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Vallelulunga, arresti e denunce dei carabinieri

Vallelulunga, arresti e denunce dei carabinieri

Vallelunga Pratamento – Un arresto per scontare il resto di pena definitiva, una denuncia e segnalazioni amministrative per droga. Sono gli esiti di un servizio di controllo a Vallelunga effettuato dai carabinieri.

Un sessantaduenne, pure lui vallelunghese, è stato arrestato su ordine di carcerazione chiamato a scontare un residuo di per associazione mafiosa.

Un quarantenne, invece, fermato ad un posto di controllo è stato sorpreso mentre guidava sotto l’effetto di alcolici. Ai posti di blocco sono stati fermati, complessivamente, 75 mezzi e identificati i 198 occupanti.

Le stesse verifiche hanno consentito ai militari di smascherare altri tre giovani che avevano un po’ di droga addosso.

In particolare 30 grammi di hashish e 3 grammi di marijuana. Per loro è arrivata la segnalazione alla prefettura perché i loro nomi vengano annotati nel registro degli assuntori.

 

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In moto fuggono all’alt della polizia, inseguiti e presi

In moto fuggono all’alt della polizia, inseguiti e presi

Caltanissetta – Un inseguimento mozzafiato a tutta velocità tra le vie della città fino a quando sono stati raggiunti e bloccati dalla polizia.

Domenica più che movimentata per un paio di giovani, uno dei quali, un ventisettenne, è stato poi denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.

Tutto ha avuto inizio quando una pattuglia della polizia, in via Guastaferro, a Caltanissetta, ha intimato l’alt a un ciclomotore con due giovani  in sella.

Ma il conducente piuttosto che fermarsi ha aperto la manopola del gas fuggendo a velocità. Né è nato un inseguimento.

E in quella folle corsa il ciclomotore ha pure imboccato alcune strade in senso vietato, mettendo a rischio passanti e altri automobilisti.

L’inseguimento è andato avanti per un po’ fino a quando in via Bissolati, a pochi passi dalla caserma della guardai di finanza, il ciclomotore è stato bloccato.

Ma i due giovani, nel tentativo di farla franca, hanno abbandonato il mezzo e sono scappati a piedi. I poliziotti li hanno rincorsi e acciuffati.

Il guidatore, un ventisettenne che peraltro si trovava in affidamento in prova ai servizi sociali, è stato segnalato alla procura per resistenza a pubblico ufficiale.

Ma non è tutto. Perché gli è stata contestata una sfilza di violazioni al codice stradale e, in più, è stato trovato pure senza patente, con il ciclomotore non revisionato e senza assicurazione.

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Strage di San Basilio, chiesto ergastolo per un boss nisseno

Strage di San Basilio, chiesto ergastolo per un boss nisseno

Caltanissetta – Ergastolo per un boss di mafia. È quanto ha chiesto l’accusa nei confronti del mazzarinese, Salvatore Siciliano tirato in ballo per la strage di San Basilio.

È stata la procura generale di Catania a chiedere  la conferma della pesantissima condanna a carico di colui che è stato indicato come capo di Cosa nostra a Mazzarino – difeso dall’avvocato Ernesto Brivido – e che già è stato condannato per strage e associazione mafiosa.

L’accusa, in questo processo d’appello con rito abbreviato, ha reclamato il massimo della pena perché ha ritenuto che l’imputato abbia messo il suo gruppo a disposizione della mafia di Gela.

Già perché secondo gli inquirenti, a volere quell’eccidio sarebbe stato il gruppo Emmanuello di Gela per contrasti affaristici con la Stidda di Vittoria.

Non a caso in quell’agguato del 2 gennaio di diciannove anni fa sono stati uccisi il presunto boss vittoriese Angelo Mirabella e due suoi scudieri – come li hanno ritenuti i magistrati – Rosario Nobile e Claudio Motta.

Ma in quell’azione violenta sono entrate anche due vittime innocenti, Salvatore Ottone e Rosario Salerno.

In un altro troncone processuale, sempre in appello ma con rito ordinario, altri due imputati di Mazzarino sono stati giudicati: uno s’è ritrovato l’ergastolo sul capo, l’altro è stato assolto.

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Mafia, droga e prostituzione: nove le condanne

Mafia, droga e prostituzione: nove le condanne

Caltanissetta – Nove condanne e un’assoluzione. Così si è chiuso il processo d’appello a dieci imputati finiti nel vortice dell’inchiesta su mafia, droga e prostituzione ribattezzata «Kalyroon». Sensibili riduzioni di pena sono stati concessi agli imputati grazie alla continuazione delle pene con altre sentenza pregresse.

