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Rubò armi, giovane indagato confessa: scatta l’arresto

Rubò armi, giovane indagato confessa: scatta l’arresto

Caltanissetta –È stato arrestato per le armi che avrebbe rubato pochi giorni addietro. Un fucile e un paio di pistole delle quali ne era stato denunciato il furto il 16 settembre scorso in un appartamento di viale Sicilia, a San Cataldo.

In manette è finito adesso il 19enne, finora incensurato, Andrea Raimondi – difeso dall’avvocato Giuseppe Dacquì – che s’è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri. Nei giorni scorsi gli era stato già sequestrato qualcosa e aveva probabilmente intuito che presto le indagini lo avrebbero smascherato

Ai militari ha confessato sia l’azione legata al furto di qualche giorno, che di avere ancora quelle armi. Ed ai carabinieri ha riferito che le aveva nascoste.

Erano state sistemate sul tetto di un vecchio fabbricato in disuso di contrada Germana, sempre a San Cataldo. Fucile e pistole sono state recuperate.

Su disposizione della procura nissena il giovane è stato assegnato agli arresti domiciliari.

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Finanza di  Mussomeli e baschi verdi, scoperta centrale dello spaccio

Finanza di Mussomeli e baschi verdi, scoperta centrale dello spaccio

MUSSOMELI – Al blitz antidroga hanno preso parte anche finanzieri della tenenza di Mussomeli. Che insieme ai baschi verdi di Caltanissetta hanno scovato altra droga e denunciato un extracomunitario.

Lo stesso che nel tentativo di sfuggire al controllo aveva nascosto l’hashish in una pietanza appena cucinata. Ma l’espediente non ha funzionato.

L’operazione è stata effettuata nel cuore del centro storico nisseno. Nel quartiere Provvidenza, in via Goldoni in particolare.

Lì i finanzieri hanno recuperato diverse stecche di hashish. Più in dettaglio 25 involucri contenenti, complessivamente una ventina di grammo di droga.

Secondo la tesi degli investigatori la sostanza sarebbe stata pronta per essere smerciata in dosi. Ma l’operazione dei finanziari, scattata dopo che hanno notato un insolito andirivieni di stranieri da quella casa, ha mandato in fumo i piani del presunto spacciatore.

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Mussomeli, alunni del comprensivo “Giudici – Bosco” di Acquaviva vincono premio di Caltaqua

Mussomeli, alunni del comprensivo “Giudici – Bosco” di Acquaviva vincono premio di Caltaqua

MUSSOMELI – È andato agli alunni dell’istituto comprensivo “Paolo Emiliani Giudici” di Mussomeli, in particolare al “San Giovanni Bosco” di Acquaviva Platani, il premio legato al concorso internazionale di disegno voluto da Caltaqua.

In particolare la scuola ha vinto un assegno dell’importo di mille euro che, nel concreto, sono stati destinati all’acquisto di dieci dizionari della lingua italiana assegnati ad altrettanti alunni.

È stata Lea Romano, responsabile comunicazione e marketing di Caltaqua, a consegnare i dizionari agli scolari della 4° A, vincitori del concorso bandito lo scorso anno con il disegno “Turbilandia”.

Alla cerimonia sono stati presenti, tra gli altri, il vicepreside Michele Piazza e le insegnanti Maria Angelica Di Giovanni e Giovanna Schillaci.

«Caltaqua – ha sostenuto Lea Romano – guarda sempre con particolare attenzione al mondo della scuola. È proprio sui banchi che i ragazzi, infatti, soprattutto i più piccini, entrano in contatto con quella serie di buone pratiche legate ad un uso consapevole delle risorse primarie, a cominciare proprio dall’acqua, che nel loro percorso scolastico e di vita si arricchiranno sempre di più di altri utili contenuti».

La società che gestisce il servizi idrico, a margine della premiazione riferita al concorso dello scorso anno, ha già preannunciato la nuova edizione che coinvolgerà le terze e quarte classi delle primarie degli istituti comprensivi di tutta la provincia nissena.

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Medico morto in discoteca a Palermo, scontro tra perizie

Medico morto in discoteca a Palermo, scontro tra perizie

CALTANISSETTA – La sua ricostruzione non coincidente con le altre. La sua versione sulla morte di un giovane medico ucciso durante una lite in discoteca, dall’analisi delle immagini, sarebbe diversa da quella tracciata durante una super perizia.

È stato l’esperto incaricato dai familiari della vittima, il giovane medico Aldo Naro di San Cataldo, a fornire una  differente valutazione dei dati.

