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Viabilità nel Vallone, è tra le priorità in agenda del neo prefetto Stani

Viabilità nel Vallone, è tra le priorità in agenda del neo prefetto Stani

Caltanissetta – V’è anche la spinosissima  problematica legata alla  viabilità nel Vallone tra i temi che subito, in agenda, affronterà il neo prefetto di Caltanissetta che s’ appena insediato.

Il rappresentante di governo, Cosima Di Stani, adesso ufficialmente alla guida della prefettura nissena, avrà diverse delicate questioni da affrontare fin dall’immediato.

Per quanto riguarda la situazione viaria  del Vallone, area messa ulteriormente in ginocchio dall’ultima frana che ha solo acuito il problema cronico dell’isolamento, il neo prefetto ha già tra gli appuntamenti un vertice per affrontare la delicatissima questione.

Lo stesso prefetto, infatti, è stato già invitato dal commissario del Libero consorzio di Caltanissetta, ad una riunione in calendario per venerdì prossimo con il presidente della Regione, Nello Musumeci.

Lo studio di strategia affrontare concretamente l’annoso problema è una delle questioni che sin da subito dovrebbero trovare soluzioni. Ma sul tappeto vi sono altre questioni, pure queste delicate. Come lo stop ai lavori alla statale 640 per via della forte crisi che sta investendo la società ravennate.

Ma anche la questione sicurezza pubblica a Gela che già da diverse settimane ha fatto risuonare forte il campanello d’allarme.

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Mussomeli, rassegna canora del centro «Monsignor Spinnato»

Mussomeli, rassegna canora del centro «Monsignor Spinnato»

Mussomeli – «Protagonisti del Bene».  È il titolo della rassegna canora in programma a Mussomeli a cura dell’associazione «Casa famiglia Rosetta» fondata da don Vincenzo Sorce.

L’appuntamento è per martedì 18 dicembre alle 10  nell’auditorium degli istituti superiori «Mussomeli-Campofranco» e «Virgilio» di contrada Prato, a Mussomeli.

A curarla il centro diurno «Monsigno Giovanni Spinnato» dell’associazione Casa Rosetta. Quella in calendario è  l’edizione numero ventitre della rassegna canora.

La manifestazione, come ribadito dagli stessi organizzatori, «per i ragazzi del centro di riabilitazione neuropsicomotoria di Mussomeli è un appuntamento importante, coinvolgente ed immancabile».

L’iniziativa – che riunisce scuole, famiglie e volontari – non  impegnerà non soltanto operatori del centro Spinnato, ma anche altre strutture che fanno capo all’associazione Casa Rosetta.

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Acqua nel Vallone, 2 milioni per lavori al depuratore di Campofranco

Acqua nel Vallone, 2 milioni per lavori al depuratore di Campofranco

Campofranco – Nuovi interventi nel Vallone in tema di servizio idrico. In questo caso è teso al miglioramento. Sì, perché c’è il via libera al rifacimento dell’impianto di depurazione a Campofranco.

La struttura in questione è quella di filtraggio e decontaminazione di contrada Sparaci Parrini, allea periferia di  Campofranco.

Sarà possibile grazia a un intervento di due milioni di euro finanziato con i fondi del «Patto per la Sicilia». E in tal senso, il gestore del servizio idrico integrato per la provincia nissena, Caltaqua – Acque di Caltanissetta Spa, ha già ultima la fase di studio.

Il relativo progetto, infatti, è stato già trasmesso al Dipartimento regionale acqua e rifiuti. Un passaggio propedeutico per ottenere il  relativo finanziamento.

È previsto – come spiegato dalla stessa società – l’ammodernamento delle apparecchiature elettromeccaniche e della struttura in generale.Interventi che, secondo programmi «permetterà il miglioramento del refluo trattato».

La durata prevista dei lavori  è di un anno e mezzo. Prenderanno chiaramente  il via quando la procedura di finanziamento sarà ultimata.

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Operai schiavi», nuovi possibili guai per un imprenditore

Operai schiavi», nuovi possibili guai per un imprenditore

Caltanissetta – Su lui il sospetto di avere ridotto in schiavitù due fratelli. E se già per la gravità de reato è finito alla sbarra in corte d’Assise e rischia, potenzialmente, una condanna che oscilla da un minimo di 8 anni a un massimo di 20, ora per lui la questione potrebbe complicarsi ancora di più.

Possibili peggioramenti della situazione processuale in vista  per il cinquantottenne nisseno Salvuccio Pirrello  – difeso dall’avvocato Davide Anzalone – sul banco degli imputati per rispondere di  sfruttamento di clandestini  e riduzione in schiavitù.

Sì perché la procura, adesso, vuole verificare se la presunta ipotesi di reato si sia peraltro consumata in un momento in cui lo stesso imputato era sottoposto a misura di prevenzione.

