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Archivio | Attualità

 

Il 5 giugno annuale della fondazione dell’Arma alla “Guccione” di Caltanissetta

Il 5 giugno annuale della fondazione dell’Arma alla “Guccione” di Caltanissetta

CALTANISSETTA – L’Arma dei Carabinieri compie 203 anni. L’annuale della fondazione sarà celebrato lunedì 5 giugno presso la caserma “Guccione” in viale Regina Margherita 50 a Caltanissetta. Alla celebrazione, che avrà inizio alle ore 10 e 30, sarà presente il comandante provinciale, colonnello Gerardo Petitto, oltre a numerose autorità civili e militari della provincia.

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La “Virgilio” festeggia l’Europa dei giovani e dell’Erasmus

La “Virgilio” festeggia l’Europa dei giovani e dell’Erasmus

MUSSOMELI – Anche quest’ anno l’IIS “Virgilio” ha festeggiato l’ Europa. Gli alunni del triennio si sono riuniti, il 12 maggio scorso, nell’ Auditorium,  per partecipare a un incontro su come l’ Europa rappresenti ancora una valida risposta alle nuove sfide e difficoltà.

Dopo i saluti della dirigente, che nel suo intervento ha anche chiarito ai presenti il significato della festa dell’ Europa, la professoressa Lia Bonanno, con l’ ausilio di nuovi strumenti multimediali, ha ripercorso le tappe principali della storia dell’ Unione Europea.

L’ evento era rivolto ai giovani. Con il programma Erasmus plus –  progetto “Con l’Europa 2016” sarà data opportunità agli studenti di vivere, per cinque settimane, la mobilità individuale a Siviglia e Portsmuth.

Il progetto Erasmus è, infatti, uno degli strumenti più noti attraverso i quali l’Europa ritrova la propria unità culturale. Proprio quest’anno è stato festeggiato il 60° anniversario della firma dei trattati di Roma, caduto in un momento di crisi delle istituzioni europee che richiede nuovi stimoli e occasioni di rilancio.

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Rally di Caltanissetta, pronto il programma

Rally di Caltanissetta, pronto il programma

CALTANISSETTA – La macchina organizzativa è già in moto per definire i dettagli dell’edizione numero 15 del rally di Caltanissetta “Trofeo Totò Tornatore” e il “1° Historic  Rally Caltanissetta” che, lo scorso anno, hanno visto classificati Gaspare Corbetto di Mussomeli e Salvatore Cancemi. La gara per auto moderne e storiche è organizzata dalla Scuderia Caltanissetta Corse in collaborazione con l’Automobile club nisseno. È in programma per il 24 e 25 giugno e si preannuncia ricco di novità. Le iscrizioni, aperte dal 24 maggio, si chiuderanno il 19 giugno prossimo. «La competizione – hanno spiegato gli organizzatori – ha validità per la Coppa Italia Rally 4° zona, di cui è la seconda prova su quattro nel centro sud Italia dopo il leccese Rally di Casarano, prima del messinese Rally del Tirreno e del foggiano Rally del Gargano, 4° round del Campionato Siciliano Rally a coefficiente 2,5 e valido per il Campionato Sociale Automobil Club Caltanissetta, per le ultime due titolazioni è valida anche l’edizione d’esordio del rally riservato alle autostoriche. Il 15° Rally di Caltanissetta è prova del Trofeo Peugeot Competition e Michelin R2 Rally Cup». La stessa organizzazione ha peraltro reso noto che i  primi 15 equipaggi ad inviare l’iscrizione riceveranno in omaggio una notte di ospitalità in albergo. Da programma, il rally entrerà nel vivo sabato 24 giugno con le operazioni di verifica. Poi, la stessa sera, il via alla corsa da piazza Garibaldi e subito dopo la spettacolare prova in città. Domenica 25 giugno, invece, nove tratti cronometrati, tre da percorre tre volte, due dei quali di oltre 10 chilometri. Poi il traguardo, nel pomeriggio, in piazza Garibaldi. Lo scorso anno,  bissando il precedente, la vittori afinale è andata a Maurizio Mirabile e Michele Calderone su Skoda Fabia S2000 (foto). Mentre terzi sono stati il mussomelese Gaspare Corbetto ed il nisseno Salvatore Cancemi su Peugeot 106.

