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Scoperte 300 piante di droga, vi era marijuana per 80 mila euro

Scoperte 300 piante di droga, vi era marijuana per 80 mila euro

Altra piante di droga scovate nelle campagne del Nisseno. In questo caso l’operazione è stata messa a segno dai carabinieri del reparto territoriale di Gela con al loro fianco lo squadrone eliportato «Cacciatori di Sicilia».

I militari hanno scoperto oltre 300 piante di marijuana ancora in essiccazione. La sostanza era nascosta all’interno di un casolare abbandonato.

È stato il forte odore emanato dalla sostanza a richiamare l’attenzione dei carabinieri. Dentro quel fabbricato v’erano le piante, ognuna alta un paio di metri, ammucchiate lì per essiccare.

La sostanza, una volta immessa nel mercato al dettaglio, secondo gli stessi investigatori avrebbe fruttato qualcosa come 80 mila euro e forse più.

Le piante sono state poi distrutte mentre adesso le indagini guardano a coloro che quelle piante di cannabis le hanno coltivate e poi tagliate per metterle ad essiccare.

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Traffico di droga dal Nord Italia, cristallizzata la colpevolezza

Traffico di droga dal Nord Italia, cristallizzata la colpevolezza

CALTANISSETTA – Era tra i punti di riferimento di un traffico di droga lungo l’asse Lombardia-Sicilia. Lo ha sancito, tra le pieghe, la condanna d’appello ormai non più impugnabile nei confronti di un nisseno che s’era ritrovato sul groppone una pena a undici anni di carcere per traffico di stupefacenti.

Così per Alessandro Gambuto ritenuto dagli inquirenti stretto collaboratore dell’ex boss gelese di Cosa nostra, Rosario Trubia, che poi ha saltato il fosso avviando il rapporto di collaborazione con i magistrati.

Secondo gli inquirenti Gambuto sarebbe stata pedina di quella rete organizzata che avrebbe movimentato partite di eroina e cocaina dal Nord Italia.

Di contro, per la difesa, lo stesso imputato sarebbe stato a disposizione della cosca per la gestione del racket del pizzo ai danni di commercianti e imprenditori

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«Pusher in trasferta», nisseni presi con 500 pasticche di ecstasy

«Pusher in trasferta», nisseni presi con 500 pasticche di ecstasy

Li hanno presi con l’ecstasy in auto. Un grosso quantitativo. Qualcosa come 500 pasticche. Così due sospetti pusher nisseni in trasferta sono statati arrestati nel Leccese.

Sono  il trentanovenne Rosario La Porta e la trentaquattrenne Maria Jessica Buzzone, tutti e due niscemesi.

Un terzo niscemese, il trentottenne M.A., è riuscito un’extremis a sfuggire alla cattura. Nella stessa operazione sono stati arrestati altre tre giovani baresi.

È lungo la strada provinciale 259, a pochi passi da una nota discoteca a Santa Cesarea Terme, che il terzetto è stato fermato mentre viaggiava su un furgone Ford.

Erano partiti dal “Cuore di Sicilia” per raggiungere il Salento. E lì i tre sono incappati in un controllo dei carabinieri che non ha lasciato loro scampo. Almeno per due. Perché il terzo, almeno finora, è riuscito a farla franca.

Quando  i militari li hanno fermati, nella perquisizione che ne è seguita sono saltati fuori droga e soldi.

Più in dettaglio quattro bustine di cellophane con dentro complessivamente 500 pasticche di ecstasy, per un peso totale di poco inferiore ai 190 grammi e, ancora, 41 ovuli per il confezionamento delle dosi e 1.130 euro in banconote di diverso taglio, ritenuti frutto dell’attività di spaccio.

La Porta è finito in carcere, mentre la donna ha ottenuto gli arresti domiciliari.

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Finanza di Mussomeli, nuovo sequestro di merce

Finanza di Mussomeli, nuovo sequestro di merce

MUSSOMELI – Nuovo blitz della guardia di finanza di Mussomeli. In questo caso durante i festeggiamenti per la festa patronale in un’altra area del Vallone. A Milena, in particolare.

