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Nubifragio nella notte, danni in tutto il Vallone. Cadute finestre, gazebi e cavi elettrici in tilt

Nubifragio nella notte, danni in tutto il Vallone. Cadute finestre, gazebi e cavi elettrici in tilt

grosso ramo divelto in c.da bosco

MUSSOMELI – Era stata agognata da tutti ma nessuno pensava che la pioggia sarebbe caduta in maniera così catastrofica. Il nubifragio che si è abbattuto nella notte, fino alle prime ore del mattino, ha lasciato una stria di distruzione.

Acque e forti folate di vento sono stati la causa di numerosissimi danni a persone: alberi divelti, vasi rovesciati, strutture devastate. Rovente il telefono dei vigili del fuoco del distaccamento di Mussomeli che già di buon mattino hanno effettuato, ininterrottamente, interventi in tutti i centri del Vallone.

Ad Acquaviva dove il maltempo ha mandato in corto circuito dei cavi elettrici, a Sutera dove oltre al rischio alla conduttura elettrica si è abbattuto un grosso albero di eucalipto.

I vigili del fuoco in azione

Sulla Palermo – Agrigento, strada pericolosa per antonomasia, è piovuto sul bagnato: un albero, prontamente rimosso dai vigili del fuoco di Mussomeli, ha aggiunto pericolo a una strada già insidiosissima in condizioni meteo ottimali.

A Mussomeli, invece, nel centro storico in località “muru ruttu”, i pompieri hanno messo in sicurezza un’abitazione in cui era crollata la finestra a causa delle raffiche di vento e delle precipitazioni.

In contrada“Manca” i vigli del fuoco hanno liberata la carreggiata da un grosso albero che era stato sdradicato dal maltempo. Sempre a Mussomeli sono caduti gazebi, tensostrutture, cartelloni stradali.

Un gazebo distrutto dal violento nubifragio

In campagna danni anche per gli agricoltori, le folate di vento hanno danneggiato le colture.

A risentirne sono stati particolarmente gli oliveti i cui frutti sono caduti a causa del violento nubifragio.

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Quel “Libro d’oro” da sfogliare… (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

Quel “Libro d’oro” da sfogliare… (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

Nell’articolo di domenica scorsa, sempre nel solco della straordinaria storia della nascita del culto della nostra Madonna dei Miracoli, abbiamo parlato di quei “piccoli  miracoli” di grande solidarietà umana fatti da gente del popolo, magari possidente ed agiata ma senza cariche e titoli nobiliari, che, nella seconda metà del ‘500, cominciarono a lasciare in eredità le proprie rendite  ed i propri beni a beneficio dei poveri, degli ammalati, dei carcerati, delle ragazze orfane da marito…  Potremmo dire che i due grandi munifici nostri concittadini Paolo Valenza (testamento del 1567),  Francesco Tomasino di Bartolo (testam. dettato nel 1576 e pubblicato, dopo la sua morte, nel 1587), e gli altri di quel periodo fine ‘500 inizi del ‘600 , tra i quali Pietro Lo Pozzo, Agata La Pipa, Giacomo Capodici, Angelo Maglia, Pino Catania, Don Matteo Genco (1592), Paolo Salerno (1613, )ecc, forse meno abbienti ma non per questo meno generosi, furono semplici persone comuni che, come sosteneva il Sorge nella sua “Storia di Mussomeli”, insieme agli altri prodighi benemeriti che avremo fino al ‘900,  meriterebbero di essere collocati in quell’ideale indelebile “libro d’oro” della nostra comunità mussomelese.

