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Archivio | Cronaca

 

Sutera, un incendio distrugge il pulmino de “I girasoli”. Dalla Onlus: “Vigliacca intimidazione”

Sutera, un incendio distrugge il pulmino de “I girasoli”. Dalla Onlus: “Vigliacca intimidazione”

Sutera – La notte di pasqua a Sutera è stata caratterizzata dalle fiamme. Non si è trattato del fuoco tipico delle funzioni di questo periodo ma di un gesto che ha poco di spirituale. Un pulmino della Onlus “I girasoli” è andato completamente distrutto a causa di un rogo. Dallo stesso ente hanno, attraverso i social, hanno confermato quello che è più di un sospetto, ovvero la matrice dolosa dell’incendio. “Stanotte, a Sutera, – scrivono il nostro pulmino è andato a fuoco. Vorremmo poter dire che è stato un incidente, ma non è quello che sembra dai primi rilievi. Comunque siano andate le cose, se qualcuno ha pensato di intimidirci sappia che non ci è riuscito. I Girasoli non hanno paura di qualche vigliacco e continueranno a lavorare per un mondo più giusto e più bello”. L’associazione “I Girasoli” è un onlus da molti anni impegnata nell’assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo attivaa Sutera e in altri centri nella provincia di Caltanissetta.

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Buona Pasqua a tutti. Il video messaggio augurale di Don Pietro Genco

Buona Pasqua a tutti. Il video messaggio augurale di Don Pietro Genco

Mussomeli – In questo giorno di festa, la redazione di Castello Incantato formula a tutti i lettori i migliori auguri. Abbiamo chiesto a Don Pietro Genco, brillante e colto arciprete della chiesa madre di Mussomeli, di indirizzare un messaggio ai visitatori in occasionde della Santa psqua. Il video

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Giovedì Santo – Il Video

Giovedì Santo – Il Video

Mussomeli – Le immagini dei riti del Giovedì Santo trasmesso in diretta da Castello Incantato in collaborazione con Sg ProdAction. Con tanti ospiti, immagini suggestive e curiosità.

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Lo salvano i fili della biancheria,  evitata tragedia di Pasqua

Lo salvano i fili della biancheria, evitata tragedia di Pasqua

Sono stati i fili della biancheria a salvargli la vita. A mutare quel destino che un uomo si era preparato. Ma per fatalità la sorte ha voluto così. Ha il sapore di una storia di Pasqua a lieto fine.

E adesso lui è salvo. È un nisseno, un sessantacinquenne, che per ragioni peraltro neanche tanto chiare, aveva deciso di farla finita. Di chiudere il suo conto con l avita.

S’è affacciato al balcone di casa e s’è lanciato giù, dal un balcone al sesto piano di uno stabile alla periferia dell’abitato.

Un volo nel vuoto per un dramma che sembrava già scritto. E invece, questa volta, il copione è stato diverso ai tanti, troppi casi, che si sono registrati nel passato recente in più zone della provincia nissena.

Durante il volo i fili della biancheria hanno frenato la caduta dell’uomo. In maniera decisiva. Ostali risolutivi per l’esito della vicenda.

Sì perché adesso è pieno di fratture in diverse parti del corpo, ma sarebbe fuori pericolo. peraltro un’ambulanza, insieme alla polizia, sono arrivati subito in zona e lo hanno trasferito d’urgenza in ospedale.

Per lui e per la sua famiglia sarà, indubbiamente, una Pasqua decisamente particolare. Difficile da dimenticare per il resto dei suoi giorni.

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Stalking a sfondo sessuale, donna accusa ex soprintendente di Caltanissetta

Stalking a sfondo sessuale, donna accusa ex soprintendente di Caltanissetta

«Non pensare che io voglia solo il tuo corpo». Questi e altri messaggi le avrebbe inviato per quello che, secondo la tesi della procura, sarebbe stato stalking a sfondo sessuale.