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Villalba presente all’intitolazione di via Michele Pantaleone a Palermo

Villalba presente all’intitolazione di via Michele Pantaleone a Palermo

VILLALBA – La giunta municipale di Villalba sarà presente con l’ assessore Giuseppe Tramontana, sabato prossimo, all’ intitolazione di una via di Palermo a Michele Pantaleone (foto), saggista, giornalista e politico. La cerimonia avrà luogo nel capoluogo siciliano alle 16 in via Borremans (angolo via Galileo Galilei). Alle 11, presso la sala delle Carrozze, la personalità villalbese sarà ricordata con una conferenza dal titolo “A cavallo della tigre: Michele Pantaleone, personaggio scomodo”

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“Non solo fisco” (a cura di Gabriella Panepinto) – ANATOCISMO E USURA  BANCARIA : ISTRUZIONI PER L’USO

“Non solo fisco” (a cura di Gabriella Panepinto) – ANATOCISMO E USURA BANCARIA : ISTRUZIONI PER L’USO

Sembra il titolo di quei foglietti illustrativi che troviamo all’interno di ogni farmaco ma non è così.

Negli ultimi anni a causa della crisi economica e, soprattutto, della mancanza di liquidità in cui versano la maggior parte delle imprese del nostro Paese, l’argomento è diventato al centro delle cronache giudiziarie per via dei numerosi fallimenti di aziende, a volte anche famose, che si erano fortemente indebitate con gli istituti bancari.

Ma facciamo chiarezza cercando di capire insieme di cosa si tratta.

COS’E’ L’ANATOCISMO

Innanzitutto con il termine “anatocismo” si intende quel fenomeno in base al quale gli interessi maturati su un capitale chiesto in prestito vengono sommati al capitale stesso, producendo ulteriori interessi.

Si può capire meglio con un esempio:

supponiamo di chiedere alla banca un prestito di 10.000 euro su cui verrà applicato un tasso di interesse  annuo pari al 10% . A fine anno gli interessi dovuti sul capitale iniziale saranno 10.000*10% = 1.000

Poiché, per prassi bancaria,  tali interessi vengono addebitati sul conto corrente e quindi sommati al capitale, nell’anno successivo, supponendo per semplicità’di calcolo, che il capitale in prestito sia sempre di € 10.000 sommando gli interessi dell’anno precedente, il debito sarà di 11.000 euro e quindi gli interessi dovuti saranno 11.000*10%= 1.100 cioè 100 euro in più dell’anno precedente, pur avendo lo stesso capitale prestato e lo stesso tasso di interesse.

La differenza di 100 euro rappresenta l’effetto anatocistico, cioè  l’applicazione degli interessi sugli interessi.

Dal punto di vista normativo, l’Anatocismo, è vietato dall’art. 1283 c.c. : la regola generale, valevole per ogni rapporto e non solo per quelli bancari, è infatti quella per cui gli interessi maturano sul solo capitale dovuto e non anche sugli interessi precedentemente maturati.

Nonostante la chiara previsione normativa, in passato le banche e anche la giurisprudenza almeno fino al 1999 ritenevano che in tali rapporti vi fosse un uso normativo che consentisse un’eccezione alla regola generale. La previsione, infatti, vieta l’anatocismo salvi però gli usi contrari: se si ritiene sussistente in ambito bancario un tale uso di capitalizzare gli interessi nei conti correnti o negli altri rapporti contrattuali, tale pratica è ammissibile.

Il legislatore, con la Legge di Stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147), entrata in vigore il 1° gennaio 2014, era intervenuto sul tema dell’anatocismo bancario modificando il testo dell’art. 120, comma 2, del T.U.B. ed introducendo la seguente clausola: “Gli interessi periodicamente capitalizzati (contabilizzati) non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”. Con tale clausola è stata definitivamente sancita l’illegittimità dell’anatocismo bancario.

 

COS’E’ L’USURA BANCARIA

L’usura bancaria è una fattispecie normativa introdotta dall’Art. 644 del Codice penale italiano ed è stata riformulata dalla Legge n. 108 del 7 marzo 1996.

Essa si realizza quando i prestiti erogati sono remunerati da tassi di interesse elevati considerati illegali. In particolare, il 3^ comma dell’ art. 644 c.p. disciplina la cosiddetta “usura oggettiva”, per la quale al superamento del limite stabilito dalla legge, gli interessi si presumono usurari.

