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Archivio | Cronaca

 

Trovato morto 58enne in un pozzo a Mussomeli, subito chiarito il giallo

Trovato morto 58enne in un pozzo a Mussomeli, subito chiarito il giallo

immagine di repertorio

MUSSOMELI – Chiarito sul nascere il giallo della morte di un uomo   di Mussomeli. Trovato privo di vita in fondo a un pozzo di contrada Manca, all’interno peraltro della sua proprietà.

L’uomo, un barbiere cinquantottenne, ha deciso di farla finita. Già nei giorni precedenti avrebbe manifestato il proposito.

Ora l’estremo gesto che ha spezzato per sempre qual filo di speranza. In zona sono intervenuti i carabinieri che hanno poi recuperato il corpo. Gli operatori del 118 hanno solo potuto constatare che l’uomo era già deceduto.

Per una sorta di atto dovuto, perché sull’accaduto i carabinieri non nutrono alcun dubbio, nelle prossime ore verrà eseguito l’esame autoptico. Poi la salma sarà restituita ai parenti per la celebrazione dei funerali.

La notizia, che s’è subita sparsa a Mussomeli ha scosso profondamente la comunità.

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Assessore Micciche’: rassegnate dimissioni al Presidente Crocetta

Assessore Micciche’: rassegnate dimissioni al Presidente Crocetta

Mussomeli – La vicenda ha visto protagonista, suo malgrado, l’Assessore al Lavoro e alle Politiche Sociali per la Regione Sicilia Gianluca Miccichè il quale oggi, 20/02/17, ha rassegnato le dimissioni al presidente della Regione Rosario Crocetta. Tali dimissioni sarebbero sopraggiunte in seguito all’interessamento mediatico ed in particolare della trasmissione satirica di Mediaset “Le Iene” nei confronti dei due giovani di Palermo, Alessio e Gianluca Pellegrino, entrambi affetti da tetraparesi spastica. I ragazzi vivono da soli e per questo già da molto tempo chiedono alle istituzioni un’assistenza h24.

“La vicenda dei fratelli Pellegrino, che mi ha profondamente addolorato  e turbato, ha assunto una dimensione mediatica che va al di la dei fatti e che consegna un’immagine deformata della mia persona e del
mio impegno politico – afferma Gianluca Miccichè – La situazione che si è determinata non mi consente di continuare con serenità il mio lavoro, per questa ragione e per tutelare la dignità delle istituzioni ho rassegnato le mie dimissioni da Assessore al Lavoro e alle Politiche Sociali al Presidente della Regione.”

(Articolo in aggiornamento.)

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“Fuitina galeotta con una minorenne”, ma giovane di Vallelunga finisce alla sbarra

“Fuitina galeotta con una minorenne”, ma giovane di Vallelunga finisce alla sbarra

Vallelunga – Quella fuga d’amore finisce per trascinarlo nei guai. Perché lei, nonostante fosse consenziente, era ancora poco più che adolescente. E alla fine la sua ex “fiamma” è finita sotto accusa per rispondere di sottrazione consensuale di minorenne.

Imputazione che pende su un ventiduenne di Vallunga, G.M. – assistito dall’avvocato Salvatore Tona – chiamato al cospetto del giudice Claudio Emanuele Bencivinni.

Ma anche la presunta ex fidanzatina, adesso, si è costituita parte civile nei confronti del suo ex ragazzo con il quale erano stati protagonisti della “fuitina”. E con la ragazzina, ora, anche i suoi genitori – tutti assistiti dall’avvocato Giusepe Dacquì – sono pure costituititi nella veste di parte civile.

È al 24 luglio di tre anni fa che risale quella “evasione” a due. Lei, a quel tempo era poco più che sedicenne. Lui sarebbe stato poco più che diciottenne.

E il giorno prima della sparizione della coppia, la ragazzina avrebbe confidato le sue intenzioni alla sorella. E così poi è stato.

I due ragazzi si sono allontanati da casa. Ma di tutto questo i genitori non ne avrebbero saputo nulla. Sono entrati in apprensione nel momento in cui la loro figlia non è rincasata a ora di pranzo.

