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Archivio | Cronaca

 

Trasferimento cani a Crotone, Elio Ferreri:   “il sindaco non conosce la normativa ma mette in dubbio la regolarità del mio canile”

Trasferimento cani a Crotone, Elio Ferreri: “il sindaco non conosce la normativa ma mette in dubbio la regolarità del mio canile”

MUSSOMELI – Dopo che i randagi, non senza tensioni, sono stati affidati dall’Amministrazione, attraverso un bando, a un canile calabrese, arriva in redazione una nota a firma del cinofilo Elio Ferreri che scrive: “In merito a quanto dichiarato dal Sindaco Catania, relativamente alla questione del trasferimento a Crotone dei cani ricoverati presso la struttura di mia proprietà, anch’io tengo a fare alcune precisazioni.

Per quanto riguarda l’idoneità dei mezzi utilizzati per il trasporto dei cani, il sig. Sindaco non si può esprimere sulla loro regolarità, perché non competente in materia ed anche alla luce del fatto che non ha visionato personalmente in quanto non presente (impegnato altrove),

In ordine alle dichiarazioni rese dai due veterinari presenti, dott. Mulè e dott. Ippolito  ed alla loro assunzione di responsabilità per aver consentito il trasferimento,  in mancanza di sterilizzazione, con quei mezzi ed in quelle condizioni, in dispregio alla normativa, saranno le autorità competenti a pronunziarsi.

Quello che mi disturba non poco è che il Sindaco, con le sue affermazioni/illazioni si sia permesso di metter in dubbio la regolarità e la legalità del mio canile rifugio.

Sono in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie  già dagli anni 92/94 ed il Signor Sindaco di questo è perfettamente a conoscenza  perché tutto è agli atti .

Voglio comunque sottolineare che la struttura di mia proprietà insiste in zona agricola, luogo deputato proprio a queste attività. ma  a questo punto, una domanda sorge spontanea: Le abitazioni cui fa riferimento il primo cittadino, sono in regola con  autorizzazioni, licenze edilizie, eventuali sanatorie, accatastamenti? In altre parole… sono in regola con la legge?

Farebbe bene a verificare…….nell’interesse di tutti. Gradirei  avere risposta su ciò.

Voglio ricordare, ancora,  che i cani randagi del Comune di Mussomeli,  sono stati ricoverati su Ordinanaza Sindacale  n.24 del 05.05.2015  a firma dell’allora Sindaco Calà.

Successivamente, in conseguenza dell’insediamento della nuova amministrazione, in data 10.06.2015 con nota prot. n.12057 a  firma del sindaco Catania, mi si comunicava che i cani sarebbero stati ritirati entro  4 mesi dal primo ricovero avvenuto  il 07.04.2015 e che pertanto entro il 07.08.2015, i cani presenti in struttura sarebbero stati prelevati.

Questo non è avvenuto e di conseguenza se, nelle more, l’Amministrazione ha dovuto sostenere le relative spese ( così come detta la normativa della regione siciliana), l’unico responsabile è solo ed esclusivamente il Sindaco.

Avrebbe potuto e dovuto procedere nei termini di cui alla nota suddetta e non lo ha fatto.

Riguardo alla certificazione di qualità, essendo il Sindaco, come già detto, ignorante in materia, preciso che tale certificazione non è richiesta dalla Legge regionale, ma  posso assicurare che il rifugio cani di mia proprietà non ha nulla da invidiare a nessun’ altro.

Ma c’è di più.

La struttura adibita a canile rifugio è stata sempre controllata nel corso degli anni: 5 volte dal NAS e ‘solo’ 21 volte dall’Asp. Mai sono state   irrogate sanzioni per irregolarità e pertanto in considerazione di ciò, pregherei il Signor Sindaco dall’astenersi dal rendere  simili affermazioni.  Non permetto ad alcuno di metter in dubbio la mia professionalità e la mia totale osservanza della normativa di riferimento.

Cosa ancor più sgradevole è, senza dubbio, la considerazione  che ‘ mi brucerebbe il fatto che i cani siano trasferiti altrove’.

Mi permetto di dire che non è intellettualmente onesto fare  una simile  affermazione, poiché il Sindaco e gli altri amministratori  sanno perfettamente che non ho mai avuto interesse a trattenere qui i  cani di Mussomeli, che non ho partecipato a nessuna delle tre gare indette, come indicato  in tutte  le  intercorse comunicazioni, con i soggetti interessati.