Ma prima di sfogliare, insieme ai miei lettori, questo immaginario nostro libro d’oro in cui dovremmo leggere di altri munifici benefattori mussomelesi, tra i quali, Michele Minneci (1739) Nicolò D’Andrea (1836), Vincenzo e sorelle Sorce Malaspina(1883-85), Domenico Longo e sorella Suor Domenica (dal 1868), Leonardo Mancuso (1899), Padre G.Calà (anni 40 del 900), Sorelle Sola, ecc., e le cui pagine ci occuperanno di certo anche nei prossimi servizi domenicali, vorrei dedicare poche altre righe a Paolo Valenza ed alla straordinaria “manomissione di due suoi schiavi”(!). Il Valenza, nella seconda metà del ‘500, non si limitò, infatti, alla pura elargizione dei suoi beni ai poveri ed agli indigenti o a lasciare loro in eredità le rendite dei suoi possedimenti, ma volle dare un segnale di grande liberalità e di vero evangelico amore cristiano verso il prossimo, in particolare per quello che veniva considerato in quel tempo, come scrive il Sorge, niente di più che “un animale da lavoro… soggetto perpetuamente al dominio del padrone”, una persona come un oggetto qualsiasi che poteva essere venduto, acquistato, disperso… come se non esistesse. Ed è qualcosa di veramente ed esemplarmente straordinario sapere che nel suo testamento del 22 luglio del 1567, riportato dal Sorge, il Valenza, dopo avere affrancato i suoi due schiavi, Giovanna e Battista Valenza (!!), madre e figlio, li abbia trattenuto nella sua casa, dato loro il suo cognome (!) e lasciato loro “una casa, 3 vigne, 3 somari, 4 salme di orzo ed altri mobili” (!!)… Come se avesse voluto dare la vista a due ciechi… la vita e la salute a due poveri paralitici senza speranze!

A quei tempi, come scrive il Sorge, era un segno di sontuosità avere degli schiavi neri o bianchi al proprio  servizio, e, sebbene la schiavitù fosse stata abolita dai viceré, si continuava a fare traffico di schiavi, in particolare arabi. Nel XVI secolo qualcuno dice che in Sicilia ve ne fossero quasi 10 mila, altri qualche migliaio. Don Cesare Lanza, conte di Mussomeli, ne aveva tre: un nero di 80 anni e due  mori, uno di 25 ed uno di 50. Il giureconsulto Giuseppe Caracciolo di Mussomeli, nel 1615, aveva  uno schiavo nero, Antonino, che, lungi dall’affrancarlo, (eppure, dice il Sorge, dall’alto dei suoi sommi principi di diritto e dalle stesse patrie leggi avrebbe dovuto sapere non esser lecito tenere un uomo nella condizione di bruto), lo lasciò in eredità (!) ai suoi figli, uno dei quali, Ottavio, fu, allora, tra i più famosi giureconsulti di Sicilia.

         Intanto, nei primi anni del ‘600, la Confraternita del Monte di pietà, di Paolo Valenza e degli altri benemeriti confrati,  che, come scritto nell’articolo di domenica scorsa, aveva dato, dagli anni 60 del ‘500, esempi concreti e quotidiani di solidarietà e carità cristiana verso i deboli e gli indigenti, veniva soppiantata, sempre nella stessa Chiesa di Santa Maria del Monte (ora dei Monti), dalla Compagnia dei Verdi, “una “confraternita di nobili” in estirpazione della bestemmia ed in sussidio dei poveri…” Scrive il Sorge che la confraternita del Monte di pietà non riuscì “a svolgere appieno il suo scopo forse perché molto si spendeva nelle elemosine quotidiane (!!) e poco si capitalizzava per l’avvenire”, tacendo il fatto che, quasi certamente, i nobili, la venerabili comunia di li parrini ed i gentiluomini di allora, mal tolleravano che una confraternita di estrazione borghese-popolare osasse raccogliere così tante rendite e cospicue oblazioni, tra le quali quelle dello stesso Paolo Valenza ed altri, tra cui  Francesco Tomasino di Bartolo, Pino Catania, Angelo Maglia, ecc., ed aspirasse nel contempo ad un ruolo di primo piano in un contesto sociale in cui era assurdo, per non dire impensabile, voler primeggiare su lor signori.

