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Archivio | Cronaca

 

Due chili di hashish sotto la polvere di cacao, arrestato giovane corriere della droga

Due chili di hashish sotto la polvere di cacao, arrestato giovane corriere della droga

Altro arresto per un maxi carico di droga. Questa volta è stato effettuato dalla polizia, dalla della sezione volante in particolare, che ha sorpreso un corriere con quasi due chili di hashish.

In particolare un chilo e 900 grammi che il ventinovenne nigeriano Steven Marcus che all’interno di uno zainetto nascondeva la sostanza.

Il “fumo” era stato sistemato all’interno di tre barattoli, nascosto sotto la polvere di cacao, nel tentativo di eludere eventuali controlli. Ma non ha funzionato.

Il giovane è stato intercettato al terminal dei bus in via Rochester. Era appena sceso, poco prima delle nove e mezzo di sera, da un pullman in arrivo da Palermo.

Alla vista degli agenti ha accelerato il passo nel tentativo di allontanarsi in fretta. Ma il suo atteggiamento non è passato inosservato. Anzi.

È stato inseguito, bloccato e perquisito. Ed è saltato fuori l’hashish. Un quantitativo che immesso nel mercato al dettaglio, secondo la stessa polizia, avrebbe fruttato qualcosa come 14 mila euro.

Il giovane è stato rinchiuso al carcere Malaspina per detenzione ai fini di spaccio di poco meno di due chilogrammi di hashish.

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Arrestato corriere della droga in arrivo da Roma, aveva 1,6 chili di marijuana

Arrestato corriere della droga in arrivo da Roma, aveva 1,6 chili di marijuana

Corriere della droga arrestato all’arrivo da Roma con una maxi carico di marijuana. In particolare un chilo e 600 grammi nascosti dentro uno zainetto che teneva in spalla.

Così un nigeriano trentanovenne, in arrivo in pullman dalla stazione Termini della Capitale, è stato intercettato dai baschi verdi della guardia di finanza.

I militari, durante un servizio antidroga al terminal di via Rochester, hanno concentrato la loro attenzione su coloro che alla vista della pattuglie hanno mostrato anche piccoli segnali di disagio o di nervosismo.

Tra loro proprio il trenta novene nigeriano poi preso di mira e controllato più approfonditamente.

Sarebbe, secondo la tesi della fiamme gialle, un corriere che organizzazioni utilizzerebbero per fare arrivare la droga nelle zone di destinazione utilizzando stranieri che non risiedono in quelle aree.

Il nigeriano, dopo il sequestro della sostanza che aveva nello zainetto, è stato rinchiuso in una cella del carcere Malaspina per traffico di stupefacenti.

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Nascondeva 3 chili e mezzo di marijuana in casa, arrestato un giovane

Nascondeva 3 chili e mezzo di marijuana in casa, arrestato un giovane

Gli hanno scovato oltre 3 chili e mezzo di droga in casa. Marijuana in particolare. Più che sufficiente per fare scattare l’arresto.

Il presunto pusher è il ventisettenne Giuseppe Vincenzo Cannizzo, gelese, arrestato dalla polizia per  coltivazione e detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Il blitz in casa sua è scattato durante un servizio mirato proprio alla repressione del fenomeno droga. Da qualche tempo il ragazzo era finito nel mirino degli agenti che ne avevano tenuto sotto controllo ogni suo movimento. Con tanto di appostamenti e pedinamenti.

Fino a quando hanno ritenuto che fosse il momento buono per fare irruzione in casa sua. Ed i sospetti avrebbero trovato conferme.

Perché i poliziotti hanno rinvenuto in casa sua vero e proprio impianto per la produzione di marijuana che sembrava dismesso da poco tempo.

Sono stati sequestrati vasi, fertilizzante, lampade e trasformatori della serra domestica.

Da qualcosa come 95 vasi pieni di torba  – secondo la tesi investigativa – erano state appena estirpate le piante messe poi a essiccare. I poliziotti hanno sequestrato più di 3 chili e mezzo di marijuana, mezzo grammo di cocaina e 5 grammi e mezzo di hashish.

Il giovane, su disposizione della procura, è stato poi rinchiuso dalla polizia in una cella del carcere di contrada Balate.

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Vendeva alcolici a minorenni, barista multato e  attività chiusa per tre mesi

Vendeva alcolici a minorenni, barista multato e attività chiusa per tre mesi

Vendeva alcol in bottiglia, dopo mezzotte, peraltro pure a minorenni. Queste le contestazioni a carico di un barista che è stato sanzionato dagli agenti della polizia amministrativa.

