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Blitz «Far West», due arresti

Blitz «Far West», due arresti

In due sono stati arrestati perché ritenuti gli autori di una sparatoria in pieno centro abitato. Non a caso il nome in codice dell’operazione è «Far west».

Due le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di gela, Lirio Conti su richiesta del sostituto Andrea Sodani.

Ai due destinatari vengono contestate le ipotesi di minacce, danneggiamento a mezzo dell’esplosione di colpi di arma da fuoco, porto di arma da fuoco con matricola abrasa e ricettazione.

I fatti in questione risalgono al 24 giugno scorso e si sono consumati ai danni di un bar, di un portone di ingresso di abitazione e di un ciclomotore.

Sono stati smascherati da indagini che sono state condotte sia dai carabinieri che dalla polizia sotto il coordinamento della procura guidata da Fernando Asaro.

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Gli fratturò mandibola a calci e pugni, scoperto e denunciato

Gli fratturò mandibola a calci e pugni, scoperto e denunciato

Lo ha coperto di calci e pugni, fino a fratturargli la mandibola. Il pestaggio perché l’aggressore era convinto che l’altro avesse tentato d’investirlo durante una manovra all’interno di una rotatoria.

Ora un trentaseienne nisseno è stato denunciato per quell’assalto a un ventinovenne. Quel giorno, era il marzo scorso, dopo quell’episodio in strada, il trentaseienne ha poi raggiunto l’altro all’interno di un bar e con la scusa di spostare l’auto lo ha attirato fuori dal locale.

Ma una volta all’esterno è partita quella vera e propria spedizione punitiva con una gragnuola di calci e pugni. Il ferito, pesto e malconcio, è stato poi trasferito in ospedale e lì, tra le altre contusioni, gli è stata riscontrata anche la frattura della mandibola.

È stato costretto a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico con una prognosi, per la guarigione, di una sessantina di giorni. Poi ha presentato denuncia in questura.

 La polizia è poi riuscita ad individuare il presunto autore del pestaggio che è stato denunciato per lesioni gravi. In più gli è stato imposto il divieto di avvicinamento alle zone che la vittima frequenta.

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Droga e munizioni in casa, giovane arrestato

Droga e munizioni in casa, giovane arrestato

Resistenza a pubblico ufficiale, detenzione abusiva di armi e spaccio di droga. Queste le contestazioni che hanno fatto scattare l’arresto di un giovane.

È il venticinquenne gelese, salvatore Perna che in passato ha già avuto qualche noia giudiziaria. Tutto ha avuto inizio quando una pattuglia ha notato due giovani in atteggiamento ritenuto sospetto.

I due sono stati perquisiti e addosso, uno di loro, un ventunenne poi segnalato in prefettura, aveva un grammo e mezzo di hashish.

Mentre stavano controllando i due da un’abitazione è uscito un altro ragazzo che alla vista degli agenti è fuggito.

Lo hanno inseguito e preso. Ne è nata pure una colluttazione. Era lo stesso Perna. La sua casa è stata ispezionata e lì i poliziotti hanno rinvenuto 9 munizioni calibro 7.65, 10 cartucce da caccia calibro 12 e 19 grammi di marijuana.

Da qui il suo arresto per resistenza, armi e stupefacenti. È stato rinchiuso in carcere.

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Scopre ladri nel suo fondo, lo gambizzano

Scopre ladri nel suo fondo, lo gambizzano

GELA – Gli hanno sparato a una gamba e poi sono fuggiti. Il ferito è un quarantenne gelese, Rosario Cauchi, gambizzato mentre stava vigilando sul suo terreno.

Nei giorni scorso l’uomo avrebbe subito più di un furto e qualche danneggiamento, per cui stanco di subire avrebbe deciso di trascorrere la notte lì per sorvegliarla sua proprietà nel tentativo di evitare altri episodi analoghi.

Ma non è andata così. Perché gli intrusi sono arrivati di nuovo ma piuttosto che fuggire, appena si sono accorti della sua presenza hanno fatto fuoco.

Il colpo, chissà se volontariamente o solo per sua buona sorte,  lo ha raggiunto a una gamba. È stato poi soccorso e trasferito in ospedale per subire un intervento.