A riprova di quanto scrivo, il Monte di pietà di Mussomeli, avversato dai detentori del potere feudale del tempo, non arrivò nemmeno ad erogare, contrariamente a quanto fecero quelli di Nicosia e Gangi, quei piccoli prestiti in cambio di un pegno, molto ben accetti dalle classi sociali di quel periodo. Ad ulteriore riprova, a voler dare quasi un’aura di sacralità alla nuova istituzione della Compagnia dei Verdi, la cosiddetta confraternita dei nobili, in sostituzione di quella ormai morente del Monte di pietà, l’episodio rocambolesco raccontato dal fondatore dei Verdi Conte Don Lorenzo Lanza,  il quale, in un’orrida notte piovosa d’inverno del 1608, tornando da Sommatino, nei pressi del luogo, reso intransitabile dalla pioggia battente, dove sorgerà la Chiesa delle Vanelle di Mussomeli,  impantanatosi a tal punto nella melma che le mule della sua lettiga, affondate nel fango fino alle ginocchia, non riuscivano più a proseguire, e vistosi a mal partito, invocò l’aiuto divino, promettendo di istituire una confraternita in onore del Santo Nome di Gesù qualora uscisse vivo dal quel pericolo mortale. E aveva appena espresso tale voto “che vide le mule con forza meravigliosa divellersi dal fango ed apparire una luce celeste come due torce accese” che lo scortarono nel buio fino a Mussomeli. Il pio Conte, quindi, come promesso (!), non tardò a fondare la confraternita in sollievo dei poveri orfanelli maschi, come quella di Santa Cita di Palermo,  che per il colore del mantello, venne chiamata dei Verdi, e la cui bolla di conferma venne velocemente inviata dal Vescovo Bonincontro il 25 febbraio dello stesso anno.

         E forse, anche il culto della Madonna delle Grazie o delle Vanelle, nato nei primi anni del ‘600 nel punto in cui un bue piegò le ginocchia e si rialzò solo dopo, sgombrati i rovi, si trovò, come narra la tradizione, l’immagine dipinta in un sasso (!) della Madonna e di San Michele, nascerà per contrastare quello troppo popolare della Madonna dei Miracoli?  Anche il miracolo del Conte salvato dalle acque lì nei pressi non sembrerebbe casuale… Chissà! Poi di lì a qualche decennio, la chiesa della Madonna delle Grazie, costruita appunto nella contrada detta delle Vanelle dell’Annunziata, verrà aperta al culto quasi 100 anni dopo il ritrovamento dell’immagine della Madonna della Grazia, detta poi dei Miracoli (!!), la bedda matri, che diventerà, per merito del domenicano Padre Francesco Langela e della sua influente famiglia, la Madonna e Patrona di Mussomeli.

 

 

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Il Sindaco Catania annuncia: “Mi candido alle regionali con l’UDC”

Il Sindaco Catania annuncia: “Mi candido alle regionali con l’UDC”

MUSSOMELI –  Per le prossime  elezioni regionali si era prenotato Gero Valenza, al fotofinish  in volata è spuntato il sindaco Giuseppe Catania. Il primo cittadino annuncia l’intenzione di competere per approdare a Sala D’Ercole. Era nell’aria  che a Catania la striscia tricolore stesse stretta ma finora, secondo i bene informati, il sindaco di Mussomeli era intenzionato ad andare a Roma. Oggi a sorpresa il comunicato in cui scrive: “Ho sempre creduto in principi, per me fondamentali, quali la ricerca della cooperazione tra individui e tra istituzioni, la centralità dell’essere umano, il rispetto per i valori sacri della vita, la salvaguardia della famiglia e della propria identità, la dignità del lavoro e dei lavoratori, la funzione sociale del capitale. In definitiva, tutti i sani principi indicati dalla Dottrina Sociale della Chiesa.

Chi mi conosce sa anche del mio impegno per i giovani ed il sociale e conosce anche l’impegno profuso in questi due anni e mezzo di amministrazione, insieme ad una squadra coesa e compatta, nel tentativo di valorizzare il proprio territorio e difenderlo da politiche orientate a marginalizzare le aree interne come la nostra.

Ed è proprio in virtù  – prosegue Catania – dell’esperienza maturata in questi mesi di amministrazione ed in virtù del percorso intrapreso da mesi con MCL (Movimento Cristiano Lavoratori), con il Presidente nazionale Carlo Costalli e con l’On. Decio Terrana che ritengo sia indispensabile dare voce a questo territorio e puntare ad una rappresentanza diretta del mio paese e dell’intera area interna sui tavoli regionali che decidono le politiche economiche, sociali e di sviluppo di un comprensorio.