È scattata la caccia ai due ragazzini e sono stati momenti di paura. Fino a quando a sera i due sono stati ritrovati dal fratello del giovane ora sotto accusa.  La coppia aveva trovato riparo in una casa abbandonata nel centro di Vallelunga, a pochi passi dalla scuola media.

A quel punto i genitori della ragazzina hanno presentato una denuncia nei confronti del ragazzo. Lo stesso che, adesso, è chiamato alla sbarra. Per una fuitina – sulla cui ricostruzione tra accusa e difesa le versioni sono fortemente contro – che rischia di pagare a caro prezzo. Anche se inizialmente la procura ha chiesto l’archiviazione. Ma su opposizioni della parti lese è stato poi il gip a disporre l’imputazione coatta del giovane

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Truffe e droga, per 27 la procura chiede il rinvio a giudizio

Truffe e droga, per 27 la procura chiede il rinvio a giudizio

Caltanissetta – Maxi indagine su droga e truffe a un bivio: in 27 rischiano il processo. Perché la procura, chiusa l’inchiesta ne ha chiesto ora il rinvio a giudizio.

Del lungo elenco fanno parte i nomi di Alfonso Ippolito di 35 anni,  Andrea Scarantino,  42 anni,  Angelo Ferrigno di 41,    Antonio Intelisano,  67 anni,  Antonio Santoro di 43 anni,  Calogero Giarratana di 53 anni,   Carlo Salvatore Sanfilippo,  37 anni,  Carmela Messina di 68,   Cataldo Massimo Pinto,  48 anni,   Davide Campo,  32 anni  Filippo Piccuto di 44,    Giorgio Camarada, 39 anni  Giorgio Pio Lo Magno, 36 anni,  Giovanni Cordaro di 44,  Giuseppe Lo Re di 37,   il quarantacinquenne Paolo Greco di 45,   Ivan Zebb Matera di 37,   Joseph Massimo D’Alberti, ,  37 anni,  Luigi Matera, 45 anni   Michelangelo Botta di 38,   Michele Daniele Giambri di 42,    Michele Giarratana, 42 anni,  Orazio Arcidiacono,  47 anni,   Paolo Greco, 45 anni,  Rosario Felice Gagliano di 63,  Salvatore Falzone,  53 anni,  Salvatore Sardo di 30 anni e  Santo Giammara,  49 anni. I ventisette –   difesi dagli avvocati Ernesto Brivido, Raffaele Palermo, Dino Milazzo, Boris Pastorello, Michele Ambra, Andrea Di Carlo, Sergio Iacona, Davide Schillaci,  Walter Tesauro, Gioacchino Comparato, Damiano Puleo,  Calogero Buscarino, Giuseppe Mancuso Claudio Grassi e Giacomo Luca Pellitteri – sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga e alle truffe e singoli episodi di smercio di stupefacenti.

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Abusi e botte alla moglie, marito violento rimedia 4 anni

Abusi e botte alla moglie, marito violento rimedia 4 anni

Caltanissetta – Marito violento condannato a 4 anni. Perché ripetutamente avrebbe violentato e picchiato la moglie. Minacciandola di morte e malmenandola anche in presenza dei loro figli minorenni.

È la pena che con il rito abbreviato è stata comminata a un quarantaduenne  che vive a Riesi – difeso dall’avvocato Carmelo Mirisciotti –  giudicato per violenza sessuale, maltrattamenti in famigli e lesioni.

E tutte le ipotesi sono state considerate dalla procura aggravate per più ragioni: perché ai danni del coniuge, perché avrebbe agito sotto effetto dell’alcol e, per le lesioni e le minacce di morte alla moglie, anche in presenza di figli minorenni.

La lunga sfilza di contestazioni a suo carico sono spalmate lungo un arco temporale di quasi quattro anni che va da gennaio 2012 fino a 25 settembre 2015.

In questi anni la vita della donna sarebbe stata un inferno. Più volte avrebbe subito abusi sessuali dal marito che, ubriaco, l’avrebbe continuamente picchiata.

Un clima di assoluta vessazione e terrore quello in cui la donna avrebbe vissuto per anni, fino a quando ha trovato il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri e sono partite le indagini.

