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Archivio | Cronaca

 

Vigilia degli esami, consigli della polizia ai maturandi

Vigilia degli esami, consigli della polizia ai maturandi

Caltanissetta – Utilizzare lo smartphone durante le prove d’esame comporta la bocciatura. Per il  resto, il rischio fake news è dietro l’angolo. Questo l’avvertimento che si leva dalla polizia alla vigilia della prima prova scritta per gli esami di maturità a cui gli studenti si sottoporranno.

«Ogni anno – è stato spiegato –  in occasione dell’esame di Stato, tra gli studenti si diffondono informazioni errate in merito alle procedure d’esame. Secondo alcuni diventa possibile conoscere le tracce in anticipo attraverso internet, per altri sorge la convinzione di essere controllato dalle autorità durante lo svolgimento. Se quest’ultima informazione, pur falsa, funge da deterrente contro l’utilizzo di strumenti tecnologici per alterare il risultato dell’esame, la ricerca di fantomatiche anticipazioni sui testi d’esame fa perdere tempo e denaro».

Dalla stessa questura è stato inoltre evidenziato che «da un monitoraggio a cura di Skuola.net, per la polizia di Stato, su un campione di circa 3.000 studenti del quinto anno risulta che 1 su 6 crede di poter trovare su internet le tracce delle prove d’esame, mentre 1 su 5 è convinto che la polizia controlli i telefonini degli studenti per scoprire chi sta copiando. L’opinione – è stato rimarcato – è naturalmente falsa, perché il controllo della rete non avviene con queste modalità».

Tutti coscienti, però, gli studenti, ben oltre il 90 per cento, che utilizzare il telefonino si traduce nell’espulsione dalle prove d’esame.

E dalla polizia è partita l’iniziativa “antibufale” che i serve delle forme di comunicazione e degli strumenti preferiti dai giovani e ha lo scopo di aiutarli ad affrontare l’esame con maggiore serenità.

In tal senso è stato realizzato un video, in collaborazione con Skuola.net e lo youtuber Nikolais, che verrà diffuso anche su facebook, instagram e youtube. Un contenuto ironico che passa in rassegna le tipologie di studente più diffuse.

E, infine, guardando alla classica notte prima degli esami, «tantissimi ragazzi – è stato spiegato dagli esperti della polizia – perdono il proprio tempo sulla rete nella speranza di conoscere le tracce con qualche ora di anticipo ed è proprio per questo che gli operatori del commissariato di polizia online sono a disposizione dei maturandi per rispondere a tutti i loro quesiti e dubbi sulle informazioni che circolano in rete nelle ore immediatamente precedenti la prima prova d’esame. Un rappresentante dalle polizia di Stato sarà anche presente alla tradizionale diretta di Skuola.net nelle ore precedenti l’esame, per rispondere a tutti i dubbi degli studenti».

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Morì 18 mesi dopo essere stato investito da un’auto, guidatore  sotto accusa

Morì 18 mesi dopo essere stato investito da un’auto, guidatore  sotto accusa

Caltanissetta – È stato chiamato alla sbarra per la morte di un pedone che avrebbe investito un anno e mezzo prima. Nonostante sia trascorso tutto questo tempo, per lui è scattata l’imputazione.

È l’ipotesi di omicidio colposo che pende sul quarantenne nisseno Elia Giardina  – difeso dall’avvocato Giacomo Vitello – che, per la stessa vicenda ha già subito un primo processo.

In quel caso è stato accusato di omissione di soccorso perché – secondo l’accusa – dopo avere investito il pedone sarebbe andato via. Solo successivamente si è presentato in questura spiegando di essere stato lui, presumibilmente, a investire quell’uomo. Era il febbraio del 2015.

Il malcapitato è il cinquantaduenne, pure lui nisseno, Salvatore N., deceduto diciotto mesi dopo da quell’incidente stradale, il 7 agosto del 2016.

Ma gli effetti devastanti di quell’impatto lo hanno prima costretto a vivere il resto dei suoi giorni su una sedia a rotelle.

Un anno e mezzo dopo il suo cuore si è fermato per sempre. Ne è derivata un’inchiesta che, peraltro, ha previsto anche l’autopsia sula vittima.

E il medico legale incaricato dalla procura, a quel tempo, sarebbe giunto alla conclusione che i due episodi –  incidente e decesso – siano stati collegati tra loro

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«Non spillò soldi a imprenditore per conto della mafia», non reggono le accuse a un operaio

«Non spillò soldi a imprenditore per conto della mafia», non reggono le accuse a un operaio

Non gli ha estorto un solo centesimo. Questo è stato l’orientamento del tribunale che, alla fine, lo ha ritenuto non colpevole.

