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Archivio | Cronaca

 

Vendevano merce contraffatta, scoperti e denunciati

Vendevano merce contraffatta, scoperti e denunciati

Nuovo sequestro di merce contraffatta da parte della guardia di finanza. È l’ennesima operazione messa a segno in questi ultimi mesi. In questo caso è finito nel mirino il mercatino settimanale di Pian del Lago e lì sono state controllate le posizioni di diversi ambulanti.

Alla fine sono stati sequestrati 70 borse e borsellini, 370 paia di scarpe di note griffe nazionali ed internazionali e 900 supporti audiovisivi tra cd e dvd.

I venditori, prevalentemente extracomunitari e tra lor anche una donna, sono stati denunciati alla procura per contraffazione e ricettazione.

Durante lo stesso servizio i finanzieri, che hanno elevato anche undici verbali per infrazioni al codice della strada, hanno pure segnalato due giovani che stavano assumendo droga. Per loro è arrivata l’inscrizione nel registro degli assuntori.

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«Cavallo di ritorno» ecco chi sono gli arrestati

«Cavallo di ritorno» ecco chi sono gli arrestati


Il sistema era quello conosciuto come “cavallo di ritorno”. Ossia richiesta di soldi per restituire quanto rubato in precedenza. In questo caso si trattava di ciclomotori.

Questa l’attività illecita che avrebbe portato avanti la banda sgominata dalla polizia che, adesso ha effettuato otto arresti a carico di altrettanti giovani gelesi..

Nel carcere di contrada Balate sono finti Gaetano Alfieri inteso “tano” di 21 anni, Nicola D’Amico di 25 e Pasquale Trubia di 21 anni.

Ai domiciliari, invece, Emanuele Armando Ferrigno di 20 anni, Giovanni Dammaggio inteso “Jonny” di 19, Salvatore Alma di 22 anni, Mirko Gaetano Dammaggio di 24 e Ivan Iapichello di 22.

I provvedimenti cautelari sono stati firmati dal gip Lirio Conti su richiesta del procuratore di Gela, Fernando Asaro.

È tra la fine del 2016 e la prima metà del 2017 che a Gela s’è registrata un fortissima impennata di furti ciclomotori.

Ad insospettire gli investigatori è stato il ritrovamento, in tempi rapidissimi, di mezzi rubati. Dio cui i proprietari in breve tempo riuscivano a rientrare in possesso.

Da qui il dubbio che dietro questa vicenda potesse celarsi l’opera di una banda organizzata. Durante le indagini sono state raccolte intercettazioni telefoniche ed ambientali, ma anche attività tecniche con sistemi di localizzazione satellitare. E adesso sono scattati i provvedimenti cautelari.

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Butera, depuratore mai entrato in funzione, danni per 8 milioni e sindaci e tecnici segnalati alla Corte dei Conti

Butera, depuratore mai entrato in funzione, danni per 8 milioni e sindaci e tecnici segnalati alla Corte dei Conti

È di 8 milioni di euro il danno per le casse dello Stato provocato dal mancato funzionamento del depuratore del Comune di Butera.

L’impianto, non sarebbe mai entrato in funzione. È quanto sarebbe emerso da un’indagine della guardia di finanza su delega della procura regionale della Corte dei conti di Palermo.

Il danno erariale accertato e segnalato alla stessa procura regionale della Corte dei Conti, ammonta per l’esattezza a 8.322.049,95 euro, di cui 4.621.324,40 che sono somme materialmente erogate in favore del Comune di Butera e altri 3.700.725,47 che il Comune di Butera, a causa della mancata entrata in funzione dell’impianto, non ha introitato in b
ilancio.

La struttura è stata interamente finanziata dalla Regione ma sarebbe sempre rimasta inattiva.

