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Trans espulsa lascia il centro di Caltanissetta, fu un caso nazionale

Trans espulsa lascia il centro di Caltanissetta, fu un caso nazionale

CALTANISSETTA – È stata caricata su un volo di linea in partenza da Roma, con destinazione San Paolo, per essere rimpatriata in Brasile. S’è chiusa così la vicenda della trentaquattrenne trans brasiliana Olivera Dos Santos Helton, per tutti “Adriana” che è stata prelevata dal centro di Pian del Lago dalla polizia e accompagnata nella Capitale per esser rispedita in Patria.

Su lei pendevano una condanna per sfruttamento della prostituzione e per lesioni. Oltre a tre decreti di espulsione dal territorio italiano emessi dai prefettizi Napoli, Palermo e Agrigento.

E per ultimo, a Caltanissetta, aveva chiesto protezione internazionale, ma le è stata negata dalla Commissione territoriale. Così, due mesi fa, è stata associata al centro permanenti per coloro che sono in attesa di rimpatrio.

Nel frattempo, attraverso un legale, ha presentato ricorso al tribunale di Caltanissetta che, però, ha respinto l’istanza  con cui aveva chiesto protezione internazionale.

Inutile anche lo sciopero della fame che per protesta ha inscenato al Pian del Lago. La sua avventura in Italia – che non è passata inosservata sollevando un caso che poi è divenuto di risonanza nazionale –   s’è chiusa qui, a Caltanissetta.

È stato la tappa finale prima dell’ultimo viaggio verso Roma per esser rispedita in aereo in Brasile.

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Droga, furti e rapine: in cinque sotto accusa

Droga, furti e rapine: in cinque sotto accusa

CALTANISSETTA – Spaccio di droga, rapina,  furto, estorsione, danneggiamento attraverso incendio, detenzione e porto di armi abusivo in luogo pubblico.

Questo il corposo pacchetto d’imputazione per cui, a vario titolo e in concorso, la procura nissena nelle scorse ore ha chiesto il processo per cinque imputati. Mentre si procederà a parte, con il fascicolo trasmesso a Catania per una questione di competenza territoriale, nei confronti di altri due indagati catanesi.

Tutti coinvolti nell’operazione dei carabinieri ribattezzata «Kitt», che nel marzo scorso ha fatto scattare sette provvedimenti cautelari emessi dal gip, Francesco Lauricella, lo stesso giudice che adesso ha disposto il processo a loro carico su richiesta dei sostituti di Caltanissetta, Davide Spina e Stefano Luciani.

A giudizio vanno il quarantaduenne nisseno Fabio  Colore ed i sancataldesi Giuseppe Colasberna di 38 anni, ,  Cristian Ivan Callari di 26,  il fratello, il trentaquattrenne Michele Callari  e Rosario Diliberto di 47 anni.

I cinque – difesi dagli avvocati Massimiliano Bellini, Maria Francesca Assennato, Gianluca  Amico, Gianluca Guida e Angelo Tambè – saranno processati dal tribunale.

A loro, con ruoli differenziati, la procura nissena ha appioppato tra l’altro oltre una ventina di furti in appartamento in cui sono state rubate pure armi e un traffico di droga lungo l’asse Catania-San Cataldo. Cocaina, in particolare, che poi sarebbe stata spacciata nel Nisseno.

Nel fascicolo dei magistrati anche l’incendio di un’auto appartenente a una donna e una rapina in casa.

E proprio da quest’ultimi episodio, che risale al settembre di due anni fa, sono partite le indagini dei carabinieri che poi hanno svelato uno scenario assai più ampio e variegato quanto a ipotetici reati che sarebbero stati consumati dal gruppo.

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Studio della lingua francese, premiati studenti nisseni

Studio della lingua francese, premiati studenti nisseni

CALTANISSETTA – Gli studenti sono arrivati da tutta la provincia nissena e dall’Ennese. Tutti per partecipare alla cerimonia di premiazione dei ragazzi che si sono particolarmente distinti nello studio della lingua francese.