I limiti oltre i quali gli interessi sono considerati usurari sono fissati dalla Banca d’Italia ogni tre mesi, tramite la pubblicazione dei cosiddetti “Tassi Soglia” cioè il tasso di interesse massimo che le banche possono applicare ai loro clienti all’atto dell’accensione di un finanziamento o di un mutuo.

Se tale limite vien superato, si configura il reato di usura e si applica l’art. 1815 c.c., il quale sancisce la nullità della clausola degli interessi, con la conseguenza che nessun interesse è dovuto alla banca da parte del cliente.

Chiaramente, ad una prima lettura dei contratti bancari è difficile che venga palesemente applicato un tasso di interesse oltre soglia, tuttavia è una prassi bancaria abbastanza ricorrente.

Infatti l’applicazione di tassi usurari è spesso celata dalle ulteriori commissioni, spese e competenze che sommate al tasso di interesse nominale applicato, il cosiddetto TAN, determinano un Tasso Effettivo Annuo Globale (TAEG) più elevato.

Il costo del prestito, infatti, non è dato soltanto dall’interesse applicato, ma da tutte le commissioni, spese e remunerazioni, escluse imposte e tasse, direttamente collegate con l’erogazione del credito, così come sancito dall’art. 1, comma 3, L.108/96 secondo cui:

Per la determinazione del tasso d’interesse usurario si tiene conto, delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito.”

Cosa occorre dunque per verificare se la banca ha applicato sia l’anatocismo che l’usura bancaria?

Innanzitutto occorre partire dalla documentazione, in quanto è di fondamentale importanza per ricostruire l’intero rapporto di conto corrente e le condizioni contrattuali del finanziamento.

In particolare, per i conti correnti sono necessari:

  • il contratto originario di apertura del conto corrente e di concessione del fido con le originarie condizioni;
  • gli estratti conto con elenco dei movimenti e riassunto scalare, in cui vengono riepilogati gli interessi, commissioni e spese addebitate per trimestre;
  • Tutte le variazioni contrattuali intervenute nel corso del rapporto bancario;

Se per qualsiasi motivo, non si possiede la documentazione o la si possiede solo in parte, è possibile richiederne copia alla Banca che ha il dovere di rilasciarla per legge.

Una volta ottenuta la documentazione sarà possibile verificare la presenza di anatocismo ed usura bancaria attraverso l’analisi svolta da un perito che si occuperà di verificare ,in primis, la presenza di usura contrattuale e di anatocismo.

Accertato il comportamento scorretto della banca, si procederà alla ricostruzione del conto corrente o del finanziamento calcolando le somme che la banca dovrà restituire in virtù di quanto previsto dalla normativa e dalla giurisprudenza. Infine l’analisi svolta dal perito permetterà di presentare formale istanza alla banca per la restituzione di quanto illegittimamente addebitato.

Attenzione però non è così facile ottenere in via bonaria un risarcimento dalla banca: alla fase stragiudiziale in cui le parti cercano di ottenere un accordo, spesso segue quella giudiziale e quindi sarà necessario rivolgersi ad un legale per ottenere il maltolto.

Vale comunque la pena esperire ogni tentativo perché spesso le somme che si possono recuperare permettono alle aziende di ridurre il debito con le banche anche in fase stragiudiziale.

 

Dott.ssa Gabriella Panepinto

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Un sogno per Falcone e Borsellino (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

Un sogno per Falcone e Borsellino (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

In questi giorni si stanno organizzando  manifestazioni ed appuntamenti per ricordare, martedì 23 maggio, il 25° della strage di Capaci. Anch’io, insieme alla redazione di Castello Incantato, voglio rendere un doveroso omaggio alla memoria non solo di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo ma pure di Paolo Borsellino, il cui venticinquesimo è il prossimo 19 luglio. Mi corre l’obbligo di non dimenticare anche gli uomini della scorta di Falcone: Vito SchifaniRocco DicilloAntonio Montinaro e quelli di Borsellino: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli, nomi meno noti rispetto ai due giudici ed alla moglie di Falcone ma da commemorare insieme a loro, perché hanno sacrificato la vita per adempiere al loro dovere, e come ha detto la moglie di Borsellino “erano persone che ormai facevano parte della famiglia, che condividevano le loro ansie e i loro progetti e con cui c’era un rapporto, oltre che di umanità e di amicizia, di rispetto per il loro servizio ”.

