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Mussomeli, dissequestrato autosalone: era tutto regolare

Mussomeli, dissequestrato autosalone: era tutto regolare

MUSSOMELI – Dissequestrata la concessionaria «In Auto srl» di Mussomeli. Il provvedimento è stato emesso dal tribunale del riesame di Caltanissetta. In accoglimento dell’istanza presentata dai legali dei titolari della concessionaria, i giudici hanno revocato il precedente provvedimento restituendo alla proprietà l’intera azienda.Che, ad ogni modo, anche in precedenza era rimasta affidata alla gestione delle proprietà. L’originario decreto che aveva interessato l’autosalone di Mussomeli ha affondato le radici in un maxi sequestro di beni a carico di un imprenditore sancataldese, Paolo Greco di 45 anni al quale sono stati “congelati” averi valutati dagli inquirenti nell’ordine dei 3 milioni di euro. Greco, socio della rivendita di auto mussomelese, era stato ritenuto dai magistrati l’amministratore della stessa società. Ma è stato accertato che, lo stesso non ha partecipato attivamente alla vita aziendale. Inoltre è stato dimostrato che nella società ” non sono stati apportati capitali da parte del Greco. Adesso l’intera “srl” è uscita fuori dal gran calderone del sequestro beni a carico dello stesso Greco. Da qui la revoca dell’amministrazione giudiziaria della «In Auto srl» che, seppur aveva già proseguito regolarmente la sua attività, adesso a tutti gli effetti è fuori da ogni misura patrimoniale, in cui era entrata di riflesso.

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Peculato e induzione, due i processi per un dirigente dell’Asp

Peculato e induzione, due i processi per un dirigente dell’Asp

Caltanissetta –  Al via il processo al dirigente di medicina legale dell’Asp 2 di Caltanissetta. Sotto accusa v’è il medico Vito Milisenna – difeso dagli  avvocati Dino Milazzo e Sergio Monaco – a carico del quale sono stati istruiti due distinti procedimenti per altrettante indagini.

Il primo lo vede come unico imputato per rispondere dell’ipostesi di peculato sull’onda di un’indagine dei carabinieri di Caltanissetta.

In un secondo procedimento è accusato di induzione a dare o promettere utilità. Impurtazione che condivide con un medico del pronto soccorso dell’ospedale «Sant’Elia» di Caltanissetta, Maria Tumminelli, difesa dall’avvocato Diego Perricone. In questo processo anche la figlia di Milisenna tirata in ballo solo per guida in stato di ebbrezza.
Secondo l’accusa il padre avrebbe scambiato un prelievo di sangue della figlia con il suo, per evitare che risultasse positiva all’alcol teste. Dopo  che l’etilometro l’aveva già messa nei pasticci ad un posto di blocco della polizia stradale.

Nel secondo procedimento, quello in cui è il solo imputato, è accusato di avere nascosto all’Azienda sanitaria perizie medico-legali commissionate da privati. Così da intascare,per i magistrati, anche la quota che sarebbe spettata al sistema sanitario nazionale. Da qui l’ipotesi di peculato.

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Presi topi d’appartamento: uno arrestato, altri due denunciati

Presi topi d’appartamento: uno arrestato, altri due denunciati

Caltanissetta – Pasquetta amara per tre topi d’appartamento. Uno è stato preso sul fatto e arrestato, i due presunti complici sono stati identificati e denunciati.

É il frutto dell’intensificazione del servizio di controllo del territorio effettuato dai carabinieri di Gela che hanno ammanettatoil ventunenne Maurizio Smorta accusato di furto aggravato in appartamento, mentre altri due suoi presunti complici, il trentaduenne M.N. e ventitreenne C.M. sono stai denunciati per la stessa ipotesi.

Una telefonata alla sala operativa dei carabinieri ha avvertito di presenze sospette in un appartamento di via Recanati mentre i padroni di casa trascorrevano la Pasquetta in campagna.

Giunti in zona hanno preso lo stesso Smorta con le mani nel sacco. Lui avrebbe fatto da palo, mentre gli altri due si sarebbero occupati materialmente di fare irruzione in casa, arrampicandosi con grande abilità attraverso i tubi del gas.

Il bottino, alla fine, è stato misero: appena 100 euro e nulla più. Ma mentre Smorta è stato preso ancora sotto casa, i presunti complici sono riusciti a fare perdere le loro tracce.

Attraverso le immagini registrate da impianti di videosorveglianza della zona, i carabinieri sono riusciti ad identificare gli altri due sospetti ladri che sono stati denunciati.

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Controlli della polizia, denunce e sequestri

Controlli della polizia, denunce e sequestri

CALTANISSETTA –

Nuovo giro di vite sul territorio da parte della polizia. Che in un servizio straordinario ha identificato 40 stranieri e fermato, a posti di blocco 11 mezzi.

