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Archivio | Cronaca

Addio  a Pietro Ciccarelli

Addio a Pietro Ciccarelli

pietrociccarelloMUSSOMELI – Si è spento ieri a Palermo Pietro Ciccarelli,  70  anni mussomelese. Da giovane aveva lasciato il paese natio e viveva a Palermo dove risiedevano anche il fratello Francesco la  sorella Rita. Amante del calcio  e della scrittura, aveva intrapreso l’attività di giornalista seguendo sopratutto il calcio dilettantistico siciliano. Appartenente a una della famiglie più agiate di Mussomeli, la sua famiglia possedeva una signorile abitazione con giardino  in via Genrale cascino, sotto palazzo Sgadari. I Ciccarelli erano designati con l’epiteto di “sceccu d’oro” per la condizione agiate in cui vivevano e i numerosi possedimenti, tra i quali  quelli di contrada minitna, dove era stata eretta una chiesa tuttora presente e recentemente ristrutturata. legatissimo a Mussomeli, non perdeva occasione per decantare le qualità del suo paese d’origine in ogni scritto. Ogni anno per i riti della Settimana Santa e per la  Madonna dei Miracoli. Lascia la moglie e un figlio.

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Strage di capaci, ergastolo a «mandanti ed esecutori»

Strage di capaci, ergastolo a «mandanti ed esecutori»

WhatsApp-Image-20160726Caltanissetta – Carcere a vita per quattrosospetti mandanti ed esecutori della strage di Capaci, un solo assolto.  Così, a tarda sera, ha sentenziato la corte d’Assise di Caltanissetta che ha condannato all’ergastolo il boss di Resuttana, Salvo Madonia ritenuto tra le “menti” dell’eccidio e, ancora, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro e Vincenzo Tinnirello tutti uomini della famiglia mafiosa di Brancaccio legata ai fratelli Graviano. Cosi come Vittorio Tutino unico giudicato non colpevole.

«Fine pena mai» per i quattro che avrebbero avuto un ruolo, più o meno operativo, nell’azione stragista che il 23 maggio del 1992 è costata la vita del giudice Giovanni Falcone, della moglie, Francesca Morvillo e degli agenti della loro scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e  Rocco Dicillo.

Tutti finiti al centro di un nuovo dossier della procura dopo le rivelazioni del collaborante Gaspare Spatuzza e, successivamente, di un altro ex fedelissimo dei fratelli Graviano, Fabio Tranchina, anch’egli poi collaborante.

Condanne all’ergastolo, al termine di requisitorie articolatissime, sono state chieste dall’aggiunto Lia Sava e dai sostituti della Dda nissena Stefano Luciani e  Onelio Dodero.

Di recente altri tre imputati di strage che hanno chiesto il giudizio abbreviato, Giuseppe Barranca, Cristofaro Cannella e il pentito Cosimo D’Amato, sono stati condannati già in appello. Con un verdetto che pare dare vigore alle dichiarazioni dei pentiti che hanno donato  nuova linfa alle indagini per la strage di Capaci, ma anche per via D’Amelio. Consentendo alla procura nissena di aggiungere nuovi tasselli mancanti e tracciare nuovi scenari. A cominciare dal presunto coinvolgimento a pieno titolo della famiglia di Brancaccio nella strage dle maggio di ventiquattro anni fa.

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Di nuovo armato per strada, seconda denuncia in due giorni

Di nuovo armato per strada, seconda denuncia in due giorni

indiano-con-coltelloCaltanissetta – No della procura all’arresto del benzinaio indiano che per due volte è stato denunciato nel giro di un paio di giorni per avere minacciato passanti con un coltello. Le ultime operazioni si  sono protratte per l’intero pomeriggio, quando i carabinieri hanno effettuato, nelle scorse ore, una perquisizione in casa del ragazzo. Un indiano ventottenne che vive a Caltanissetta.

Domenica sera è stato sorpreso a camminare per strada con un coltello lungo 35 centimetri. E si è poi giustificato sostenendo che stava inseguendo dei ladri. Tesi che non ha convinto gli investigatori. Da qui la prima segnalazione in procura.

Il giorno dopo, di sera, la scena si è ripetuta. Questa volta il benzinaio avrebbe puntato il coltello contro tre ragazzi che, immediatamente, hanno avvisato le forze dell’ordine. Ma i magistrati non avrebbero ravvisato gli estremi, fin qui, per l’emissione del provvedimento restrittivo. E per il momento è stato denunciato, per la secondo volta in due giorni, per porto di arma impropria senza giustificato motivo.

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«Voleva rubare arnie», confessa e torna libero

«Voleva rubare arnie», confessa e torna libero

arnieCaltanissetta – Confessa e torna libero. Così il sospetto ladro di arnie arrestato dai carabinieri, mentre suoi presunti complici sono riusciti a fuggire. Rispondendo alle domande del giudice, il trentottenne di Delia Giovanni Clizia ha ammesso le sue colpe ma s’è giustificato sostenendo di avere agito per necessità. Perché quella singolare refurtiva l’avrebbe poi rivenduta. E lo stesso giudice ha convalidato il provvedimento restrittivo, rimettendolo in libertà con obbligo di firma.

