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Archivio | Cronaca

 

Donna sparita nel nulla, passano le ore e cresce l’angoscia

Donna sparita nel nulla, passano le ore e cresce l’angoscia

San Cataldo – S’infittisce il giallo legato alla scomparsa di una donna. E più passano le ore più cresce l’apprensione. Perché ormai da parecchie ore non si hanno più sue notizie.

Forze dell’ordine alla ricerca della cinquantaquattrenne di San Cataldo. Maria Teresa Torregrossa che sembra esser svanita nel nulla.

La donna è andata a dormire ma il mattino dopo il marito non l’ha più ritrovata. Si sarebbe vestita, indossando gli stessi abiti del sabato sera – un pantalone di colore blu e una maglietta bianca – per poi sparire.

Da quel momento in poi non si sono più avute sue notizie. Le ricerche adesso si starebbero allargando anche al nor dove vivrebbero alcuni familiari della donna.

Disperato l’appello dei familiari che esortano, chiunque abbia notizie a rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine.

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«Non sono punibili», assolti 9 lavaggisti

«Non sono punibili», assolti 9 lavaggisti

CALTANISSETTA -Assolto un piccolo esercito di lavaggisti finito sotto accusa per reati ambientali. Le contestazioni mosse dalla procura a loro carico alla fine sono cadute.

Già perché il giudice, accogliendola tesi difensiva, ha ritenuto che per questa vicenda gli imputati non siano punibili proprio perché il fatto è da considerare di lieve entità.

Di contro la procura ne aveva chiesto la colpevolezza e, con essa, l’applicazione di multe compre in una forbice che va da un minimo di 3.500 euro a un massimo di 4 mila euro.

Ma alla fine dal procedimento sono tutti usciti indenni. Così per il quarantacinquenne Giuseppe D’Agostino, il trentatreenne Angelo Salinitro, i trentaduenni Giuseppe Falzone e Armando Cristian Mongelli, il trentacinquenne Salvatore Rocca, il settantunenne Francesco Cortese,  il cinquantunenne Bartolomeo Mangione, il trentaduenne il sessantenne Luigi Meli e il ventisettenne Calogero Toscano – assititi dagli avvocati Ernesto Brivido, Giuseppe Dacquì, Davide Schillaci, Giovanni Pace, Michele Ambra, Ruggero Mancin e Maria Teresa Consaga – tutti al cospetto del giudice Salvatore Palmeri.

A loro il sostituto Luigi Leghissa ha contestato perlopiù di avere effettuato nuovi scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione, per la maggior parte nella fognatura, ad altri lo smaltimento sul suolo di rifiuti liquidi raccolti su una canaletta in area cementata e smaltiti nel terreno.

I loro impianti tre anni fa erano stati sequestrati dopo un blitz interforze con i tecnici dell’Azienda sanitaria provinciale.

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Droga in casa, scoperti dai cani e arrestati

Droga in casa, scoperti dai cani e arrestati

San Cataldo – In due sono stati arrestati per droga. Un terzo è stato denunciato. Questi gli esiti di un servizio di controllo del territorio effettuato dai carabinieri.

I provvedimenti restrittivi sono scattati per Giuseppe Raimondi di 24 anni e Giuseppe Mangione di 43. Per entrambi l’accusa è di detenzione e spaccio di stupefacenti.

È durante perquisizioni eseguite nelle lor case che è saltata fuori la sostanza scovata da due cani delle unità cinofile di Palermo.

In casa di Raimondi sono stati trovati oltre trenta grammi di marijuana e 14 grammi di hashish che, secondo gli investigatori, erano destinati allo smercio.

Nell’abitazione dell’altro, mangione, sono stati rinvenuti oltre 50 grammi di hashish.

Tutti e due, per decisione della procura, dopo l’arresto sono stati sottoposti ad arresti domiciliari.
Un altro giovane, S.N. disoccupato ventunenne pure lui di San Cataldo, è stato invece denunciato, sempre per stupefacenti.

Da inizio anno ad oggi sono ben oltre trenta gli arresti per droga effettuati dai carabinieri soltanto a San Cataldo.

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Vetrina in frantumi con un furgone, colpo dei ladri in un bar

Vetrina in frantumi con un furgone, colpo dei ladri in un bar

CALTANISSETTA – Con il furgone hanno sfondato nella notte la vetrina del locale. Così da potersi impadronire di una slot machine con dentro la sua gettoniera.

Il colpo è stato messo a segno ai danni del bar Black & White di via Borremans. E’ nella notte che la banda è entrata in azione nel capoluogo nisseno utilizzando un furgone che poi è risultato rubato.

Il mezzo, diverse ore dopo, è stato trovato incendiato nell’area dell’Ennese.

Nonostante il chiasso provocato dalla vetrina mandata in cocci, solo qualcuno avrebbe udito qualcosa. Ma quando hanno avvisato i carabinieri era già troppo tardi.