Per questo motivo ho deciso di scendere direttamente in campo, per queste elezioni regionali, a fianco di un uomo – Nello Musumeci – che ha dato dimostrazione di integrità morale e di capacità amministrativa della cosa pubblica.

Annuncio, pertanto, la mia disponibilità alla candidatura alle prossime elezioni regionali 2017 tra le fila dell’UDC.

Ringrazio il Leader Nazionale, On. Lorenzo CESA ed il Coordinatore Provinciale Giuseppe Galletti, per il sostegno e la fiducia che mi è stata accordata.

Ci tengo peraltro a sottolineare che questa mia candidatura, con una eventuale elezione, mi consentirà (perché previsto dalla legge) di continuare a portare avanti il mio ruolo da sindaco rispettando l’impegno che ho assunto con i miei concittadini.

Anzi mi permetterà di poter agire in modo ancor più efficace all’interno dell’amministrazione regionale per il bene del mio territorio abbandonato ormai da troppo tempo.

Orgoglioso di rappresentare questo territorio”.

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Progetto “Accoglienza” -IISS “Virgilio” Mussomeli

Progetto “Accoglienza” -IISS “Virgilio” Mussomeli

Mussomeli – Giovedì 14 settembre u. sc., è suonata la campanella dell’I.I.S.S.” Virgilio” di Mussomeli, che ha segnato l’inizio del nuovo anno scolastico.

Un altro anno è cominciato: molti alunni si sono incamminati verso il futuro universitario o professionale, mentre nuovi studenti hanno varcato il portone dell’istituto.

Il primo giorno di scuola è stato dedicato all’accoglienza dei nuovi studenti che si accingono ad intraprendere un nuovo corso di studi, i quali sono stati ricevuti dapprima, dal responsabile di ogni plesso e dai loro docenti, successivamente, si sono recati all’auditorium per il discorso di benvenuto della Dirigente scolastica, dott.ssa Calogera Genco.

Il Dirigente ha voluto fermamente sottolineare il diritto all’istruzione, che deve essere finalizzata allo sviluppo della personalità umana. L’Istituto infatti intende valorizzare i talenti e le inclinazioni di ciascuno studente, nella consapevolezza che preparazione, serietà e professionalità sono qualità che realizzano la maturazione completa del cittadino del domani.

Il Dirigente ha poi illustrato, definendoli ” parole chiave “, gli elementi basilari, che si pongono come cardini della scuola stessa:  persona, sapienza, gioia ed orientamento , che caratterizzano questa istituzione scolastica e la qualificano come sistema culturale aperto al territorio e al mondo.

L’accoglienza del primo giorno si è conclusa con la consegna di un libro ad ogni nuovo studente. I libri sono stati donati alla scuola dal dott. Rino Sorge, a nome e per conto della Banca Popolare di Lodi, Agenzia di Canicattì, affinché si potesse dare un benvenuto significativo ai nuovi componenti della scuola. A lui è andato il ringraziamento della comunità scolastica.

Il Dirigente scolastico, la dott.ssa Calogera Genco, a conclusione dell’incontro, ha consegnato, ad ognuno dei cinque indirizzi la bussola dell’orientamento personale, culturale e professionale, con l’augurio che gli studenti  possano sempre orientarsi nelle scelte della loro esistenza.

I giorni dedicati all’accoglienza hanno previsto anche una visita al Castello manfredonico-chiaramontano e l’esecuzione di due balletti tratti dall’opera teatrale, rappresentata l’anno precedente, dal titolo “Scirocco”.

Le attività  si sono concluse sabato 16 u. sc. con la degustazione delle crepes preparate dagli allievi dell’Istituto Alberghiero.

