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Archivio | Cronaca

 

Estorsioni per conto della mafia, sollecitate sei condanne

Estorsioni per conto della mafia, sollecitate sei condanne

Spillavano soldi a un imprenditore. Con ruoli più o meno di primo piano. È la tesi dell’accusa che ha chiesto sei condanne per estorsione con l’aggravante mafiosa, dell’uso di armi e dei metodi violenti.

Richieste che pendono su Liborio e Calogero Sanfilippo, Giuseppe Selvaggio, Giovanni Siciliano, Salvatore Siciliano – (assistito dall’avvocato (difeso dall’avvocato Ernesto Brivido Dino Milazzo) Flavio Sinatra (difesi, rispettivamente, dagli avvocati Giampiero Russo e Gaetano Giunta) – per i quali sono stati sollecitati 6 anni e 6 mesi ciascuno,mentre è di 2 anni la richiesta per Maurizio Siciliano – (difeso dall’avvocato o Vincenzo Vitello).

Chiude il quadro Francesco Ghianda – assistito dall’avvocato Giampiero Russo – il solo per il quale il pubblico ministero Luigi Leghissa ha proposto l’assoluzione.

Gli imputati – ritenuti alcuni appartenenti a Cosa nostra, altri alla Stidda – sono accusati di avere estorto soldi a un imprenditore mazzarinese.

Talvolta le richieste estorsive sarebbero state avanzate sotto forma di regalie in occasione delle festività natalizie.

Le primissime pretese di denaro, secondo l’impianto accusatorio, risalirebbero anche ad oltre vent’anni addietro.

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«Contagiò 30 donne con L’Aids», chiesto ergastolo per un nisseno

«Contagiò 30 donne con L’Aids», chiesto ergastolo per un nisseno

Carcere a vita per il nisseno che, sieropositivo all’Hiv, avrebbe infettato una trentina di donne. È la pesantissima richiesta che la procura di Roma ha avanzato nei confronti del 32enne Valentino Talluto.

Il nisseno è accusato di epidemia dolosa e lesioni gravissime.

Secondo la tesi accusatoria, pur sapendo di esser sieropositivo avrebbe avuto rapporti non protetti con donne che avrebbe volutamente ingannato. Non ha dubbi, in tal senso, il pm della Capitale, Elena Neri.

Tanto da chiedere alla terza sezione della corte d’Assise, presieduta da Evelina Canale,  una pesantissima condanna: l’ergastolo.

Mentre lui – difeso dagli avvocati Maurizio Barca e Tiziana De Biase –  dal canto proprio s’è difeso sostenendo in aula «di non essere mostro… non sonoio l’untore».

Ma non tutte le vittime di contagio sono state rintracciate dagli inquirenti. Solo una parte di esse e nel periodo che va dal 2013 a due anni addietro.

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Nasce la rete per la fertilità, tra informazione e prevenzione

Nasce la rete per la fertilità, tra informazione e prevenzione

Nasce la rete per la Fertilità”. L’obiettivo è quello d’informare i cittadini sul ruolo della fertilità e fornire assistenza sanitaria qualificata per difenderla, promuovendo interventi di prevenzione e diagnosi precoce.

Due gli appuntamenti in programma. Il primo giovedì 19 ottobre alle 19 nella sede dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Caltanissetta, il secondo giovedì 26 ottobre alle 19 nell’aula magna dell’ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela.

“La tutela della salute riproduttiva – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei medici, Giovanni D’Ippolito – è un argomento di estrema attualità che investe anche il nostro territorio”.

E in tal senso ha aggiunto che “oggi è fondamentale che tutti gli operatori sanitari attivi e le strutture collegate contribuiscano a individuare i percorsi di cura che le coppie devono affrontare per superare il proprio stato di fertilità. La Rete della Fertilità, infatti, deve diffondere un’opportuna promozione della capacità riproduttiva come valore fondante della vita e, conseguentemente, della società nella quale viviamo”.

La Rete della Fertilità è rivolta ai medici di medicina generale, pediatri, ematologi, oncologi ed endocrinologi. Agli incontri interverranno lo stesso presidente D’Ippolito, il biologo Giovanni Ruvolo, la ginecologa Daniela Anzelmo e la psicologa Letizia Drogo, che illustreranno i progetti e gli interventi previsti dal Piano nazionale della Fertilità.