L’evento è stato organizzato nell’aula magna dell’istituto “Luigi Russo” di Caltanissetta dall’insegnate Clelia Morreale, presidente dell’Alliance française.

Parecchi studenti hanno ricevuto il prestigioso certificato d’iscrizione da Ida Rampolla presidente dell’Amopa, l’Association membres ordres académique che riunisce coloro che hanno ricevuto le palmes académiques, cioè la prestigiosa onorificenza creata nel 1808 da Napoleone, sotto il patrocinio del presidente della Repubblica francese, del ministro de l’Education nationale, del Grand chancelier de la légion d’honneur ed é stata riconosciuta di pubblica utilità nel 1968.

Oggi l’Amopa conta 157 sezioni, in Francia metropolitana, nei dipartimenti d’outre-mer e all’estero, é presente sui cinque continenti con 30.000 soci.

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Stalking, due ex mariti molesti finiscono nei guai

Stalking, due ex mariti molesti finiscono nei guai

MAZZARINO – In due finiscono nei guai per atti persecutori. Con un arresto e un divieto di avvicinamento a carico di due presunti molestatori. Provvedimenti che sono stati eseguiti dai carabinieri.

Il primo caso a Mazzarino dove un operaio quarantacinquenne è stato arrestato per stalking e resistenza a pubblico ufficiale. Il secondo a Gela dove un professionista s’è visto piovere sul capo il divieto di avvicinamento alla sua ex. In entrambe le circostanze sono ex mariti che sono tornati all’attacco.

In maniera più violenta a Mazzarino dove le minacce di lui si erano fatte assai più pesanti nei confronti della sua ex. Che poi ha trovato la forza di denunciare e sono partite le indagini. Raccontando ai militari di avere subito vessazioni di ogni tipo. Ma non soltanto. Perché per intimorirla le avrebbe lasciato proiettili davanti il portone di casa e le avrebbe bruciato lo stesso ingresso. Questo, almeno, quanto ipotizzato dagli investigatori. Perché nella fase iniziale il sospetto autore di quei gesti è rimasto nell’ombra.

La coppia era separata già da un paio di anni e nell’immaginario della donna la figura del suo ex marito era lontana. E invece, nel momento in cui le ha trovato la forza di uscire allo scoperto per denunciare tutto, sono partite le indagini.

I successivi appostamenti hanno consentito ai militari di bloccare il presunto autore di quelle minacce e di quei danneggiamenti. I carabinieri lo hanno sorpreso sotto casa della sua ex moglie mentre si sarebbe preparato – secondo la tesi accusatoria – a un nuovo attacco. Alla vista dei militari è fuggito, ma è stato inseguito e bloccato. Con lui, in tasca, aveva un grosso chiodo da muratore lungo poco meno di una ventina di centimetri.

Per lui è scattato l’arresto per atti persecutori e resistenza a pubblico ufficiale.

Vicenda, questa, che fa il paio con un’altra analoga scoperta a Gela sempre dai carabinieri coordinati nelle indagini dal maggiore Antonio De Rosa.

In questo caso è un professionista quarantaduenne a essere finito nei guai. Come professionista è la sua ex, una donna quarantenne. Che per sei mesi avrebbe subito in silenzio prima di decidersi a denunciare. L’autore è stato subito individuato e in prima battuta è scattato a suo carico un ammonimento da parte del questore.

Ma lui avrebbe perseverato nei suoi atteggiamenti molesti così è piovuto su lui un provvedimento cautelare che gli impone adesso il divieto di avvicinamento alla sua ex moglie.

E tra le pieghe delle due operazioni dagli stessi vertici dei carabinieri s’è levata l’esortazione, rivolta a vittime di stalking, di non esitare a denunciare immediatamente prima che sia troppo tardi. Le stesse forze dell’ordine collaborano, peraltro, con associazioni specializzate e sono pure dotate, dal punto di vista logistico, di stanzette riservate.

