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La «verità» di un pentito al processo su mafia e delitti,  alla sbarra pure il boss Madonia

La «verità» di un pentito al processo su mafia e delitti, alla sbarra pure il boss Madonia

aula-tribunale-generalCaltanissetta – Pentito in aula al processo per una catena di delitti di mafia che vede alla sbarra, tra gli altri, il capomafia di Vallelunga, Giuseppe «Piddu» Madonia e il consuocero Alessandro Barberi.
A testimoniare è stato chiamato il killer di mafia Filippo Bilardi, ascoltato al processo per i delitti dell’imprenditore di Niscemi, Francesco Pepi ucciso nel 1989 per essersi rifiutato di pagare il pizzo e di due presunti appartenetti alla Stidda niscemese, Gaetano Campione e Giuseppe Vacirca assassinati nel 1990 nella faida con Cosa nostra.
Il pentito ha sostenuto di «essere stato un killer della mafia ed a comandare lì e ad ordinare i delitti potevano essere Alessandro Barberi, Antonio Rinzivillo ed Emanuele Argenti di Guido».
Il boss Giuseppe Madonia è stato tirato in ballo dai magistrati nisseni nella veste di presunto mandante. Perché, secondo l’accusa, in virtù del suo ruolo verticistico in Cosa nostra, avrebbe fornito il placet alle uccisioni consumate a cavallo tra l’89 e il ‘90.
Completano il quadro degli imputati, oltre agli stessi Madonia, Barberi e Rinzivillo, Salvatore Burgio, Giovanni Passaro, Antonio Calcagno, e i due collaboranti Giancarlo Giugno e Antonino Pitrolo, difesi dagli avvocati Antonio Impellizzeri, Flavio Sinatra, Agata Maira, Cristina Alfieri e Vania Giamporcaro.

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Controlli della Finanza, esercenti denunciati e merce sequestrata

Controlli della Finanza, esercenti denunciati e merce sequestrata

ds<Caltanissetta – Nuovo giro di vite della finanza che ha denunciato commercianti e sequestrato un ingente quantitativo di prodotti ritenuti sospetti.

L’attività è stata effettuata nell’arco di alcune settimane e ha interessato più comuni della provincia nissena, con particolare attenzione ai mercato rionali e settimanali più consistenti.

Alla fine l’esito, quanto a risultati, è stato corposo. Perché 15 esercenti sono stati denunciati per detenzione di prodotti con marchi contraffatti e altri 4 hanno incassato una sanzione amministrativa perché operavano senza licenza.

Durante le verifiche che si sono concentrate su più aree e in più soluzioni, sono stati sequestrati settecento capi di abbigliamento e accessori, settecentocinquanta profumi, un migliaio tra cd e dvd di vario genere, con musica e filmati e, ancora ottocentocinquanta articoli di elettricità ed elettronica e giocattoli che non sarebbero risultati conformi.

Durante le verifiche sono stati requisiti pure generi alimentati ad ambulanti che non sarebbero stati autorizzati alla vendita.

I controlli delle fiamme gialle, che si ripeteranno anche nelle prossime settimane, guardano alla tutela del commercio leale e di prodotti conformi alle normative in materia.

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Infrange vetrina di gioielleria e fugge, caccia all’uomo della polizia

Infrange vetrina di gioielleria e fugge, caccia all’uomo della polizia

Vetrina-infrantaCaltanissetta- Se si tratti di un fallito furto o di un’azione mirata a un danneggiamento non è ancora granché chiaro. É in qualche modo dubbio il gesto compiuto in mattinata da un uomo che ha preso di mira una gioielleria nel cuore dell’abitato di Caltanissetta.

Ne ha infranto la vetrina a colpi di bastoni e poi è fuggito, sembrerebbe senza prendere nulla, probabilmente perché costretto da qualcuno che ha notato l’accaduto.

Tutto sarebbe avvenuto con grande rapidità e il titolare delle stessa rivendita, che al momento del raid non era in negozio, ha poi avvertito la polizia.

Gli agenti, che hanno anche effettuato rilievi in zona in cerca di elementi utili alle indagini, stanno pure visionando i filmati dell’impianto di videosorveglianza nel tentativo di dare un volto e un’identità all’autore. Dalle ulteriori indagini si attendono sviluppi.

