotone, verranno a prelevare i restanti randagi. Mi auguro che stavolta arrivino con mezzi adeguati, e non come la volta scorsa, così da evitare le legittime proteste di chi ama gli animali e non accetta di vederli viaggiare in quelle condizioni inadeguate». Come si ricorderà, la scorsa settimana, gli animalisti dell’associazione “Cuore randagio” e il presidente della Lida Fabio Calì, contestarono il trasferimento dei randagi sostenendo che i mezzi (due furgoni) non erano idonei così come le gabbie. Sul posto oltre a vigili urbani, carabinieri e guardie zoofile, intervennero anche i veterinari dell’Asp che ritennero al contrario i mezzi adeguati e pur con delle prescrizioni, (non utilizzare le gabbie poste in alto rispetto alle altre), diedero il via libera al trasferimento. E così 10 randagi su 45, nonostante le proteste, furono trasferiti. Lunedì anche gli altri animali partiranno alla volta della Calabria, a meno che nel frattempo non intervengano fatti nuovi. «Ho formalizzato per iscritto agli animalisti – dice il sindaco Catania- che l’unico modo per evitare il trasferimento dei randagi, a seguito di gara regolarmente aggiudicata, era di farli adottare. Per altro ho anche ricevuto da parte della Lida la proposta ad ospitare i cani ad 1,80 euro al giorno e non ho nulla in contrario in tal senso. Ovviamente la richiesta andrà formalizzata per come prevede la legge». Ed invero anche il comandante dei vigili urbani, Vincenzo Calà, durante la contestazione aveva ribadito che in caso di adozione i cani sarebbero rimasti a Mussomeli e nella foga della protesta, le animaliste a animalisti di “Cuore randagio”, s’erano detti disposti ad adottare tutti gli altri 35 cani. Peraltro la vicepresidente di Cuore randagio, Cinzia Calì, il giorno dopo presentò denuncia ai carabinieri, con l’accusa di maltrattamenti verso i cani trasferiti, additando tali responsabilità a tutti coloro che avevano consentito tale trasferimento. Denuncia che si avvale delle testimonianze dello stesso Ferreri e dell’animalista Erika Diliberto. Anche la polizia municipale, a quanto è dato sapere, ha comunque formalizzato la propria relazione di servizio sull’accaduto.

ROBERTO MISTRETTA

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“Non solo fisco” (a cura di Gabriella Panepinto) – ANATOCISMO E USURA  BANCARIA : ISTRUZIONI PER L’USO

“Non solo fisco” (a cura di Gabriella Panepinto) – ANATOCISMO E USURA BANCARIA : ISTRUZIONI PER L’USO

Sembra il titolo di quei foglietti illustrativi che troviamo all’interno di ogni farmaco ma non è così.

Negli ultimi anni a causa della crisi economica e, soprattutto, della mancanza di liquidità in cui versano la maggior parte delle imprese del nostro Paese, l’argomento è diventato al centro delle cronache giudiziarie per via dei numerosi fallimenti di aziende, a volte anche famose, che si erano fortemente indebitate con gli istituti bancari.

Ma facciamo chiarezza cercando di capire insieme di cosa si tratta.

COS’E’ L’ANATOCISMO

Innanzitutto con il termine “anatocismo” si intende quel fenomeno in base al quale gli interessi maturati su un capitale chiesto in prestito vengono sommati al capitale stesso, producendo ulteriori interessi.

Si può capire meglio con un esempio:

supponiamo di chiedere alla banca un prestito di 10.000 euro su cui verrà applicato un tasso di interesse  annuo pari al 10% . A fine anno gli interessi dovuti sul capitale iniziale saranno 10.000*10% = 1.000

Poiché, per prassi bancaria,  tali interessi vengono addebitati sul conto corrente e quindi sommati al capitale, nell’anno successivo, supponendo per semplicità’di calcolo, che il capitale in prestito sia sempre di € 10.000 sommando gli interessi dell’anno precedente, il debito sarà di 11.000 euro e quindi gli interessi dovuti saranno 11.000*10%= 1.100 cioè 100 euro in più dell’anno precedente, pur avendo lo stesso capitale prestato e lo stesso tasso di interesse.