Mi sia consentito, quindi, di sospendere per questa domenica i consueti servizi sul nostro patrimonio culturale e di poter dedicare queste due pagine ad un importantissimo tema che fa parte della nostra vita quotidiana e che è anche e soprattutto di carattere culturale, nel senso più pieno e vitale del termine. E qui, più che il solito, trito e ritrito intervento sulla mafia e le varie criminalità organizzate,  su cui quasi tutti a parole ci si dichiara contro, vorrei invece fare delle riflessioni sul perché, dalle nostre parti, si vive in una perenne condizione di marginalità, nel sottosviluppo economico e sociale, nella disoccupazione, nella mancanza di strade ed infrastrutture decorose, tra i rifiuti che ci sommergono, mentre altrove gli stessi sono strumenti di sviluppo economico; perché non si riesce a svoltare pagina nella nostra amata amara Sicilia, una terra  ricca di tesori e di risorse umane e materiali,  ed a trovare, finalmente, come il mitico Teseo a Creta, il bandolo della  matassa, sì  da farci uscire da questo labirinto che impedisce da decenni, forse secoli, dai tempi di Federico II (!?), di poter costruire una nuova Sicilia in cui i nostri giovani dalle mille qualità, per i quali tutti i genitori hanno fatto enormi sacrifici per dare loro le migliori competenze e professionalità, possano lavorare nella propria regione senza dover emigrare per altri lidi, andando a vivere altrove e creando un vuoto senza fine nel loro luogo natio.

Teseo uscì dal labirinto aiutato dal filo di Arianna. Il mitico Dedalo, poi architetto della reggia di Cocalo nella leggendaria Camico che fu costruita qui vicino,   tra le colline dei Monti Sicani, forse a S. Angelo Muxaro, riuscì a fuggire con l’aiuto di un paio di ali. Anche noi possiamo uscire dal labirinto in cui la fanno da padroni tanti minuscoli minotauri, che pensano solo ‘o cumannu ma che non sanno  andare oltre il loro tornaconto, sempre piccolo e di breve durata per quanto grosso e colossale possa essere in termini di guadagni; che non riescono, per quanto furbissimi si possano considerare,  a dirigere…a vedere il lontano orizzonte…o più in là del loro naso… a creare qualcosa anche per il futuro dei loro figli… a riuscire a capire che solo con il cuore e la mente si può volare oltre gli ostacoli

Scriveva il grande poeta siciliano Ignazio Buttitta in “Pueta ‘nta chiazza”: n’omu po’ aviri un fegu… ‘na pirrera d’oro, un miliardu ‘a banca, ma si ‘nta menti chianta cipuddi…è un miserabili e nun pussedi nenti! Un omu acquista meritu e cangia sorti e destinu…si sfascia ‘a porta d’a menti e ci fa trasiri ‘u suli…si havi cuscienza d’i so dritti…si havi cugnizioni d’a vita…si duna amuri…e junci sangu ‘nte vini d’a terra… Un altro grande scrittore siciliano, Gesualdo Bufalino, diceva di avere scritto molto sulla Sicilia, più dell’amabile che dell’amara, ma non perché non vedesse o patisse l’intreccio di frode e violenza che pare presiedere al nostro destino, ma perché più che giudicare voleva capire… Diceva, per paradosso, di aver imparato a non rubare ascoltando Mozart…e restava convinto che, contro i mali dell’isola, occorrono cure diverse, libri ed acqua, libri e strade, libri e case, libri ed occupazione… e come a guarire l’analfabetismo morale da cui si è afflitti, possano servire anche le nostalgie, le favole e i sogni…”  ed io oserei aggiungere i miti…

Per onorare Falcone, Borsellino ed i tanti troppi martiri della violenza mafiosa…per una vera Nuova Sicilianon basta, quindi, essere antimafiosi a parole, contrari al racket, al pizzo, alla corruzione, al clientelismo… dichiararsi a favore della legalità, delle regole, della democrazia… auspicare pure più poliziotti, carabinieri,  giudici…più carcere o la pena di morte come dice qualcuno… Non bastano nemmeno le cerimonie, la consegna di nastri e medaglie… E’ facile, troppo facile, essere anti qualcosa. Come è facile essere cristiani andando solo a messa e facendo la  comunione. Più difficile è operare concretamente, preoccuparsi di realizzare realmente qualcosa per una società più giusta… più onesta…pulita….Qualcosa che appassioni, che guidi verso un orizzonte luminoso….che faccia sognare… come dice Bufalino. Cioè passione e cultura, non chiacchere … non solo erudizione e titoli di studio… non squallido cinismo e tanta inutile finzione…