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“Sequestro di persona ed estorsione” , in tre sotto accusa

“Sequestro di persona ed estorsione” , in tre sotto accusa

estorsioneCaltanissetta – Sono accusati di avere rapito un ex assistente di volo per spillargli soldi. E per questa vicenda, seppur con una contestazione un po’ meno pesante, sono già stati condannati in primo grado. Ora in tre tornano sul banco degli imputati nel tentativo di scrollarsi di dosso il precedente verdetto di colpevolezza.

In appello sono chiamati il salumiere cinquantacinquenne Antonino Ferraro – difeso dall’avvocato Sergio Iacona – il venticinquenne Eros Bruzzaniti – difeso dall’avvocato Dino Milazzo – ed Elia Di Gati – assistito dall’avvocatessa Vania Giamporcaro – condannati per tentata estorsione, rispettivamente, a 5 anni e 6 mesi, 2 anni e 8 mesi e, l’ultimo, a un anno e 8 mesi.

La procura, di contro, aveva contestato ai tre l’ipotesi di sequestro di persona a scopo estorsivo aggravato dai metodi mafiosi.

Per l’accusa avrebbero sequestrato in casa uno steward nisseno per poi, il mattino successivo, farsi consegnare soldi. I fatti in questione risalgono al settembre di otto anni addietro.

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Storia nissena dell’Ottocento, presto un inedito di Antonio Lanzirotti

Storia nissena dell’Ottocento, presto un inedito di Antonio Lanzirotti

dfszfCaltanissetta – “Un protagonista della società nissena dell’Ottocento, Antonio Lanzirotti”. Questo il tema al centro di un incontro a Caltanissetta che s’inserisce nel quadro del ciclo di appuntamenti organizzati da Sergio Mangiavillano. Tutto a cura della Società nissena di Storia patria.

”Il barone Lanzirotti – ha spiegato Antonio Vitellaro di Storia patri – è un personaggio di grande rilievo storico, un fervente mazziniano, repubblicano, che ha subito una sorta di damnatio memoriae per essere stato un personaggio scomodo, antisistema, oscurato dal più famoso fratello minore, l’avvocato Guglielmo Luigi Lanzirotti”.

Antonio Lanzirotti ha scritto una storia d’Italia dal 1860 al 1870, rimasto inedito, e a Antonio Vitellaro a breve ne curerà la pubblicazione.

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Caltanissetta, secondo caso di meningite in un meno di un mese. Questa volta forma più grave

Caltanissetta, secondo caso di meningite in un meno di un mese. Questa volta forma più grave

repartomalattieinfettiveCaltanissetta – La sintomatologia sarebbe quella tipica della meningite. E un primo esame ne avrebbe riscontrato l’affezione di tipo batterico, forma più grave di quella virale.

Il paziente è arrivato all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta presentando questi sintomi. E fa il paio con un primo caso che s’è registrato a ridosso di Natale. Pure in quella circostanza, il 22 dicembre per l’esatezza,  un pensionato settantenne di Santa Caterina, come ora il paziente di San Cataldo, è arrivato in ospedale con una infiammazione batterica.

I medici del Sant’Elia, intanto, hanno subito provveduto alle procedure di profilassi, mentre l’uomo è stato affidato al reparto di malattie infettive dello stesso nosocomio

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Trovato con armi rubate in casa, giovane va in cella

Trovato con armi rubate in casa, giovane va in cella

acsf<Caltanissetta – É stato arrestato per armi. Per una pistola, munizioni e coltelli e anche per quattro fucili di provenienza furtiva. Sono stati scoperti dalla polizia di Niscemi in casa del 28enne Antonino Cannizzo che è stato arrestato detenzione di arma clandestina con matricola abrasa e di altre armi proventi di furto.
Durante una perquisitone nella sua abitazione, scattata perché ritenuto l’autore di un furto in casa, gli agenti hanno prima trovato una Beretta calibro nove nascosta in bagno con relative munizioni e poi un paio di coltelli.
Poi l’uomo ha spontaneamente consegnato ai poliziotti altre armi. In particolare due fucili semiautomatici calibro 12, una doppietta calibro 12 e una carabina ad aria compressa.weaf
Erano stati rubati venerdì scorso nell’abitazione di un anziano niscemse al quale erano stati presi pure 5.700 euro in denaro e oggetti d’oro.
Cannizzo, che in passato ha già avuto problemi giudiziari per furto e rapina, è stato arrestato e tradotto in carcere.Le armi sono state sequestrate e quelle rubate saranno poi restituite al proprietario.