La differenza di 100 euro rappresenta l’effetto anatocistico, cioè  l’applicazione degli interessi sugli interessi.

Dal punto di vista normativo, l’Anatocismo, è vietato dall’art. 1283 c.c. : la regola generale, valevole per ogni rapporto e non solo per quelli bancari, è infatti quella per cui gli interessi maturano sul solo capitale dovuto e non anche sugli interessi precedentemente maturati.

Nonostante la chiara previsione normativa, in passato le banche e anche la giurisprudenza almeno fino al 1999 ritenevano che in tali rapporti vi fosse un uso normativo che consentisse un’eccezione alla regola generale. La previsione, infatti, vieta l’anatocismo salvi però gli usi contrari: se si ritiene sussistente in ambito bancario un tale uso di capitalizzare gli interessi nei conti correnti o negli altri rapporti contrattuali, tale pratica è ammissibile.

Il legislatore, con la Legge di Stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147), entrata in vigore il 1° gennaio 2014, era intervenuto sul tema dell’anatocismo bancario modificando il testo dell’art. 120, comma 2, del T.U.B. ed introducendo la seguente clausola: “Gli interessi periodicamente capitalizzati (contabilizzati) non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”. Con tale clausola è stata definitivamente sancita l’illegittimità dell’anatocismo bancario.

 

COS’E’ L’USURA BANCARIA

L’usura bancaria è una fattispecie normativa introdotta dall’Art. 644 del Codice penale italiano ed è stata riformulata dalla Legge n. 108 del 7 marzo 1996.

Essa si realizza quando i prestiti erogati sono remunerati da tassi di interesse elevati considerati illegali. In particolare, il 3^ comma dell’ art. 644 c.p. disciplina la cosiddetta “usura oggettiva”, per la quale al superamento del limite stabilito dalla legge, gli interessi si presumono usurari.

I limiti oltre i quali gli interessi sono considerati usurari sono fissati dalla Banca d’Italia ogni tre mesi, tramite la pubblicazione dei cosiddetti “Tassi Soglia” cioè il tasso di interesse massimo che le banche possono applicare ai loro clienti all’atto dell’accensione di un finanziamento o di un mutuo.

Se tale limite vien superato, si configura il reato di usura e si applica l’art. 1815 c.c., il quale sancisce la nullità della clausola degli interessi, con la conseguenza che nessun interesse è dovuto alla banca da parte del cliente.

Chiaramente, ad una prima lettura dei contratti bancari è difficile che venga palesemente applicato un tasso di interesse oltre soglia, tuttavia è una prassi bancaria abbastanza ricorrente.

Infatti l’applicazione di tassi usurari è spesso celata dalle ulteriori commissioni, spese e competenze che sommate al tasso di interesse nominale applicato, il cosiddetto TAN, determinano un Tasso Effettivo Annuo Globale (TAEG) più elevato.

Il costo del prestito, infatti, non è dato soltanto dall’interesse applicato, ma da tutte le commissioni, spese e remunerazioni, escluse imposte e tasse, direttamente collegate con l’erogazione del credito, così come sancito dall’art. 1, comma 3, L.108/96 secondo cui:

Per la determinazione del tasso d’interesse usurario si tiene conto, delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito.”

Cosa occorre dunque per verificare se la banca ha applicato sia l’anatocismo che l’usura bancaria?

Innanzitutto occorre partire dalla documentazione, in quanto è di fondamentale importanza per ricostruire l’intero rapporto di conto corrente e le condizioni contrattuali del finanziamento.