Saranno adesso i carabinieri, incaricati dell’indagine a dover fare chiarezza sul ferimento.

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Acquaviva, al via la sostituzione di 747 contatori dell’acqua

Acquaviva, al via la sostituzione di 747 contatori dell’acqua

ACQUAVIVA PLATANI – Al via la sostituzione dei contatori dell’acqua ad Acquaviva Platani. Sono 747 i misuratori da cambiare nell’arco di quarantacinque giorni lavorativi per un costo, complessivo, di 53 mila euro.

Sono interventi che lo stesso gestore ha indicato come «necessari all’ammodernamento e riqualificazione della rete e degli altri elementi infrastrutturali a servizio della stessa».

Più in dettaglio i lavori sono stati disposti per la rimozione dei contatori istallati che andranno rimpiazzati con altri misuratori di ultima generazione che garantiscono una elevata precisione nel rilevamento dei consumi

L’intervento rientra nel quadro di un programma più ampio che prevede, da parte della società Caltaqua, investimenti per oltre 3 milioni di euro già approvati dall’Ato idrico.

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Sequestrano assistente sociale, 11 denunce e arresti per altri reati

Sequestrano assistente sociale, 11 denunce e arresti per altri reati

Dalla truffa alle minacce, dal reato associativo alla ricettazione. Sono le ragioni per cui sono scattati quattro arresti nelle ultime ore ad opera della polizia.

Il primo a carico del cinquantaduenne nisseno Antonino Lo Re che deve espiare una pena di 2 anni per truffa. Un secondo nei confronti del trentacinquenne, gelese, salvatore Gravagna che ha un sospeso di 40 giorni per minacce. Segue il quarantasettenne Emanuele calabrese che su ordine di esecuzione della corte d’Appello di Caltanissetta deve scontare 2 anni per ricettazione. Nel gran calderone anche l’ordinanza di custodia cautelare eseguita a carico dell’imprenditore gelese Emanuele Catania sugli sviluppi della maxi inchiesta antimafia «Extra Fines» e «Druso». A lui è contestata l’associazione a delinquere.

In tema di denunce, invece, il cinquantenne S.S. è stato segnalato per guida in stato di ebbrezza; il quarantaduenne F.S. per violazione degli obblighi legati la sorveglianza speciale; mentre altri quattro, di età compresa tra i 20 e i 49 anni, sono stati segnalati alla procura perché sarebbero stati coinvolti in una rissa.

A loro si sono aggiunti 11 extracomunitari, 10 dei quali minorenni, tutti ospiti in un centro accoglienza di Gela, che si sarebbero resi responsabili di sequestro di persona. Più in dettaglio avrebbero momentaneamente impedito ad un educatore in servizio di uscire dall’ufficio. La piccola protesta era legata alle carenti condizioni dello stesso centro.

Completano il quadro, con il sostegno di quattro pattuglie del nucleo anticrimine di Palermo, 1 304 mezzi fermati e 512 occupanti identificati con 12 contravvenzioni elevate. I controlli hanno interessato anche 19 arrestati domiciliari, 23 sorvegliati speciali, 4 in detenzione domiciliare e 5 in affidamento ai servizi sociali. Infine 6 le perquisizioni e sono stati pure ritrovati due mezzi rubati.

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Mussomeli, semina caos in locale e in caserma: giovane arrestato e poi scarcerato

Mussomeli, semina caos in locale e in caserma: giovane arrestato e poi scarcerato

Mussomeli-Semina il caos in un locale di Mussomeli e poi in caserma e viene arrestato. Protagonista della turbolenta vicenda è un giovane nigeriano,  il ventisettenne Adams Obasuyi – difeso  dall’avvocato Rosario Di Proietto – domiciliato sempre a Mussomeli in via Martiri d’Ungheria.

È stato arrestato dai carabinieri per l’ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale.

Tutto è legato a una lite che a tarda sera avrebbe avuto con altri clienti di un locale di Mussomeli. Il ragazzo, secondo la tesi accusatoria, avrebbe avuto intasca anche qualche coltello.

È stato chiesto l’intervento dei militari che lo hanno bloccato e trasferito in caserma. Ma lì, negli uffici, avrebbe perso ancora le staffe sfasciando pure qualche mobiletto.