Sì, perché i ladri erano già andati via portando con loro la slot e il suo incasso. Nessuna traccia di lor. Solo il furgone, in mattinata, è stato trovato a parecchi chilometri di distanza. Presumibilmente, secondo gli stessi militari era rubato.

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“Volevo solo vedere i miei figli”, sospetto stalker resta in cella

“Volevo solo vedere i miei figli”, sospetto stalker resta in cella

Caltanissetta – Niente libertà al trentenne arrestato per stalking nei confronti della sua compagna. Così ha disposto il gip David Salvucci nel confronti Rachid Mourtada – difeso dall’avvocato Giuseppe Speranza – arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri.

Il giovane, si è difeso respingendo le accuse. Spiegando al giudice che lui avrebbe soltanto voluto vedere i suoi figli minorenni che vivono con lei, il presunto bersaglio degli atti persecutori.

Per questa ragione, sempre secondo la tesi a discolpa, il giorno del suo arresto si sarebbe fatto di nuovo vivo con la sua ex compagna.

Avrebbe voluto vedere i suoi figlioletti perché a fine mese dovrò partire per il Marocco. E invece all’arrivo dei carabinieri è stato arrestato.

Lo stesso trentenne, qualche giorno prima, era stato salvato dai carabinieri perché si era cosparso di benzina minacciando di volersi dare fuoco.

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Vallelunga: «Fuitina galeotta», verità contro dai due ragazzi

Vallelunga: «Fuitina galeotta», verità contro dai due ragazzi

Vallelunga Pratameno –  Verità un po’ differenti su quella sorta di “fuitina” che fu galeotta. Da lui, giovane di Vallelunga, e da lei, a quel tempo diciassettenne dello stesso piccolo centro del Vallone, sono arrivate versioni solo in parte coincidenti.

Sono emerse al processo che vede sotto accusa proprio il ventitreenne di Vallelunga, G.M. -difeso dall’avvocato Salvatore Tona – accusato di sottrazione consensuale di minorenne.

Reato che si sarebbe consumato per quella fuga di un giorno con una minorenne del paese che, adesso, insieme ai genitori – assistiti dall’avvocato Giuseppe Dacquì – si sono costituiti parti civili.

Il ragazzo, sostanzialmente, ha raccontato che sarebbe stata lei, quella mattina del 24 luglio del 2014, ad andare a trovarlo in un bar del paese che solitamente frequenta. «E mi ha detto, in lacrime, che non voleva restare a casa sua, ma che voleva stare con me», ha riferito l’imputato.

E di essere stata lei a cercarlo, la ragazza in aula non lo ha negato. Ma il pianto sì, quello lo ha smentito. E poi  ha sostenuto che insieme avrebbero deciso di andare via.

Solo a tarda sera i due, spariti dalla mattina, sarebbero stati ritrovati. Avevano trascorso l’intera giornata in un casolare alle porte del paese, a poca distanza dalla scuola media.

La denuncia presentata a carico del giovane ha fatto poi scattare a suo carico l’imputazione di sottrazione di minorenne, seppur consensuale.

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Vallone: disagi a pioggia per le precipitazioni  di ieri

Vallone: disagi a pioggia per le precipitazioni di ieri

La Cordovese Valle come si presentava ieri

MUSSOMELI – Mentre per la legge del contrappasso una interruzione idrica ha lasciato a secco il Vallone, nelle stesse e negli stessi  luoghi la pioggia di ieri  ha allagato questa zona, provocndo disservizi.  Rivoli e fanghiglia si sono riversati sulle drammatica viabilità nissena provocando disagi, interruzioni e insidie ovunque. La “Cordovese  Valle”, ad esempio, o lunghi tratti della  Sp 38, la strada che collega a Caltanissetta si sono ben  presto trasformati in un pantano. Smottamenti, fenomeni franosi, accumulo di detriti, allagamenti hanno interessato tute strade. Tra la contrada Soria e Tumarrano  è perfino crollata una vecchio fabbricato rurale. Non sono mancati i disagi nemmeno nei centri abitati dove sono saltati i tombini e  i forti rovesci hanno privato diverse utente della linea telefonica e di quella elettrica. Una situazione che nel Vallone si ripete con una puntualità svizzera, era già successo con i temporali in piena estate, e oggi si ripete.  Ogni volta che si ha  un acquazzone, di intensità superiore al breve piovischio, così qualcuno esasperato commenta.  “Questa è una zona isolata e martoriata – commentano alcune pendolari costretti ad utilizzare l’auto per lavoro -, siamo esasperati, ogni volte che piove chi come noi,  per lavoro, studio o salute, è costretto  a utilizzare l’auto rischia grosso. Occorre correre ai ripari o arriveremo al punto di rimpiangere la siccità.”