Non hanno retto le contestazioni mosse a carico di un operaio gelese che, secondo la tesi dei magistrati, per conto della Stidda avrebbe tentato di spillare soldi a un imprenditore che aveva ottenuto dei lavori in subappalto in Toscana.

E lui Bartolomeo Monachella, per l’accusa, avrebbe preteso dal suo datore di lavoro soldi extra da consegnare nelle mani della «famiglia».

Ma il teorema non ha retto e il tribunale toscano ha assolto l’imputato dal capo che gli era stato contestato con il rinvio a giudizio.

Piuttosto, secondo la difesa, quella dell’imprenditore sarebbe stata una sorta di rivalsa nei confronti dell’operaio che avrebbe ventilato presunte anomali nei lavori di quel cantiere.

E ala fine dell’istruttoria dibattimentale il Collegio giudicante non è stato per nulla convinto dall’impianto accusatorio, tanto da assolvere l’imputato.

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Affari con le scommesse on-line- processo anche per tre nisseni

Affari con le scommesse on-line- processo anche per tre nisseni

Caltanissetta – Anche tre nisseni tra coloro che saranno processati perché accusati di avere fatto affari sporchi con le scommesse on-line sotto il controllo della mafia.

Sono tra i coinvolti nel blitz che lo scorso anno, nel Catanese, ha fatto scattare una cinquantina di provvedimenti di varia natura.

Secondo l’impianto accusatorio, i titolari di agenzie di scommesse – tra loro i tre  gestori gelesi finiti al centro del dossier – sarebbero state pedine di un giro di scommesse on-line.

Anche se i tre, fin dal momento del loro coinvolgimento nell’operazione, hanno sostenuto la tesi di essere finiti al centro di un equivoco.

Perché loro – sempre secondo la tesi a discolpa – non avrebbero avuto nulla a che vedere con lo scenario ipotizzato dai magistrati.

La procura del capoluogo etneo nel marzo scorso ha chiuso il corposo dossier e, adesso, ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio degli imputati.

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«È il killer di un agguato», la Cassazione lo lascia in cella

«È il killer di un agguato», la Cassazione lo lascia in cella

Caltanissetta – Nessun colpo di spugna al provvedimento cautelare che blocca in cella un presunto killer. Così ha deciso la Cassazione che non ha accolto il ricorso.

Resta in carcere il ventinovenne di Riesi, Michael Castorina  – assistito dall’avvocato Vincenzo Vitello – arrestato nel dicembre dello scorso anno per omicidio.

È accusato di avere fatto fuoco contro il trentottenne, anch’egli riesino, Salvatore Fiandaca, ucciso con tre colpi di fucile il 13 febbraio di un anno fa.

Già in precedenza il tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare a carico del sospetto sicario.

Ma lui, l’accusato, ha sempre sostenuto di avere un alibi per il giorno del delitto. Sì perché si sarebbe trovato a Mazzarino perché la compagna doveva sottoporsi a visite mediche.

E una cellula telefonica di Mazzarino avrebbe pure agganciato il suo telefono. Ma la sua tesi non ha convinto nenache la Suprema Corte.

Anche se la difesa ha chiesto una perizia perché venga accertato questo aspetto della vicenda ritenuto nodale per le accuse a carico del giovane.

Con lui, per lo stesso agguato, sono state arrestate, sempre nel dicembre scorso, altri quattro riesino. IL delitto, secondo l’impianto accusatorio, sarebbe maturato negli ambienti della droga.

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Marianopoli, Casucci (FI): “Solo silenzi sull’acquisto dello scuolabus e riqualificazione del campo sportivo”

Marianopoli, Casucci (FI): “Solo silenzi sull’acquisto dello scuolabus e riqualificazione del campo sportivo”

Marianopoli –  Ha chiesto notizie ha ottenuti silenzi. Sulla vicenda del nuovo scuolabus e dei lavori di riqualificazione del campo sportivo di Marianopoli il commissario cittadino di Forza Italia, Calogero Casucci lamenta la mancanza di trasparenza. In una nota si legge: “Lo scorso 23 marzo 2019, considerato che a distanza di quasi un anno non si avevano più notizie del “nuovo” scuolabus che,  a dirsi del Sig. Sindaco era stato regalato al Comune di Marianopoli per l’80% del suo costo dall’Istituto di Credito Unicredit, il quale aveva erogato un contributo, e per il restante 20% dal Sig. Sindaco stesso, il quale aveva messo a disposizione la sua indennità di carica di un anno, con lettera inviata al Sig. Sindaco e per conoscenza al Consiglio Comunale si chiedeva di conoscere dove fosse finito il tanto citato scuolabus, l‘importo di acquisto dello stesso e l’importo del finanziamento erogato dall’Istituto di Credito Unicredit. Considerato che il Sig. Sindaco non ha dato alcun riscontro alla suddetta richiesta, lo scorso 24 aprile 2019 veniva inviata una richiesta al Consiglio Comunale per le stesse motivazioni. Ad oggi nonostante siano trascorsi i termini previsti dalla legge per dare risposta a quanto richiesto, né il Sig. Sindaco, né il Consiglio Comunale hanno dato riscontro alle suddette richieste.