Chi vuole amministrare la propria terra deve prima di tutto saperla amare… guidarla…dirigerla…e sapere in quale porto condurla. Non deve  pensare ‘o cumannu, al qui comando io e chiudersi malato di potere, sempre breve ed effimero, nella sua piccola e buia torre d’avorio… Perché dove c’è una cultura democratica credibile, senso civico  e vero spirito di servizio per i cittadini, dove non ci sono corse al potere per il potere, clientelismo, ingiustizie, ignoranza, disuguaglianze, corruzione, lì sarà molto difficile che ci siano mafia e criminalità, disoccupazione, povertà e corruzione…

Lo sapevano anche i miei cari piccoli alunni  che legalità è soprattutto fare il proprio dovere… Come  pure studiare, imparare, conoscere ed amare la scuola, lavorare per il proprio paese… è  fare il proprio dovere. E come si racconta nel Piccolo Principe di Antoine de St Exupery, fare il proprio dovere dà pure tanta gioia di vivere e felicità, come quella che non hanno o non potranno  mai avere coloro che pensano solo ad accumulare potere e denari, denari e potere, dimenticando che la vita poi passa e non resta più il tempo di seminare e raccogliere quelle straordinarie ricchezze che fanno amare la bellezza e rendono la vita degna di essere vissuta… che nessun ladro potrà mai rubare e nessuna ruggine potrà mai distruggere…

Salvatore Vaccaro

salvatore.vaccaro51@gmail.com

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Aiuti ai giovani nel Prs tema di un convegno a Montedoro

Aiuti ai giovani nel Prs tema di un convegno a Montedoro

MONTEDORO – Aiuti per l’avviamento di imprese per giovani agricoltori e avviamento aziendale per attività extra-agricole nelle aree rurali sono i temi di un incontro che si terrà domani, alle 18.30, presso la sala convegni del museo della zolfara di Montedoro. Sono due obiettivi di due sottomisure di recente attivazione afferenti alla misura 6 del programma di sviluppo rurale 2014/2020 della Sicilia.  Al convegno  prenderanno parte il vicesindaco di Montedoro Renzo Bufalino, il presidente dell’ associazione Increase Giuseppe Glaviano, quello dell’ordine degli agronomie dei dottori forestali di Caltanissetta  Piero Lo Nigro, il dirigente dell’Ufficio Intercomunale dell’Agricoltura di Mussomeli, Giuseppe Calafiore e Nino Messina dell’Uia. Le conslusioni saranno affidate all’assessore regionale all’ Agricoltura Antonello Cracolici. L’assessorato è, infatti, uno tra i promotori dell’ incontro insieme con  il comune di Montedoro e l’associazione Increase.

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Giovani con disabilità saranno valorizzati da Casa famiglia Rosetta

Giovani con disabilità saranno valorizzati da Casa famiglia Rosetta

MUSSOMELI –  E’ un progetto di crescita quello realizzato dal centro diurno dell’associazione Casa famiglia Rosetta presieduta da don Vincenzo Sorce. Un gruppo di giovani con disabilità intellettiva saranno, infatti, reinseriti nel mondo del lavoro. L’ iniziativa nasce da una collaborazione con i responsabili del centro commerciale “La Fornace” di Cammarata Luca Lamendola e Marisa Russotto ed è destinata a 7 ragazzi, che saranno inseriti dal 22 al 27 maggio, affiancati da un tutor, all’interno degli esercizi commerciali del centro (supermercato, bar, negozi di scarpe, di abbigliamento, di elettronica).

All’interno del centro di riabilitazione dell’associazione i ragazzi sperimenteranno di vivere ed apprendere insieme. Ma il lavoro sarà un’opportunità per rafforzare le capacità di costruire relazioni, promuovere nuove competenze e ad avere una diversa immagine di sé.  I giovani avranno la possibilità di essere identificati per il proprio ruolo e non per i loro impedimenti. Il percorso di inserimento lavorativo è stato preceduto dalla valutazione delle condizioni della persona, dalle sue aspettative, dalle sue difficoltà, ma anche dalle sue abilità. Dunque, mirato alla specificità del singolo ragazzo.