In particolare, per i conti correnti sono necessari:

  • il contratto originario di apertura del conto corrente e di concessione del fido con le originarie condizioni;
  • gli estratti conto con elenco dei movimenti e riassunto scalare, in cui vengono riepilogati gli interessi, commissioni e spese addebitate per trimestre;
  • Tutte le variazioni contrattuali intervenute nel corso del rapporto bancario;

Se per qualsiasi motivo, non si possiede la documentazione o la si possiede solo in parte, è possibile richiederne copia alla Banca che ha il dovere di rilasciarla per legge.

Una volta ottenuta la documentazione sarà possibile verificare la presenza di anatocismo ed usura bancaria attraverso l’analisi svolta da un perito che si occuperà di verificare ,in primis, la presenza di usura contrattuale e di anatocismo.

Accertato il comportamento scorretto della banca, si procederà alla ricostruzione del conto corrente o del finanziamento calcolando le somme che la banca dovrà restituire in virtù di quanto previsto dalla normativa e dalla giurisprudenza. Infine l’analisi svolta dal perito permetterà di presentare formale istanza alla banca per la restituzione di quanto illegittimamente addebitato.

Attenzione però non è così facile ottenere in via bonaria un risarcimento dalla banca: alla fase stragiudiziale in cui le parti cercano di ottenere un accordo, spesso segue quella giudiziale e quindi sarà necessario rivolgersi ad un legale per ottenere il maltolto.

Vale comunque la pena esperire ogni tentativo perché spesso le somme che si possono recuperare permettono alle aziende di ridurre il debito con le banche anche in fase stragiudiziale.

 

Dott.ssa Gabriella Panepinto

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Un sogno per Falcone e Borsellino (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

Un sogno per Falcone e Borsellino (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

In questi giorni si stanno organizzando  manifestazioni ed appuntamenti per ricordare, martedì 23 maggio, il 25° della strage di Capaci. Anch’io, insieme alla redazione di Castello Incantato, voglio rendere un doveroso omaggio alla memoria non solo di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo ma pure di Paolo Borsellino, il cui venticinquesimo è il prossimo 19 luglio. Mi corre l’obbligo di non dimenticare anche gli uomini della scorta di Falcone: Vito SchifaniRocco DicilloAntonio Montinaro e quelli di Borsellino: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli, nomi meno noti rispetto ai due giudici ed alla moglie di Falcone ma da commemorare insieme a loro, perché hanno sacrificato la vita per adempiere al loro dovere, e come ha detto la moglie di Borsellino “erano persone che ormai facevano parte della famiglia, che condividevano le loro ansie e i loro progetti e con cui c’era un rapporto, oltre che di umanità e di amicizia, di rispetto per il loro servizio ”.

Mi sia consentito, quindi, di sospendere per questa domenica i consueti servizi sul nostro patrimonio culturale e di poter dedicare queste due pagine ad un importantissimo tema che fa parte della nostra vita quotidiana e che è anche e soprattutto di carattere culturale, nel senso più pieno e vitale del termine. E qui, più che il solito, trito e ritrito intervento sulla mafia e le varie criminalità organizzate,  su cui quasi tutti a parole ci si dichiara contro, vorrei invece fare delle riflessioni sul perché, dalle nostre parti, si vive in una perenne condizione di marginalità, nel sottosviluppo economico e sociale, nella disoccupazione, nella mancanza di strade ed infrastrutture decorose, tra i rifiuti che ci sommergono, mentre altrove gli stessi sono strumenti di sviluppo economico; perché non si riesce a svoltare pagina nella nostra amata amara Sicilia, una terra  ricca di tesori e di risorse umane e materiali,  ed a trovare, finalmente, come il mitico Teseo a Creta, il bandolo della  matassa, sì  da farci uscire da questo labirinto che impedisce da decenni, forse secoli, dai tempi di Federico II (!?), di poter costruire una nuova Sicilia in cui i nostri giovani dalle mille qualità, per i quali tutti i genitori hanno fatto enormi sacrifici per dare loro le migliori competenze e professionalità, possano lavorare nella propria regione senza dover emigrare per altri lidi, andando a vivere altrove e creando un vuoto senza fine nel loro luogo natio.