E adesso per l’uomo, sul quale la difesa aveva chiesto l’effettuazione di una perizia psichiatrica, è stato condannato.

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Controlli della polizia, arresti e denunce

Controlli della polizia, arresti e denunce

Caltanissetta – Arresti e denunce in un servizio di controllo del territorio effettuato dalla polizia che s’è concentrato, in particolare, nell’area del Gelese.

Gli arresti hanno interessato il 37enne Rocco La Mattina, il 64enen Rocco Di Giacomo e il 62enne Giacomo Saponetto, tutti gelesi, arrestati, il primo perché è stato sospeso il beneficio della sospensione dopo l’affidamento in prova ai servizi sociali, il secondo perché deve espiare la pena definitiva di un mese per estorsione e il terzo deve scontare una condanna di 4 mesi per violazione dei sigilli.

In quattro sono stati denunciati, a vario titolo, per falso in scrittura privata, furto e minaccia e diffamazione.

Durante i controlli sono state identificate 508 persone e 190 mezzi, elevate otto contravvenzioni al codice della strada, e verificati 44 sottoposti agli arresti domiciliari, 27 sorvegliati speciali e 7 in libertà vigilata.

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Giovane pastore arrestato, deve scontare 2 anni e 8 mesi

Giovane pastore arrestato, deve scontare 2 anni e 8 mesi

Caltanissetta – É stato arrestato per scontare il suo sospeso con la giustizia. É il ventisettenne pastore gelese Emanuele Nocera chiamato a pagare il conto.

Dovrà scontare la pena a 2 anni e 8 mesi per un episodi che risale aprile di due anni fa. Quando è stato fermato dai carabinieri al volante di un’auto e, peraltro, è stato pure trovato con un coltello.

A quel tempo il giovane era in regime di sorveglianza speciale ed era stato arrestato. Adesso la pena è divenuta definitiva e a suo carico è arrivato l’ordine di carcerazione con il conseguente ordine di esecuzione emesso dalla procura di Gela ed eseguito dai carabinieri.

 

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Piantagione di droga fai da te, padre e figlio condannati

Piantagione di droga fai da te, padre e figlio condannati

Caltanissetta – Padre e figlio patteggiano la pena per droga. Sono  stati arrestati dai carabinieri nel settembre scorso dopo che sono stati scoperti a coltivare una piantagione di cannabis. E, peraltro, in un loro casolare sono stati poi trovati pure 4 chilogrammi di sostanza stupefacente già essiccata.

È di 2 anni e 6 mila euro di multa la pena per trentaquattrenne Andre Palma, mentre un anno 11 mesi e 20 giorni e sempre 6 mila euro di multa, sono stati comminati al padre, il sessantunenne Giuseppe Di Palma.

Questo il verdetto del gup Maria Carmela Giannazzo dopo che i due hanno raggiunto l’accordo sulla condanna con il pm Maria Carolina De Pasquale per l’ipotesi di coltivazione di marijuana e il figlio per il porto abusivo di un fucile.

È in flagranza di reato che i due sono presi dai carabinieri nel settembre scorso. Durante un controllo i militari hanno notato la piantagione di droga nascosta all’interno di un mandorleto. Hanno atteso l’arrivo dei proprietari e quando padre e figlio si sono presentati in quel loro fondo di contrada Cipolla è scatta la trappola.

Il padre, che era agli arresti domiciliari, dopo la condanna è stato scarcerato.

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Altra interruzione della fornitura idrica dall’acquedotto “Fanaco”

Altra interruzione della fornitura idrica dall’acquedotto “Fanaco”

Mussomeli – Un’altra rottura della condotta principale che dall’acquedotto “Fanaco” rifornisce alcuni paesi della provincia di Caltanissetta ed Agrigento. Le copiose precipitazioni dei giorni scorsi hanno provocato alcuni movimenti franosi nelle aree in cui passa la condotta provocando l’inevitabile rottura dei tubi. In un comunicato della società che gestisce la distribuzione idrica, “Siciliaacque s.p.a.”, si legge che: “I lavori di riparazione sono in corso e si concluderanno entro le 16 di oggi.
Per i comuni di Acquaviva Platani, Casteltermini e Campofranco le forniture saranno riattivate entro le 21 di oggi. Per Mussomeli CB3 e CB4 entro le 23. Per Milena e Sutera entro le 22.
Per i comuni di Bompensiere e Montedoro entro l’una del 18; per Serradifalco, San Cataldo e cantiere S.S 640 entro le 9 del 18. A Canicattì entro le 8 e per Campobello di Licata, Ravanusa, Delia e Sommatino entro le 11, sempre del 18 febbraio.”