Certamente, non posso negare di essere dispiaciuto per il trasferimento dei randagi in questione, perchè vi sono affezionato, ma sicuramente mi sento molto sollevato dal non dover più aver a che fare con questa amministrazione comunale, che nonostante la mia continua e totale disponibilità, dimostra di non aver apprezzato il mio lavoro, che ripeto, svolgo con gran dedizione e sfido chiunque a provarne  il contrario.

L’interesse precipuo del sottoscritto è quello di assicurare il benessere degli animali e pertanto mi batto affinchè tutto si svolga in assoluta legalità.

I cani , secondo la normativa vigente, devono rimanere sul territorio e non possono essere ricoverati in strutture  fuori regione. Ed in più, il servizio deve essere espletato entro 4 ore dalla chiamata.

Allora mi chiedo come farà la ditta aggiudicataria, di Crotone, a poter arrivare in tempo utile?

Una cosa comunque è certa: La legge va rispettata, sempre e da tutti, che piaccia o no, che si riferisca a persone o ad animali.

Io la rispetto costantemente e pretendo che gli altri, comprese le Istituzioni, si adeguino.

Per questo chiedo  al Sindaco Catania, ancora una volta, di voler ritirare i cani rimasti presso la mia struttura nel più breve tempo possibile.

Ad ogni buon conto, preciso infine, che la storia continua e che il tempo darà ragione a chi lo merita. Aspetterò con calma e con fiducia che la Giustizia, in cui credo fermamente, faccia il suo corso”.

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Usura e furto di corrente, arresti a Mussomeli e Villalba

Usura e furto di corrente, arresti a Mussomeli e Villalba

MUSSOMELI – Due arresti dei carabinieri di Mussomeli scattati nelle ultime ore su disposizione della magistratura nissena.

Il primo dei provvedimenti restrittivi è maturato a carico del quarantunenne di Mussomeli, Calogero Anzalone che, su disposizione della procura di Caltanissetta, dovrà scontare 11 mesi e 28 giorni di reclusione per furto di energia elettrica. E i fatti a lui contestati risalgono al maggio dello scorso anno.

Altro arresto, con il beneficio dei domiciliari, per la 78enne di Villalba Vincenza Zuzzè a carico della quale è divenuta definitiva la pena a 4 anni di reclusione per estorsione e usura. Che si sarebbero consumati a Villalba cinque anni fa.

Lo scenario che ha messo nei guai lei, il marito (poi deceduto mentre era in corso il processo d’appello) e il figlio è legata a un’indagine dei carabinieri, nome in codice «Wear old way», “Usura vecchia maniera”.

I militari hanno ritenuto che marito e moglie sarebbero stati ritenuti la mente del giro di prestiti a ”strozzo”, mentre il figlio è stato indicato come il braccio operativo della presunta organizzazione familiare.

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Movida di Mussomeli, pub controllati dai carabinieri

Movida di Mussomeli, pub controllati dai carabinieri

 Mussomeli – Sotto i riflettori dei carabinieri è finita la movida di Mussomeli. Per combattere l’abuso di alcolici soprattutto trai giovani. Un servizio, quello coordinato dal capitano Luigi Balestra, con finalità tanto preventive, quanto repressive.

Diverse le pattuglie impegnate nel controllo che ha interessato 98 persone che viaggiavano su 36 mezzi. I guidatori sono stati tutti sottoposti a prova dell’etilometro e non sono stati scoperti “indisciplinati”. Nessuno ha alzato troppo il gomito.

Durante le stesse verifiche sono state effettuate anche perquisizioni in cerca di droga.

Attenzione puntata pure su pub e locali notturni. Con un occhio di riguardo ai minori e al divieto di vendere o somministrare loro bevande alcoliche.

Ma in tal senso l’attività non è chiusa e gli stessi carabinieri tracceranno in seguito un bilancio complessivo che sarà la fotografia della movida di Mussomeli.

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Test antidroga inguaierebbe giovane coinvolto nello scontro sulla 626

Test antidroga inguaierebbe giovane coinvolto nello scontro sulla 626

CALTANISSETTA – Svolta nelle indagini sul pauroso incidente avvenuto nel fine settimana lungo la statale 626 dove si sono scontrate due auto frontalmente con i rispettivi conducenti rimasti gravemente feriti.

Uno dei due coinvolti nel terribile scontro frontale, dai successivi esami clinici sarebbe stato trovato positivo alla cocaina.

É un trentunenne canicattinese che era al volante di una Volkswagen Golf che, all’altezza dell’innesto per la scorrimento veloce per Gela, s’è scontrata con la Opel Corsa condotta da una trentasettenne dell’Ennese.