Un aspetto, questo, che se confermato appesantirebbe ulteriormente la sua posizione dal punto di vista processuale. Perché sarebbe una ulteriore aggravante che andrebbe ad aggiungersi alle già pesanti imputazioni a suo carico,

Uno dei due presunti operai che sarebbero stati ridotti in schiavitù – assistito dall’avvocato Sandro Valenza – s’è costituito parte civile nel procedimento che ne è derivato.

I fatti in questione sono racchiusi nell’arco temporale che va dal 2004 e per i quattro anni successivi. Fino a quando la questione è stata denunciata ai carabinieri.

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Campofranchese morì al «Longo di Mussomeli, annullata condanna di ex vice primario

Campofranchese morì al «Longo di Mussomeli, annullata condanna di ex vice primario

Mussomeli  – Annullata la condanna all’ex vice primario di medicina all’ospedale di Mussomeli. Il colpo di spiga alla precedente affermazione di colpevolezza è arriva in appello.

E se l’ex vice primario – ora in pensione – del reparto di medicina  dell’«Immacolata Longo» di Mussomeli,  il sessantasettenne Mario Di Francesco  in primo grado è stato condannato a un anno per omicidio colposo, ora, in appello, è stato assolto per «non avere commesso il fatto».

L’accusa a suo carico era legata alla morte di Antonio Calogero Scozzaro, di Campofranco, deceduto in ospedale nell’agosto di otto anni fa.

E otto suoi familiari, in particolare moglie, figlio, fratelli, sorelle e nipoti  – assistiti dagli avvocati Rosario Di Proietto, Gaetano Costa e Antonella Turrigrossa –  si sono costituiti nei confronti del professionista.

Secondo l’impianto accusatorio il medico a giudizio si sarebbe macchiato di «colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, per avere trascurato di diagnosticare che il paziente risultava affetto da una dissezione aortica».

Il paziente è arrivato all’ospedale di Mussomeli il 30 luglio del 2010 e il 2 agosto successivo il cuore, mentre era ricoverato in corsia, si è fermato per sempre.

Da quel momento in poi ha preso corpo la parentesi giudiziaria che in primo grado s’è chiusa con la condanna dell’ex primario e l’assoluzione per altri due medici, sempre del «Longo».

Ma adesso Di Francesco – difeso dall’avvocato Giuseppe Lomonaco – s’è visto annullare il precedente pronunciamento di colpevolezza.

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«Pizzo e mafia», il boss e la sua famiglia non aprono bocca

«Pizzo e mafia», il boss e la sua famiglia non aprono bocca

Caltanissetta – Bocca cucita da parte del capomafia e della sua famiglia. Tutti coinvolti nell’inchiesta su presunte estorsioni a un imprenditore e, per questo, finiti in carcere.

Boss, moglie e due figli hanno fatto scena muta. In silenzio il cinquantasettenne Francesco Cammarata, la moglie, la cinquantasettenne Maria Sciacchitano ed i loro figli Giuseppe e Teresa – ventiduenne il primo, ventinovenne lei – tutti difesi dall’avvocato Danilo Tipo  e accusati estorsione continuata ed aggravata dai metodi mafiosi.

Stessa contestazione che pende sul trentaseienne Orazio Migliore – assistito dall’avvocato Flavio Sinatra -che, invece, si è difeso e ha respinto ogni addebito.

Si è difeso, ma lui è accusato di droga, il ventinovenne Salvatore Montedoro  – assistito dall’avvocato Giovanni Maggio  – perché sorpreso con un chilo e mezzo di marijuana.

Secondo la tesi accusatoria coloro che sono accusati di estorsione, avrebbero preso di mira un imprenditore riesino al quale  – questa l’imputazione – avrebbero chiesto 30 mila euro.

A fine luglio era stato arrestato un altro riesino che sarebbe stato preso al momento della consegna di una tranche di 3 mila euro allo stresso imprenditore in questione.

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Associazione «Amici di Resuttano», si rinnova la tradizione della cuccìa salata

Associazione «Amici di Resuttano», si rinnova la tradizione della cuccìa salata

Resuttano – L’associazione «Amici di Resuttano» rinnoverà la tradizione che ogni anno vede i resuttanesi preparare in Lombardia un piatto tipico della cucina sicula, la “cuccìa salata”.

L’appuntamento è per domenica 16 dicembre a Brugherio, in piazza Roma, per una festa di Santa Lucia dal sapore mediterraneo

«Per costruire un virtuale ponte di culture fra Brugherio e la terra natia, gli “Amici di Resuttano” – è stato spiegato dagli organizzatori – distribuiranno il tipico piatto a base di frumento bollito condito con olio e sale, accompagnato poi da ceci tostati e un bicchiere di zibibbo».

È il lo stuzzicante programma dell’associazione, nata nel 2009 e dedicata al piccolo centro del Vallone.