Le sue conclusioni sono emerse al processo a 9 imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato per le ipotesi a, vario titolo, di rissa e favoreggiamento personale.

Sotto accusa,  i nisseni Giuliano Bonura  e Carlo Salvatore Lachina  – difesi  dagli avvocati Daniele Osnato e Davide Schillaci – e, ancora, Daniele Cusimano, Mariano Russo,  Giovanni Colombo,  Giuseppe Micalizzi Pietro Covello, Natale Valentino e Francesco Meschisi, tutti al cospetto del gup di Palermo, Fernando Sestito.

Il perito delle parti civili – assistite dall’avvocato Antonio Impellizzeri – l’ingegnere informatico, Stefano Battiato dell’università di Catania, dopo avere ricostruito la dinamica di quelle concitatissime fasi – in maniera differente quanto a sviluppo rispetto alle conclusioni degli altri esperti – ha concluso asserendo che la vittima sarebbe stata accerchiata e picchiata da più persone.

La forbice, con la superperizia che aveva ordinato il giudice, sembrerebbe ampia, Ecco perché  lo stesso gup ha disposto che i suoi periti tornino in aula per una sorta di confronto.

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Guardia di finanza in festa, onori al patrono San Matteo

Guardia di finanza in festa, onori al patrono San Matteo

Caltanissetta – Guardia di finanza in festa in onore del suo patrono. L’omaggio a San Matteo pubblicano ed esattore delle tasse.

Alla parrocchia San Pietro si è svolta la cerimonia liturgica in onore del santo, protettore delle fiamme gialle.

Alla funzione religiosa hanno partecipato militari in servizio ed in congedo del comando provinciale della guardia di finanza del Nisseno.

Durante l’omelia, il parroco don Rino Dell’Ospedale Alongi  ha ricordato la figura dell’apostolo Matteo, pubblicano ed esattore delle tasse, richiamando l’assemblea sull’importanza dell’umiltà.

Poi  ha invitato i finanzieri a seguire la propria vocazione proponendosi come strumenti di giustizia non cedendo alla tentazione del protagonismo.

Infine, l’auspicio che le forze di polizia agiscano sempre in perfetta sinergia per  garantire il bene comune.

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Tentato omicidio chiesto processo a giovane

Tentato omicidio chiesto processo a giovane

Caltanissetta – Chiesto il processo per un giovane che avrebbe tentato di bruciare un uomo. Prima cospargendolo di benzina e poi appiccando le fiamme.

L’accusa pende sul ventunenne di Riesi, Vito Emanuel Ciccia Romito –  difeso dall’avvocato Giuseppe Dacquì – nei confronti del quale è stata chiesta l’apertura di un procedimento per l’ipotesi di tentato omicidio.

Quello di cui sarebbe rimasto vittima un romeno che s’è stabilito a Riesi diversi anni addietro, D.L. – assistito dall’avvocato Carmelo Mirisciotti – che ha chiesto di potersi costituire parte civile nei confronti dell’imputato.

Il giovane, che ha optato per una rito differente, avrebbe agito in pieno centro una notte di fine agosto dello scorso anno.

Quando nella piazza del paese avrebbe dato fuoco al romeno con il quale, in precedenza, avrebbe avuto discussioni.

L’uomo, un quarantaduenne, è rimasto gravemente ferito ed è stato poi trasferito al centro grandi ustioni di Catania.

Il ragazzo, invece, è stato subito smascherato dai carabinieri e arrestato con la pesantissima accusa di tentato omicidio.

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Morì dopo incidente, quattro medici in tribunale

Morì dopo incidente, quattro medici in tribunale

CALTANISSETTA – È per estorsione, peraltro non andata a buon fine, che un ambulante sarà processato. Perché accusato di avere tentato di spillare soldi a un operaio.

Sul banco degli imputati è chiamato il trentunenne Calogero Alba – difeso dall’avvocato Sergio Iacona – chiamato a rispondere di tentata estorsione continuata.
Reato che si sarebbe consumato ai danni del trentenne Pasquale Greco – assistito dall’avvocato Massimiliano Bellini – che sarà nella veste di parte civile.

I fatti al centro dell’ingarbugliata vicenda risalgono a tre anni fa. Quando l’adesso parte civile ha acquistato un’auto usata che poi è stato costretto a fermare per via di un guasto.

Nei giorni successivi un rottamatore l’avrebbe portata via contro la volontà del proprietario. Successivamente l’esercente ora chiamato sotto accusa,si sarebbe proposto come intermediario per fargli recuperare la sua utilitaria.

Ma ben presto lo avrebbe minacciato, anche di morte, se non gli avesse consegnato i soldi.