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Ex Mulino, richiesta modifica destinazione d’uso per centro accoglienza minori stranieri

Ex Mulino, richiesta modifica destinazione d’uso per centro accoglienza minori stranieri

(di Roberto Mistretta)MUSSOMELI –  Non s’è ancora spenta l’eco delle polemiche dopo che s’è diffusa la notizia circa la richiesta di apertura nel rione Cristo Re di un centro per minori stranieri non accompagnati, che una nuova richiesta è stata protocollata al Comune.

Il primo a divulgare tale notizia lanciando anche un appello di chiara natura politica è stato il consigliere comunale Enzo Guadagnino che di recente ha aderito alla “Lega dei popoli -Noi con Salvini”: “In questi giorni è stata protocollata una richiesta di cambio di destinazione d’uso ex mulino Annivina per un centro d’accoglienza per minori.  Mussomelesi svegliamoci. Entra anche tu nel nostro gruppo di lavoro, l’unione fa la differenza”.

La notizia è stata quindi confermata dall’assessore Toti Nigrelli: “Posso solo dire che il giorno di San Valentino è stata protocollata una richiesta per variare la destinazione d’uso di un immobile di circa 3.000 mq da destinare all’accoglienza di immigrati minori”.

L’immobile in questione che appartiene a privati, sarebbe quindi proprio quello finito al centro di un’autentica bufera nel 2013 quando si voleva trasformarlo in un centro  SPRAR: Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.

E nel dicembre di quell’anno si tenne anche un affollato Consiglio straordinario per  discutere proprio sull’apertura del Centro per immigrati, stoppato dalla prefettura dopo l’energico intervento dell’allora sindaco Salvatore Calà.  In quell’occasione Calà, con documenti alla mano, mostrò al Consiglio ed alla popolazione il suo continuo impegno finalizzato a scongiurare l’apertura di un Centro di accoglienza di cui nessuno (tranne gli interessati ovviamente), sapeva nulla. A cominciare dalle istituzioni. E quell’alone d’ombra e mistero aveva alimentato a dismisura voci e preoccupazioni.

Un Consiglio animato e partecipato, gremito fino all’inverosimile di gente comune e con la politica che, per una volta, fece fronte compatto contro un questione che interessava l’intera comunità. Venne detto: “Chiariamo: questo paese non ha mai mostrato chiusura verso chi ha bisogno e lo dimostrano le benefiche associazioni di volontariato che da trent’anni operano nel territorio e da ultimo l’accoglienza di 24 salmi di migranti annegati a Lampedusa e la grande raccolta popolare per dar loro degna sepoltura. Mussomeli non è un paese razzista ma come non avere dubbi su tale Centro visto che anche il sindaco nulla sapeva?”

E via di questo passo.

Venne quindi palesata la preoccupazione per come la vicenda veniva gestita dai privati e ricordato il fallimento dei centri di accoglienza e il disagio dei cittadini comuni a convivere in prossimità di tali centri. A conclusione il Consiglio approvò all’unanimità l’ordine del giorno sul Centro di accoglienza.

Consiglio che anche questa volta dovrebbe essere chiamato a dire la sua come ha anticipato nei giorni scorsi il presidente Gero Valenza, stante che adesso sono già due le richieste di cui si ha conoscenza, per aprire centri di accoglienza a Mussomeli, ma non si escludono altre richieste in itinere, a riprova che la politica deve fare la sua parte. E per quanto di sua competenza, decidere cosa intende fare e come intende rapportarsi con tali tematiche sociali che interessano tutti.

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