Atti persecutori che sarebbero stati attuati da Vincenzo Caruso – difeso dagli avvocati Walter Tesauro e Vincenzo Caponnetto – ex soprintendente ai beni culturali di Caltanissetta, sotto accusa per fatti che risalgono al tempo in cui dirigeva la biblioteca museo «Luigi Pirandello di Agrigento.

Attenzioni particolari, per i magistrati, che avrebbe riservato a una dipendente della stesso ufficio a quel tempo guidata dallo stesso Caruso.

È stata la stessa donna, adesso parte civile insieme al marito – assistiti dall’avvocato Giuseppe Arnone e Arnaldo Faro- a ribadire in aula le accuse mosse al suo allora dirigente già al momento di presentare la denuncia. Quella che poi ha trascinato il funzionario al centro di un’inchiesta. E nei suoi confronti, adesso è parte civile anche la Regione oltre ad alcune associazioni.

Avance più che esplicite, secondo la tesi accusatoria, quelle che l’ex direttore del museo agrigentino avrebbe riservato alla dipendente che, dal canto proprio, le avrebbe sempre respinte a muso duro. Fino, poi, a cambiare amministrazione.

I legali della donna hanno prodotto adesso al tribunale una serie di messaggi telefonici che il suo capo le avrebbe inviato a quel tempo. E i fatti in questione sono spalmati in un lungo arco di tempo che va dal 2009 ai primi mesi del 2017. Momento in cui è stata poi presentata una denuncia.

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Rievocazione Crocifissione. Diretta dalle 16 clicca qui

Rievocazione Crocifissione. Diretta dalle 16 clicca qui

 
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MUSSOMELI – La rievocazione degli momenti in cui Cristo viene condotto al Calvario e Crocifisso. Uno dei momenti più mesti e intensi dei riti del  Venerdì Santo mussomelese. CastelloIncantato trasmetterà la diretta da questa pagina a partire dalle ore 16

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Trascinato per metri in uno scippo, uno dei sospetti rapinatori sotto accusa

Trascinato per metri in uno scippo, uno dei sospetti rapinatori sotto accusa

Non avrebbe esitato a trascinarlo per strada, per una decina di metri, pur di strappargli il borsello che teneva a tracolla.

E adesso il presunto autore della violenta azione è finito sotto accusa. In realtà ad agire sarebbero stati in due, ma il sospetto complice è rimasto nell’ombra.

A giudizio è stato chiamato il ventiquattrenne  nisseno Pietro Camilleri – assistito dall’avvocatessa Valentina Di Maio – che deve difendersi dalle imputazioni di rapina e lesioni personali aggravate.

Reati che si sarebbero consumati ai danni di un ultraottantunenne pure lui nisseno – assistito dall’avvocato Francesco Augello – ora parte civile.

La maldestra azione è stata messa a segno nell’estate di due anni fa. Era, per l’esattezza. Il 26 agosto del 2017. È stato allora che l’anziano è stato assalito in strada da due sconosciuti.

Lo hanno colto di sorpresa per portargli via il borsello che teneva in spalla. Ma nell’azione  il pensionato è rimasto ferito riportando una frattura e una lussazione, con una prognosi, per la guarigione, di una trentina di giorni.

Ma in quei concitati frangenti, dal borsello dell’anziano è scivolato per terra un portadocumenti con dentro 100 euro. È stato poi ritrovato da due ragazzi stranieri, vicini di casa del malcapitato, che hanno restituito al proprietario non solo i documenti ma anche i soldi che v’erano dentro.

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Falliscono spaccata e furto nella notte», nel mirino anche un negozio

Falliscono spaccata e furto nella notte», nel mirino anche un negozio

È quella che in gergo viene indicata la «spaccata» che hanno tentato. Ma è andata male. L’azione è stata messa a segno nella notte.

Nel mirino è finito il bar della stazione ferroviaria di Gela. Con un’auto, in piena notte, si sono lanciati  contro la vetrina sfondandola pure.

Ma il tentativo sarebbe andato a vuoto perché il fragore procuratore dall’auto che ha mandato in frantumi i vetri e divelto l’apertura, ha richiamato l’attenzione di qualche abitante della zona.