Questo sarebbe un primo passo delel indagini, mentre per quanto riguarda l’esatta ricostruzione della dinamica è già stata tracciata una prima tesi, ma che deve ancora essere verificata.

Le risultante dell’esame tossicologico potrebbe presto sortire strascichi per il giovane guidatore che sarebbe stato inguaiato dai successivi test ospedalieri.

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Ladri entrano in abitazione nonostante il padrone sia in casa

Ladri entrano in abitazione nonostante il padrone sia in casa

MUSSOMELI –  Ladri intrepidi e temerari. Sabato mattina i soliti ignoti si sono introdotti all’interno di una abitazione di via Tripoli senza nemmeno accertarsi che la casa fosse vuota.  Solo la presenza in casa del nipote 22enne  dei proprietari che stava riposando sul letto ha fatto si che i malviventi desistessere dal loro intento criminale. Il giovane, nonostante lo choc per la visita indesiderata ha avuto la prontezza di annotare modello, una Lancia Y bianca. Sembrerebbe che l’auto non risulti rubata, circostanza che agevolerebbe le operazioni per risalire ai responsabili. L’episodio è stato denunciato ai Carabinieri della Compagnia di Mussomeli e, secondo indiscrezioni, i ladri avrebbero le ore contate.

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«Pressioni su militari», condannato luogotenente dei carabinieri

«Pressioni su militari», condannato luogotenente dei carabinieri

CALTANISSETTA – Condannato un sottufficiale dei carabinieri che sarebbe intervenuto su due militari che stavano sottoponendo ad alcoltest un suo amico.

Questa, almeno, l’accusa mossa nei confronti del  luogotenente Carmelo Zimarmani – assistito dall’avvocato Raffaele Palermo – chiamato a rispondere minaccia a un inferiore per costringerlo a compiere un atto contrario ai propri doveri.

La corte d’Appello di Caltanissetta lo ha condannato a un anno. Chiudendo un procedimento nato dall’onda lunga del pronunciamento della Cassazione a sezione unite che lo scorso anno ha annullato il verdetto emesso dal tribunale militare di Napoli e un secondo del gup di Caltanissetta.

Sì perché sulla vicenda si sono aperti due differenti processi e il perché è presto spiegato.  Le due denunce hanno intrapreso strade differenti: una approdando davanti ai giudici ordinari, l’altra al cospetto del tribunale militare.

In entrambi i casi ne è uscito con la condanna. Che adesso la corte d’Appello, su annullamento della Suprema Corte , ha sostanzialmente confermato. Ma la difesa ha già preannunciato che impugnerà il verdetto.

I fatti in questione risalgono a oltre due anni e mezzo fa. Quando una pattuglia dei carabinieri ha fermato due automobilisti che erano stati ospiti a cena del sottufficiale. E nel momento in cui uno di loro stava per essere sottoposto a prova dell’etilometro, ha chiamato al telefono il luogotenente che, da li a poco, è arrivato in zona.

In quei frangenti – è la tesi dei magistrati – avrebbe tentato d’indurre i due militari della pattuglia a soprassedere dal proseguire con quel controllo. E al loro rifiuto  avrebbe pressato, per l’accusa, ma senza esito.

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Vendita di alcolici nel mirino “stretta” della polizia

Vendita di alcolici nel mirino “stretta” della polizia

Caltanissetta – Vendita d’alcool, sia da parte degli esercizi commerciali che dei distributori automatici di bevande attivi 24 ore su 24. Su questi aspetti s’è concentrato un servizio di controllo straordinario effettuato dalla polizia amministrativa.

Sono stati passati al setaccio diversi esercizi commerciali e gli agenti avrebebro appurato che alcuni non avrebbero rispettato gli orari di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e modalità. Regolamenti comunali e normativa nazionale dettano, infatti, che la mescita deve finire mezz’ora prima della chiusura del locale secondo calendario stagionale, mentre 3 distributori automatici consentivano l’acquisto di bevande alcoliche in orario vietato. E in tal senso vige il veto nelle fasce orarie che vanno da mezzanotte alle 6 del mattino. In questo caso la sanzione amministrativa prevista è di 6.666,67 euro.

Ma non è tutto. Perché le bevande venivano somministrate in bottiglie di vetro, mentre ne è vietata la vendita dopo la mezzanotte. La sanzione amministrativa prevista è di 308 euro per i distributori automatici e si aggiunge la sospensione delle licenza per tre mesi per il servizio al bancone.