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Beni sospetti a Montedoro, indagini difensive contro le accuse

Beni sospetti a Montedoro, indagini difensive contro le accuse

MONTEDORO – Sono saliti sul pretorio per spiegare che lui, imprenditore di Montedoro che ha subito un ingente sequestro di beni ritenuti in odor di mafia, aveva una sua attività. E, conseguentemente, anche un reddito che avrebbe potuto sostanzialmente giustificare l’accumulo di quel patrimonio che poi è finito al centro di un provvedimento del tribunale.

A chiedere di tirare via i sigilli dai beni è Nicolò Falcone, il sessantaseienne di Montedoro che insieme alla moglie, Anna Di Raimondo – difesi dagli avvocati Antonio Impellizzeri e  Diego Guadagnino – s’è visto requisire un paio di anni proprietà il cui valore è stato stimato in un milione e mezzo di euro, tra terreni, immobili e aziende del settore zootecnico e agricolo.

Due imprenditori canicattinesi, tra coloro che sono stati sentiti durante le indagini difensive, hanno rimarcato in aula i loro racconti. Attestando che Nicolò Falcone commerciava animali alla fiera di Canicattì e che insieme al fratello – del quale la procura ha chiesto adesso l’audizione – vendeva anche formaggi di produzione propria.

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Mostra in onore del vescovo Jacono in odor di santità

Mostra in onore del vescovo Jacono in odor di santità

CALTANISSETTA – A sessant’anni dalla sua morte una mostra di oggetti, indumenti e foto di monsignor Giovanni Jacono, quinto vescovo della diocesi nissena.

L’inaugurazione domani nei locali del museo diocesano del seminario. Per l’alto prelato con la fama di santità in via e in morte scomparso nel 1957, dieci anni fa il vescovo della diocesi nissena ha avviato le pratiche per l’inizio del processo di beatificazione.

E quest’anno si è concluso l’iter della positio super virtutibus di monsignor Jacono. Il vescovo Mario Russotto lo annuncerà durante la celebrazione eucaristica in cattedrale, a Caltanissetta, in programma alle sette di sera, dopo l’inaugurazione della mostra dedicata al quinto vescovo della diocesi.

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Botte da orbi per una precedenza, automobilista aggredito finisce in ospedale

Botte da orbi per una precedenza, automobilista aggredito finisce in ospedale

CALTANISSETTA – Botte da orbi per un banale incidente. Per una precedenza forse non rispettata. E un automobilista è finito in ospedale. È accaduto a tarda sera a Caltanissetta a

poca distanza dalla caserma dei vigili del fuoco. Lì due auto si sono scontrate all’altezza di una rotatoria.

Uno dei mezzi coinvolti era guidato da una donna che prima di accordarsi con l’altro conducente ha chiesto l’intervento del marito. Questi, appena arrivato, per tutta risposta ha aggredito l’altro in strada.

Scena che, tra altri presenti, s’è consumata sotto gli occhi di un poliziotto libero dal servizio che è immediatamente intervenuto per fermare quell’aggressione a suon di calci e pugni.

Il ferito, un uomo poco più che quarantaseienne, è stato poi trasferito in ospedale per essere affidato alle cure dei sanitari del pronto soccorso. La vicenda, su eventuale querela di parte, potrebbe avere strascichi.

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Va in albergo, viene scoperta e arrestata: era ricercata

Va in albergo, viene scoperta e arrestata: era ricercata

CALTANISSETTA – È stata smascherata dalla polizia nel momento in cui ha alloggiato in un albergo di Caltanissetta. Perché quel nominativo, il suo, era inserito nell’elenco dei ricercati.

