VigroEuronics
1 in alto sinistra

 

 

 

 

monticelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inchiesta Saguto, assolto cancelliere di tribunale

Inchiesta Saguto, assolto cancelliere di tribunale

Non reggono le contestazioni mosse al cancelliere della sezione patrimoniale del tribunale misure di prevenzione di Palermo.

Il gip di Caltanissetta, Marcello Testaquatra, ha assolto Elio Grimaldi che era stato tirato in ballo per falso in seno alla maxi inchiesta legata al cosiddetto caso Saguto. Con l’ex presidente dello stesso tribunale misure di prevenzione di Palermo, Silvana Saguto, che nel marzo scorso il Csm ha rimosso dalla magistratura.

A carico di Grimaldi – assistito dall’avvocato Vincenzo Lo Re – i pubblici ministeri di Caltanissetta avevano chiesto la condanna a due anni e due mesi di reclusione.

In particolare gli era stato contestato di avere liquidato – sotto l’ala della Saguto –  un paio di parcelle all’amministratore giudiziario, Gaetano Seminara Cappellano per un totale di oltre 190 mila euro. Il placet, secondo la tesi accusatoria, sarebbe arrivato dallo stesso allora ex presidente.

194 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

«Beni in odor di mafia», confisca da 200 mila auro all’ex boss Giugno

«Beni in odor di mafia», confisca da 200 mila auro all’ex boss Giugno

Lo Stato ha messo le mani su un tesoro in ordor di mafia. E le ha posate su beni, il cui valore è stato stimato in oltre 200 mila euro,  un tempo appartenenti all’ex boss di  Niscemi, ora collaboratore di giustizia, Giancarlo Giugno.

Il provvedimento è divenuto definitivo dopo il pronunciamento della Cassazione che ha cristallizzato la confisca adesso eseguita dalla divisione polizia anticrimine della questura nissena.

Il tribunale misure di prevenzione nel dicembre di tre anni fa ha disposto il sequestro di beni a carico dello stesso Giancarlo Maria Lucio Giugno. L’ex esponente di Cosa nostra di Niscemi è attualmente detenuto.

Il provvedimento di confisca a suo carico ha interessato beni immobili  che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati acquisiti dall’ex boss reimpiegando capitali sporchi.  

In particolare si tratta di un caseggiato e altri beni mobili e che sarebbero stai intestati a familiari dello stesso collaborante. Il tutto per un valore che supera i duecentomila euro e che già nel 2013 sono stati sequestrati dal tribunale su proposta del questore.

L’ex reggente della famiglia di Cosa nostra niscemese ha avviato il suo rapporto di collaborazione con la giustizia nella seconda metà del 2013.

Quell’anno, a maggio, era stato sottoposto al regime carcerario del 41 bis. Poi su lui è piovuta pure un’altra accusa di omicidio.

294 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

«Tradito dagli affari», sorpreso a vendere cellulare in strada: era ai domiciliari e scatta l’arresto

«Tradito dagli affari», sorpreso a vendere cellulare in strada: era ai domiciliari e scatta l’arresto

Il fiuto per gli affari, alla fine, lo ha tradito. Già perché lui, nonostante si trovasse sottoposto agli arresti domiciliari, non ha rinunciato a una compravendita.
Risultato: è stato “pizzicato” dalla polizia e segnalato alla procura. Così da peggiorare ulteriormente la sua situazione.

Protagonista dell’accaduto è un giovane nisseno, un ventiseienne che si trovava ai domiciliari perché nell’agosto di due anni fa è stato arrestato a Palermo, sempre dalla polizia, che lo ha sorpreso con cocaina.

Adesso è finito di nuovo nei guai. Perché durante un controllo gli agenti non lo hanno trovato in casa. Piuttosto lo hanno trovato fuori insieme a una coppia di coniugi.

In quei frangenti il ragazzo stava trattando con gli altri due la vendita di un telefono cellulare. E alla fine gli è costata cara. Lo hanno denunciato per evasione e violazione delle prescrizioni che gli erano state imposte dall’autorità giudiziaria e che per il suo status – i domiciliari – gli avrebbero impedito di avere contati con persone al di fuori del suo nucleo familiare.

322 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

Challenger di Caltanissetta, vince Munar pupillo di Nadal

Challenger di Caltanissetta, vince Munar pupillo di Nadal

Al ventunenne maiorchino Jaume Munar va il Challenger di Caltanissetta. Il pupillo di Rafael Nadal si è aggiudicato il torneo internazionale “Città di Caltanissetta” superando in finale ikl piemontese Matteo Donati superato in due set, 6-2, 7-6.

Con la vittoria ottenuta sulla terra rossa di vilal Amedeo Minar è entrato nella top 100 mondiale. Aveva già ottenuto questo risultato conquistando già i quarti di finale. La vittoria gli ha consentito adesso di scalare altre posizioni nel ranking mondiale.