Teseo uscì dal labirinto aiutato dal filo di Arianna. Il mitico Dedalo, poi architetto della reggia di Cocalo nella leggendaria Camico che fu costruita qui vicino,   tra le colline dei Monti Sicani, forse a S. Angelo Muxaro, riuscì a fuggire con l’aiuto di un paio di ali. Anche noi possiamo uscire dal labirinto in cui la fanno da padroni tanti minuscoli minotauri, che pensano solo ‘o cumannu ma che non sanno  andare oltre il loro tornaconto, sempre piccolo e di breve durata per quanto grosso e colossale possa essere in termini di guadagni; che non riescono, per quanto furbissimi si possano considerare,  a dirigere…a vedere il lontano orizzonte…o più in là del loro naso… a creare qualcosa anche per il futuro dei loro figli… a riuscire a capire che solo con il cuore e la mente si può volare oltre gli ostacoli

Scriveva il grande poeta siciliano Ignazio Buttitta in “Pueta ‘nta chiazza”: n’omu po’ aviri un fegu… ‘na pirrera d’oro, un miliardu ‘a banca, ma si ‘nta menti chianta cipuddi…è un miserabili e nun pussedi nenti! Un omu acquista meritu e cangia sorti e destinu…si sfascia ‘a porta d’a menti e ci fa trasiri ‘u suli…si havi cuscienza d’i so dritti…si havi cugnizioni d’a vita…si duna amuri…e junci sangu ‘nte vini d’a terra… Un altro grande scrittore siciliano, Gesualdo Bufalino, diceva di avere scritto molto sulla Sicilia, più dell’amabile che dell’amara, ma non perché non vedesse o patisse l’intreccio di frode e violenza che pare presiedere al nostro destino, ma perché più che giudicare voleva capire… Diceva, per paradosso, di aver imparato a non rubare ascoltando Mozart…e restava convinto che, contro i mali dell’isola, occorrono cure diverse, libri ed acqua, libri e strade, libri e case, libri ed occupazione… e come a guarire l’analfabetismo morale da cui si è afflitti, possano servire anche le nostalgie, le favole e i sogni…”  ed io oserei aggiungere i miti…

Per onorare Falcone, Borsellino ed i tanti troppi martiri della violenza mafiosa…per una vera Nuova Sicilianon basta, quindi, essere antimafiosi a parole, contrari al racket, al pizzo, alla corruzione, al clientelismo… dichiararsi a favore della legalità, delle regole, della democrazia… auspicare pure più poliziotti, carabinieri,  giudici…più carcere o la pena di morte come dice qualcuno… Non bastano nemmeno le cerimonie, la consegna di nastri e medaglie… E’ facile, troppo facile, essere anti qualcosa. Come è facile essere cristiani andando solo a messa e facendo la  comunione. Più difficile è operare concretamente, preoccuparsi di realizzare realmente qualcosa per una società più giusta… più onesta…pulita….Qualcosa che appassioni, che guidi verso un orizzonte luminoso….che faccia sognare… come dice Bufalino. Cioè passione e cultura, non chiacchere … non solo erudizione e titoli di studio… non squallido cinismo e tanta inutile finzione…

Chi vuole amministrare la propria terra deve prima di tutto saperla amare… guidarla…dirigerla…e sapere in quale porto condurla. Non deve  pensare ‘o cumannu, al qui comando io e chiudersi malato di potere, sempre breve ed effimero, nella sua piccola e buia torre d’avorio… Perché dove c’è una cultura democratica credibile, senso civico  e vero spirito di servizio per i cittadini, dove non ci sono corse al potere per il potere, clientelismo, ingiustizie, ignoranza, disuguaglianze, corruzione, lì sarà molto difficile che ci siano mafia e criminalità, disoccupazione, povertà e corruzione…