Il colpo di forbice più consistente lo ha ottenuto Calogero Maurizio Di Vita che rispetto ai precedenti  diciotto anni di carcere adesso ne è uscito con 6 anni e mezzo;  Vincenzo Scalzo condannato a  5 anni e 10 mes a fronte di dieci anni e sette mesi; Fabio Ferrara che  da quattro  anni è sceso a  2 anni, 4 mesi e 12 mila euro di multa trovando pure la libertà; il fratello, Vincenzo Ferrara con la pena a 3 anni contro i precedenti dieci anni e sette mesi; Angelo Giumento con  6 ann, prima erano dieci anni e sette mesi; Pietro Mulone da undici anni e quattro mesi  a 4 anni di carcere; Salvatore Cordaro a 3 anni e 8 mesi  mentre erano undici anni e tre mesi; Antonio Domenico Cordaro con 6 anni  contro i precedenti quattordici anni e quattro mesi; l’albanese Elis Deda con 8 mesi in continuazione.

Assolto soltanto Calogero Luca Cordaro per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, mentre per smercio di stupefacenti gli atti sono tornati alal procura perché li qualifichi diversamente.

I dieci (difesi dagli avvocati Davide Anzalone, Dino Milazzo, Giuseppe Dacquì, Antonio Impellizzeri, Calogero Vinci, Salvatore Daniele e Maria Strada) erano accusati, a vario titolo, del rato associativo e di droga e alcuni fatti di prostituzione.

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«Acqua bene prezioso», decalogo contro gli sprechi

«Acqua bene prezioso», decalogo contro gli sprechi

San Cataldo – «Acqua bene prezioso». È lo slogan della nuova campagna di sensibilizzazione di Caltaqua d’intesa con il comune di San Cataldo.

È su proposta del sindaco Cataldo Giampiero Modaffari che il gestore del servizio idrico ha sposato l’iniziativa che si concretizza in una serie «di utili suggerimenti, di piccoli consigli, per gestire nella quotidianità il rapporto con una risorsa di inestimabile valore qual è l’acqua».

Questo lo spirito che anima questa campagna di stipo sociale. E in tal senso è stato stampato un vero e proprio decalogo che sarà distribuito agli utenti.

Tra le pagine sono racchiuse semplici suggerimenti che rispecchiano solo il buonsenso. «Questo ulteriore strumento di conoscenza che l’amministrazione comunale di San Cataldo e Caltaqua mettono a disposizione – è stato spiegato – vuol rappresentare un ausilio per muoversi lungo una strada nella quale l’utilizzo consapevole dell’acqua e la sistematica riduzione, sino alla cancellazione, di ogni possibile spreco o anche solo di un utilizzo non appropriato, della risorsa idrica, che  rappresentano due autentiche e imprescindibili priorità».

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Università, un nisseno candidato al nucleo di valutazione dell’Ateneo di Catania

Università, un nisseno candidato al nucleo di valutazione dell’Ateneo di Catania

Caltanissetta –  Un nisseno candito come componente del nucleo di valutazione dell’ateneo di Catania. È il ventiquattrenne Ferdinando Cammarata studente di Giurisprudenza della stessa facoltà.

Non è la prima volta che un giovane nisseno si distingue con una candidatura agli organi di ateneo. In precedenza, infatti, Fabrizio Parla è stato in lizza e poi è stato eletto al Consiglio di amministrazione dello stesso Ateneo.

«Sono onorato di questa candidatura al nucleo di valutazione all’interno della coalizione Popolari e sovranisti», ha spiegato Cammarata.

«L’ente di controllo – è andato avanti – deve inevitabilmente tenere in considerazione le esigenze degli universitari dando il proprio contributo in favore della qualità dell’offerta formativa di Ateneo. In qualità di  vice presidente della consulta universitaria e di consigliere del dipartimento di Giurisprudenza, mi sono occupato delle principali problematiche dell’Ateneo e della mia facoltà, in primo luogo di didattica e strutture, ma anche di mobilità contribuendo all’accordo Fce e Amt che permette da pochi giorni agli studenti dell’ateneo Catanese di accedere gratuitamente ai servizi dei trasporti urbani».

E un sostegno agli studenti di tutta la provincia nissena lo chiedono Cammarata e Fabrizio Parla che ha aggiunto che «con la famiglia di Azione universitaria saremo al suo fianco anche per portare avanti proposte che possano andare a beneficio dei numerosi studenti nisseni»

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Scovati hashish e marijuana, droga fiutata dal cane «Asko»

Scovati hashish e marijuana, droga fiutata dal cane «Asko»

Caltanissetta – È stato «Asko», superbo esemplare di cane antidroga della polizia, a fiutare “fumo” ed “erba”. Erano stati nascosti in cavità dei muri nel cuore del centro storico di Caltanissetta.

In particolare nell’antico rione Provvidenza che è stata passato ancora una volta ai raggi X dalla polizia. E tra via Tornatore e via Danese è stata scovata la sostanza.

Tra i tubi dell’’acquedotto il cane antidroga ha scovato poco meno di 9 grammi e mezzo di hashish. In tubi di scarico della acqua piovane di vecchi stabili, sempre in quella stessa area del centro, sono stati rinvenuti altri 22 grammi e mezzo di marijuana. Durante i controlli in trentadue sono stati identificati  e quattro di loro sono stati perquisiti perché sospettati di nascondere qualcosa. Ma nulla è saltato fuori.