In un’ora e mezza o poco più il maiorchino ha avuto ragione di Donati. Munar già da qualche anno è sotto l’ala del suo conterraneo entrato di prepotenza nella storia della racchetta, Rafael Nadal. Ed è uno dei gioielli della sua Accademia di Manacor. Spesso è suo partner per gli allenamenti

Appena un anno fa Munar non era neanche tra i primi 250 al mondo. Poi grazie al suo cammino al recente Roland Garros  ed alla vittoria nel Challenger di Caltanissetta ha scalato rapidamente le posizioni. Alel spalel ha la pesantissima eredità del suo mentore.

307 Letture

 

 

Scritto in SportComments (0)

 

Volevano derubare anziana, arrestate due giovanissime  ladre in trasferta

Volevano derubare anziana, arrestate due giovanissime ladre in trasferta

Caltanissetta –Prese con le mani nel sacco due ladruncole in trasferta. Una è pure minorenne. È stata la prontezza dell’anziana vittima a mandare in fumo i loro piani.

Così due giovanissime, G.F e G.B. – diciannovenne la prima, diciassettenne l’altra – sono state arrestate dai carabinieri per furto aggravato in concorso.

È a Niscemi che le due hanno preso di mira un’anziana del paese. Una pensionata che in qualche modo hanno convinto a farle entrare in casa sua.

Una volta dentro hanno iniziato a frugare per racimolare l’oro che l’anziana aveva in casa. Perlopiù ricordi di famiglia.

Ma a un certo punto la pensionata si è insospettita e ha telefonato alla figlia prima ed ai carabinieri poi. I militari sono presto arrivati in quell’abitazione di via Tommaso Campanella sorprendendo le due giovani donne in casa dell’anziana.

Da qui, su ordine della procura ordinaria per la diciannovenne e della procura minorile per la diciassettenne l’altra, i due arresti.

569 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

Ex sindaco di Riesi ucciso, 30 anni di carcere a due boss

Ex sindaco di Riesi ucciso, 30 anni di carcere a due boss

Trent’anni ciascuno di carcere ai boss di Riesi Pino e Vincenzo Cammarata. È stata la corte d’Assise d’Appello di Catania  a comminare la pena ai due capimafia.

I due boss – assistiti dall’avvocato Vincenzo Vitello – sono ritenuti i mandanti del delitto dell’ex sindaco di Riesi Vincenzo Napolitano, ucciso la sera del 23 maggio del lontano 1992.

Un omicidio per le cronache passato quasi in sordina  perché quello stesso pomeriggio si è consumata la strage di Capaci in cui hanno perso la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie, Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta.

Quella sera di maggio di ventisei anni fa un killer solitario ha teso un agguato all’ex sindaco mentre si trovava a pochi passi dal palazzo comunale. Lo ha freddato con alcuni colpi di pistola.

Il killer sarebbe stato un giovane gelese che – secondo la tesi accusatoria – il clan Emmanuello di Gela avrebbe messo a disposizione della  mafia di Riesi.

Secondo la tesi degli inquirenti, i Cammarata avrebbero voluto la morte di Napolitano perché lo avrebbero considerato vicino ai nemici della Stidda riesina capeggiata dai fratelli Calogero e Salvato Riggio. Ed a loro – avrebbero sospettato i boss di Cosa nostra, sempre secondo l’accusa – Napolitano avrebbe girato proventi legati a pizzo per appalti pubblici. Questo, almeno il teorema degli inquirenti.

I due Cammarata nel primo processo sono stati condannati a 30 anni di carcere ciascuno. Poi in appello è arrivata la riforma della sentenza e l’assoluzione. Verdetto che la Cassazione, nel successivo passaggio, ha annullato rimandando gli atti all’Assise d’Appello di Catania che adesso li ha ricondannati.

 

392 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

Vallone, videosorveglianza nelle zone a rischio: siglato patto per la sicurezza

Vallone, videosorveglianza nelle zone a rischio: siglato patto per la sicurezza

Siglati con i sindaci dei comuni del Vallone, e non soltanto, i “Patti per l’attuazione della sicurezza urbana”.  È con gli amministratori di Mussomeli, Resuttano, Acquaviva Platani, Butera, Caltanissetta, Niscemi e Serradifalco che è stata firmata l’intesa.

Presenti, oltre al prefetto Maria Teresa Cucinotta, i vertici provinciali delle forze dell’ordine.

«Con la stipula dei Patti – è stato spiegato – i comuni interessati potranno partecipare all’assegnazione di risorse appositamente destinate al finanziamento di nuovi sistemi di videosorveglianza nelle aree del rispettivo territorio maggiormente interessate da situazioni di degrado e illegalità».

I progetti saranno successivamente sottoposti all’approvazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, passaggio che precede la successiva presentazione – fissata per il 30 giugno prossimo – della richiesta di accesso ai finanziamenti.

Secondo l’agenda fissata, entro il 31 agosto prossimo la prefettura  inoltrerà, per l’esame da parte di una commissione ministeriale, le richieste dei comuni, arricchite da una relazione sui fenomeni di criminalità diffusa a livello comunale e provinciale.