Poi il segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale, Salvatore Pasqualetto e il pediatra Giuseppe Petrotto si soffermeranno sull’aspetto legato agli attori della Rete e il loro ruolo nella prevenzione.

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Nascondeva droga in auto, scoperto e arrestato

Nascondeva droga in auto, scoperto e arrestato

Lo hanno fermato con la droga in auto. È Stata la polizia ad intercettarlo dopo averlo a lungo pedinato. E sulla sua Lancia Y sono stati poi scovati panetti di hashish, per un peso totale di 600 grammi e una pianta di marijuana alta una sessantina di centimetri.

In queste circostanze è stato arrestato il trentaduenne Michele Giuseppe Tripisciano con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti.

Nel primo pomeriggio una pattuglia della sezione antidroga lo ha intercettato lungo la statale e lo ha seguito fin quando non è entrato in città. Lì, in vai valenti, è stato fermato. E non a caso. Ma perché secondo gli investigatori, l’uomo spesso sarebbe stato in compagnia di altri che notoriamente graviterebbero nel mondo della droga.

In effetti i sospetti hanno trovato conferme con la perquisizione sull’auto. Perché sotto il sedile anteriore, quello su cui siede il passeggero, è stata trovata una confezione di cellophane con all’interno i panetti di hashish.

I controlli si sono poi spostati nella sua abitazione e lì sono stati rinvenuti altri 4 grammi della stessa sostanza a la pianta di cannabis alta una sessantina di centimetri. Così è stato rinchiuso al carcere Malaspina.

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Truffa, peculato ed estorsione: chiesti 5 anni e 6 mesi per medico dell’Asp

Truffa, peculato ed estorsione: chiesti 5 anni e 6 mesi per medico dell’Asp

Chiesti 5 anni e mezzo per un medico. È accusato di truffa, peculato ed estorsione. Imputazioni che hanno preso le mosse da due filoni d’indagine poi riuniti.

La pesante richiesta di condanna pende sull’oculista Erminio Vincenzo Amato – difeso dagli avvocati Giuseppe e Francesco Panepinto – ora al cospetto del tribunale.

L’accusa di estorsione è legata al rapporto di lavoro della sua ex collaboratrice. Che, secondo la tesi accusatoria, sarebbe stata costretta ad accettare  una retribuzione inferiore rispetto a quanto sarebbe risultato ufficialmente in busta paga.

Peraltro, nel momento in cui è stata licenziata, sarebbe stata pure obbligata a rinunciare al trattamento di fine rapporto.

Le altre due accuse, invece, sarebbero legate al mancato rilascio di ricevute per il ticket a due sue pazienti, visitante in convenzione con l’Asp.

Le donne avrebbe risparmiato una decina di euro, mentre quelle visite, per l’Azienda sanitaria, non sarebbero mai state registrate  e di conseguenza effettuate. Da qui le ipotesi di truffa e peculato.

Queste le contestazioni che sono state alla base della richiesta di condanna avanzata dalla procura a carico del professionista che, dal canto proprio, ha respinto ogni contestazione.

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Vallelunghese muore in incidente stradale in Piemonte

Vallelunghese muore in incidente stradale in Piemonte

Vallelunga Pratameno – È originario di Vallelunga il 44enne morto in un incidente stradale lungo le strade del Piemonte. Lì, a Serravalle Scrivia,  nell’Alessandrino,s’era trasferito per lavoro.

La vittima e Giuseppe Fraterrigo che viaggiava in auto con altre due persone. Uno, un catanese, è pure lui deceduto. È il poco più che sessantenne Andrea Ursino, mentre un giovane di nazionalità albanese, seppur rimasto gravemente ferito, si è salvato.

Erano tutti e tre su una Mercedes quando, per causa che ancora polizia e carabinieri dovranno accertare, il mezzo è uscito dio strada.

L’impatto è stato devastante. Almeno per il vallelunghese e per il catanese. Per loro non v0’è stato nulla da fare. Quando i soccorritori sono arrivati in zona il cuore di entrambi s’era già fermato.

Mentre il terzo, passeggero della Mercedes, il trentacinquenne di origine albanese, è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Novi Ligure.