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Mussomeli a secco, in tutto il Vallone un altro giorno con i rubinetti asciutti

Mussomeli a secco, in tutto il Vallone un altro giorno con i rubinetti asciutti

MUSSOMELI – Vallone a secco per un altro giorno. Tutta l’intera area, a fronte di precedenti disposizioni che avrebbero visto la ripresa del servizio, rimarrà ancora con i rubinetti asciutti anche per la giornata di sabato 22 settembre.

Il contrordine è arrivato da Caltaqua  che ha dovuto imporre il nuovo stop, quando nelle ore precedenti era stato annunciato il ripristino dell’erogazione

A secco i comuni di Mussomeli, Campofranco, Acquaviva, Sutera, Milena, Villalba, Vallelunga, Bompensiere, Montedoro, Marianopoli, Sommatino, Serradifalco, San Cataldo e Delia.

A determinare il prolungamento del blocco forzato dell’erogazione è stato un guasto. Una rottura, in particolare, all’acquedotto del Fanaco.

I lavori di riparazione dell’impianto sono in corso  ma, attualmente, non vi sono ancora tempi certi per la ripresa del servizio.

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«Discarica inquinante», chiesto processo per sindaci, dirigenti e tecnici

«Discarica inquinante», chiesto processo per sindaci, dirigenti e tecnici

CALTANISSETTA – Richiesta di rinvio a giudizio per sindaci, funzionari comunali, dirigenti Ato e tecnici finiti sotto inchiesta per la gestione della discarica di contrada Stretto.

È stata la procura nissena a chiede l’apertura di un procedimento a carico di nove dei dieci imputati. Unica richiesta di proscioglimento è stata avanzata nei confronti dell’ex commissario liquidate dell’Ato rifiuti Cl1, Elisa Ingala.
Per il resto è stato chiesto il processo per l’ex sindaco Michele Campisi di 54 anni; il suo predecessore Salvatore Antonio Messana di 58 anni; il sindaco attualmente in carica, Giovanni Ruvolo di 51 anni; l’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune, Gaetano Corvo di 70 anni; l’ex presidente del consiglio di amministrazione dell’Ato rifiuti Cl1, Giuseppe Cimino, 68 anni; Salvatore Rumeo, 60 anni, responsabile dell’area tecnica dell’Ato; Graziano Scontrino, 42 anni, ex direttore tecnico della società d’ambito;  Sergio Montagnino, 61 anni, direttore tecnico della discarica per conto dell’Ato; Michele Panzica, 65 anni, esperto del Comune  e direttore dei lavori di messa in sicurezza in emergenza della discarica di “Stretto”

A loro -assistiti dagli avvocati Giuseppe e Francesco Panepinto, Raffaele Palermo, Giacomo Butera, Sergio Iacona, Salvatore e Antonio Falzone, Diego Perricone, Agatino Cariola e Maria Donata Licata, Sonia Tramontana, Maria Giambra e Ippolito Cucchiara – sono state contestate le ipotesi di concorso, di disastro ambientale e adulterazione o contraffazione di sostanze – acque in questo caso – destinate all’alimentazione.

Soni stati tirati in ballo, ognuno per il proprio ruolo, per la gestione della discarica rimasta chiusa per parecchi anni e che –secondo il teorema dei magistrati – si sarebbe trasformata in una bomba ecologica.

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Depistaggio sulla strage Borsellino, i familiari si costituiscono parte civile

Depistaggio sulla strage Borsellino, i familiari si costituiscono parte civile

I figli dell’ex procuratore aggiunto di Palermo, Paolo Borsellino, hanno chiesto di potersi costituire parte civile contro i tre poliziotti sotto accusa per il presunto depistaggio sulla strage di via D’Amelio.

Così in avvio di udienza preliminare a carico funzionario Mario Bo’, gli ispettori Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo accusati dalla procura nissena di concorso in calunnia, peraltro aggravata dal favoreggiamento a Cosa nostra.

Oltre ai figli del magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio del 1992 insieme agli agenti della sua scorta, hanno chiesto fi potersi costituire parti civili anche cinque imputati dei processi sule stragi che erano stati condannati, in via definitiva, sulla base della falsa verità del finto pentito, Vincenzo Scarantino.

Sono Natale Gambino, Giuseppe La Mattina Gaetano Scotto, Gaetano Murana e  Cosimo Vernengo inchiodati in carcere per diversi anni sula base di una sentenza che si sarebbe poi rivelata fondata su una falsa verità.

I tre poliziotti ora imputati avevano lavorato alle indagini sule stragi a stretto contatto con l’allora capo della Squadra Mobile Arnaldo La Barbera, uomo dei Servizi, deceduto nel dicembre di sedici anni addietro.

Dopo oltre un quarto di secolo dalle strage di via D’Amelio si è aperto questo nuovo capitolo con i ministero degli Interni – Fiammetta Borsellino ha “bacchetto” lo Stato «perché assente – che ha preannunciato di volersi costituire parte civile

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