«Fondamentale la valenza di questi strumenti convenzionali nell’ambito delle politiche di sicurezza integrata, nella cornice di strategie congiunte e azioni volte non solo al contrasto dei fenomeni criminali, ma anche alla promozione del rispetto del decoro urbano», è stato osservato dai vertici della prefettura.

343 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

Delitto in Liguria, padre e figlio nisseni condannati

Delitto in Liguria, padre e figlio nisseni condannati

Condannati padre e figlio ritenuti gli autori di un delitto in Liguria. Sono Vincenzo e Guido Morso, padre e figlio di Gela: il primo ha rimediato 19 anni di carcere, il secondo 21 anni e 5 mesi. Pena per omicidio e armi.

La corte d’Assise li ha ritenuto autori dell’uccisione del ventisettenne Davide Di Maria trovato ucciso in casa nel settembre di due anni fa. Un appartamento a Molassana, nell’area di Genova

La tragedia si sarebbe consumata durante una lite in casa. In quei frangenti sarebbero stati sparati alcuni colpi di pistola. Ma non sarebbe stati quelli ad uccidere Di Maria che, invece, sarebbe stato accoltellato durante una violentissima colluttazione. Una coltellat al petto non gli ha lasciato scampo.

In quei frangenti,in quella stessa casa, vi sarebbe stato uno straniero  che, a sua volta, è stato condannato a 7 anni e 8 mesi per armi e droga.

Dopo il delitto il figlio si è costituito per primo alle forze dell’ordine. Sarebbe stato lui, secondo gli inquirenti, a sferrare la coltellata mortale.

387 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

Allarme droga, altro arresto e sequestro di hashish

Allarme droga, altro arresto e sequestro di hashish

Altro arresto per droga. L’ennesimo. E che ancora una volta fa suonare il campanello d’allarme per un fenomeno che assume, giorno dopo giorno, proporzioni sempre più preoccupanti.

È nel pieno centro storico nisseno, ogni giorno passato al setaccio dalle forze dell’ordine perché lì si annidano parecchi pusher, che è stato scoperto un altro sospetto spacciatore.

È un non ancora ventisettenne di origine nigeriana, Emeka Valentine, che è stato sorpreso dagli agenti che hanno effettuato un blitz in casa sua.

Lo hanno colto all’improvviso mentre, secondo la tesi accusatoria, stava tagliando e confezionando hashish. Nel corso della perquisizione che ne è derivata sono stati scovati in casa. V’erano anche soldi, in banconote di piccolo taglio, ritenute frutto della sospetta attività di smercio.

“Fumo” e soldi sono stati sequestrati mentre il giovane, su disposizione della magistratura, è stato assegnato agli arresti domiciliari anche perché è già in possesso di permesso di soggiorno.

Tra le pieghe dell’operazione, sempre in centro, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato poco meno di 215 grammi, sempre di hashish, presumibilmente nascosti lì da uno spacciatore che se n’è disfatto temendo di essere scoperto.

367 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

«Non minaccio ausiliaria del traffico», annullata pena a consigliere comunale

«Non minaccio ausiliaria del traffico», annullata pena a consigliere comunale

CALTANISSETTA – Colpo di spugna alla condanna a un consigliere comunale che era stato accusato di avere  minacciato una ausiliaria del traffico.

Minacce che si sarebbero consumate, secondo gli inquirenti, dopo che la “vigilessa” – non nei ruoli  del corpo di polizia municipale –  aveva multato l’auto del fratello dello stesso consigliere.

Lo stesso che in primo grado è stato pure condannato a 4 mesi oltre al pagamento di un risarcimento in favore della parte civile.

E invece, adesso, in appello è caduta ogni contestazione a carico del professionista cinquantasettenne Enzo Calabrese –  difeso dall’avvocatessa Sonia Costa – che siede tra gli scranni di Palazzo delle Spighe a San Cataldo.

La corte d’Appello di Caltanissetta adesso lo ha assolto con formula piena dalle ipotesi di minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

Con il verdetto è caduto anche il diritto al risarcimento che era stato riconosciuto alla quarantunenne Antonella Paola Liliana I. (assistita dagli avvocati Francesco Augello e Silvio Iacono), l’ausiliaria del traffico che – secondo l’originaria tesi accusatoria – sarebbe stato minacciata dal consigliere.

I fatti in questione risalgono al 10 agosto di sei anni fa quando la donna ha contestato una contravvenzione al fratello del consigliere. E questi – è stata la prima ricostruzione – intervenendo in favore del familiare, avrebbe minacciato la donna.

Tesi che adesso non ha retto perché, secondo la difesa, l’ausiliaria, nel momento in cui il verbale era stato già redatto, non era più un pubblico ufficiale proprio per la sua veste di ausiliaria del traffico.

726 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

 

 

 

 

This site is protected by wp-copyrightpro.com