Lo sapevano anche i miei cari piccoli alunni  che legalità è soprattutto fare il proprio dovere… Come  pure studiare, imparare, conoscere ed amare la scuola, lavorare per il proprio paese… è  fare il proprio dovere. E come si racconta nel Piccolo Principe di Antoine de St Exupery, fare il proprio dovere dà pure tanta gioia di vivere e felicità, come quella che non hanno o non potranno  mai avere coloro che pensano solo ad accumulare potere e denari, denari e potere, dimenticando che la vita poi passa e non resta più il tempo di seminare e raccogliere quelle straordinarie ricchezze che fanno amare la bellezza e rendono la vita degna di essere vissuta… che nessun ladro potrà mai rubare e nessuna ruggine potrà mai distruggere…

Salvatore Vaccaro

salvatore.vaccaro51@gmail.com

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Trasferimento cani a Crotone, Elio Ferreri:   “il sindaco non conosce la normativa ma mette in dubbio la regolarità del mio canile”

Trasferimento cani a Crotone, Elio Ferreri: “il sindaco non conosce la normativa ma mette in dubbio la regolarità del mio canile”

MUSSOMELI – Dopo che i randagi, non senza tensioni, sono stati affidati dall’Amministrazione, attraverso un bando, a un canile calabrese, arriva in redazione una nota a firma del cinofilo Elio Ferreri che scrive: “In merito a quanto dichiarato dal Sindaco Catania, relativamente alla questione del trasferimento a Crotone dei cani ricoverati presso la struttura di mia proprietà, anch’io tengo a fare alcune precisazioni.

Per quanto riguarda l’idoneità dei mezzi utilizzati per il trasporto dei cani, il sig. Sindaco non si può esprimere sulla loro regolarità, perché non competente in materia ed anche alla luce del fatto che non ha visionato personalmente in quanto non presente (impegnato altrove),

In ordine alle dichiarazioni rese dai due veterinari presenti, dott. Mulè e dott. Ippolito  ed alla loro assunzione di responsabilità per aver consentito il trasferimento,  in mancanza di sterilizzazione, con quei mezzi ed in quelle condizioni, in dispregio alla normativa, saranno le autorità competenti a pronunziarsi.

Quello che mi disturba non poco è che il Sindaco, con le sue affermazioni/illazioni si sia permesso di metter in dubbio la regolarità e la legalità del mio canile rifugio.

Sono in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie  già dagli anni 92/94 ed il Signor Sindaco di questo è perfettamente a conoscenza  perché tutto è agli atti .

Voglio comunque sottolineare che la struttura di mia proprietà insiste in zona agricola, luogo deputato proprio a queste attività. ma  a questo punto, una domanda sorge spontanea: Le abitazioni cui fa riferimento il primo cittadino, sono in regola con  autorizzazioni, licenze edilizie, eventuali sanatorie, accatastamenti? In altre parole… sono in regola con la legge?

Farebbe bene a verificare…….nell’interesse di tutti. Gradirei  avere risposta su ciò.

Voglio ricordare, ancora,  che i cani randagi del Comune di Mussomeli,  sono stati ricoverati su Ordinanaza Sindacale  n.24 del 05.05.2015  a firma dell’allora Sindaco Calà.

Successivamente, in conseguenza dell’insediamento della nuova amministrazione, in data 10.06.2015 con nota prot. n.12057 a  firma del sindaco Catania, mi si comunicava che i cani sarebbero stati ritirati entro  4 mesi dal primo ricovero avvenuto  il 07.04.2015 e che pertanto entro il 07.08.2015, i cani presenti in struttura sarebbero stati prelevati.