Su lei, la trentasettenne di nazionalità polacca Maria Wronecka Bozena, pendeva infatti un ordine di arresto emesso dalla magistratura polacca perché accusata di reati contro la persona commessi nel suo Paese di origine.

Il suo nominativo era stato inserito nella banca dati del sistema d’informazioni Schengen. Lei figurava tra le persone da rintracciare per essere arrestata ed estradate nel loro nazione.

Così nel momento in cui le sue generalità sono entrate nel database del sistema alloggiati in alberghi, è stata subito rintracciata dalla polizia che l’ha arrestata in attesa di estradizione. (immagine di repertorio)

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Scandalo Expo, imprenditore si difende e discolpa legale nisseno

Scandalo Expo, imprenditore si difende e discolpa legale nisseno

MILANO – Un imprenditore, ritenuto tra i dominus del sospetto sistema al centro dell’inchiesta “Giotto” legata agli appalti all’Expo di Milano, tira via le castagne dal fuoco per un penalista nisseno. Pure lui coinvolto nell’indagine perché accusato di avere tentato di trasferire in Sicilia soldi destinati alla mafia.

É stato l’imprenditore di Pietraperzia Liborio Pace a confermare fedelmente, invece, la tesi a difesa che l’avvocato Danilo Tipo – all’epoca dei fatti legale dello stesso imprenditore – ha girato al tribunale di Milano pochi giorni fa. Tirandosi fuori da ogni contesto mafioso. E Pace ha confermato in aula che in effetti quei soldi il legale li avrebbe dovuti consegnare al padre. Escludendo ogni sottobosco mafioso.

I soldi in questione sono poco più di 295 mila euro che la guardia di finanza ha trovato nel bagagliaio di una Fiat 500 presa a noleggio dallo stesso legale che da Milano avrebbe dovuto raggiungere la Sicilia. Avvocato che – è stato rimarcato in dibattimento – sarebbe stato creditore nei confronti di Pace di una sostanziosa parcella per via di un dissequestro fatto ottenere dal Riesame di Napoli.

Ma, intanto, la procura milanese ha mosse nuove accuse nei confronti di qualche imputato, specificando meglio i capi d’imputazione per altri. Con, ad esempio, Pace che da appropriazione indebita sarà adesso chiamato a difendersi per bancarotta.

Queste nuove contestazioni potrebbero aprire le porte a nuovi scenari quanto a possibili scelte processuali. Con Pace e Tipo sono a giudizio, con il rito immediato anche Giuseppe Lombino e Alessandro Moccia – difesi dagli avvocati Antonio Impellizzeri, Flavio Sinatra, Giuliano Dominici, Alessandro Vallese, Giuseppe Presutto e Daniel Sussman Steinberg – per rispondere a vario titolo, per associazione a delinquere con l’aggravante di avere favorito la mafia, reati finanziari, riciclaggio e appropriazione indebita.

Vincenzo Falci

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Prodotti contraffatti, denunce e sequestri della finanza

Prodotti contraffatti, denunce e sequestri della finanza

CALTANISSETTA – Nuovo sequestro di merce della guardia di finanza. É stato effettuato a Caltanissetta durante il fine settimana al mercato settimanale.

Lì le fiamme gialle hanno sequestrato parecchia merce taroccata denunciando anche 11 esercenti ambulanti, tutti stranieri.

Il servizio della fiamme gialle ha consentito di sequestrare borse da donna, borsellini, scarpe, cd e dvd con giochi, musica e film. In totale ben oltre mille e duecento pezzi.

Tutta merce che è stata sequestrata dai finanzieri della compagnia di Caltanissetta in attesa poi della confisca, mentre a nei confronti degli ambulanti che la stavano vendendo è arrivata la denuncia per contraffazione e ricettazione di prodotti.

Il servizio delle fiamme gialle, dedicato alla tutela dei marchi, proseguirà anche nelle prossime settimane prendendo in esame altre aree, ma sempre con lo stesso obiettivo di tutelare marchi e consumatori.

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