A posti di blocco sono stati fermati poi diciannove mezzi e quattro conducenti si sono visti elevare contravvenzione per violazioni al codice stradale di varia natura .

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Mussomeli, trasfusione killer: cadono condanne ma ai familiari vanno 600 mila euro

Mussomeli, trasfusione killer: cadono condanne ma ai familiari vanno 600 mila euro

Mussomeli – È per un sospetto caso di malasanità che medici, infermieri, tecnici di laboratorio  e biomedici –  sette dei quali dell’ospedale di Mussomeli –  erano  finiti sotto accusa per omicidio colposo.

Sull’onda della morte del sessantottenne, vigile del fuoco in pensione, Angelo Giulietti deceduto nell’ottobre 2009 dopo una trasfusione ritenuta fatale

Nell’inchiesta che ne è poi derivata sono finiti in nomi di un anestesista, altri tre  medici, una caposala e un infermiere tutti in servizio all’ospedale di Mussomeli. Ma sono stati poi assolti in primo grado. Non gli altri tre imputati adesso in appello. E per gli stessi tre poi condannanti in primo grado, adesso in appello è arrivata la prescrizione.

La hanno ottenuta il tecnico di laboratorio  dell’ospedale di Mussomeli, Filomena Morreale, che era stata condannata in primo grado a 2 anni e 6 mesi, il direttore del centro trasfusionale di San Cataldo, Santa Noto e il tecnico biomedico dello stesso centro, Salvatore Fiorenza che avevano rimediato 2 anni ciascuno.

Per loro la corte d’Appello di Caltanissetta ha sentenziato ora che i fatti sono prescritti. Ma non è tutto. Perché  due di loro hanno ottenuto pure l’annullamento del pagamento di provvisionali per 600 mila euro ai familiari della vittima, ossia la moglie Michela Battaglia e le figlie Vincenza e Maria Luisa – assistite dagli avvocati Sergio Iacona e Sonia Costa – che si sono costituite parti civili.

Non dovranno pagare più nulla Morreale e Fiorenza – assistiti dagli avvocati Salvatore Falzone ed Oriana Limuti – mentre resta in vigore questa pena accessoria  nei confronti di Noto.

La vicenda giudiziaria è frutto di un madornale errore. Perché in seguito ad un intervento all’anca  a cui il vigile del fuoco a riposo s’è sottoposto all’ospedale di Mussomeli, s’è resa poi necessaria la trasfusione.

Ma il suo gruppo sanguigno era di gruppo «B», mentre gli è stato trasfuso sangue di tipo «A». Una colossale svista.  Fatale.

E un paio di settimane dopo il paziente è morto all’ospedale di Agrigento dove, nel frattempo, era stato trasferito.

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Non restituisce ai parenti auto in prestito,scoperto e denunciato

Non restituisce ai parenti auto in prestito,scoperto e denunciato

Chiede in prestito l’auto ai parenti e non la restituisce. Risultato: è stato scoperto dalla polizia e segnalato alla procura per appropriazione indebita.

 

A denunciarlo erano stati i suoi parenti, proprietari di quell’auto che lui, dopo averla presa in prestito, non aveva più ridato.

 

L’uomo, un trentenne di origini campane, è stato intercettato dalla polizia in viale della regione, a Caltanissetta. È stato il “sistema mercurio”, piattaforma tecnologica della polizia per il controllo del territorio fissato sulla plancia della volante – e che legge automaticamente pure le targhe delle auto che incrocia – a confrontare quella Opel Corsa con i dati in archivio.

Ed è emerso che per quella Opel era stata presentata denuncia di appropriazione indebita. Il conducente s’è giustificato asserendo che l’aveva chiesto in prestito e che varie ragioni non aveva più avuto modo di restituirla.

Peraltro stava pure guidando con la patente scaduta. Da qui denuncia e sanzione amministrativa per la guida con patente scaduta.

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«Ladri in trasferta» due arresti dei carabinieri

«Ladri in trasferta» due arresti dei carabinieri

Serradifalco – Presi due presunti ladri in trasferta. Che si sarebbero spostati a San Cataldo per rubare un po’ di attrezzatura. Ma sono stati presi dai carabinieri.

Così sono finiti in manette  i due presunti ladri, sessantunenne uno, quarantaquattrenne l’altro, che in passato hanno già avuto noie giudiziarie.

In questo caso sono stati arrestati dai carabinieri della tenenza di San Cataldo e della stazione di Serradifalco per l’ipotesi di furto aggravato.

Ma su disposizione della stessa procura hanno direttamente beneficiato degli arresti domiciliari.

Sono stati sorpresi dai militari mentre, secondo la stessa accusa, stavano rubando attrezzi e materiale ferroso accatastato vicino un magazzino di un agriturismo a poca distanza dalla miniera Bosco, in contrada Apaforte, a San Cataldo.

La roba arraffata dai due presunti ladri – difesi dagli avvocati Gaetano Costa e Giovanni Salvaggio –  era stata già caricata su un furgone di loro proprietà.

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