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Archivio | Cronaca

 

Mussomeli, lotta alla contraffazione: sequestri e sanzioni della Finanza a Sutera

Mussomeli, lotta alla contraffazione: sequestri e sanzioni della Finanza a Sutera

MUSSOMELI – Controlli nell’area di Mussomeli della guardia di finanza in tema di tutela del codice del consumo. A Sutera, in occasione della festa patronale, sono stati controllati due esercizi commerciali che vendono accessori per smartphone e cellulari.

I finanzieri hanno trovato 3.542 prodotti esposti in vendita e composti per lo più da articoli largo utilizzo come cover, schermi protettivi ed altro, che sono stati sequestrati perché non riportavano indicazioni obbligatorie.

E, per il tipo d’irregolarità rilevate, è prevista una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 516 a un massimo di poco meno di 20 mila euro, ma con possibilità di riduzione, se pagata entro sessanta giorni, a 1.032 euro, che sostanzialmente rappresenta il doppio del minimo previsto.

Le fiamme gialle hanno evidenziato come sui prodotti in commercio vanno riportate indicazioni obbligatorie in lingua italiana coem provenienza, tipologia di prodotto, materiali impiegati, istruzioni, precauzioni e destinazioni d’uso.

“La lotta alla contraffazione ed alla circolazione di prodotti insicuri – è stato evidenziato – è una delle priorità operative della Guardia di Finanza per la grave distorsione che la commercializzazione di tali beni provoca sul mercato legale e per i rischi a cui espongono i consumatori.

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Occhio del «Grande fratello» per la sicurezza, protocollo su sistemi antirapina

Occhio del «Grande fratello» per la sicurezza, protocollo su sistemi antirapina

CALTANISSETTA – Siglato un protocollo d’intesa sui sistemi antirapina nelle zone di lavoro. L’occhio del “grande fratello”  per la  sicurezza.

L’iniziativa  ha coinvolto Confcommercio Caltanissetta ed i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, che hanno siglato con la Direzione territoriale del lavoro il protocollo d’intesa sulle installazioni di sistemi di sicurezza antirapina in luoghi di lavoro.

« Il protocollo – è stato sottolineato –  consente a tutte le imprese della provincia aderenti a Confcommercio di adempiere velocemente agli obblighi di legge, evitando le pesanti sanzioni amministrative, che vanno da 30mila a 180mila euro  e penali che prevedono un’ammenda da  154 a 1.549  euro o l’arresto da 15 giorni ad un anno. E in caso di mancato adempimento è vietata e, quindi, punita anche la semplice installazione del sistema di videosorveglianza ancorché non seguita dall’attivazione dell’apparecchiatura».

È stato evidenziato che l’installazione degli impianti di videosorveglianza, nonostante sia legata ad esigenze di sicurezza e tutela del patrimonio aziendale,  deve osservare sia la normativa sulla protezione dei dati personali, che lo statuto dei lavoratori.

Ecco perché nasce l’obbligo che l’installazione degli impianti di videosorveglianza è possibile soltanto dopo la stesura di un accordo sindacale con i lavoratori o, in alternativa, attraverso l’autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro.

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Furti in serie in trasferta, scoperto dalle impronte e arrestato

Furti in serie in trasferta, scoperto dalle impronte e arrestato

CALTANISSETTA – Lui, sospetto topo d’appartamento in trasferta, è stato smascherato dalla Squadra mobile.  È il sessantunenne di origine catanese, Raimondo Salvatore Ferrara che è stato destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Caltanissetta, su richiesta della procura, per una serie di furti.

Colpi in appartamenti che sarebbero stati messi a segno a Caltanissetta tra il 2012 e il 2015. Più in dettaglio, gli sono stati contestati  tre furti, con l’aggravante «di avere usato violenza sulle cose», danneggiando le porte d’ingresso delle abitazioni prese di mira.

In particolare, al sospetto ladro sono stati contestati i furti commessi nel gennaio del 2015 in via Michele  Amari, nel marzo del 2014 in via Filippo  Paladini e nel maggio del 2012 in via San Giovanni Bosco.