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Caccia ai furti di “oro rosso”, recuperati 100 metri di rame presi da linea ferroviaria

Caccia ai furti di “oro rosso”, recuperati 100 metri di rame presi da linea ferroviaria

Caltanissetta – Nuovo atto della caccia ai furti di “oro rosso”. Si’, perché la polizia ferroviaria ha rinvenuto un altro bel po’ di materiale che era stato rubato.

In particolare qualcosa come cento metri e anche più di cavo di rame. Era stato tranciato utilizzando la fiamma ossidrica –  hanno poi scoperti gli agenti della polfer –  nella zona di Torre Faro, ai confini tra il territorio nisseno e quello ennese.

Che sia stato rubato da lì è stato appurato con un sopralluogo. E in zona, infatti, sono stati riscontranti monconi di cavi penzoloni che presentavano le stesse bruciature da fiamma ossidrica di quello trovato dopo il furto.

In questo caso il rame è stato arraffato da una linea dismessa. Ma spesse volte, in tante altre circostanze, intere aree sono rimaste al buio e isolate proprio a causa dell’azione di ladri di rame.

Materiale che ancora, nel mercato nero, mantenere una buona quotazione. E per questa ragion, unità alla facilità di piazzarlo, lo rende ancora molto appetibile per i malintenzionati.

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Alcolici a minori e rivendite irregolari, due denunce e sanzioni a esercenti per oltre 30 mila euro

Alcolici a minori e rivendite irregolari, due denunce e sanzioni a esercenti per oltre 30 mila euro

Multe per oltre 30 mila euro e due baristi denunciati. Sono gli esiti di un giro di vite della polizia che  – sull’onda di servizi di prevenzione disposti dal questore  Giovanni Signer – ha eseguito controlli amministrativi in alcune aree della provincia. In questa fase si sono concentrati su Caltanissetta e Niscemi ma si estenderà anche ad altri centri.

Nel capoluogo sono stati rimossi due mezzi che  venivano utilizzati per la vendita di panini e bevande. Gli agenti hanno scoperto che i furgoni erano non assicurati e non erano stati sottoposti a revisione periodica.

Le due rivendite in questione erano in piazza Mercato Grazia e in via Leone XIII. Ai proprietari è stata comminata una sanzione di mille euro ciascuno.

Anche nel Niscemese sono stati eseguiti analoghi controlli. E in particolare sono stati ispezionati diciotto  bar per prevenire il consumo di alcolici somministrati a minorenni e contrastare il gioco patologico.

E in tal senso due baristi sono stati segnalati alla procura di Gela per avere venduto alcolici a minori di 16 anni  e per gestione di scommesse senza licenza.

Sono state, invece, diciassette le sanzioni amministrative inflitte: cui sei per avere somministrato alcolici a minori di 18 anni, tre per violazione della legge contro il fumo nei locali pubblici, sei per mancanza di cartellonistica esposta, uno per aver consentito il gioco nelle slot machine a minorenni e, infine, una per violazione dell’ordinanza sindacale che vieta la vendita di bevande in bottiglie di vetro dopo le nove di sera nei fine settimana.

Complessivamente sono state contestate agli esercenti che avrebbero commesso irregolarità,  sanzioni che superano il tetto dei trentamila euro.

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Strage di San Basilio, ergastolo a boss di Cosa nostra

Strage di San Basilio, ergastolo a boss di Cosa nostra

Ergastolo per il boss. Ritenuto tra gli organizzatori di quella che è passata alle cronache come la strage di San Basilio. Una carneficina in cui, diciannove anni addietro, in cinque sono morti sotto il piombo di un commando mafioso.

Carcere a vita per colui che è stato indicato come il capomafia di Mazzarino, Salvatore Siciliano, già condannato all’ergastolo anche in primo grado.

È stata la corte d’Assise d’Appello di Catania a giudicarlo adesso ancora una volta colpevole. Perché, secondo la tesi degli inquirenti, lo stesso imputato avrebbe messo a disposizione suoi uomini per preparare la strage. Quella che, dopo altri tentativi andati a vuoto, è stata messa a segno il pomeriggio il 2 gennaio del 1999.

È stato allora che i sicari hanno fatto irruzione in un bar di Vittoria sparando alla cieca. E sono stati uccisi il boss emergente vittoriese Angelo Mirabella, ritenuto vero obiettivo dei killer e, ancora,  due presunti affiliati, Rosario Nobile e Claudio Motta e due estranei, Salvatore Ottone e Rosario Salerno. Gli ultimi due assassinati sol perché si sono trovati al posto sbagliato nel momento meno opportuno.

Secondo l’accusa a volere la morte di Mirabella sarebbe stata la mafia gelese per via di contrasti che sarebbero sorti nella spartizione di soldi legati ad affari sporchi nel Vittoriese. E per questa azione, è la tesi dei magistrati,  Siciliano – assistito dall’avvocato Ernesto Brivido – avrebbe messo a disposizione suoi uomini per fornire un supporto ai killer.

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