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Archivio | Cronaca

Evade per andare in pizzeria, giovane arrestato

Evade per andare in pizzeria, giovane arrestato

tallaritaCaltanissetta – Non ha resistito al desiderio di una serata in pizzeria. Ma ha finito per pagare caro, molto caro,  quel conto. Perché si trovava sottoposto agli arresti domiciliari ed i carabinieri lo hanno sorpreso nel bel mezzo della serata.

L’arresto è scattato nei confronti del 33enne Orazio Tallarita, gelese con precedenti giudiziari alle spalle. Tant’è che si trovava in detenzione domiciliare. Durante un controllo del territorio in quest’ultimo fine settimana una pattuglia di militari ha sorpreso il giovane in un locale pubblico di contrada Roccazzelle.

Lo hanno subito riconosciuto. È stato identificato e verificando la sua posizione i carabinieri hanno appurato che in quel momento si sarebbe dovuto trovare in casa perché sotto regime detentivo. È stato prima trasferito in caserma e poi di nuovo ai domiciliari.

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Marianopoli, interventi  finanziati per oltre 5 milioni di euro

Marianopoli, interventi finanziati per oltre 5 milioni di euro

monttagnaMarianopoli – L’Amministrazione Comunale annuncia con soddisfazione di essere stata inserita nella graduatoria dei finanziamenti per la Riqualificazione Urbana, bandita dall’Assessorato Regionale alle Infrastrutture e Mobilità in Sicilia. “La notizia particolare –scrivono –  è quella di aver ottenuto un finanziamento di € 785.000 per la manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo del Palazzo Comunale ex-Museo in piazza Garibaldi. L’obiettivo importantissimo di rendere pienamente fruibile all’uso pubblico lo stabile, bisognoso di adeguamenti e restauri, è stato possibile raggiungerlo per la grande professionalità ed il lavoro svolto dall’Ufficio Tecnico Comunale di Marianopoli, che con solerzia ed in tempi tecnici molto limitati, recependo le direttive programmatiche dell’Amministrazione, ha redatto il progetto per la partecipazione al bando. L’Amministrazione esprime grande soddisfazione anche per il lavoro politico svolto dall’Assessore Regionale Gianluca Miccichè, per essersi prodigato a sostegno della fattiva progettualità dei Comuni del nostro territorio. In aggiunta a questo importante risultato, diamo notizia degli interventi previsti dai Patti per il Sud, risultano stanziati per Marianopoli € 4.320.000, che finanziano lavori per i progetti di ripristino e sostituzione del collettore fognario esterno in contrada Noce (€ 1.084.000) e di adeguamento dell’impianto di depurazione  (€ 3.235.600) il cui ripristino e messa in funzione è sempre stato obiettivo prioritario in particolare del Sindaco Montagna, c.  C’è notizia positiva anche per 25 milioni di euro da spendere sulle due arterie stradali più importanti della viabilità nel nostro Vallone, con particolare riferimento alla strada Mussomeli-Villalba-Resuttano, che per noi è la soluzione decorosa del collegamento con l’Autostrada Palermo-Catania, al casello di Resuttano. Purtroppo, con grande rammarico, nonostante le segnalazioni e le pressioni fatte al Governatore Crocetta per il ripristino della frana sulla ex SS121 per S. Caterina Villarmosa, chiusa da oltre 45 anni, per questa tornata di finanziamenti ce la siamo ritrovata ancora esclusa. L’aspetto occupazionale per la realizzazione di questi lavori darà una significativa boccata di ossigeno all’economia locale, che in questo periodo di gravi ristrettezza vive momenti di particolare difficoltà”.

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Non era morte sospetta, medico “riabilitato” definitivamente

Non era morte sospetta, medico “riabilitato” definitivamente

ospedale-pronto-soccorsoCALTANISSETTA – Non è stato un caso di malasanità. E un medico esce definitivamente fuori da ogni  sospetto. Perché la Cassazione ha blindato, rendendo definitiva, l’assoluzione.

Caso immutabilmente chiuso quello legato alla morte in ospedale della sessantaduenne di Mazzarino, Dorotea Capici, che ha trascinato sotto accusa il medico del pronto soccorso del «Santo Stefano» Salvatore Ficarra. È stato tirato in ballo per omicidio colposo. Imputazione che, adesso, è caduta definitivamente.

La Suprema Corte, infatti, ha rigettato l’appello presentato dalla procura generale nissena. E così com’è già accaduto nei primi due gradi del giudizio, il professionista è uscito indenne da questa vicenda giudiziaria.

Che si è aperta nel momento in cui la donna è deceduta in ospedale. Il suo cuore s’è fermato qualche ora dopo il suo arrivo al pronto soccorso, dove ad accoglierla ha trovato lo stesso medico che poi, sull’onda della denuncia presentata dai familiari della vittima, s’è ritrovato nel registro degli indagati prima e sotto processo poi.

Il decesso della paziente risale alle prime ore della mattina del 5 aprile di sette anni fa. Era stata ricoverata al reparto di medicina dopo i primi esami disposti al pronto soccorso. Poi, a notte inoltrata, la situazione è d’improvviso precipitata. Ma anche la Cassazione è giunta alla conclusione che Ficarra non ha avuto colpe.