Lì, nel piccolo centro, durante i festeggiamenti per il patrono, i finanzieri hanno eseguito un servizio di controllo del territorio che rientra nel piano nazionale di contrasto all’economia illegale e sommersa durante la stagione estiva 2018

In questo caso sono stati sequestrati oltre 400 pezzi tra abbigliamento sportivo  e  prodotti ritenuti sprovvisti degli standard di sicurezza.

Le fiamme gialle hanno sorpreso un ambulante che vendeva abbigliamento sportivo che riproduceva i marchi contraffatti “Adidas”, “Juventus”, “CR7” e “Scuderia Ferrari”.

Tutta merce che è stata sequestrata mentre per lui è arrivata la segnalazione alla procura della Repubblica.

Durante gli stessi controlli un commerciante ambulante extracomunitario, con regolare permesso di soggiorno, è stato trovato con accessori per smartphone, cellulari ed altro materiale elettrico ed elettronico privo dei requisiti minimi in materia degli standard di sicurezza.

È stato segnalato alla camera di commercio che deciderà anche sulle sanzioni da applicare a suo carico.

Diversi negozianti sono stati poi multati perché non avrebbero rilasciato a clienti scontrini fiscali per gli acquisti effettuati.

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Indebitamento con banche e finanziarie, la provincia nissena tra le meno «soffocate»

Indebitamento con banche e finanziarie, la provincia nissena tra le meno «soffocate»

CALTANISSETTA – Un po’ in controtendenza con buona parte dell’Isola, la provincia nissena risulta tra le meno «soffocate» quanto ad indebitamento medio delle famiglie verso società finanziarie e banche.

Certo non sono rose e fiori ma il «Cuore di Sicilia», insieme al Trapanese, è l’unica area siciliana che, in tal senso, ha lasciato registrare un segno negativo.

Che, nel Nisseno, si è attestato in questo momento a meno 0,3 per cento. Poco sotto lo zero ma, ad ogni modo, un segno negativo. Che in questo caso si è rivelato un dato timidamente positivo, guardando a mutui per l’acquisto casa, prestiti personali, cessioni del quinto dello stipendio e altre forme di credito che incidono sul bilancio delle famiglie.

È la fotografia tracciata dall’associazione artigiani e piccole imprese Mestre sula base di uno studio che ha interessato le 107 province italiane.

«Un eventuale aumento dell’ Iva  aggraverebbe soprattutto la situazione economica delle famiglie già più povere», ha spiegato Paolo Zabeo dello stesso ufficio studi della Cgia.  Nemmeno l’operazione meno Irpef più Iva – aggiunge – sarebbe a saldo zero».

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Ex militare nisseno indagato per delitto in Romagna, esami sulla salma dopo trent’anni

Ex militare nisseno indagato per delitto in Romagna, esami sulla salma dopo trent’anni

immagine di rpertorio

Caltanissetta – Con il fiato sospeso in attesa degli esami di laboratorio sui resti della salma riesumata a più di trent’anni dal delitto. Per un caso che ha coinvolto un ex carabiniere gelese che s’è trovato al centro di una vicenda giudiziaria legata a un presunto rapimento finito male.

Ex carabiniere, come il gelese Orazio Tasca ora indagato insieme ad altri due presunti complici, era anche la vittima, l’allora ventunenne Paolo Minguzzi.

nelle scorse settimane la procura di Ravenna, che ha riaperto le indagini, aveva ordinato la riesumazione della salma in cerca di eventuali tracce biologiche sul corpo che possano, eventualmente, essere riconducibili ai tre indagati, due dei quali al tempo del delitto erano militari, mentre un terzo era operaio.

Secondo la tesi dei magistrati ravennati Minguzzi sarebbe stato rapito a scopo di riscatto. Ma qualcosa sarebe andato storto così il sequestrato sarebbe morto.

Ma nonostante tutto i suoi rapitori avrebbero chiesto il riscatto alla famiglia. Questo, almeno, quanto hanno ipotizzato gli inquirenti.