Il sistema è sempre lo stesso: dopo aver forzato la serratura della porta d’ingresso, il ladro ha messo tutto a soqquadro frugando ovunque e rubando, alla fine, banconote estere di diverso taglio, tra cui anche dollari americani e lire turche, oggetti e preziosi in oro e, in un caso, anche una pistola. Una Colt calibro 38 e  50 cartucce. 

Sono stati i rilievi effettuati nelle case oggetto di raid dagli esperti della scientifica ad indirizzare le indagini su Ferrara. Lo stesso al quale, al carcere di Caltagirone dov’è già detenuto per espiare pene definitive sempre per furto,  è stato adesso notificato il nuovo provvedimento restrittivo.

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Scoperta maxi piantagione di droga, 5 arresti a Mazzarino

Scoperta maxi piantagione di droga, 5 arresti a Mazzarino

MAZZARINO – Chi era intento ad annaffiare le piante, chi trasportava tubi d’irrigazione e chi, ancora, su un trattore si preparava a lavorare il terreno.

È in queste circostanze che in cinque sono stati arrestati dalla polizia  per una maxi piantagione di droga. Qualcosa come 10mila arbusti di marijuana nascosti all’interno di un vigneto di contrada Brigadieci, nelle campagne di Mazzarino. Erano stati impiantati tra le viti per nasconderlo ad occhi indiscreti.

Lì era stata realizzata una serra che partiva dal semenzaio fino alle successive fasi di crescita delle piante, per arrivare al prodotto essiccato e finito. Sono stati inoltre scovati e sequestrati 465 grammi di marijuana, ritenuta del tipo “super skunk”, di ottima qualità, già pronta per lo spaccio.

Gli arresti sono scattati per il 41enne Alessandro Lucera, il 71enne Salvatore Celona, il 32 anne Davide Cardinale e due egiziani, il 28enne Mohamed Ahmed Gamal Bakr e il  18enne Mahmoud Mohamed Hesham Metawaa.

Tutti rinchiusi al Carcere Malaspina di Caltanissetta per detenzione e  spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, coltivazione illecita di marijuana e, in più, il solo Celona anche per detenzione di arma clandestina e furto di energia elettrica. Già, perché a lui gli agenti hanno trovato e sequestrato una Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa, completa di caricatore e 11 cartucce inesplose. E, in più, si era allacciato abusivamente alla linea elettrica dell’Enel per alimentare gli essiccatori della marijuana all’interno della serra.

Durante la successiva perquisizione i poliziotti hanno trovato marijuana già essiccata, la pistola  e tutto il “necessair” per la coltivazione della droga. In particolare, lampade da 600W, trasformatori di corrente, bilance e bilancino di precisione digitale, rotoli di cellophane trasparente, macchine per confezionare in sottovuoto, umidificatori, bidoni di fertilizzante e ventole.

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Bullismo elettronico, incontro al “Paolo Emiliani Giudici”

Bullismo elettronico, incontro al “Paolo Emiliani Giudici”

MUSSOMELI – Il bullismo e il bullismo elettronico, o cyberbullismo, va prevenuto. I genitori non dovrebbero mai lasciare soli i figli nell’uso delle tecnologie informatiche e di internet. I docenti, a seguito di una formazione specifica, dovrebbero cogliere i segnali  di condizioni favorevoli allo sviluppo di comportamenti antisociali. E’ emerso nel corso di un incontro tra il pedagogista esperto del Miur di Caltanissetta dott. Salvatore Benfante Picogna e le classi della scuola primaria e secondaria dell’Istituto comprensivo “Paolo Emiliani Giudici” sul tema: “Bullismo e Cyber bullismo”. Accompagnato dalla dirigente scolastica Alessandra Camerota, il dott. Benfante ha visto prima gli alunni del plesso di via Pola e successivamente quelli del plesso “P. Pino Puglisi”.

L’incontro di formazione è servito a ricordare come il web sia uno spazio virtuale in grado di creare dipendenze e turbamenti nei ragazzi. Il pedagogista ha detto che: “alla violenza non si può rispondere con altra violenza, bensì con interventi mirati che si prendano cura tanto della vittima quanto del bullo, con l’obiettivo di riportare un clima di serenità in un ambiente di vita fondamentale quale quello della scuola”.