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Simula rapina per nascondere la verità e giocare alle slot, ragazzino denunciato

Simula rapina per nascondere la verità e giocare alle slot, ragazzino denunciato

slotCALTANISSETTA – Finge di essere stato rapinato per nascondere la verità: aveva perso i soldi giocano alle macchinette. E alla fine è stato denunciato per simulazione di reato. Questa la contestazione mossa ora dalla polizia a carico di un minorenne protagonista di una colossale bugia raccontata inizialmente per nasconder la verità.

Il ragazzino, infatti, aveva chiamato il padre raccontando di essere stato bloccato da un paio di extracomunitari mentre in motorino stava passando davanti la pizzeria «La Baita», lungo la statale che collega Caltanissetta e San Cataldo.

È subito scattato l’allarme in breve è iniziata la caccia all’uomo della polizia. In cerca dei due rapinatori, secondo quello che era stato il racconto del ragazzino. Che così aveva giustificato la perdita di 330 euro. Agenti delle volanti e della nucleo prevenzione anticrimine di Palermo si sono messi in cerca dei fantomatici delinquenti.

Ma quando il ragazzino è arrivato a casa, il padre lo ha messo un po’ alle strette. Perché nella versione del figlio avrebbe colto qualcosa di anomalo. E ha insistito fino a quando il figlio è scoppiato in lacrime confessando di avere perso tutto alle slot machine e che la rapina era stata solo una invenzione per tentare di  coprire quanto, in realtà, era accaduto. Le ricerche sono state sospese e per il minore è arrivata ala segnalazione per simulazione di reato.

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Sorpresi con hashish e arrestati, uno è minorenne

Sorpresi con hashish e arrestati, uno è minorenne

hasiscCALTANISSETTA – Li hanno sorpresi con droga in auto. In particolare con 150 grammi di hashish. In queste circostanze sono stati arrestati due giovani, uno dei quali peraltro minorenne. I due, un ventenne G.C e un diciassettenne, entrambi di Riesi, si sono ritrovati sul capo l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti.

Sono stati fermati nella notte da una pattuglia in pieno centro abitato. È stata l’andatura dell’auto con i due ragazzi a bordo a insospettire i militari, che a quel punto hanno imposto l’alt. E il perché di quel tentennamento lo hanno presto scoperto.

Nell’abitacolo sono saltati fuori tre panetti di “fumo” per un peso complessivo di un etto e mezzo. Ma non è finita qui perché nel momento in cui uno dei due ragazzi è stato perquisito prima di entrare in carcere, gli sono stati trovati addosso altri 20 grammi della stessa sostanza.

Così sono scattai i due distinti provvedimenti restrittivi, uno alla procura ordinaria l’altra a quella dei minorenni con la medesima contestazione a carico di entrambi.

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Sorpreso a rubare 500 chili di uva, arrestato un operaio

Sorpreso a rubare 500 chili di uva, arrestato un operaio

fiaccabrinoCaltanissetta – Lo hanno sorpreso mentre rubava uva. Ne aveva già arraffato cinque quintali o poco più. È in queste circostanze che è scattato l’arresto del quarantacinquenne operaio gelese Gaetano Fiaccabrino accusato di furto aggravato.

È stata la segnalazione di un vigilantes girata ai carabinieri a metter in moto la macchina investigativa. Con la sua telefonata la guardia giurata ha segnato un furto in corso in un vigneto di contrada Ponte Olivo.

I carabinieri si sono messi in cerca del sospettato e poco dopo lo hanno intercettato e bloccato. Nel cofano della sua auto aveva già caricato oltre 500 chilogrammi di uva pregiata. La refurtiva, una volta immessa nel mercato, avrebbe fruttato intorno ai 2.500 euro.

Fiaccabrino, in passato aveva già avuto grane con la giustizia. Ed i suoi precedenti sono sempre riferiti a furto aggravato. Ora la nuova tegola sul suo capo.

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Truffa all’Inail assolti ex direttore sanitario e primario ospedalieri

Truffa all’Inail assolti ex direttore sanitario e primario ospedalieri

santeliaCaltanissetta – Cadono le accuse per l’ex direttore sanitario del «Sant’Elia» e un primario finiti sotto processo per truffa aggravata in concorso ai danni della stessa ex azienda ospedaliera e dell’Inail. Sono l’ex dirigente Giacomo Cannata e l’allora primario di ortopedia, Giuseppe Zanda. Il giudice Valentina Balbo li ha assolti dalle imputazioni, così come chiesto dalla stessa procura.

I fatti in questione risalgono al marzo del 1999, quando l’allora direttore sanitario si sarebbe punto con una siringa durante un controllo in una sala operatoria. Quella siringa sarebbe stata infetta perché utilizzata per un paziente affetto da «Hcv». Aspetto, questo, su cui una quindicina di anni dopo la procura  ha sollevato dubbi. Tirando in ballo anche l’ortopedico perché una sua certificazione – era del suo reparto la sala operatoria in cui si sarebbe verificato l’incidente –  è stata poi alla base del riconoscimento dell’’infortunio all’allora direttore, con la conseguente attribuzione di una indennità. Ceh per anni il dirigente ha intascato. Fino a quando la magistratura ha acceso i riflettori su questa vicenda.