È stata disposta la sospensione per tre mesi dell’attività dell’esercizio commerciale in questione. La normativa in materia prevede una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 250 a 1000 euro e, se il fatto è commesso più di una volta da 500 a 2000 euro e con la sospensione dell’attività per tre mesi.

Nel mirino degli agenti delal polizia amministrativa sono finiti diversi esercizi commerciali e distributori automatici aperti 24 ore su 24  che somministrano bevande alcoliche. Obiettivo del servizio, verificare se siano rispettate le regole sulla vendita di alcol a minorenni.

È sull’onda di recenti eventi che il controllo è stato eseguito. Sì, perché pochi giorni fa una ragazzina è finita al pronto soccorso del «Sant’Elia» dopo avere bevuto alcolici.

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Scontro fatale auto-moto, muore giovane centauro

Scontro fatale auto-moto, muore giovane centauro

Scontro fatale costa la vita di un giovane centauro. È l’ennesima tragedia della strada che, stavolta, ha lasciato sull’asfalto la vita di un trentasettenne, padre di due figli.

La vittima è il nisseno Danilo Cammarata, in sella alla sua motocicletta al momento dello scontro con un’auto guidata da una donna quarantasettenne.

L’impatto non ha lasciato scampo al centauro. Quando i soccorritori, a tarda sera, sono arrivati in zona la situazione era disperata.

Le condizioni di salute del motociclista erano gravissime. È stato immediatamente trasferito all’ospedale «Sant’Elia». Ma lì, al nosocomio, non è più arrivato in vita. Sì, perché il suo cuore si sarebbe definitivamente fermato durante la disperata corsa in ospedale.

Adesso saranno le indagini a chiarire la dinamica, a ricostruire con esattezza quanto è accaduto in quei momenti che sono stati preludio della tragedia stradale.

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Ieri a Lecco l’encomio al maresciallo maggiore Vincenzo Valenza

Ieri a Lecco l’encomio al maresciallo maggiore Vincenzo Valenza

LECCO –  Un riconoscimente a un militare di Mussomeli ma trapiantato al nord per lavoro. Ieri, per il 204esimo anniversario di fondazione della Benemerita, infatti,  a Lecco è stato concesso l’encomio semplice del comandante della Legione Carabinieri Lombardia al maresciallo maggiore Vincenzo Valenza  già addetto al Nucleo investigativo del Gruppo carabinieri di Monza, con la seguente motivazione: “Evidenziando elevata professionalità, non comune senso del dovere e spiccato acume investigativo, offriva determinante contributo a complessa attività investigativa che consentiva di disarticolare due distinte organizzazioni criminali dedite alle rapine ed ai furti aggravati ai danni di istituti di credito, pubblici esercizi e automezzi pesanti. L’operazione consentiva di assicurare alla giustizia 26 malviventi, autori di complessivi episodi delittuosi. Territorio nazionale, Marzo – Novembre 2015”. Vincenzo Valenza, 47 anni, è  entrato nell’Arma nel 1992 e attualmente guida la stazione dei carabinieri di Brivio.

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Mafia e pizzo, cadono accuse per Stiddaro… che stiddaro non era

Mafia e pizzo, cadono accuse per Stiddaro… che stiddaro non era

Cadono le accuse per un sospetto mafioso… che mafioso non era. Mentre un secondo imputato ha messo in carniere uno sconto di pena.

Così nel secondo passaggio in aula al processo legato all’inchiesta antimafia che ha colpito la Stidda facendo scattare nel febbraio di cinque anni fa 18 arresti per droga, armi e pizzo. Secondo gli inquirenti sono finiti allora nelal rete  capi storici e gregari della Stidda

In appello è arrivato il colpo di spugna per il ventinovenne Ettore Nobile –  assistito dall’avvocato Flavio Sinatra – che nel primo procedimento è stato condannato a nove anni di reclusione e che adesso ne è uscito con un verdetto assolutorio.

Sconto di pena, invece, per il trentottenne Carmelo Curvà – difeso dall’avvocatessa Nicoletta Cauchi – che ne è uscito con la pena a setta anni di reclusione.

Secondo la tesi degli inquirenti i diciotto coinvolti nell’operazione avrebbero pianificato attentati e avrebbero imposto il pagamento del pizzo a commercianti e imprenditori. E coloro che non si sarebbero piegati al ricattosarebebro stati avevrtiti con el manieer “forti”.