Globalmente sono state effettuate 6 perquisizioni e controllate persone sottoposte ad obblighi di vario tipo. Durante l’attività è stata rilevata pure una violazione amministrativa nei confronti di un rumeno al quale è stato trovato e sequestrato mezzo grammo di hashish. Infine in pieno centro, in Via Palermo in particolare, è stato trovato e sequestrato uno spinello.

I controlli proseguiranno anche nelle prossime ore e s’intensificheranno ulteriormente durante le festività pasquali.

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Droga e movida, anche arresti e denunce in controlli straordinari

Droga e movida, anche arresti e denunce in controlli straordinari

CALTANISSETTA – Un arresto e tre denunce oltre a una pioggia di Controlli questi gli esiti di un servizio straordinario effettuato dalla polizia del commissariato di Gela con agenti del nucleo prevenzione crimine di Palermo

Arrestato il sessantaduenne Angelo Cassarino perché deve espiare una pena di 6 mesi per furto aggravato commesso a Gela nel 2010.

Denunciato il sessantaduenne V.M. per minacce aggravate; il trentottenne F.L.S. per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere, in particolare una forbice e una tenaglia; e, infine il settantanovenne V.L.B per negligenza nella detenzione di armi.

Poi sono state controllate 876 persone, altre sottoposte ad obblighi  e più in dettaglio, 45 arrestati domiciliari, 46 sorvegliati speciali, 4 in libertà vigilata  e in detenzione domiciliare. Sono 24 le perquisizioni eseguite.

Ai posti di blocco fermati 385 mezzi con 23 contravvenzioni al codice della strada.

Inoltre,  su disposizione del questore Giovanni Signer, sono stati effettuati controlli antidroga. Le unità cinofile antidroga di Palermo hanno rinvenuto dentro fioriere in centro e nelle grondaie delle abitazioni insistenti nelle piazze del centro storico, diversi involucri di marijuana per un totale di 40 grammi.

La polizia amministrativa ha controllato vari esercizi commerciali comminando una contravvenzione a carico di personale privo di attestato Haccp; 2 contravvenzioni a titolari che non esponevano il listino prezzi dentro il  bar; una contravvenzione per mancanza di autorizzazione comunale per la somministrazione di alimenti e bevande; un’altra per la somministrazione per asporto di bottiglie di birra in vetro.

Sono state inoltre elevate 21 sanzioni amministrative in violazione del codice stradale e, chiudono il quadro,  nr. 26 controlli con precursori per alcool test e un accertamento con etilometro

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Accoltellamento e rissa in centro di accoglienza, giovane finisce in ospedale

Accoltellamento e rissa in centro di accoglienza, giovane finisce in ospedale

Caltanissetta – Accoltellamento e botte da orbi in un centro di accoglienza. Caos e tensione tanto da rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

L’allarme è scattato a tardissima sera, poco prima di mezzanotte, alla Comunità “Madre Speranza” di via Mussomeli, nel cuore del centro storico di Caltanissetta.

Una telefonata alla sala operativa della questura ha informato di una furibonda lite tra immigrati al secondo piano della struttura e che uno dei coinvolti era rimasto ferito da coltellate.

Subito sono arrivati gli agenti di polizia e il ferito, chiamata un’ambulanza, è stato trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia. Lì è stato medicato e giudicato guaribile nell’arco di otto giorni.

Ora sono in corso le indagini da parte della polizia per stabilire cosa sia accaduto in quelle concitate fasi. E sembrano profilarsi già ulteriori sviluppi.

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Strage di San Basilio, in due tornano alla sbarra

Strage di San Basilio, in due tornano alla sbarra

CALTANISSETTA – Uno risponde di strage e mafia, l’altro di mafia. Questo, almeno, è lo spaccato che è uscito dal primo grado del giudizio per la strage di Vittoria.

Che ora, in appello, in questo troncone con rito ordinario sono stati chiamati sul banco degli imputati il presunto boss di Mazzarino, Giuseppe Selvaggio e Claudio Calogero Cinardo mazzarinese   – difeso dagli avvocati (difeso dall avvocato Ernesto Brivido, Mario Brancato e Rocco  Di Dio).

Il primo, in Assise ha rimediato 18 anni, l’altro 3 anni per associazione mafiosa ma è uscito indenne dall’accusa di omicidio.

Ora il nuovo round al cospetto della corte d’Assise d’Appello di Catania che, in apertura, ha accolto le richieste avanzate dalla difesa, disponendola riapertura del dibattimento  per sentire, tra l’altro, il presunto boss di Mazzarino, Salvatore Siciliano.

Si acquisiranno, inoltre, le dichiarazioni rese da due collaboratori di giustizia che sono stati tra gli autori materiali dell’eccidio. E all’esito delle testimonianze la Corte potrebbe anche disporre altre audizioni.