Di contro la procura ha chiesto gli arresti domiciliari contestando al deliano anche un paio di aggravanti che andrebbero ad appesantire il tentato furto. Quello neutralizzato dai carabinieri in un’azienda al confine tra i territori di Serradifalco e San Cataldo.

Lì, dapprima, sono state rubate 15 arnie, poi un secondo tentativo sventato dai militari. E in questa circostanza sarebbero stati 28 i pezzi pronti per essere portati via. I contenitori erano stati chiusi con una rete intrappolandole api dentro. Un lavoro da esperti.

D’altronde lo stesso bracciante di Delia, nel momento in cui è stato preso dai militari,indossava una tuta da apicoltore. E avrebbe avuto buona dimestichezza con le api. Ora, con l’ammissione di responsabilità, è stato scarcerato.

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Secondo arresto in due settimane, va ai domiciliari

Secondo arresto in due settimane, va ai domiciliari

Iannello Marco CL 30.04.1978 (1)Caltanissetta – Secondo arresto in quindici giorni. Sì perché adesso se ne andava in giro in strada con il “compare” con il quale un paio di settimane fa è stato arrestato per il furto di un’auto. E per lui, con parecchi precedenti giudiziari sul groppone, è scattato un nuovo arresto.

Il provvedimento restrittivo è maturato a carico del trentottenne Marco Iannello che in passato ha avuto guai con la giustizia per furto, truffa, evasione, droga, armi, resistenza a pubblico ufficiale e associazione a delinquere. Si trova attualmente sottoposto a regime di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Caltanissetta.

Durante un controllo della polizia – mirato proprio ad indagati che si trovano agli arrestati domiciliari, in sorveglianza speciali o in libertà vigilata – lo stesso Iannello è stato sorpreso in strada insieme ad un altro pregiudicato.

In particolare con un amico con il quale era stato arretato per il furto aggravato di un’auto. E già allora ha beneficiato degli arresti domiciliari. Lo stesso provvedimento che è stato adottato adesso nei suoi confronti per la violazione della sorveglianza speciale.

Oltre al suo arresto, durante i controlli la polizia ha verificato, inoltre, le posizioni di 9 sorvegliati speciali, di 7 arrestati ai domiciliari e 4 detenuti in casa per pena da scontare

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Rubano api e arnie, giovane bloccato e arrestato

Rubano api e arnie, giovane bloccato e arrestato

Telaio-di-arnia-con-api_imagefullCaltanissetta – Il furto è di quelli singolari. Ma se lui è stato arrestato dai carabinieri, i suoi tre complici sono riusciti a fare perdere le loro tracce scappando a piedi. La banda, in un’azienda nelle campagne di contrada Stincone, tra Serradifalco e San Cataldo, avrebbe rubato 28 arnie. E altre 15 sarebbero sparite la notte precedente. Ma mentre le prime sono state trovate al momento dell’arresto del ventisettenne di Delia, Giovanni Clizia, delle altre non v’è alcuna traccia.

Lui, il ragazzo con indosso una tuta da apicoltore, è stato bloccato dai carabinieri alla guida di un furgone sul quale – secondo la tesi accusatoria – erano stati caricati gli alveari rubati. Ma alla vista dei carabinieri, notati in lontananza, i ladri hanno avuto il tempo di abbandonarli sul terreno. E sei i suoi sospetti complici sono fuggiti, il ragazzo è stato preso su quel furgone, un Mecedes.

Una sua spiegazione, arrampicandosi un po’ sugli specchi, avrebbe tentato di fornirla. Ma i militari l’hanno subito verificata e si sarebbero resi rendendosi conto che non avrebbe retto. Questa, almeno, la tesi dei militari.

Nel momento in cui l’apicoltore derubato è stato avvisato dai carabinieri del furto ai suoi danni che era stato appena neutralizzato, questi s’è reso conto che mancavano altre arnie. Che non si trovavano lì. da qui la tesi che siano state rubate in precedenza. E secondo l’accusa la “mano” potrebbe essere la medesima.

Il giovane di Delia, che in passato non aveva mai avuto problemi con la giustizia, è stato arrestato per furto aggravato in attesa della direttissima.

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Il neo procuratore Bertone: questa è una procura in prima linea»

Il neo procuratore Bertone: questa è una procura in prima linea»

Amedeo-BertoneCaltanissetta – «Onorato di essere stato chiamato a guidare una procura che lavora in prima linea nella lotta alla criminalità». Così il neo procuratore capo di Caltanissetta nel suo insediamento ufficiale durante una sobria cerimonia a cui hanno partecipato vertici della stessa magistratura, delle forze dell’ordine e delle istituzioni. Con gli interventi, oltre che dello stesso Bertone, anche del facente funzione Lia Sava che negli ultimi undici mesi ha retto l’ufficio, del suo predecessore che lo scorso anno è stato chiamato a capo della procura generale nissena, Sergio Lari, del presidente della Corte d’Appello, Salvatore Cardinale e del presidente dell’Ordine degli avvocati Pieluigi Zoda.