 

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Strage di Capaci, omaggio a palazzo di Giustizia

Strage di Capaci, omaggio a palazzo di Giustizia

CALTANISSETTA – Nel venticinquesimo anniversario della strage di Capaci le vittime saranno omaggiate dall’Anm L’Associazione nazionale magistrati ricorderà, infatti, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della loro scorta rimasti uccisi.

Il procuratore capo di Gela, Fernando Asaro, che presiede l’associazione nel distretto, ha organizzato un incontro con la cittadinanza che avrà luogo domani.

Saranno presenti, tra gli altri, Maria Falcone, sorella del magistrato assassinato e il procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari.

L’incontro è in programma a partire dalle 11 nell’aula magna “Saetta e Livatino” del Palazzo di giustizia di Caltanissetta.

L’ associazione magistrati ha esortato la cittadinanza ade essere presente.

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“Non solo fisco” (a cura della dott.ssa Gabriella Panepinto) 1/ Aprire la partita Iva con il regime forfetario

“Non solo fisco” (a cura della dott.ssa Gabriella Panepinto) 1/ Aprire la partita Iva con il regime forfetario

Oggi trattiamo un argomento indirizzato soprattutto ai giovani  e a tutti coloro che hanno un sogno nel cassetto, quello di mettersi in proprio, ma hanno paura di realizzarlo per non farsi travolgere dal vortice delle imposte, delle scadenze,  degli adempimenti burocratici.

Aprire la partita iva comporta il sostenimento di costi annuali, sia fissi che variabili. Si va dal pagamento dei contributi inps, alla parcella del commercialista, alle imposte sui redditi.

Prima di avventurarvi nel mondo del lavoro autonomo è bene quindi sapere a cosa si va incontro. Proverò a darvi una mano con questo articolo.

Spesso la domanda che viene rivolta da chi vuole aprire un’ attività è la seguente: “ Quanto costa in un anno in termini di imposizione fiscale, mettersi in regola? ”.

Sembrerebbe una domanda da un milione di dollari, ma in realtà è possibile stabilire un punto di partenza, innanzitutto  nella scelta del regime fiscale da adottare.

Capita spesso, infatti, che ancor prima di iniziare, appena il cliente sente parlare di iva, irpef, irap, ires, inps, inail, spesometro, liquidazioni periodiche,aliquote a scaglione,  eccetera, eccetera, pensa che io stia parlando un’altra lingua e rischia di non fare il grande passo.

Non tutti sanno che esiste, dal punto  di vista fiscale e amministrativo, un modo semplice e quasi indolore per mettersi in proprio.

L’art. 1 commi da 54 a 89 della legge 190/2014, ha introdotto, infatti,  nel nostro ordinamento il cosiddetto “Regime Forfetario”, per le imprese e lavoratori autonomi di piccole dimensioni.

Tale regime di fatto annulla e sostituisce il vecchio regime dei minimi, mantenendone alcuni aspetti e apportando significative modifiche al criterio di determinazione del reddito.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL REGIME FORFETARIO

Il regime forfetario è l’unico regime agevolato che può essere adottato sia dai contribuenti che intendono intraprendere una nuova attività sia dai soggetti che sono già attivi, previa la verifica della sussistenza dei requisiti di accesso nell’anno precedente a quello di adozione del regime stesso. In caso di inizio attività l’accesso al regime va effettuato presumendo il rispetto dei requisiti.

Ma vediamo insieme quali sono questi requisiti:

dal punto di vista soggettivo, cioè dei soggetti che possono adottarlo, il regime è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, arte o professione incluse le imprese familiari. Ne sono escluse quindi le società.

Dal punto di vista oggettivo, tali soggetti devono rispettare contemporaneamente i seguenti requisiti:

  • Limite dei ricavi e compensi da  €25.000 a €50.000 a seconda dell’attività esercitata
  • Spese di lavoro dipendente non superiori a € 5.000 lordi
  • Costo complessivo dei beni strumentali non superiore a € 20.000

Tali requisiti, come già detto, dovranno essere verificati per coloro che sono già in attività sui dati dell’anno precedente, mentre per chi inizia su dati presunti.