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Ex capogruppo al Comune assolto per danni ma non per “invasione” di un’area

Ex capogruppo al Comune assolto per danni ma non per “invasione” di un’area

CALTANISSETTA – Ex capogruppo consiliare del Pd al Comune di Caltanissetta assolto per danneggiamento ma condannato per ingresso abusivo nel fondo di una cooperativa edilizia.

Al centro della vicenda giudiziaria – peraltro non l’unica a suo carico – è il consigliere comunale Angelo Scalia – difeso dall’avvocato Walter Tesauro – finito in giudizio non per il suo ruolo politico ma per fatti che riguardano la sua sfera personale.

In particolare è stato accusato di avere rotto il cancello di un’area di proprietà di una cooperativa edilizia e di avere fatto passare da lì due mezzi pesanti che trasportavano calcestruzzo da utilizzare per lavori nella sua villa, proprio a ridosso di quell’area.

Ora il giudice ha assolto Scalia per il danneggiamento del cancello, ma lo ha ritenuto responsabile di essersi introdotto abusivamente in quel fondo privato. E gli è stata comminata una multa di 100 oltre il pagamento dei danni, per 500 euro, alla stessa cooperativa edilizia “Todesca” – assistita dall’avvocato Giacomo Vitello – che si è costituita parte civile.

I fatti in questione risalgono al maggio di quattro anni addietro. La denuncia presentata dai responsabili della stessa coop ha poi dato vita al procedimento.

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Mussomeli, arrestato per scontare condanna per evasione

Mussomeli, arrestato per scontare condanna per evasione

MUSSOMELI – Lui, disoccupato di Mussomeli, è stato arrestato dai carabinieri perché lo hanno chiamato a saldare il suo conto  in sospeso con la giustizia.

In carcere è finito il quarantasettenne mussomelese, Armando Favata, che in passato ha avuto più grane con la giustizia. In questo caso è stato chiamato a scontare una condanna che nel frattempo è divenuta definitiva.

È di 5 mesi la pena da espiare per evasione dagli arresti domiciliari. Reato di cui si sarebbe reso auto tre anni addietro.

Ora, con l’ordine di esecuzione, i carabinieri della stazione di Mussomeli lo hanno prelevato dala sua abitazione e rinchiuso in una cella del «Malaspina» di Caltanissetta.

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Il tavolo tecnico prende impegno per la riapertura della sp25 Mussomeli – San Giovanni Gemini

Il tavolo tecnico prende impegno per la riapertura della sp25 Mussomeli – San Giovanni Gemini

MUSSOMELI – Tavolo tecnico tra il commissario regionale della ex provincia di Agrigento Giuseppe Marino, il sindaco di Mussomeli Giuseppe

Catania (nella foto), quelli di Acquaviva Platani Salvatore Caruso e di Casteltermini Nuccio Sapia,

l’assessore ai lavori pubblici del comune di Mussomeli Toti Nigrelli, il vicesindaco di Cammarata

Pino Bastillo, l’assessore ai lavori pubblici di San Giovanni Gemini Gero Barbasso e il dirigente

all’Utc di Mussomeli Carmelo Alba, sulla riapertura della SP25

Mussomeli – San Giovanni Gemini. A margine dell’incontro è stata diffusa una nota stampa. Il documento precisa che, nell’elenco annuale del piano triennale approvato il 3 marzo scorso, sono previsti lavori di manutenzione straordinaria per la

sostituzione dei giunti del ponte lungo la SP25 di collegamento tra Mussomeli e San Giovanni Gemini, di importo pari a circa 500 mila euro che saranno finanziati con l’utilizzo dell’avanzo di

amministrazione. L’avvio delle procedure di gara potrà avvenire dopo l’approvazione del rendiconto e del

bilancio di previsione. L’approvazione del bilancio rimane condizionata alla conversione del decreto

legislativo sugli enti locali, previsto entro la prossima estate, così da avviare l’iter per le procedure di gara.

Per questo motivo i presenti si sono dati appuntamento a data da destinarsi per un nuovo tavolo tecnico al fine di monitorare

puntualmente lo stato di attuazione dei lavori, con l’obiettivo di risolvere definitivamente la problematica

relativa alla chiusura delle SP25, che rappresenta un’importante valvola di sfogo per i comuni che gravitano

sul territorio interessato, garantendo, in tal modo, il diritto alla salute e all’istruzione.

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Comune Mussomeli

 

 

 

 

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