La dirigente scolastica Alessandra Camerota, durante gli incontri tenuti, ha ricordato che la scuola, molti anni addietro, ha aderito al progetto “Io ho scelto” del dott. Enzo Russo, ed ha anche recentemente partecipato al progetto Erasmus plus KA2 sullo stesso tema in partnership con Romania, Polonia, Bulgaria e   Repubblica Ceca.

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Separazione delle carriere nella giustizia, banchetti per la raccolta firme

Separazione delle carriere nella giustizia, banchetti per la raccolta firme

CALTANISSETTA – «Necessario garantire l’imparzialità dei giudici distinguendo tra la carriera dei magistrati che svolgono attività di indagine e quella del giudice al fine di assicurare un processo giusto». Questo, secondo l’avvocato Massimiliano Bellini (nella foto) referente nazionale della Camera penale, è il senso dell’iniziativa che lo stesso organo camerale, presieduto dall’avvocato Walter Teasuro, sta programmando.

A Caltanissetta, non solo in tribunale ma anche in altri punti della città, saranno approntati banchetti per raccogliere firme a favore della separazione delle carriere.

«L’unione delle camere penali – ha spiegato il presidente Tesauro – ha invitato tutte le camere penali d’Italia ad organizzare una raccolta di firme, finalizzata ad acquisire le opinioni di tutti gli avvocati ed operatori del diritto, nonché dei cittadini che dovranno, se vorranno, esprimere assenso o il dissenso rispetto alla invocata divisione delle carriere tra l’organo requirente e giudicante». E, in tal senso, ha aggiunto che «la camera penale di Caltanissetta  ha deliberato di incaricare, quale referente nazionale per l’organizzazione dell’iniziativa, l’avvocato  Massimiliano Bellini».

Lo stesso avvocato Bellini ha ribadito come «per fare ciò è necessario intervenire sulle norme del titolo quarto della Costituzione, per separare la magistratura giudicante da quella requirente. La separazione delle carriere diventa ineludibile per dare piena attuazione al giusto processo e per rendere coerente il testo costituzionale che, in alcune parti, come quelle che con questo progetto di revisione costituzionale si intendono modificare, fu ispirato dal modello inquisitorio all’epoca vigente. Essa – ha aggiunto –  rappresenta una tappa fondamentale verso un sistema che maggiormente garantisce i cittadini, ma anche gli stessi magistrati. È questa, peraltro, una valutazione che è sostenuta autorevolmente dallo stesso Parlamento europeo».

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Inquinamento ambientale, indagati sindaci e funzionari Ato

Inquinamento ambientale, indagati sindaci e funzionari Ato

CALTANISSETTA – La procura di Caltanissetta ha chiuso l’inchiesta a carico di dieci indagati per reati ambientali chiamati in causa per la discarica di contrada Stretto – Giordano. Nel fascicolo figurano i nomi degli ex sindaci nisseni Salvatore Messana e Michele Campisi, dell’attuale, Giovanni Ruvolo; dell’ex capo dell’ufficio tecnico, Gaetano Corvo; dell’ex presidente dell’Ato rifiuti Cl1, Giuseppe Cimino, e  dell’attuale commissario liquidatore, Elisa Ingala; i dirigenti tecnici dello stesso Ato, Salvatore Rumeo e Graziano Scontrino; il direttore della discarica, Sergio Montagnino, e il consulente esterno del Comune, Michele Panzica. A loro carico il sostituto procuratore  Luigi Leghissa ha contestato l’ipotesi di disastro ambientale.

L’indagine, che ha preso in esame un lungo arco temporale, è legata alla  gestione del sito, che, peraltro, da diversi anni non è più in funzione.

I magistrati nisseni, in particolare,

il sostituto Luigi Leghissa,  titolare dell’inchiesta, hanno ritenuto che l’errato trattamento del percolato, sversandosi nelle acque del torrente Stretto, abbia inquinato l’ambiente.

Ognuno dei dieci indagati è tirato in ballo per il proprio ruolo professionale. Mentre la questione legata alla gestione della discarica Stretto anche in passato è stata al centro di altre indagini e procedimenti a carico di funzionari del Comune di Caltanissetta.