Inoltre, lo scorso 12 maggio 2019, veniva inviata una richiesta all’Assessore allo Sport, Sig. Simone Genco, con la quale, considerato che nel gennaio 2018 il Comune di Marianopoli ha stipulato un mutuo passivo pari a 368.000,00€ (per la durata di 15 anni al tasso corrispondente all’IRS A 10 ANNI + 1,800%, restituibile mediante la corresponsione di 30 semestralità da versare entro il 30 giugno ed il 31 dicembre di ogni anno di ammortamento a decorrere dal 30/06/2018) con l’Istituto per il Credito Sportivo per la “Riqualificazione del campo di calcio comunale” e che ad oggi né è stato approvato il progetto esecutivo né sono stati affidati in appalto e iniziati i lavori di riqualificazione previsti, si chiedeva di fornire delucidazioni sulla data prevista per l’ultimazione dei lavori di riqualificazione e sulla conseguente messa in opera dell’impianto sportivo come da progetto, stante che le rate del mutuo già decorrono dal 30 giugno scorso senza che i lavori siano ancora iniziati. Anche a questa richiesta, nonostante siano trascorsi i termini previsti dalla legge per dare risposta, l’Assessore Genco inspiegabilmente non ha dato alcun riscontro.

Oggi, da rappresentante cittadino di Forza Italia e principalmente da cittadino del Comune di Marianopoli, una cosa sicuramente mi è chiara, ed è che a quanto pare la mancanza di trasparenza amministrativa, la mancanza di buona norma di educazione, e la mancanza di senso di responsabilità civica e di democrazia, è una scelta lucida e consapevole non solo del Sig. Sindaco e della sua Amministrazione Comunale ma anche del Consiglio Comunale; infatti, questo comportamento consente loro di mostrare un volto amico ai cittadini, di proclamare il loro buon operato e le proprie corrette intenzioni, senza che ciò sia in alcun modo verificabile nei fatti da qualsiasi cittadino che ne faccia esplicita richiesta. Conoscere le informazioni che ci riguardano è una possibilità e un diritto di tutti i cittadini, che purtroppo oggi a Marianopoli ci viene negato nonostante sia previsto dalle leggi sulla trasparenza amministrativa. La Partecipazione alla vita democratica a Marianopoli ci è negata”.

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Calogero Calà, mussomelese già a capo della polizia municipale di Meda, va in pensione (di Francesco Imbesi)

Calogero Calà, mussomelese già a capo della polizia municipale di Meda, va in pensione (di Francesco Imbesi)

MUSSOMELI – Il dottore Calogero Calà, 63 anni residente ad Abbiategrasso, Mussomelese doc, da anni emigrato al nord per ragioni di lavoro , ha raggiunto, fra i tanti traguardi di cui è ricca la sua vita professionale, quello della pensione. Cresciuto nella cittadina manfredonica, fratello di Ludovico noto per essere impegnato in  un’impresa familiare dedita al commercio di materiale elettrico e accessori, ha vissuto all’ombra del castello la sua infanzia, la gioventù e la spensieratezza degli anni belli della vita e dove ha tanti amici con cui si ritrova durante i suoi tanti ritorni nella nostra cittadina. Dai tratti gentile e signorili, dopo essersi laureato in legge presso l’università di Palermo, ha vinto un concorso come comandante della Polizia municipale presso il comune di Pieve Emanuele in Lombardia. Qui si fa conoscere per la professionalità ed apprezzare come persona. Raggiunge il suo “centro di gravità permanente” sposando la signora Anna anch’essa di origine siciliana dalla quale ha avuto due figli. Successivamente, prosegue la carriera come comandante della Polizia municipale presso il comune di Meda, sempre in Lombardia, nel 98 e conservando l’incarico fino al 2008, poi passa a dirigere l’Area Servizi alla Cittadinanza, fino alla pensione. Nel salutarlo con una grande festa insieme ad altri due dipendenti comunali, il sindaco della località lombarda ha espresso il sentimento di chi da un lato è contento per il traguardo dei suoi dipendenti dall’altro é triste per non averli più come colonne della sua amministrazione durante il lavoro quotidiano. Rivolgendosi al Dott. Calà ha concluso: ” Essere arrivato a questo punto significa essere stati protagonisti a proprio modo nel mondo del lavoro. Meriti senz’altro tutte le soddisfazioni più grandi che hai avuto”, l’augurio degli amministratori. Non possiamo che essere fieri di un Mussomelese che in Lombardia si è fatto onore portando alto il nome del suo paese.