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«Spezzarono le gambe a un conoscente», smascherati e denunciati

«Spezzarono le gambe a un conoscente», smascherati e denunciati

Sono accusati di avere aggredito un conoscente e di avergli spezzato le gambe dopo una partita a carte. La polizia, a pochissimi giorni dal ferimento, ha risolto il caso smascherando i due sospetti autori.

Sono un 48enne e un 46enne, entrambi nisseni, ora segnalati alla procura per lesioni personali aggravate in concorso.

Quelle che avrebbero procurato a un 50enne, loro conoscente, per motivi banalissimi. All’interno di un bar durante una partita a carte.

Dapprima la lite è stata verbale, poi dalle parole ai fatti il passo è stato breve. L’aggredito ha poi riportato fratture alla tibia e al perone ed è finito all’ospedale Sant’Elia dove i sanitari lo hanno giudicato guaribile in una  trentina di giorni.

A quel punto sono partite le indagini della polizia che ha dato un volto e un’identità ai due sospetti assalitori che sono stati denunciati.

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Accoltellò ex fidanzato, giovane donna in cella per tentato omicidio

Accoltellò ex fidanzato, giovane donna in cella per tentato omicidio

È per tentato omicidio che è stata arrestata. Perché l’estate scorsa, nel tentativo di chiarimento con il suo ex compagno, alla fine lo avrebbe accoltellato.

Il provvedimento restrittivo è scattato a carico di una ragazza nissena, la ventiquattrenne Maria Guarneri  – assistita dall’avvocatessa Maria Francesca Assennato – ed è adesso rinchiusa nel carcere femminile di Agrigento.

È all’estate scorsa che risale l’episodio quando i due si sarebbero incontrati in campagna per quello che doveva esser un chiarimento.

E invece la giovane, ad un certo punto, avrebbe estratto un coltello colpendo alle spalle l’altro. L’uomo è rimasto ferito ed è stato poi trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia.

A quel punto sono partite le indagini dei carabinieri che, adesso, hanno dato vita all’ordinanza di custodia cautelare a carico della ragazza accusata di tentato omicidio.

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Di nuovo «in fuga», scatta l’arresto

Di nuovo «in fuga», scatta l’arresto

Ad un controllo dei carabinieri non è stato trovato in casa. Da qui l’arresto di disoccupato che ha già avuto altre grane con la giustizia.

È il quarantasettenne Giuseppe Rocca, già sottoposto ai domiciliari e adesso preso in flagranza. Mentre passeggiava per le vie della città.

Sono stati  carabinieri ad intercettarlo, Poco prima, ad un controllo, non lo hanno trovato in casa così è partita la cacci all’uomo, Poco dopo è stato intercettato a poca distanza da casa sua.

I militari lo hanno rinchiuso in una cella del carcere Malaspina.

Già l’estate scorsa è finito in cella perché. Già ai domiciliar, ha telefonato alla polizia avvisandoli che si sarebbe allontanato da casa.

Ma quando gli agenti si sono presentati a casa sua lui era ancora dentro, ma s’è rifiutato di aprire la porta.

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Precari a rischio alla camera di commercio, sindacati sul piede di guerra

Precari a rischio alla camera di commercio, sindacati sul piede di guerra

Sindacati sul piede di guerra. Si sono schierati fianco dei precari esclusi dalla pianta organica della Camera di commercio di Caltanissetta. Sono  oltre una quarantina, in particolare, i lavoratori a tempo determinato interessati dalla questione.

I confederali, Cgil e Uil e la Ugl, attraverso i  rispettivi segretari provinciali, hanno proclamato lo stato di agitazione con un sit-in.

«I lavoratori hanno manifestato tutta la loro delusione a causa della particolare situazione di estrema incertezza che stanno vivendo», hanno spiegato gli stessi rappresentanti sindacali.

Già perché il riordino dei tre enti camerali accorpati – Caltanissetta, Agrigento ed Enna – non avrebbe previsto i 41 precari impiegati da un ventennio.

«Attueremo ogni forma possibile fino ad avere risposte concrete e definitive», hanno avvertito i rappresentanti delle tre firma sindacali – Rosanna Moncada (Cgil), Carmelino Centorbi (Uil) e Salvatore Lauria (Ugl) – che vogliono garantire il futuro occupazionale del piccolo esercito di precari.

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