Ora dagli esiti della consulenza disposta dalla procura, dopo oltre un trentennio potrebbero giungere risposte alle indagini.

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Scatta l’operazione «ferragosto sicuro», i consigli delle forze dell’ordine

Scatta l’operazione «ferragosto sicuro», i consigli delle forze dell’ordine

Caltanissetta – Scatta l’operazione «ferragosto sicuro». Puntuale, come ogni anno, entra nella fase  operativa un maxi piano che coinvolge tutte le forze dell’ordine in provincia.

Tutti i corpi, militarizzati e non, fianco a fianco per garantire sicurezza alla collettività. Sia a coloro che si mettono in viaggio per questo fine settimana da bollino nero che per chi rimane in città.

Con un occhio di riguardo soprattutto agli anziani soli che diventano facile preda dei malintenzionati. Bersagli, assai vulnerabili, per truffatori, scippatori, rapinatori e ladri.

Proprio nei giorni scorsi una pensionata ottantenne nissena è stata truffata in casa da una sedicente donna medico che si è presentata, falsamente, a nome dell’azienda sanitaria provinciale rubandole poi soldi e perfino la fede nuziale.

Più uomini e mezzi, in questione giorni, veglieranno lungo le strade e gli abitati che, rispetto ad altri periodi dell’anno, rimangono semi vuoti.

Sul fronte sicurezza stradale, diverse le pattuglie che saranno costantemente presenti lungo le principali arterie di collegamento, equipaggiate di etilometro ed autovelox per scoraggiare i più ostinati. Perché la festa non si trasformi in momenti amari.

Agenti e militari, anche in abiti civili per passare inosservati, vigileranno i centri abitati a protezione, soprattutto, delle fasce più deboli. A cominciare dagli anziani che in questi giorni rimangono da soli mentre i parenti, magari sono in vacanza. Un cliché, purtroppo, visto e rivisto.

Il consiglio, da parte delle forze dell’ordine, è prudenza per chi si mette in viaggio in questo fine settimana più bollente dell’anno – e non solo dal punto di vista climatico – ed essere pronti, senza alcuna esitazione, a segnalare ai numeri di emergenza 112 e 113 eventuali situazioni o presenza sospette.

Perché dalla tempestività dipende l’efficacia del servizio stesso. Per il resto, una buona dose di buon senso non guasta di certo.

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Donna si spaccia per medico dell’Asp e truffa anziana

Donna si spaccia per medico dell’Asp e truffa anziana

Si spaccia per medico dell’Asp e truffa un’anziana donna. La truffa, l’ennesima negli ultimi mesi, è stata messa a segno nel centro storico nisseno.

Lì una ottantenne, che vive da sola in casa, è finita nel mirino di una imbrogliona. La stessa che ha bussato alla sua porta di casa annunciandole una visita medica a domicilio gratuita.

E, probabilmente conoscendo la sua situazione, le ha anche nominato un medico effettivamente in servizio all’Azienda sanitaria, spacciandosi per suo collega.

A quel punto l’anziana non ha avuto più dubbi e si è fidata di quella sedicente dottoressa. L’ha invitata a spostarsi in bagno per spogliarsi e dopo la finta visita l’ha invitata a rivestirsi.

Ma nel momento in cui la pensionata è tornata nell’altra stanza si è accorta che la porta d’ingresso era aperta e di quella dottoressa non v’era più alcuna traccia.

A quel punto s’è reso conto che sul tavolo della cucina non v’era più la fede nuziale che il finto medico le aveva chiesto di togliere prima di visitarla.

Controllando in casa l’ottantenne si è poi resa conto che erano sparite 400 euro in denaro contante oltre a un libretto a risparmio.

Così si è rivolta alla polizia denunciando l’accaduto.

Ma il suo caso è una delle tante varianti che i truffatori hanno già più volte messo a segno ai danni di anziani soli. Il bersaglio più facile.