«Ringrazio chi, finora, ha lavorato con grande dedizione, consentendo a questa procura di ottenere grandi risultati», ha sostenuto il neo procuratore che ha giurato nelle mani del presidente del tribunale, anch’egli insediatosi nei giorni scorsi, Daniele Marraffa.

«In precedenza – ha aggiunto Bertone – avevo già trascorso bei periodi a Caltanissetta con, peraltro, le nuove indagini sulle stragi del ’92 dopo le rivelazioni di nuovi collaboratori di giustizia». E ha pure aggiunto che le indagini sulle stesse stragi di mafia non sono finite qui, ma andranno avanti.

Lo stesso Bertone ha lodato il lavoro fin qui svolto dalla procura nissena «e so le difficoltà che ci attendono per le forti carenze di personale sia della magistratura che amministrativo». Scoperture che per la sola magistratura superano il tetto del 35 per cento.

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Scatti in un calendario  a sostegno dell’Unicef

Scatti in un calendario a sostegno dell’Unicef

1Caltanissetta – È agli scatti dell’artista-fotografo Gianni Berengo Gardin che è stato affidato il nuovo calendario della polizia di Stato. Dedicato, per l’anno che verrà, al delicato ruolo delle donne e della polizia. In anteprima sono stati svelati i tratti di quella che è considerata un’opera affidata allo stesso maestro che, nel corso della sua carriera, si è occupato di reportage, indagini sociali, documentazione di architettura e descrizione ambientale. Sue  foto “in bianco e nero” realizzate con macchine fotografiche a pellicola sono considerate opere indimenticabili.

«Anche quest’anno – hanno spiegato gli stessi vertici di polizia – la realizzazione del calendario ha trovato la partnership di Unicef. Il ricavato della vendita, infatti, verrà, devoluto al comitato italiano per l’Unicef Onlus per sostenere il progetto “Libano – Youth and  Innovation” finalizzato a promuovere, nel Paese, l’integrazione sociale ed economica dei giovani a rischio».

Il frutto di questa collaborazione dal 2001 ad oggi ha consentito di raccogliere complessivamente oltre 2 milioni di euro, completando diversi progetti, compresi alcuni a sostegno dell’infanzia e contro lo sfruttamento dei minori in Cambogia, Benin, Congo, Guinea, Repubblica Centro Africana.

Il calendario, con la raccolta a  scopo benefico, può esser prenotato sul conto corrente postale intestato a « Comitato Italiano per l’Unicef», indicando la causale “Calendario della Polizia di Stato 2017 per il progetto Unicef “ Libano – Youth and Innovation”.

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Eccellenza, il Mussomeli parte oggi con la preparazione

Eccellenza, il Mussomeli parte oggi con la preparazione

PanepintoInizia oggi la preparazione precampionato del Mussomeli per la stagione agonistica 2016/2017. L’appuntamento per i calciatori è fissato alle ore 17 presso lo Stadio Comunale “T. Caltagirone”. La rosa di mister Maggio non è ancora al completo, ma il D.S. Salvatore Mancuso sta lavorando alacremente per mettere a disposizione dell’allenatore cammaratese una rosa che possa puntare ad una tranquilla salvezza. In queste ore infatti la società aspetta una risposta dal capitano Cosimo Panepinto incontrato Venerdì e che si è preso 48/72 ore di tempo per decidere riguardo ad una sua eventuale permanenza a Mussomeli. Inoltre la Società si sta muovendo per allargare il parco juniores della squadra e in questo senso sono attesi per oggi pomeriggio, alcuni giovani che si sono distinti lo scorso anno nella categoria Allievi, sia Regionali che Provinciali.

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Ruba 28 arnie con complici, arrestato nel nisseno

Ruba 28 arnie con complici, arrestato nel nisseno

arnieCALTANISSETTA – Un operaio di Delia di 27 anni C.G., è stato arrestato in flagranza di reato nella notte per furto aggravato di 28 arnie in concorso assieme ad altri tre complici in corso di identificazione da parte dei carabinieri. I quattro sono stati intercettati mentre portavano via 28 arnie da un fondo agricolo in contrada Stincone, al confine fra Serradifalco e San Cataldo.

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5 anni fa… Il Mussomeli vince la finale dei play-off. I rossoblù sono promossi in Prima Categoria.

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MUSSOMELI - La finale dei play-off che riporta il mussomeli in Prima Categoria non può e non poteva essere una partita normale. Un grigio pomeriggio di fine aprile, un insolito sabato di calcio, un migliaio di spettatori accorsi al Tonino Caltagirone fanno da cornice a un avvenimento che i presenti faranno tanta fatica a dimenticare. La ...

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