Ma alla fine è stata la stessa accusa a fare dietro-front  ed a chieder l’assoluzione dei due professionisti. E così è stato. Mentre un altro medico che è stato sentito come testimone nel procedimento, adesso si ritrova indagato sull’onda delle dichiarazioni che ha reso in aula

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Risolto il giallo del ragazzo scomparso, trovato in un hotel

Risolto il giallo del ragazzo scomparso, trovato in un hotel

chilavistoCALTANISSETTA – S’è risolto il giallo legato alla scomparsa di un giovane. E il finale è a lieto fine. Già perché il ventottenne di cui si erano perse le tracce da giorni, un giovane palmese, nelle scorse ore è stato rintracciato a Caltanissetta dalla polizia.

Era in un hotel, una nota struttura della città, laddove s’era presentato in forte stato confusionale dopo avere vagato a lungo per la campagna. È entrato nella hall  e si è seduto. Il personale dello stesso albergo ha subito intuito che v’era qualcosa  di strano. Così  hanno immediatamente chiamato la sala operativa della questura. In breve tempo è arrivata una pattuglia che ha presto appurato che per la scomparsa del ragazzo era stata diramata una nota di ricerca .Un caso, il suo, che è stato pure al centro di una notissima trasmissione di Raitre che si occupa di persone scomparse. Dopo una visita da parte dei sanitari per verificarne le condizioni di salute, il ragazzo sarebbe stato riaffidato alla famiglia.

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Ordini del giudice violati, pastore torna in carcere

Ordini del giudice violati, pastore torna in carcere

carcereCALTANISSETTA –  Torna in cella su disposizione del giudice. Il provvedimento restrittivo è stato disposto per un pastore coinvolto in una maxi inchiesta su mafia, droga e prostituzione che si trovava agli arresti domiciliari. Ora è finito in carcere

È il quarantaduenne di San Cataldo, Vincenzo Scalzo, ora rinchiuso al carcere Malaspina di Caltanissetta. Attualmente è sotto processo per associazione e droga, imputazioni scattate sull’onda dell’inchiesta dei carabinieri, ribattezzata Kalyroon, in cui è rimasto coinvolto nel marzo dello scorso anno insieme ad altri diciassette indagati.

Ora il gip, sulla base d’indagini dei carabinieri, ha disposto la misura in carcere. Perché il pastore, durante il periodo in cui si trovava ai domiciliari – secondo gli stessi militari – avrebbe incontrato altre persone. Peraltro in precedenza aveva pure ottenuto un permesso per recarsi a lavoro.

Ora sull’onda delle risultanze investigative dei militari, che per giorni hanno effettuato riprese video di ogni suo movimento, è stata ripristinata la misura cautelare in carcere.

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Mussomeli, bimbo morto in bici: in 15 ancora sotto accusa

Mussomeli, bimbo morto in bici: in 15 ancora sotto accusa

il luogo della tragedia in c.da Bumarro

il luogo della tragedia in c.da Bumarro

Mussomeli –Riapproda  in tribunale la tragedia del piccolo salvatore Lo Monaco di Mussomeli. Morto nel giugno di nove anni fa cadendo con la bici in fiondo a una piccola scarpata. Ora 15 condomini di una palazzina di via Bumarro, teatro della disgrazia, si ritrovano ancora sul banco degli imputati,così come disposto dal gup cinque mesi fa.

Sono stati condannati in primo in secondo grado, precedentemente a 18 mesi poi a un anno in appello.

Ma il successivo passaggio in Cassazione ha mandato anni di processi in soffitta. E non per questioni di merito, che non sono di pertinenza della stessa Suprema Corte, quanto per vizi procedurali. Così da rimandare gli atti alla procura perché tutto ripartisse ex novo. Come se i precedenti processi non si fossero mai celebrati.

E ora, per il via seppur solo nei preliminari, in 15 sono tornati in tribunale per essere giudicati per omicidio colposo. Dell’elenco di coloro che si sottoporranno al vaglio del giudice  fanno parte i nomi di Salvatore Nobile,  Salvatore Nobile,  Giovanni Giardina,  Salvina Amico,  Salvatore Corbetto,  Salvatore Romito  Vincenzo Bonfante Vanessa Nobile  Francesco Paolo Mingoia,  Sofia Calogera Rossana Salamone,  Salvatore Morreale,   Maria Nobile,  Maria Mistretta,  Maria Carmela Sola,  Adriana Navarra ed Enzo Marco Costanzo.  

I familiari del piccolo Salvatore saranno nella veste diparte civile in dibattimento.

Una vicenda giudiziaria nella quale non ci sono vincitori ma solo vinti, dato che da un lato nessuno potrà riportare in vita il bimbo, dall’altro tutte le persone coinvolte,loro malgrado,  nella vicenda  sono state provate psicologicamente ed economicamente, oltre che private della serenità da un drammatico episodio che nessuno avrebbe mai voluto che accadesse.

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