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“Merce taroccata a Mussomeli”, perizia sconfessa le accuse

“Merce taroccata a Mussomeli”, perizia sconfessa le accuse

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Mussomeli – La merce sequestra in un negozio di Mussomeli non sarebbe stata né contraffatta, né sarebbe stata una imitazione di note griffe.

Era stata requisita dalle fiamme gialle nella rivendita di una donna straniera che da tempo vive nel Nisseno.

La quarantaduenne – assistita dall’avvocato Sandro Valenza – è stata poi trascinata in giudizio per rispondere di ricettazione, vendita di prodotti industriali con marchi falsificati e segni distintivi contraffatti.

Queste le contestazioni che hanno preso vita da un controllo eseguito dalla guardia di finanza nell’ottobre di tre anni fa nell’esercizio commerciale.

Lì, secondo la tesi accusatoria, erano stati trovati in vendita decine di pezzi ritenuti taroccati. Perché avrebbero imitato produzione di noti marchi. Per la maggior parte accessori da donna. Una settantina di articoli in tutto tra cinture, scarpe, borse, portamonete e borsette da donna. Tutti requisiti.

Ma un più attento esame da parte degli esperti, avrebbe adesso escluso parte di quella tesi accusatoria che ha trascinato la giovane commerciante sul banco degli imputati.

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Nas all’ospedale Sant’Elia, controlli su gestioni ed eventuali carenze

Nas all’ospedale Sant’Elia, controlli su gestioni ed eventuali carenze

nasospedaleCaltanissetta – Nuova visita dei militari del Nas all’ospedale di Caltanissetta. Ispezione che rientra nel quadro di un ampio scenario che sta riguardando tutti gli ospedale del Paese.

I militari sono tornati al “Sant’Elia” per verificare quanto era già stato rilevato in un precedente controllo e per esaminare se vi siano carenze in tema di gestione e assistenza offerta all’utenza.

Tutto secondo quelle linee guida che stanno caratterizzando i controlli in tutti gli ospedale d’Italia, almeno nella maggior parte, sull’onda delle recenti irregolarità che sarebbero emerse in alcuni nosocomi della Penisola. Qualcuno anche con grande risonanza dal punto di vista mediatico.

Le verifiche all’ospedale di Caltanissetta, ufficiosamente, avrebbero dato esito positivo. Non sarebbe emerso nulla di anomalo.

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Droga per mille dosi, inflitti 3 anni e mezzo a un pastore

Droga per mille dosi, inflitti 3 anni e mezzo a un pastore

tryqrCaltanissetta – È per la droga che avrebbe nascosto in campagna che è stato condannato. Sostanza con cui avrebbe potuto incassare, secondo l’accusa, qualcosa come 50 mila euro. Già perché la pasta di cocaina pura che avrebbe sotterrato sarebbe stata sufficiente a confezionare un migliaio di dosi.
Questo il quadro generale alla base della pena a 3 anni e 6 mesi di reclusione inflitti al pastore nisseno Carlo Salvatore Sanfilippo per detenzione e spaccio di stupefacenti.
È nell’agosto del 2015 che è stato arrestato dalla polizia dopo un appostamento. Gli agenti della Squadra mobile di Caltanissetta hanno atteso il suo arrivo in una zona di campagna dove avevano individuato il sospetto nascondiglio di droga.
Appena il pastore è arrivato raccogliendo poi un sacco nascosto tra la vegetazione, i poliziotti lo hanno subito bloccato. E a nulla è valso il suo tentativo di fuga.
Dentro quella busta v’erano quasi 150 grammi di pasta di cocaina che sarebbe stata pure di ottima fattura. Almeno così hanno ritenuto gli inquirenti.
Ora a un anno e mezzo dal suo arresto, Sanfilippo – difeso dagli avvocati Sergio Iacona e Vanessa Di Gloria – è stato processato con il rito abbreviato dal gup di Caltanissetta Marcello Testaquatra e condannato a tre anni e mezzo.

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