Quelle richiesta si sarebbero ripetute più volte. Fino a quando l’operaio ha presentato una denuncia ai carabinieri. Le indagini hanno fatto il resto.

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Tentata estorsione, ambulante nei guai

Tentata estorsione, ambulante nei guai

CALTANISSETTA – È per estorsione, peraltro non andata a buon fine, che un ambulante sarà processato. Perché accusato di avere tentato di spillare soldi a un operaio.

Sul banco degli imputati è chiamato il trentunenne Calogero Alba – difeso dall’avvocato Sergio Iacona – chiamato a rispondere di tentata estorsione continuata.
Reato che si sarebbe consumato ai danni del trentenne Pasquale Greco – assistito dall’avvocato Massimiliano Bellini – che sarà nella veste di parte civile.

I fatti al centro dell’ingarbugliata vicenda risalgono a tre anni fa. Quando l’adesso parte civile ha acquistato un’auto usata che poi è stato costretto a fermare per via di un guasto.

Nei giorni successivi un rottamatore l’avrebbe portata via contro la volontà del proprietario. Successivamente l’esercente ora chiamato sotto accusa,si sarebbe proposto come intermediario per fargli recuperare la sua utilitaria.

Ma ben presto lo avrebbe minacciato, anche di morte, se non gli avesse consegnato i soldi.

Quelle richiesta si sarebbero ripetute più volte. Fino a quando l’operaio ha presentato una denuncia ai carabinieri. Le indagini hanno fatto il resto.

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Scoperta centrale dello stoccaggio, madre e figli segnalati in procura

Scoperta centrale dello stoccaggio, madre e figli segnalati in procura

Caltanissetta – Scovata una centrale dello stoccaggio. Un’altra pattumiera a cielo aperto. Una sorta di filiale dello scarico di una montagna di materiale ferroso e matasse di cavi elettrici di rame

Tonnellate di materiale che, peraltro, secondo la tesi accusatoria, sarebbero pure di provenienza sospetta.

In tre, madre e i due suoi figli, sono stati denunciati per ricettazione e violazione delle norme in materia ambientale.

L’operazione – nome in codice “Oro rosso” –  è stata effettuata dalle volanti, polizia stradale e polfer su disposizione del questore Giovanni Signer.

La maxi discarica a cielo aperto è stata scovata in contrada Gessolungo, nell’area dell’ex giacimento minerario nisseno, dentro un appezzamento di terreno privato e recintato.

Al momento del blitz dei poliziotti lì v’era uno dei proprietari, un 34enne, che con una gru stava caricando materiale ferroso su un camion. Poi oltre a lui sono stati segnalati alla procura anche il fratello 45enne e la loro madre.

Mentre nell’area –  che è stata posta sotto sequestro con tre autocarri, gru e altri mezzi – v’erano quintali e quintali di elettrodomestici dismessi, bombole di ossigeno, bombole di gas, gruppi elettrogeni, pompe industriali, matasse di cavi elettrici di rame e altri rifiuti di ferro e rame che, secondo la polizia, è di provenienza più che dubbia. Gli stessi titolari della discarica abusiva non sarebbero stati in grado di chiarirne l’origine.

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Allacci abusivi alla condotta idrica, agricoltori scoperti e denunciati

Allacci abusivi alla condotta idrica, agricoltori scoperti e denunciati

Si erano abusivamente allacciati alla condotta per riempire due invasi artificiali. E con quell’acqua irrigavano i loro campi.

Ma sono stati smascherati dalla polizia e denunciati per furto. Sono due agricoltori niscemesi, uno 83enne, l’altro 27enne.

È durante un controllo mirato del territorio che gli agenti del commissariato hanno notato che la conduttura era stata manomessa in contrada Torricella -Cattiva, nelle campagne del Gelese.

Verifica a largo raggio scattata per la forte carenza di acqua per uso irriguo lamentata dai coltivatori del Gelese e Niscemese e sulla base della denuncia di furti d’acqua presentata al commissariato da funzionari del consorzio di bonifica Gela 5.

In uno dei due invasi dove finiva l’acqua rubata, gli agenti hanno intercettato un’auto con due uomini a bordo. Uno di loro avrebbe utilizzato quel bacino artificiale.

La loro auto è stata perquisita e dentro l’abitacolo è stata trovata la chiave per aprire la cabina dell’impianto. Sì, perché quella porta in ferro non presentava segni di scasso, così da rendere chiaro che qualcuno era in possesso di quelle chiavi. E così, in effetti, era.

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Comune Mussomeli

 

 

 

 

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