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Ieri l’ultimo saluto all’insegnante Lidia Castrogiovanni

Ieri l’ultimo saluto all’insegnante Lidia Castrogiovanni

MUSSOMELI – Sono stati numerosissimi a volerle renderle l’ultimo saluto presso la chiesa Madre di San Ludovico. Ieri si sono svolte le esequie della signora Lidia Castrogiovanni che si è spenta mercoledì scorso all’età di 84 anni. Figlia del colonnello Eugenio Castrogiovanni, eroico militare pluridecorato, ha speso la propria vita tra il lavoro di insegnante, formando diverse generazioni di discenti, e quello di madre e moglie. Dall’unione in matrimonio con Desiderio Langela, già sindaco di Mussomeli e discendente di una delle famiglie più in vista e blasonate di Mussomeli,  sono nati Carmelina, Pinella, Simona e Giuseppe. Inoltre, è stata madre adottiva e amorevole anche per le  3 figlie (Elvira, Eugenia Gabriella), di sua sorella Nuzza, prematuramente scomparsa e prima moglie del marito. “Va via una una vera gentildonna,  – la ricorda commossa un’amica -sempre affabile e manierosa”.

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Delitto nel Novarese, preso il mandante: è un nisseno

Delitto nel Novarese, preso il mandante: è un nisseno

Caltanissetta – È un nisseno il mandante di un omicidio nel Novarese. Pure la vittima, Mario Mendola, 33 anni, residente a Busto Arsizio, era originaria di Gela. È stato trovato morto in un capannone abbandonato, a Pombia, il 4 aprile scorso. È stato assassinato con due colpi d’arma da fuoco esplosi alla testa.

La “regia” dell’omicidio, secondo gli inquirenti, sarebbe Giuseppe Cauchi, imprenditore edile di 52 anni, nativo di Gela ma trasferitosi a Busto Arsizio. Un volto finora sconosciuto alla giustizia.

Per questo omicidio erano stati già arrestati i sicari, Antonio Lembo e Angelo Mancino, che poi hanno fornito indicazioni a carabinieri e magistrati.

Secondo la ricostruzione investigativa Cauchi avrebbe voluto l’uccisione di Mendola e avrebbe fornito a Lembo la pistola per assassinarlo. Quest’ultimo ha poi confessato di avere sparato alla vittima. Ma l’arma non è stata più trovata perché lo stesso Lembo l’avrebbe gettata in un canalone.

Per crearsi un alibi – è la ricostruzione dell’accusa – Cauchi avrebbe ordinato quel delitto in un periodo in cui si trovava in Francia. Così da potersi tirare fuori dalle indagini. Ma qualcosa, nei suoi piani, è andato storto.

E le dichiarazioni degli altri e le indagini dei militari hanno finito per incastrarlo. È stato arrestato su ordine di custodia cautelare chiesto dal procuratore Marilinda Mineccia.

Resta ancora da definire il movente della missione di morte. Le indagini dovranno chiarire le ragioni di quel regolamento di conti tra siciliani al nord.

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AVVIO DEI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE PRESSO L’U.I.A. DI MUSSOMELI

AVVIO DEI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE PRESSO L’U.I.A. DI MUSSOMELI

MUSSOMELI- L’ Ufficio Intercomunale Agricoltura diretto dal Dottore Agronomo Giuseppe Calafiore avvisa che sono aperte le iscrizioni per la partecipazione ai corsi della durata di 20 ore per il rilascio del certificato di abilitazione per l’acquisto e l’utilizzo dei prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti.

Alla data attuale – spiega il dirigente – sono già pervenute diverse iscrizioni, non appena sarà completato in numero minimo di 25 partecipanti sarà avviato l’iter per lo svolgimento del corso.

Le lezioni saranno svolte presso la sede dell’UIA sito a Mussomeli in via Luigi Russo 1 con lezioni frontali, attraverso slide, manifesti, locandine e video.

A richiesta degli interessati e sempre per venire incontro agli agricoltori le lezioni potranno essere svolte sia in orario antimeridiano con inizio alle ore 9.00 che pomeridiano con inizio alle ore 17.00  raggiunto il numero di 25 partecipanti si procederà con  la formazione dell’ aula per dare inizio alle lezioni.