Intuendo il pericolo, gli autori sono stati costretti ad abbandonare il campo. E sarebbero andati via con un pugno di mosche tra le mani.

Nella stessa notte è stato dato fuoco alla saracinesca di un negozio di via Tevere, sempre a Gela. Un’azione, questa, probabilmente, più dimostrativa. Una sorta di avvertimento più che un vero e proprio attentato.

E sempre in quelle stesse ore – ma anche in questo caso il raid è finito in fumata nera – i ladri hanno tentato di svaligiare una villetta a Manfria, ma i vigilantes hanno messo in fuga i malintenzionati.

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Crollo di un viadotto, una condanna e un’assoluzione

Crollo di un viadotto, una condanna e un’assoluzione

Caltanissetta- Il direttore dei lavori ne è uscito con l’affermazione di colpevolezza, mentre l’allora titolare dell’impresa che quei lavori li ha realizzati, invece, no.

Così s’è chiuso il processo per il crollo del viadotto «Geremia II», lungo la strada statale 626 Caltanissetta. Era la mattina del 21 maggio del 2009 quando una campata d’improvviso ha ceduto.

Per quel crollo è stato condannato, adesso, il professionista Francesco Lombardo, direttore dei lavori in questione. È di due anni la pena – con il beneficio della sospensione – che gli è stata inflitta dal giudice Tiziana Landoni.

Di contro è arrivato un verdetto assolutorio, «perché il fatto non costituisce reato», nei confronti di Luca Rizzi a quel tempo a capo – almeno sulla carta – dell’impresa che s’è aggiudicata l’appalto.

La procura, dal canto proprio, ritenendo che entrambi gli imputati non fossero esenti da responsabilità, ne ha chiesto la condanna a tre anni ciascuno.

Nel procedimento che ne è derivato da quell’improvviso cedimento del viadotto si è costituito, nella veste di parte civile, l’Anas.

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“Ridateci strade e dignità, a Casalicchio gli agricoltori rischiano la vita per lavorare”. IL VIDEO

“Ridateci strade e dignità, a Casalicchio gli agricoltori rischiano la vita per lavorare”. IL VIDEO

MUSSOMELI – Uno dei più antichi e portanti settori delle nostre zone è al collasso, proprio come la viabilità che sta contribuendo a decretarne la fine. La drammaticità di una agonia descritta, anche attraverso la pubblicazione di eloquenti video, ieri, da parte di Enza Narcisi che su Facebook ha denunciato: “Da figlia di contadini umili ed onesti sono indignata… C.da Casalicchio, questa è la strada…(anzi la strada che ormai non c’e’ piu’). Che deve percorrere mio fratello e gli altri agricoltori della zona per arrivare alle proprie aziende che sono ormai quasi irraggiungibili. Decine di aziende isolate che stanno subendo dei danni non quantificabili, e la cosa ancora più grave è che mettono in pericolo la loro vita ogni giorno  per attraversare una strada fantasma che può franare del tutto da un momento all’altro. Aziende che non possono essere più raggiunte dai camion per la raccolta latte ,dai mezzi che devono portare i prodotti necessari,dai mezzi che devono caricare il bestiame ,e gli agricoltori pur di cercare di resistere e non mollare difronte a tutto ciò devono attraversare con i trattori questo tratto di strada per portare latte e tutto il resto dall altro lato …La provincia ,la regione non hanno i soldi necessari…trovateli questi soldi qua c’e’ in gioco il lavoro di tanta gente umile e onesta che rischia la vita  ogni giorno pur di non chiudere le proprie aziende…vergogna si sta calpestando la dignita’di tanti agricoltori”. Intanto in questo “medioevo del Vallone” sembrano non vedersi spiragli, un territorio destinato a diventare ghostown. Un’area dalle mille potenzialità e da un miliardo di disagi che sembra voler costringere i caparbi cittadini che vi risiedono alla resa, mentre  la politica che a parole ha millantato di avere risposte e soluzioni, assiste con disinteresse e inerzia a questo declino.

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