Questo non è avvenuto e di conseguenza se, nelle more, l’Amministrazione ha dovuto sostenere le relative spese ( così come detta la normativa della regione siciliana), l’unico responsabile è solo ed esclusivamente il Sindaco.

Avrebbe potuto e dovuto procedere nei termini di cui alla nota suddetta e non lo ha fatto.

Riguardo alla certificazione di qualità, essendo il Sindaco, come già detto, ignorante in materia, preciso che tale certificazione non è richiesta dalla Legge regionale, ma  posso assicurare che il rifugio cani di mia proprietà non ha nulla da invidiare a nessun’ altro.

Ma c’è di più.

La struttura adibita a canile rifugio è stata sempre controllata nel corso degli anni: 5 volte dal NAS e ‘solo’ 21 volte dall’Asp. Mai sono state   irrogate sanzioni per irregolarità e pertanto in considerazione di ciò, pregherei il Signor Sindaco dall’astenersi dal rendere  simili affermazioni.  Non permetto ad alcuno di metter in dubbio la mia professionalità e la mia totale osservanza della normativa di riferimento.

Cosa ancor più sgradevole è, senza dubbio, la considerazione  che ‘ mi brucerebbe il fatto che i cani siano trasferiti altrove’.

Mi permetto di dire che non è intellettualmente onesto fare  una simile  affermazione, poiché il Sindaco e gli altri amministratori  sanno perfettamente che non ho mai avuto interesse a trattenere qui i  cani di Mussomeli, che non ho partecipato a nessuna delle tre gare indette, come indicato  in tutte  le  intercorse comunicazioni, con i soggetti interessati.

Certamente, non posso negare di essere dispiaciuto per il trasferimento dei randagi in questione, perchè vi sono affezionato, ma sicuramente mi sento molto sollevato dal non dover più aver a che fare con questa amministrazione comunale, che nonostante la mia continua e totale disponibilità, dimostra di non aver apprezzato il mio lavoro, che ripeto, svolgo con gran dedizione e sfido chiunque a provarne  il contrario.

L’interesse precipuo del sottoscritto è quello di assicurare il benessere degli animali e pertanto mi batto affinchè tutto si svolga in assoluta legalità.

I cani , secondo la normativa vigente, devono rimanere sul territorio e non possono essere ricoverati in strutture  fuori regione. Ed in più, il servizio deve essere espletato entro 4 ore dalla chiamata.

Allora mi chiedo come farà la ditta aggiudicataria, di Crotone, a poter arrivare in tempo utile?

Una cosa comunque è certa: La legge va rispettata, sempre e da tutti, che piaccia o no, che si riferisca a persone o ad animali.

Io la rispetto costantemente e pretendo che gli altri, comprese le Istituzioni, si adeguino.

Per questo chiedo  al Sindaco Catania, ancora una volta, di voler ritirare i cani rimasti presso la mia struttura nel più breve tempo possibile.

Ad ogni buon conto, preciso infine, che la storia continua e che il tempo darà ragione a chi lo merita. Aspetterò con calma e con fiducia che la Giustizia, in cui credo fermamente, faccia il suo corso”.

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Cardinale (Pensare Solidale): “Strage di Capaci atto indelebile della nostra storia”

Cardinale (Pensare Solidale): “Strage di Capaci atto indelebile della nostra storia”

MUSSOMELI – “Nel venticinquesimo anniversario della strage di Capaci che ha rappresentato un atto indelebile nella storia del nostro Paese è importante celebrare il ricordo di Giovanni Falcone e degli uomini della scorta”. A dirlo è Salvatore Cardinale, consigliere comunale di Pensare Solidale che scrive: “Giovanni Falcone , così come Paolo Borsellino , nonostante le minacce di morte, i falliti attentati e la consapevolezza di poter essere uccisi in qualsiasi momento, non cessarono mai di battersi con dedizione, fermezza e senso del dovere al servizio dello Stato e dell’intero paese.