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Sorpresi a rubare materiale in cantiere, due arresti

Sorpresi a rubare materiale in cantiere, due arresti

Li hanno sorpresi all’interno di un deposito di materiale edile mentre stavano rubando ferro. Lo avevano già caricato su un camion quando i poliziotti sono arrivati in zona.

Così sono stati arrestati due nisseni, il ventottenne Maurizio Emanuel Santoro e il ventisettenne Salvatore Polizzi accusati di furto aggravato in concorso.  I due sono finiti in cella.

In più per loro è scattata pure una segnalazione alla procura  per possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli.

È all’interno di un cantiere di via Rochester che sono stati intercettati. A mettere in allarme la polizia è stata una telefonata arrivata alla centrale operativa della questura per segnalare quelle presenze più che sospette.

Quando due pattuglie sono arrivate, Santoro era alla guida Fiat Daily Iveco cassonato con sopra un carico di materiale ferroso. Santoro che è stato pure trovato a guidare senza patente.

Al suo fianco sul sedile lato passeggero, v’era Polizzi. Nel momento in cui sono stati bloccati è stato perquisito il loro camion. E dentro, nella cabina di guida, sono stati trovati e sequestrati uno scalpello e il lucchetto danneggiato del cancello dello stesso deposito preso di mira.

Nel cassone, invece, erano state già caricate poco meno di cinque tonnellate di materiale ferroso – tra morsetti, ganci di ancoraggio per ponteggi e altro ancora –  per un valore intorno ai cinquemila euro.

Il materiale è stato riconsegnato al responsabile della ditta nel frattempo avvertito dalla polizia, mentre il Fiat Daily Iveco è stato sequestrato.

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Caso Montante, parola al «Riesame» sulla scarcerazione

Caso Montante, parola al «Riesame» sulla scarcerazione

È il giorno del “Riesame” per l’ex presidente di Sicindustria che chiede la revoca della custodia cautelare in carcere.

I legali di Antonello Montante, gli avvocati Giuseppe Panepinto e Nino Caleca, discutono al cospetto del tribunale l’istanza avanzata nei giorni scorsi con l’intento di ottenere la scarcerazione.

Due le contestazioni che la procura di Caltanissetta, attraverso l’«aggiunto» Gabriele Paci ed i sostituti Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso, ha mosso a carico dello stesso imprenditore, ossia corruzione e associazione a delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici.

Nei giorni scorsi, intanto, con le dimissioni presentate da cinque consiglieri, lo stesso Montante  è stato dichiarato decaduto dalla carica di presidente della Camera di commercio di Caltanissetta.

Ora rimarrà in attesa del vaglio del’istanza presentata dai suoi legali e delel decisioni che assumerà il tribunale del riesame in merito all’applicazione della misura cautelare.

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Mussomeli,  donna colleziona 70 multe: giudice la “grazia” per l’età

Mussomeli, donna colleziona 70 multe: giudice la “grazia” per l’età

MUSSOMELI – Colleziona più di 70 multe in meno di tre mesi ma il Giudice di pace di Agrigento la “grazia” per l’età avanzata e le precarie condizioni di salute. Protagonista della curiosa vicenda una donna di Mussomeli di 73 anni. L’automobilista ha stabilito un poco invidiabile record, accumulando nell’arco di una ottantina di giorni ben 72 multe per eccesso di velocità. M.M.S. (queste le sue iniziali) è stata “pizzicata” a viaggiare oltre i limiti di velocità consentiti per 72 volte consecutive da due autovelox, entrambi posizionati sulla “SS 189”, la Palermo – Agrigento, all’altezza del bivio Tumarrano. Con una media di quasi un’infrazione al giorno, la pensionata è finita in una sorta di speciale guinnes dei primati. Dopo le continue notifiche da parte dei vigili urbani di San Giovanni Gemini, Comune competente sul territorio in cui sono installati i dispositivi, i figli si sono convinti a rivolgersi a un legale. L’avvocato mussomelese Gero Salamone, al quale la famiglia si è affidata, ha perciò presentato al Giudice di pace di Agrigento una serie di ricorsi contro le contestazioni avanzate. Ed un primo ricorso, riguardante 20 contravvenzioni, è stato vinto. Il Giudice di pace Marilia Montalbano ha infatti accolto la tesi difensiva secondo la quale la donna, per via della sua età e delle sue condizioni di salute non si sarebbe resa conta della velocità con la quale viaggiava. Forti di questa prima sentenza i familiari dell’automobilista adesso ripongono molta fiducia sull’esito degli altri ricorsi avanzati. Nelle prossime settimane l’ufficio del Giudice di pace di Agrigento dovrà infatti valutare le restanti 52 infrazioni elevate.

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