Sull’onda delle presunte irregolarità riscontrate dalle fiamme gialle, sono stati alla procura regionale della Corte dei Conti, per responsabilità erariale i responsabili unici del procedimento pro tempore, il progettista e direttore dei lavori, i legali rappresentanti delle imprese riunitesi nell’associazione temporanea d’imprese esecutrice dei lavori, il collaudatore tecnico-amministrativo dei lavori, il responsabile del settore tecnico pro tempore del Comune di Butera, i sindaci pro tempore del comune di Butera, i funzionari della Regione Siciliana pro tempore ed in particolare, il dirigente dell’Ispettorato regionale tecnico ed i dirigenti del dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti.

Il progetto era stato approvato dal commissario delegato per l’Emergenza Rifiuti e la Tutela delle Acque in Sicilia, con un finanziamento da parte dell’Agenzia regionale per i rifiuti e le Acque, nell’ottobre del 2006, per 4.046.310,82 euro.

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Scacco matto a una banda specializzata in furti, estorsioni e ricettazione: 9 arresti

Scacco matto a una banda specializzata in furti, estorsioni e ricettazione: 9 arresti

Scacco matto a una banda specializzata in furti, estorsioni e ricettazione. È stata smascherata dalla polizia sotto il coordinamento della procura di Gela.

Nove in tutto i provvedimenti cautelari ancora in fase di esecuzione, tra carcere e arresti domiciliari.

È da una catena di furti di ciclomotori – rubati per poi essere assemblati a pezzi su altri – che è partita l’indagine della polizia.

Ricorrendo poi a un sistema ormai tristemente noto, la banda avrebbe poi contatto le vittime di furto proponendo la restituzione del mezzo in cambio di soldi.

E non in pochi avrebbero ceduto al ricatto. Sì perché alla polizia sono state presentate più denunce di furto che poi venivano ritirate dopo pochissimi giorni.

Sì, per i ciclomotori rubati, dietro pagamento, venivano restituiti. In qualche caso anche dopo poche ore.  Da qui l’indagine che ha fatto scattare gli arresti ancora in fase di esecuzione.

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Vincita record a Caltanissetta, centrato 6 al Superenalotto da oltre 130 milioni di euro

Vincita record a Caltanissetta, centrato 6 al Superenalotto da oltre 130 milioni di euro

Caltanissetta – La dea bendata ha baciato Caltanissetta. Centrando in pieno un fortunato scommettitore che una schedina di pochi euro ha centrato uno storico 6. Il primo dall’inizio del 2018.

E s’è portato a casa una barca di quattrini: oltre 130 milioni di euro. Anche più. La vincita s’è registrata in una ricevitoria di un quartiere popolare di Caltanissetta, abitato da molti operai, pensionati e casalinghe.

E in quella stessa ricevitoria, oltre a premi sostanziosi con gratta e vinci, negli ultimi anni si sono registrate altre vincite, sempre al Superenalotto, inanellando 5 punti. Con vincite fino a sfiorare i 170 mila euro.

Questa di adesso è la quinta più alta mai registrata negli ultimi vent’anni con un sei.

E in ricevitoria, gestita da   Sabrina Savarino e Fabrizio Sunseri, s’è festeggiato fino a notte, con tanto di spumante e brindisi.

È già caccia al vincitore. S’è scatenata la ricerca. Ma i titolari non avrebbero idea di chi abbia potuto giocare quella schedina da pochi euro ma che, adesso, vale una fortuna.

«Non sappiamo chi sia, ma speriamo che si ricordi di noi», è l’auspicio dei titolari dell’edicola Totip tris Uno che ancora una volta ha dispensato soldi.

Mentre per il vincitore, c’è da giurarci, è stata una notte insonne. E forse non sarà l’unica.

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Disabili gravissimi, disco verde al pagamento dei contributi di cura

Disabili gravissimi, disco verde al pagamento dei contributi di cura

Disco verde per il pagamento dei nuovi assegni di cura per i disabili gravissimi. Il via libera è arrivata dall’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta, sulla base di quanto disposto dall’assessorato regionale per la famiglia, per le politiche sociali e per il lavoro.

E saranno 690 i beneficiari del contributo destinato ai disabili gravissimi riferito ai mesi di ottobre, novembre e dicembre dello scorso anno.