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Tenta di fare irruzione in casa dell’ex moglie, arrestato per stalking

Tenta di fare irruzione in casa dell’ex moglie, arrestato per stalking

CALTANISSETTA – Lo hanno arrestato mentre, a suon di calci e pugni, stava tentando di buttare giù la porta di casa dell’ex moglie. E non s’è calmato neanche all’arrivo dei poliziotti. In queste circostanze è stato preso il trentenne nisseno, Giuseppe Maurizio Scimonelli, che già in passato ha avuto altre grane giudiziarie. In questo caso è finito in cella per atti persecutori nei confronti della ex moglie, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.È dopo mezzanotte che la polizia è intervenuta su chiamata di una donna impaurita dall’azione dell’ex marito che, da fuori, stava colpendo ripetutamente la porta di casa nel tentativo di forzarla. Subito è arrivata in zona una pattuglia e ha tentato di calmarlo. Gli agenti si sono immediatamente resi conto che era pure in preda ai fumi dell’alcol. Aveva bevuto troppo e la sua reazione si sarebbe fatta ancora più scomposta e violenta.E non solo anche in presenza degli agenti avrebbe continuato a ingiuriare e minacciare la sua ex moglie, ma avrebbe inveito contro gli stessi poliziotti. A quel punto Scimonelli – difeso dall’avvocatessa Maria Francesca Assennato – è stato rinchiuso in una cella del carcere Malaspina.

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Ucciso da una frana nella cava, in 5 vanno sotto accusa

Ucciso da una frana nella cava, in 5 vanno sotto accusa

CALTANISSETTA – In cinque saranno processati per la morte di un operaio all’interno di una cava. Un operaio che quattro anni fa è stato travolto e ucciso dal crollo di una collina.

La vittima è il cinquantaquattrenne di Bivona, Mario Cardinale, mentre sotto processo – come disposto dal gup – andranno i nisseni Salvatore Castiglione di 37 anni  a capo del servizio di prevenzione  nella cava di Villafranca Sicula teatro della disgrazia, il 60enne Luigi Infantino dipendente del Distretto minerario di Caltanissetta, il 76enne Salvatore Gelsomino di 76 anni direttore tecnico della stessa cava, il 46enne Giovanni Sola di Gela e la moglie, la 45 enne Alfonsina Marretta. Marito e moglie avrebbero gestito la ditta che lavorava in quella cava di Villafranca.

Sono accusati, a vario titolo, di  omicidio colposo aggravato in concorso e falso ideologico. Queste le ipotesi per le quali la procura di Sciacca, competente per territorio, ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dei cinque imputati.

Cardinale il 6 febbraio del 2013, mentre stava lavorando con un mezzo nel sito estrattivo, è rimasto sepolto da tonnellate di detriti che si sono staccati da una collina.

Una quantità così enorme di materiale che sono stati necessari più giorni di lavoro, da parte die soccorritori, perché venisse recuperato il corpo della vittima.

Da quel  momento s’è aperto un braccio di ferro giudiziario che adesso, a quattro anni dalla disgrazia, è approdato a una prima svolta. E i suoi familiari saranno parte civile.

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Bimba azzannata da un cane, salva ma ricoverata in ospedale

Bimba azzannata da un cane, salva ma ricoverata in ospedale

Caltanissetta –Brutta disavventura per una bimba azzannata a una gamba da un cane. Ma alla fine l’epilogo è stato grave ma, per buona sorte della piccola, non fatale.

Un brutto quarto d’ora vissuto nelle campagne alla periferia di Caltanissetta. La bimba, di appena 8 anni, era in compagnia dello zio  che stava effettuando alcune consegne.

Tra le altre, una in particolare nella zona di Cozzo di Naro, a sud della città. Entrando in una vileltat zioe e nipotina sarebbero stati assaliti da due cani. Da due rottweiler in particolare.

La piccola è stata morsa a una gamba ma sono riusciti a fagli mollare la prese. La bambina, ferita e sanguinante, è stata subito trasferita all’ospedale Sant’Elia.

Lì le sono stati praticati parecchi punti di sutura. Non sembra si siano profilate ulteriori complicazioni. Adesso si verificherà la posizione dei proprietari dei cani, anche se si trovavano all’interno di una proprietà privata.

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