Francesco Imbesi

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Sorpresi con merce rubata in più supermercati, quattro arresti

Sorpresi con merce rubata in più supermercati, quattro arresti

Presa una banda di sospetti ladri in trasferta. Che in una mattinata, la vigilia di Pasqua, avrebbero preso di mira più supermercati nell’abitato nisseno rubando merce per 800 euro. Ma alla fine sono stati smascherati e arrestati dalla polizia.

Sono quattro catanesi in trasferta, due finiti in carcere e altrettanti agli arresti domiciliari. Sono Biagio Andrea Giuffrida di 26 anni, Agatino Eros Fallica di 19 anni, Angela Anais Fallica di 25 anni e Catia Agata Vassallo di 43 anni.

Su tutti pende l’accusa di furto aggravato in concorso. Quello che avrebbero messo a segno in più supermercati della città. Presumibilmente in quattro, secondo gli investigatori.

L’allarme è scatta da un supermercato di via Senatore Giuseppe Alessi. Lì sono stati segnalate due persone che con il borsoni carichi di merce a tracolla, avrebbero guadagnato in fretta e furia l’uscita senza fermarsi alle casse.

Fuori, ad attenderli, vi sarebbero stati un paio di complici. Testimoni sono riusciti a fornire poi ai poliziotti le descrizioni di quel quartetto che s’è allontanato su una Fiat Punto in direzione di San Cataldo.

Da li a poco, nel parcheggio di un altro  supermarket, i quattro sospettati sono stati intercettati. Così gli agenti hanno perquisito l’utilitaria su cui viaggiavano.

Nel bagagliaio hanno trovato 65 pezzi di parmigiano, 10 confezioni di olive 42 uova di pasqua, 5 confezioni di tonno e 37 confezioni di salmone norvegese e per un valore di oltre ottocento euro.

I quattro, a quel punto sono stati trasferiti in questura. In quei frangenti sono arrivati negli stessi uffici i responsabili di altre tre supermercati dlel acittà che aveva subito in mattina  furti di merce.

I due uomini sono stati poi rinchiusi in  una cella del carcere Malaspina, le due donen hanno ottenuto gli arresti domiciliari.

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Piante di marijuana in casa, scoperto e denunciato

Piante di marijuana in casa, scoperto e denunciato

In casa nascondeva piante di marijuana e un bilancino. Sono stati scovati dalla polizia durante un servizio mirato proprio alla repressione del fenomeno droga.

Nei guai è finito un trentaseienne niscemese che è stato segnalato alla procura per l’ipotesi di detenzione e spaccio di stupefacenti.

Non per caso il controllo è scatta in casa sua. V’era il sospetto, nella polizia, che l’uomo nascondesse qualcosa in casa sua.

E in effetti i dubbi si sarebbero rivelati poi fondati. perché nella sua abitazione sono stati scovati quattro piante di marijuana, ognuna alta intorno ai trenta centimetri, infiorescenze della stessa sostanza e un bilancino di precisione elettronico.

Le piante sono state trovate dagli agenti su un tavolo dentro una sorta di magazzino in legno sistemato sulla terrazza dell’abitazione.

Piante e attrezzatura, come da procedura, sono state sequestrate mentre a carico del trentaseienne è arrivata la denuncia.

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Primo «Xco del Castello di Mussomeli, prevista pioggia di partecipanti

Primo «Xco del Castello di Mussomeli, prevista pioggia di partecipanti

È una pioggia di partecipanti quella prevista dagli organizzatori del primo «Xco del Castello di Mussomeli», prova unica del campionato regionale «Xco» e Top Class Nazionale.

La gara di Crosscountry è una novità su questo tracciato. È in calendario per domenica 16 giugno a partire dalle otto del mattino. Il ritrovo è per le 7.30 a pochi passi dal Castello.

Il lotto di concorrenti sarebbe già abbastanza nutrito. La gara, organizzata dall’Asd Provincia dei Castelli –coordinatore  è Calogero Rivituso –  sarà suddivisa in più categorie.

In particolare, per le categorie maschili, – G6 (12), Esordienti (13/14), Allievi (15/16), Junior (17/18), Under 23 (19/22), Elite, Master Junior (17/18), Elite Sport (19/29), Master 1/2/3/4/5/6/7

Per le donne, – G6 (12), Esordienti (13/14), Allievi (15/16), Junior (17/18), Elite, Under 23, Master Women 1/2.

Per gli Atleti della Federazione ciclistica italiana, che va sotto l’acronimo di «Fci», è valida come prova unica del campionato regionale Sicilia – Per la categoria G6 non è campionato regionale,

La particolarità di questa prima edizione è racchiusa nel tracciato che attraverso scorci a dir poco suggestivi attorno al castello Manfredonico.

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