Essi costituiscono un esempio positivo da imitare e un modello guida per tutti i giovani, per coloro che credono nella legalità e nella libertà e per coloro che  si battono ogni giorno contro tutte le mafie, alla ricerca della verità e della giustizia.

Sono stati testimoni fino all’estremo sacrificio della difficile battaglia per la giustizia e la legalità.

Un impegno il loro che ha contribuito a ridimensionare notevolmente il potere della mafia”.

“Ricordare le vittime della strage di Capaci e di tutte le stragi di mafia – conclude il sindacalista –  oltre che doveroso deve  servire  a non dimenticare e soprattutto a far si che i cittadini, e in particolare le nuove generazioni  si soffermino con maggiore consapevolezza sugli avvenimenti della nostra storia e diventino cittadini presenti e consapevoli”.

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Giandomenico Valenza prepara i festeggiamenti in onore di Maria SS dell’Ascensione

Giandomenico Valenza prepara i festeggiamenti in onore di Maria SS dell’Ascensione

MUSSOMELI – Ha trasformato la propria abitazione in via Barcellona in una cappella dedicata alla Madonna dell’Ascensione. Giandomenico Valenza (nella foto)ha una predilizione per il culto mariano tanto da rendersi promotore di una festa. Sono, infatti, ben tre i  giorni dedicati ad onorare Maria Santissima e il simulacro custodito nella sua casa. Si parte venrdì 26 maggio con un omaggio floreale in onore della Vergine, l’indomani per le vie dei Santi risuoneranno i tamburi. Mentre domenica, 28 maggio, giornata conclusiva con la recita del rosario.

IL PROGRAMMA:

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Movida di Mussomeli, pub controllati dai carabinieri

Movida di Mussomeli, pub controllati dai carabinieri

 Mussomeli – Sotto i riflettori dei carabinieri è finita la movida di Mussomeli. Per combattere l’abuso di alcolici soprattutto trai giovani. Un servizio, quello coordinato dal capitano Luigi Balestra, con finalità tanto preventive, quanto repressive.

Diverse le pattuglie impegnate nel controllo che ha interessato 98 persone che viaggiavano su 36 mezzi. I guidatori sono stati tutti sottoposti a prova dell’etilometro e non sono stati scoperti “indisciplinati”. Nessuno ha alzato troppo il gomito.

Durante le stesse verifiche sono state effettuate anche perquisizioni in cerca di droga.

Attenzione puntata pure su pub e locali notturni. Con un occhio di riguardo ai minori e al divieto di vendere o somministrare loro bevande alcoliche.

Ma in tal senso l’attività non è chiusa e gli stessi carabinieri tracceranno in seguito un bilancio complessivo che sarà la fotografia della movida di Mussomeli.

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Ladri entrano in abitazione nonostante il padrone sia in casa

Ladri entrano in abitazione nonostante il padrone sia in casa

MUSSOMELI –  Ladri intrepidi e temerari. Sabato mattina i soliti ignoti si sono introdotti all’interno di una abitazione di via Tripoli senza nemmeno accertarsi che la casa fosse vuota.  Solo la presenza in casa del nipote 22enne  dei proprietari che stava riposando sul letto ha fatto si che i malviventi desistessere dal loro intento criminale. Il giovane, nonostante lo choc per la visita indesiderata ha avuto la prontezza di annotare modello, una Lancia Y bianca. Sembrerebbe che l’auto non risulti rubata, circostanza che agevolerebbe le operazioni per risalire ai responsabili. L’episodio è stato denunciato ai Carabinieri della Compagnia di Mussomeli e, secondo indiscrezioni, i ladri avrebbero le ore contate.