«L’adozione di questa delibera – ha spiegato il commissario straordinario dell’Asp, Maria Grazia Furnari

– era uno dei bisogni primari dei cittadini che, in provincia, avevano presentato la domanda di inclusione per l’erogazione del beneficio economico, ma anche un obiettivo fondamentale della nuova direzione strategica che mi onoro di guidare».

Soddisfazione è stata espressa anche da direttore sanitario, Paola Marcella Santino che s’è detta «orgogliosa dell’attento lavoro svolto in questi mesi». E ha poi sottolineato come «l’Azienda sanitaria ha esaminato in tempi rapidi le 2.387 istanze pervenute e trasmesso in tempi brevi i nominativi degli aventi diritto alla presidenza della Regione…  Un lavoro che trova la sua gratificazione anche nel rapporto di fiducia che, negli ultimi anni, si è realizzato anche con le associazioni dei familiari».

E anche per il direttore amministrativo Danilo Faro Antonio Palazzolo «è un sostegno economico alle famiglie che purtroppo vivono il dramma della assistenza ai disabili e l’Asp di Caltanissetta ha risposto con grande tempestività, adottando gli atti amministrativi necessari per avviare l’erogazione delle somme alle famiglie».

Per concludere, ancora il commissario straordinario Furnari ha evidenziato di essere «felice, ad inizio di mandato, di avere contribuito a concludere un iter farraginoso come questo che, permette oggi, a molti dei cittadini della provincia nissena, di strutturare una migliore assistenza domiciliare per i propri familiari».

La delibera in questione, quella siglata adesso dai vertici della stessa Asp, sarà pure pubblicata, così da essere accessibile a tutti, nell’albo pretorio on line della stessa Azienda, www.asp.cl.it».

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Truffe con le slot, in 42 sotto accusa

Truffe con le slot, in 42 sotto accusa

In 42 torneranno sotto accusa per truffe allo Stato con lot machine che sarebbero state taroccate. Tutti coinvolti nella maxi inchiesta, ribatetzzata «Les jeux sont faits», che complessivamente ha inizialmente coinvolto  una cinquantina d’indagati tra  polizia municipale, finanzieri, poliziotti, imprenditori del settore videogames, titolari e gestori di bar, sale gioco e circoli ricreativi.

Del lungo elenco fanno parete i nomi di Agostino Sergio Longo,  Aldo Alessandro Foglietto,   Aldo Vito Amico,   Alessandro Domenico Farruggia   Alfonso Martorana,   Alfredo D’Anna,  Anna Iapichino   Biagio Mangiavillano;  Fabio Massimiliano Saja,   Francesco Nardulli,  Francesco Paolo Cravotta,   Franco Bingo,   Giancarlo Barberi,   Giuseppe Amedeo Foglietto,  Giuseppe Corbo   Giuseppe D’Anca,  Giuseppe Monelli,   Giuseppe Monterosso,  Giuseppe Vinci,  Lirio Torregrossa,   Luigi Allegro Luigi Lo Monaco,  Luigi Lombardo,  Marco Angotti  Maria Catena Giuseppa Lipani   Maria Grazia Amico;  Maria Paternò,   Matteo Lombardo, Maurizio Lo Piano,   Michelangelo Vinciguerra,  Pietra Di Marco,    Roberto Lo Bello,   Salvatore Allegro  Salvatore Arcangelo Romano,   Salvatore Cataldi,  Salvatore Di Marca  Salvatore Fonti  Salvatore Frangiamore  Salvatore Massimo Barberi   Santo Bassolino,   Vincenzo Felice Martorana,   Vincenzo Lanzafame.

I quarantadue che adesso torneranno alla sbarra – difesi dagli avvocati Massimiliano Bellini, Giuseppe Panepinto, Sergio Iacona, Giuseppe Dacquì, Alberto Fiore, Dino Milazzo, Salvatore Daniele, Antonio Impellizzeri, Gianluca Amico, Rosario Di Proietto, Giovanni Di Giovanni, Walter Tesauro, Calogero Buscarino, , Flavio Sinatra, Anna Sammartino, Boris Pastorello, Michele Ambra e Salvatore Pirrello – sono stati condannati a pene che oscillano da un massimo di 8 anni a un minimo di uno.