Le iscrizioni sono già in stata avanzato aperte anche per i comuni del comprensorio: Acquaviva, Bompensiere,  Campofranco, Milena, Marianopoli, Montedoro,  Sutera, Villalba, Vallelunga Pratameno”.

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi ai dipendenti Carmelina Lanzalaco, Nino Messina, Paquale Morreale e Sebastiano Sorce presso l’ U.I.A. di Mussomeli,   via Luigi Russo n. 1– Mussomeli, Tel. 0934 952994 e mail uiamussomeli@regione.siciia.it.

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Terremoto in Messico: la testimonianza del mussomelese Lo Brutto

Terremoto in Messico: la testimonianza del mussomelese Lo Brutto

Giuseppe Lo Brutto e la moglie

(di Giuseppe Miccichè) MUSSOMELI – Circa dodici giorni fa la terra tremò con un sisma di magnitudo 8.2 causando un centinaio di morti. Questa volta, la terra messicana ha tremato con un magnitudo 7,1 della scala Richter, registrato a 12 chilometri a sudest di Axochiapan, nello stato di Morelos, circa 160 chilometri dalla capitale messicana, mettendo paura a tutto il paese. La scossa è arrivata mentre il paese ricordava l’anniversario del sisma del 1985 a causa del quale morirono almeno seimila persone, nel quale erano state organizzate diverse esercitazioni. La forte scossa, che è stata registrata alle 13.14 ora locale, ha fatto oscillare i palazzi e migliaia di persone in preda al panico si sono riversate per le strade. Tra queste persone il mussomelese Giuseppe Lo Brutto, professore, da anni emigrato e sposato con Ada, ha raccontato la sua esperienza ringraziando tutti per i messaggi di solidarietà che sono giunti da tutte le parti e tranquillizzando i suoi familiari ed i suoi amici: “É stato spaventoso, mai sentita una forza della natura così forte. Nonostante tutto c’è un grande senso di solidarietà tra la gente e si sta aiutando a chi ha di bisogno in questo momento tragico. Sono morte persone qui a Puebla, sono crollate case, campanili”. Ci fa sapere che nell’università, in un edificio a cinquanta metri dal suo, sono morte due persone e che nonostante la rete internet precaria, il messaggio di aiuto si è divulgato in maniera molto veloce, anche se il panico era altissimo, e la macchina dei soccorsi non è tardata ad arrivare, continua “Non dimenticherò mai quei momenti di terrore puro mentre la terra trema […] Prego per coloro che hanno perso tutto. Queste esperienze fanno capire il valore della vita e la fortuna di essere dei sopravvissuti. Ho capito sulla mia pelle che bisogna mantenere la calma cosa che non sono riuscito a fare totalmente. Ho capito che in un attimo tutto può cambiare. Ho capito che nonostante viviamo una situazione difficile come paese il Messico è una grande nazione con una solidarietà immensa”.

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Mussomeli, l’I.S.S. Hodierna ottiene i fondi Europei per il progetto Inclusione sociale e lotta al disagio

Mussomeli, l’I.S.S. Hodierna ottiene i fondi Europei per il progetto Inclusione sociale e lotta al disagio

Mussomeli – è stato autorizzato il progetto “Inclusione sociale e lotta al disagio” da realizzarsi con fondi Strutturali Europei PON“Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014/2020. Progetti di inclusione sociale e lotta al disagio nonché per garantire l’apertura delle scuole oltre l’orario scolastico. (Obiettivo 10.1 Azione 10.1.1 ). A darne avviso e la Dirigente dell’ Istituto di Istruzione Superiore G.B. Hodierna di Mussomeli la Dott.ssa Carmela Campo con una nota in cui si legge:

“VISTO l’avviso AOODGEFID/ prot. n° 10862 del 16/09/2016 del M.I.U.R.– Dipartimento per la Programmazione – Direzione Generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e l’innovazione digitale ”Avviso pubblico Progetti di inclusione sociale e lotta al disagio nonché per garantire l’apertura delle scuole oltre l’orario scolastico soprattutto nella

aree a rischio e in quelle periferiche”. Asse I – Istruzione – Fondo Sociale Europeo (FSE). Obiettivo specifico 10.1. – Riduzione del fallimento formativo precoce e della dispersione scolastica e formativa. Azione 10.1.1 – Interventi di sostegno agli studenti caratterizzati da particolari fragilità, tra cui anche persone con disabilità (azioni di tutoring e mentoring, attività di sostegno didattico e di counselling, attività integrative, incluse quelle sportive, in orario extrascolastico, azioni rivolte alle famiglie di appartenenza, ecc.);