Il limite dei ricavi cambia a seconda del settore di attività ed è individuabile in una tabella in cui ,per tipologia di codice ateco, viene individuato il limite di fatturato corrispondente. Ad esempio per il commercio all’ingrosso e al dettaglio il limite di fatturato è di €50.000 annui.

Quali sono le semplificazioni contabili e fiscali previste dal regime forfetario?

Innanzitutto,  i contribuenti che adottano tale regime operano in franchigia da iva, cioè sono esonerati dall’applicazione dell’imposta e da tutti gli adempimenti connessi ovvero:

  1. Non si addebita l’iva sulle fatture emesse, né sugli scontrini o ricevute fiscali;
  2. Di contro non si detrae l’iva sugli acquisti;
  3. Esonero dalla tenuta dei registri iva delle fatture emesse, dei corrispettivi e degli acquisti;
  4. Esonero dalla liquidazione e versamento dell’iva;
  5. Esonero dalla dichiarazione iva e dallo spesometro;

I contribuenti che operano all’interno del regime dovranno soltanto numerare e conservare le fatture di acquisto e certificare i ricavi mediante l’emissione delle fatture, degli scontrini o ricevute fiscali. L’emissione della fattura rimane quindi obbligatoria senza comunque l’addebito dell’iva, dovrà invece essere indicato che si tratta di “un’operazione senza l’applicazione dell’iva” con l’indicazione della norma di riferimento. Sulle fatture, scontrini o ricevute superiori a €77,47 si dovrà invece applicare l’imposta di bollo da € 2.

SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA DI IMPOSTE DIRETTE

Per quanto riguarda le imposte sul reddito dovute dai contribuenti in regime forfetario la più importante  semplificazione riguarda le imposte da pagare: infatti mentre il regime di tassazione ordinaria prevede l’applicazione dell’irpef con un’aliquota minima del 23% e dell’irap con un’aliquota del 4,82%, nel regime forfetario tali imposte sono escluse e sostituite da un’unica imposta sostitutiva del 15%.

Infine ulteriori esoneri sono:

  • esclusione dall’irap
  • esclusione dagli studi di settore e parametri

COME SI CALCOLA IL REDDITO E L’IMPOSTA

Come dice lo stesso nome, nel regime in esame il reddito viene calcolato forfetariamente applicando al fatturato il coefficiente di redditività previsto in funzione del codice ateco che contraddistingue l’attività svolta, e sul reddito così determinato al netto dei contributi previdenziali versati, si applicherà l’imposta sostitutiva del 15%.

Tabella dei codici ATECO per il Regime Forfettario

Gruppo di settore Cod. Attività ATECO 2007 Valore soglia ricavi/compensi

2016

Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10-11) 45.000 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 50.000 40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40.000 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 30.000 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) 25.000 86%
Intermediari del commercio 46.1 25.000 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56) 50.000 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88) 30.000 78%
Altre attività economiche (01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 -39) – (49 – 50 – 51 – 52 -53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99) 30.000

Ma cerchiamo di capire meglio con un esempio:

il signor Rossi ha un’attività di commercio al dettaglio il cui fatturato è di 40.000 euro (limite 50.000 euro). Nella tabella dei coefficienti di redditività per il settore commercio si applica il 40%: ciò significa che per calcolare il reddito imponibile basta moltiplicare il fatturato per il coefficiente di redditività

Reddito imponibile lordo = 40.000*40%= 16.000

Contributi previdenziali pagati nell’anno = 2.700

Reddito imponibile netto= 16.000 – 2.700= 13.300

Imposta sostitutiva 15% = 13.300*15%= 1.995

ULTERIORI AGEVOLAZIONI PREVIDENZIALI E PER LE NUOVE ATTIVITA’

Gli artigiani e commercianti iscritti alla corrispondente gestione inps potranno scegliere di applicare la riduzione del 35% sui contributi previdenziali obbligatori entro il minimale. Ciò comporta che la rata inps trimestrale sarà ridotta del 35%

Infine un’ultima e importante agevolazione riguarda le nuove attività, che potranno usufruire per i primi 5 anni dell’ulteriore riduzione dell’imposta sostitutiva dal 15% al 5%.

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Comune Mussomeli

 

 

 

 

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