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Droga in tasca ed a casa, giovane arrestato

Droga in tasca ed a casa, giovane arrestato

È stato sorpreso dalla polizia con la droga in tasca. In particolare 10 grammi e mezzo di marijuana, divisi in 5 dosi, conservate dentro una tasca del giubbotto. Sostanza, secondo l’accusa, pronta per essere smerciata.

Così è stato arrestato il ventisettenne Lucca Vincenzo Giuseppe Unterspann, gelese, accusato di detenzione e spaccio.

Nel momento in cui è finito nei guai, si trovava in auto con un altro paio di amici. Sono stati intercettati ad un posto di controllo effettuato proprio nell’ambito di un servizio di controllo del territorio per contrastare il fenomeno droga.

Ma per il ragazzo i problemi non si sono limitati alla sola sostanza che gli è stata trovata in tasca. No, non è finita. Perché in casa la polizia gli ha scovato altra droga. In particolare altri 75 grammi di marijuana già divisa in più confezioni ed un bilancino elettronico di precisione.

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Maltempo nel nisseno: operaio ferito da una cancellata,  a Mussomeli  un uomo sbalzato dalla scala

Maltempo nel nisseno: operaio ferito da una cancellata, a Mussomeli un uomo sbalzato dalla scala

Mussomeli – Più di una tragedia sfiorata a causa del maltempo. Delle raffiche di vento che hanno raggiunto velocità impressionanti.

A Gela un operaio ha rischiato di rimanere ucciso da una cancellata, mentre a Butera un’intera tettoia è venuta giù.

Il fortissimo vento a Mussomeli ha poi divelto numerosissimo alberi e provocato numerosi danni. Ieri nel paese manfredonico le folate hanno capovolto vasi, scoperchiato tetti e creato diversi danni.  In campagna, in località Castello , un uomo che stava effettuando lavori di giardinaggio  su una scala nel proprio podere è stato letteralmente sbalzato dal vento. Fortunatamente l’atterraggio, dopo una caduta da un metro e mezzo di altezza,  è stato morbido così l’uomo è rimasto illeso a seguito della caduta.

A Gela sarebbe rimasto ferito il custode di una ditta di contrada Brucazzi, nell’ara della zona industriale. Un cancello sarebbe piombato sul cinquantenne  ferendolo gravemente al volto. Nella strada che porta al castello tantissimi i rami spezzati e caduti nella carreggiata stradale.

Secondo una prima valutazione avrebbe riportato fratture al viso ed è stato subito affidato alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele.

A Butera, invece, la forza del vento ha letteralmente sradicato una tettoia che è finita in strada. Per fortuna senza colpire nessuno.

La struttura era imponente e avrebbe potuta causare una disgrazia. Tantissimi, poi, i danni, in altre aree della provincia.

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Tenta di consegnare telefonino a familiare carcerato, scoperta e denunciata

Tenta di consegnare telefonino a familiare carcerato, scoperta e denunciata

Caltanissetta – Pensava di essere riuscita  nell’impresa, per nulla semplice, di fare entrare un cellulare in carcere. E invece le è andata male.

Sì, perché è stata scoperta e denunciata. È al carcere di San Cataldo che l’episodio si è verificato. Ma come in tante altre occasioni sono stati gli agenti di polizia penitenziaria a mandare in fumo i piani.

La donna si era presentata a colloquio con un familiare e, credendo di non essere vista, ha tentato di passargli un telefonino.

Ma la  manovra è stata neutralizzata sul nascere. Perché gli agenti polpen si sono subito accorti del gesto e hanno requisito il telefonino ancor prima che il detenuto potesse entrarne in possesso.

E alla donna non soltanto è fallito il piano per aiutare il familiare, ma s’è ritrovata pure sul groppone una segnalazione alla procura.

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