VISTA la nota Prot. n. AOODGEFID 28618 del 13/07/2017con la quale la Direzione Generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e l’innovazione digitale – Uff. IV del MIUR ha autorizzato il progetto, relativo al Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento”, proposto da questo istituto scolastico;

VISTA la nota Prot. n. AOODGEFID 31711 del 24/07/2017;

VISTE le Disposizioni ed Istruzioni per l’attuazione delle iniziative cofinanziate dai

FSE-FESR 2014- 2020;

RENDE NOTO

Che questa istituzione scolastica è stata autorizzata ad attuare il seguente Piano FSE:

Codice identificativo progetto: 10.1.1A-FSEPON-SI-2017-653

Titoli moduli e importi autorizzati

  • English Goes Live € 5.682,00
  • Vedo…Penso…Scrivo!. € 5.682,00
  • Quando la matematica non è un’opinione. € 5.682,00
  • ..mente a Campofranco. € 5.682,00
  • ..mente a Mussomeli. € 5.682,00
  • Tra le quinte della vita. € 5.682,00
  • Cambiare si può. € 5.082,00

Per un totale di TOTALE   € 39.174,00”

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Mussomeli, inaugurata la comunità alloggio “American Residence” per anziani e inabili

Mussomeli, inaugurata la comunità alloggio “American Residence” per anziani e inabili

(di Giuseppe Miccichè) Mussomeli – Si concretizza così, con taglio del nastro, una nuova comunità alloggio per anziani e inabili, che prenderà vita a Mussomeli, grazie all’opera instancabile del presidente Sig. Giuseppe Lupo, aperto a soddisfare i bisogni dei numerosi anziani locali e dell’entroterra siciliano. Con grande appagamento afferma: “Siamo riusciti a realizzare un sogno” e di trattarsi di “una struttura di altissima qualità a servizio della nostra comunità”. Il 21 settembre 2017 infatti, alle ore 20.00, ci sarà l’inaugurazione della struttura “American Residence”, sita nella centralissima via Palermo di Mussomeli che vedrà la presenza di diverse le autorità Civili, Militari e Religiose. Essa sarà preceduta da un convegno dal titolo “Le residenze per anziani: dall’organizzazione, alla modalità di cura” che si terrà presso il Palazzo Sgadari alle ore 17:30.
Giuseppe Lupo, acquistò nel 2012 l’immobile, precedentemente nominato “Centro Valentina”, mettendosi da subito a lavoro per apportare vari e significativi interventi che hanno reso la struttura idonea alle esigenze degli ospiti. La statua della libertà, incline a molti selfie fra i mussomelesi, è uno dei simboli più significativi che accoglie ogni ospite e visitatore all’ingresso della struttura. Il nome e il simbolo posti all’entrata vogliono omaggiare la terra che ha accolto la famiglia Lupo quando è stata costretta a lasciare l’Italia per cercare fortuna nel continente americano. Enormi sacrifici sono stati fatti dai coniugi Lupo nella nuova realtà che ha permesso loro di valorizzare le proprie abilità raggiungendo ottimi risultati. Gli stessi non hanno però mai dimenticato il senso di appartenenza alla terra di Manfredi e alle proprie origini. Le attività che si svolgeranno al suo l’interno saranno improntate all’accoglienza, al recupero e/o mantenimento delle capacità funzionali ed intellettive degli ospiti con personale altamente qualificato che fa del servizio agli anziani, non solo un lavoro, ma una missione e che garantirà, al contempo, un comportamento adeguato per far sì che gli ospiti vengano trattati con dignità e rispetto, secondo le proprie specifiche esigenze fisiche ed affettive.

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Comune Mussomeli

 

 

 

 

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