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Caltanissetta, concluso il Corso per “operatori in emergenza” svolto dalla Croce Rossa di Caltanissetta

Caltanissetta, concluso il Corso per “operatori in emergenza” svolto dalla Croce Rossa di Caltanissetta

Caltanissetta  – Domenica 21 maggio 2017 presso la sede della Croce Rossa Italiana – Comitato di Caltanissetta ONLUS, si sono tenuti gli esami per il corso OP.EM. (Operatori di Emergenza, livello base), organizzato dall’Istruttore Nazionale di Protezione Civile del Comitato di Caltanissetta e direttore del corso, Angelo Montoro. Il Comitato di Caltanissetta ha una forte tradizione nelle attività di emergenza che lo contraddistingue quotidianamente in impieghi operativi e formativi. Il corso, articolato in una serie di incontri, dal pomeriggio del 19 maggio, rivolti ai soci attivi della Croce Rossa. Hanno collaborato, oltre ai docenti della CRI, Angelo Montoro, Sebastiano Vullo, Pietro Messina, Giovanni Flores, Antonio Miraglia, Salvatore Saia, la Psicologa CRI dott.ssa Luisa Zoda e il formatore antincendio Fabio Zimarmani.

Il programma del corso, di oltre 20 ore complessive tra la parte teorica, pratica ed esame finale, ha creato operatori competenti, capaci di gestire le situazioni di emergenza dovute ad eventi calamitosi naturali, o generati da errori umani, sul piano sia pratico-logistico, che psicologico, oltre all’attività di assistenza agli sbarchi, attività divenuta negli ultimi anni di fondamentale importanza; recenti le note di stima ed affetto che pervengono a questa presidenza per il lodevole impegno che i volontari, a tutti i livelli, profondono nelle azioni di soccorso alle popolazioni, in maniera particolare negli sbarchi migranti nei porti di Porto Empedocle, Augusta e Pozzallo.

“Gli operatori di emergenza sono chiamati a prestare soccorso in situazioni umanamente critiche, per questo si richiedono massima serietà, competenze specifiche e, soprattutto, una vera e propria vocazione al soccorso. Sono molto soddisfatto dell’opera svolta dagli istruttori del comitato, sempre professionali e disponibili.”  Dichiarazione del Presidente Piave

Il corso si è concluso con il modulo pratico che ha impegnato i volontari, sotto la supervisione degli Istruttori, nella prova di montaggio tende, utilizzo materiali e attrezzature di emergenza e nelle prove pratiche di radiocomunicazione.

I volontari che hanno superato l’esame sono:

Anzalone Angelica Pia, Catana Denisa, Contino Domenico Alex, Di Francesco Maria Teresa, Distefano Simonetta, Giglio Marika, Lauricella Salvatore, Mammana Vittorio, Manganaro Carlo Girolamo, Ragusa Rocco, Scarlata Raffaele, Timperanza Carlo.

 

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Rotary Club Mussomeli VDP, donazione di un defibrillatore all’Istituto Comprensivo “Leonardo da Vinci “

Rotary Club Mussomeli VDP, donazione di un defibrillatore all’Istituto Comprensivo “Leonardo da Vinci “

Mussomeli – Venerdì scorso il Club Rotary Mussomeli VdP ha donato un defibrillatore all’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci che accoglie centinaia di ragazzi provenienti da tutto il Vallone. È stata una cerimonia semplice ma certamente emozionante, perché la donazione di un defibrillatore ad una scuola significa garantire la sicurezza dei ragazzi che rappresentano il futuro di una comunità. Dopo un breve intervento della Preside Prof.ssa Vella, la Presidente del Rotary Sonja Barba ha spiegato le motivazioni della donazione e ha raccontato ai ragazzi come opera il Club Rotary sul territorio senza tralasciare un accenno al Club Interact che rappresenta la fascia dei giovanissimi rotariani, protagonisti di tantissime iniziative di solidarietà. Questa donazione segue le innumerevoli attività che il Club, negli anni, Presidente dopo Presidente, ha portato avanti nel territorio di Mussomeli e dei paesi limitrofi, con azioni concrete, importanti e durature nel tempo.

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