Si va dalla “truffa dello specchietto” –  in cui fingono un piccolo incidente sollecitando poi la vittima a pagare subito una somme per evitare di ricorrere all’assicurazione – a quella “false pietre preziose”  con un imbroglione che si finge uno straniero a corto di soldi e che per rimediare qualcosa invita il malcapitato ad acquistare un oggetto di valore –  che poi si rivela una patacca –  a un prezzo molto più basso.

Parecchi  gli episodi che nell’ultimo periodo sono stati denunciati ala polizia e un truffatore, un paio di mesi fa, è stato pure preso con le mani nel sacco.

Dalle forze dell’ordine il consiglio è di stare sempre vicini agli anziani soli, ascoltando le loro necessità e, magari, prendersi cura di loro anche quando non lo chiedono.

Importantissimo, poi, rivolgersi immediatamente ai numeri di emergenza, al 112 e al 113, in caso di situazioni o presenze sospette.

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Era ricercato da 10 mesi, arrestato attivista di Marianopoli

Era ricercato da 10 mesi, arrestato attivista di Marianopoli

 Marianopoli –  La giustizia ha presentato il conto al noto attivista Salvatore Vaccaro  ricercato dal novembre dello scorso anno. Il sessantacinquenne originario di Marianopoli è stato arrestato su ordine di carcerazione della procura di Gela.

A suo carico è divenuta definitiva la condanna a 11 mesi e 27 giorni di carcere  per reati di cui si sarebbe reso responsabile a Niscemi durante manifestazioni di protesta del movimento «No muos».

In particolare, nel dicembre di quattro anni fa, si sarebbe reso responsabile di un grave episodio di danneggiamento.

Quel giorno l’attivista si sarebbe introdotto nell’area militare recintata che ospita la stazione radar  e con  un grosso masso avrebbe distrutto delicata apparecchiatura elettronica.

In quella circostanza è stato arrestato con il beneficio dei domiciliari. ma è evaso e subito dopo arrestato e rinchiuso in una cella del carcere di contrada balate di Gela.

Da una decina di mesi sfuggiva all’ordine di cattura che pendeva su lui. Fino a quando pochi giorni fa sarebbe stato notato insieme ad altri attivisti sempre nell’area del Muos di contrada Ulmo.

Lì, ancora una volta, con altri manifestanti avrebbe tentato  d’introdursi ancora nell’area che accoglie il sistema di comunicazione satellitare.

Poi, nel tentativo di fare perdere le sue tracce si sarebbe allontanato in gran fretta. Ma l’intera area è stata accerchiata dalla polizia.

E la Digos di Caltanissetta, alla fine, ha sorpreso lo stesso ricercato e lo ha arrestato per esser poi rinchiuso in carcere.

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Finanza, sequestro di merce nel Vallone: 4.000 pezzi taroccati scovati a Montedoro

Finanza, sequestro di merce nel Vallone: 4.000 pezzi taroccati scovati a Montedoro

MONTEDORO – Nuovo sequestro di merce da parte della guardia di finanza nell’area del Vallone. L’ennesimo effettuato tra le pieghe dei servizi che rientrano nel piano nazionale di contrasto all’economia illegale.

A Montedoro, in particolare, durante i festeggiamenti per il Patrono, i finanzieri hanno sequestrato parecchia merce ritenuta taroccata.

Più in dettaglio 4.000 pezzi tra accessori per telefoni cellulari e, soprattutto, borse contraffate e  prodotti sprovvisti degli standard di sicurezza. nel mirino, l’altra sera è finito anche un ambulante extracomunitario con regolare permesso di soggiorno.

però sula sua bancarella sarebbero stati trovati prodotti ritenuti contraffatti tra borse da donna  con il noto marchio «Magic Circus Piero Guidi».

Per lui è arrivata la segnalazione alla procura della Repubblica per l’ipotesi di contraffazione.

«I controlli effettuati dalla guardia di finanza  s’inquadrano nel più ampio contesto delle attività a tutela del made in Italy , della sicurezza prodotti e dei marchi registrati che, come noto, rivestono un settore strategico per l’economia nazionale», è stato spiegato.

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