È stato poi bloccato ma da qui ha preso corpo il provvedimento restrittivo per resistenza.

Mentre altri clienti del locale, quelli con cui aveva litigato, lo hanno pure denunciato per minacce e lesioni personali. Ma sono contestazioni, queste, che non hanno determinato il provvedimento restrittivo.

Poi il giovane è comparso dinanzi il giudice Claudio Emanuele Bencivinni che ha convalidato l’arresto e lo ha rimesso in libertà, così come chiesto dalla difesa. La procura, di contro, aveva sollecitato gli arresti domiciliari.

Il ragazzo è stato scarcerato e tra un paio di mesi sarà processato per resistenza a pubblico ufficiale.

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Centinaia di munizioni in casa, scoperto e denunciato

Centinaia di munizioni in casa, scoperto e denunciato

In casa nascondeva un piccolo arsenale. Non di armi ma di munizioni. È stato scoperto dagli agenti della Squadra mobile durante un servizio mirato.

E per lui, un cinquantottenne nisseno, è arrivata la segnalazione agli uffici della procura.

A suo carico è stato ipotizzato il reato di detenzione illegale di munizioni in casa. Ipotesi che è legata al ritrovamento, all’interno della sua abitazione, di qualcosa come trecento cartucce.

Più in dettaglio, 2 calibro caricate a palla singola, 7 calibro 7,65 e ben 260 calibro 22.

Il materiale detenuto illegalmente è stato sequestrato, mentre per il possessore è maturata parallelamente la denuncia.

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«Abusò del  figlio dei suoi dipendenti», rimedia 9 anni

«Abusò del figlio dei suoi dipendenti», rimedia 9 anni

Nove anni e tre mesi per avere abusato del figlio di suoi dipedenti.Lacassazione lo ha inchiodato sulle sue responsabilità rendendo definitiva la pesante condanna.

Quella che, non più appellabile, pende sul capo del l’ultranovantenne Luigi Mosca ritenuto colpevole di violenza sessuale.

Che si sarebbe consumata, per un paio di anni, su un ragazzino figlio di una coppia di suoi tuttofare,che nel frattempo è deceduta. Il padre per un incidente stradale, la madre per cause naturali. E tutti e due sono stati in passato indagati per favoreggiamento.

Perché secondo i magistrati sarebbero stati a conoscenza degli abusi subiti dal figlio, ma li avrebbero nascosti per paura di perdere lavoro e casa.

È stato lo stesso ragazzino, poi, a confidarsi con la nonna e la zia. E in quel frangente i genitori avrebbero negato, dando pure del bugiardo al figlio.

Ma le successive indagini avrebbero messo a nudo tutt’altra verità. Fino al punto di fare scattare – era il novembre di nove anni fa – l’arresto dell’anziano imprenditore.

Nei processi che ne sono derivati, l’anziano è sempre stato giudicato colpevole. Fino in fondo. Fino ad adesso. Ma questa volta il verdetto della Suprema Corte ha cristallizzato la condanne e l’anziano è già stato chiamato a saldare il suo conto, seppur ai domiciliari per via della sua avanzata età.

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Scacco matto a banda specializzata in furti e rapine, tra loro un minore

Scacco matto a banda specializzata in furti e rapine, tra loro un minore

Scacco a una banda di romeni, tra lor anche un minorenne, specializzata in furti in abitazione e ai danni di attività commerciali.

Ma nel gran calderone delle indagini sono finite  anche due rapine ai danni di due pensionate e la ricettazione della refurtiva.

Tre dei cinque destinatari di ordinanza di custodia cautelare sono già stati arrestati dalla polizia sull’onda dei provvedimenti emessi dal gip, uno in carcere, l’altro ai domiciliari e un terzo in istituto penale minorile.

Le ordinanza sono a firma del gip del tribunale di Gela, Lirio Conti e dalla procura per i minori di Caltanissetta, Antonina Sabatino, su richieste delle rispettive procure guidate da Fernando Asaro e da Laura Vaccaro.

Le indagini hanno catalizzato l’attenzione sula comunità romena che s’è radicata sul territorio e che, in questo caso, sarebbe pure riuscita a coinvolgere un ragazzino nell’attività illecita.

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