Questo al processo d’appello per la strage di Vittoria scattata nel gennaio del 199 e in cui sono stati uccisi  il boss della stidda di Vittoria, Angelo Mirabella, due uomini dello stesso clan, Claudio Motta e Rosario Nobile e  due innocenti, Salvatore Ottone e Rosario Salerno clienti di quel bar dove è scattato l’agguato.

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Mussomeli, una denuncia in controlli antidroga a scuola

Mussomeli, una denuncia in controlli antidroga a scuola

Mussomeli -È stato uno splendido esemplare di pastore tedesco a fiutare tracce di droga precedentemente nascosta nello zainetto dello studente.  «Dolomites», questo il nome del cane del nucleo cinofili di Palermo che insieme ai carabinieri di Mussomeli ha effettuato controlli nelle scuole superiori del maggiore centro del Vallone.

Nel cortile di un istituto è stata trovata marijuana appena gettata da una finestra. Il possessore è riuscito a disfarsene in tempo prima dell’arrivo dei militari ma è stato smascherato dalla cinofili.

Così è stata disposta una perquisizione nella sua abitazione  e lì è stato trovato materiale che, secondo la tesi degli investigatori, sarebbe stato utilizzato  per la pesatura e il confezionamento della droga.

A carico del ragazzo è scattata la  denuncia.

Mentre durante gli stessi controlli, non a scuola, un altro giovane di Mussomeli è stato segnalato in prefettura, perché il suo nome sia inserito nel registro degli assuntori, perché trovato con un po’ di “erba”.

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Sicurezza sulle strade, pronto un piano della prefettura

Sicurezza sulle strade, pronto un piano della prefettura

Caltanissetta – Sicurezza e viabilità sul territorio della provincia in vista delle festività pasquali. Questo l’oggetto al centro di un vertice del Comitato operativo per la viabilità che s’è tenuto alla prefettura di Caltanissetta.

È emerso, durante i lavori che «va rafforzata la vigilanza sulle strade e va resa più efficace l’attività di prevenzione e repressione delle violazioni delle norme di comportamento alla guida».

E in tal senso protezione civile  strutture sanitarie hanno già assicurato che garantiranno assistenza immediata  e soccorso a coloro che sono in viaggio  e che dovessero trovarsi in situazioni di emergenza.

Parallelamente, in collaborazione con Anas e polizia stradale,  è stata tracciata una sorta di mappa delle arterie più a rischio, con l’indicazione di percorsi alternativi.

Individuate pure aree di sosta per garantire assistenza a chi è in difficoltà

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L’allarme terrorismo lanciato da Lari, pronta interrogazione parlamentare della Meloni

L’allarme terrorismo lanciato da Lari, pronta interrogazione parlamentare della Meloni

Caltanissetta – L’onda d’urto non s’è fatta attendere. L’allarme terrorismo lanciato dal  procuratore  generale di Caltanissetta, Sergio Lari, ha scatenato reazioni. È un rischio concreto» ha avvertito il capo della procura generale nissena, aggiungendo che «vi sono indagini in corso su possibili focolai di cellule terroristiche». E il focus è centrato sui centri per immigrati, sui Cie in particolare.

Il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha preannunciato che presenterà una interrogazione al ministro dell’Interno, Marco Minniti «per sapere cosa sta facendo il governo per garantire la sicurezza dei siciliani e di tutti gli italiani».

Il presidente di FdI ha rimarcato che «preoccupa l’allarme lanciato dal procuratore generale di Caltanissetta, Lari sui “processi di radicalizzazione di alcuni soggetti all’interno di alcuni centri per immigrati”». E la stessa Meloni non ha lesinato critiche quando, puntando dritto al cuore della questione, ha rilevato che «mentre il Pd e il governo negano ogni legame tra terrorismo e immigrazione, la realtà è un’altra e ci sono intere zone d’Italia in cui si stanno annidando cellule di potenziali terroristi. Emblematico – ha  aggiunto – il caso Amri, responsabile della strage di Berlino, sbarcato a Lampedusa, detenuto nel carcere di Agrigento e nel Cie di Caltanissetta».  E, ha ammonito «la denuncia pel procuratore Lari non deve cadere nel vuoto».

Il parlamentare  dei leghisti di Noi con Salvini, Alessandro Pagano  ha sostenuto che «l’allarme terrorismo nel Nisseno e nell’Ennese è serio e concreto. Non lo dicono i leghisti – ha aggiunto – ma lo dice il procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari, che parla anche di soggetti radicalizzati nei centri per migranti».

Pagano ha bacchettato «le politiche delle porte aperte e dell’accoglienza indiscriminata di clandestini potenziali terroristi. Se la Sicilia è divenuta terra di conquista del radicalismo jihadista lo si deve proprio a questo».

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