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 All’ombra del maniero ieri la prova unica del campionato regionale xco (di Francesco Imbesi). Le foto 

 All’ombra del maniero ieri la prova unica del campionato regionale xco (di Francesco Imbesi). Le foto 

Mussomeli. Oggi, Domenica 16 giugno, si è svolto il primo xco del castello di Mussomeli.
Tanti appassionati, provenienti da tutta la Sicilia, e concorrenti si sono sfidati in sella alle loro montanbaik in una gara valevole per il campionato regionale.
A fare da cornice lo splendido maniero e la campagna Mussomelese.
Tanti gli amanti della MTB che hanno tifato e scattato foto estasiati da un panorama mozzafiato ed una giornata abbastanza afosa.
La gara , valevole come prova unica del campionato regionale XCO e TOP CLASS Nazionale è stata resa possibile grazie all’immenso lavoro del comitato organizzatore a cura della ASD CL Provincia Dei Castelli ed è stata supportata da vari sponsor locali e dal comune.
Il percorso è stato ricavato su un circuito di km 4,100 particolarmente irto di difficoltà e quindi adatto ad una gara del genere.
La gara particolarmente avvincente ha visto la partecipazione delle categorie F.C.I., uomini:
Esordienti (13/14), Allievi (15/16), Junior (17/18),Under 23(19/22),Elite, Master junior (17/18), Elite Sport(19/29),Master 1/2/3/4/5/6/7+; donne: Esordienti (13/14), Allievi (15/16), Junior (17/18), Elite, Under 23, Master women 1/2.
Per la categoria Elite , uomini il vincitore è stato Scirica Giuseppe della società Finestrelle Bikers;
Categoria Under 23 Virga Andrea del Team Race Mountain
Categoria Junior , Spica Emanuele del Team Race Mountain
Donne Elite , Gulino Nina , dello stesso Team,
Master 6 Noce Giovanni, Master 7 Bonomo Saverio, Master 8 Marano Leonardo; Categoria elite master woman , Caruso Giorgia; Donne Master 1 Gibilisco Daniela e Donne Master 2 Russo Carmen Angela; Categoria Elite Master , Meli Gioacchino ; Master 1 Olivieri Vincenzo ; Master 2 , Scire’ ma la vittoria è stata assegnata a Costanzo Dario di Mussomeli. Master 3 vincitore Migliore G. , Master 4 Strinati e Master 5 Lombardo
Tra gli addetti ai lavori per la realizzazione del percorso Vincenzo Frangiamore, Vincenzo Carducci e Donato de stena della Panormus bike team MTB &TRAIL.
Per l’assistenza medica i dottori Carducci e G. Di Giuseppe e per l’assistenza sanitaria la C R.I comitato di Mussomeli e la Misericordia.

Francesco Imbesi

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Intervista al poeta Salvatore Cappalonga. “Niente amore e religione, i miei versi parlano di attualità”

Intervista al poeta Salvatore Cappalonga. “Niente amore e religione, i miei versi parlano di attualità”

MUSSOMELI – Versi, rime baciate, metrica sono la passione di Salvatore Cappalonga, poeta nato 61 anni fa a Mussomeli i cui versi stanno riscuotendo consenso tra pubblico e addetti al lavoro. Noi l’abbiamo intervistato per capire genesi ed evoluzione del colpo di fulmine per la lirica.

D.Come è nata questa passione per la poesia?

R. Fin dall’infanzia mi sono reso conto di amare ogni forma d’arte, poesia e commedia in particolare. Peccato che alcuno miei scritti, come tanti scritti di ragazzi ancor troppo piccoli sono andati perduti. Da adulto ho scritto un poema di quasi 1.500 versi e un altro poemetto di quasi 700 versi, mi sono dato da fare anche con alcune commedie in dialetto siciliano (1 Il funerale di don Baldo, 2 Cagnolini gatta e gattini, 3 il barone del monte di miele) ed ho quasi pronta una commedia in italiano (Le tre gemelle)  quello che però mi ha sempre affascinato di più è stata  la poesia. 

 

D. Solo negli ultimi tempi è di dominio pubblico questa tua verve creativa ottenendo diversi riconoscimenti

R. Si, da quassi 3 anni in qua ho cominciato a postare le mie poesie su FB ottenendo risultati del tutto inaspettati. Tra le tante menzioni voglio citarne una ricevuta in un concorso a Guidonia (Roma) un’altra in Calabria dove mi hanno omaggiato anche di un bellissimo quadro oltre alla menzione d’onore per non dire di altre menzioni vinte in molti punti della nostra isola a partire da Taormina, Cefalù, Marsala, Palermo  Termini Imerese e diverse altre ancora. 

 

D . Hai delle tematiche o delle forme d’ispirazione specifiche?

R. La mia poesia tratta quasi  sempre temi di attualità, io li definisco “Storie di ordinaria  ingiustizia”. Spaziando dalla fuga  dei cervelli al bullismo, dal femminicidio al mondo della scuola, in ogni caso sono sempre diverse e sempre di attualità. Mentre sono poche  le mie  poesie d’amore ed inesistenti quelle religiose. 

 

D.Riguardo alla metrica che tecnica utilizzi?

R.Solitamente le mie poesie sono tutte in rima (le diverse forme di rime, dalla baciata, all’alternata all’incrociata o incatenata) anche se da un anno in qua un mio amico poeta mi ha invitato e aiutato a scrivere pure in metrica, cosa che sto modestamente imparando a fare.

avendo ormai scritto tanto in tema di poesia, mi sono tuffato pure sulle filastrocche prima, sulle ninne nanna poi e adesso a volte passo il tempo con gli acrostici, i limerick , gli strambotti i tautogramma le ballate ecc, che, altro non sono che diversi modi di esprimere la poesia.

 

D.Solo poesia o c’è stato spazio per la prosa?

R.In un breve tratto della mia vita mi sono avventurato pure a scrivere un libro per bambini (Il gatto vegetariano) dove insegna ai più piccoli che dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo e non di quello che vorremmo avere. A  tempo perso ho scritto pure qualche favola sempre per bambini elementari.

 

D.Però il tuo primo e forse unico amore è la poesia che divulghi anche tramite i social

R. A dicembre 2017 ho deciso di fondare un mio gruppo e l’ho chiamato “Il sabato del villaggio” un nome che lascia subito intendere che si tratta di un gruppo di poeti e di poesia, e con mio grande piacere, da poco ho raggiunto ben 500 membri che per un gruppo di poesia abbastanza selettivo come il mio sono parecchi. 

 

D. Qual è la poesia a cui tieni di più?

R.Tra le mie poesie non ci sono quelle che mi piacciono più o meno, ma voglio sottolinearne alcune che ci sono particolarmente legato visto che ho vinto qualcosa e mi spiego meglio, con “La fattura” ho vinto il mio primo premio , mentre la poesia “Tourist” è stata letta con mio immenso piacere a Rai 3 nel 2018.Sono iscritto al F.U.I.S. (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) e da un po’ di tempo in qua appartengo al gruppo poetico Lilybetano, ma quello che ancora di più mi ha fatto piacere è essere uno dei soci fondatori dell ‘Accademia dei poeti siciliani “Federico II” dove è stato nominato un poeta per ogni provincia ed io con mio sommo piacere rappresento la nostra provincia.

D. A proposito della poesia nel nostro paese, anche quest’anno, come negli anni passati, sarai promotore di un evento a Mussomeli per gli appassionati della lirica?

R. Si, l’anno scorso, il 19 maggio ho organizzato al castello presso la sala dei baroni un reading di poesia dove sono accorsi poeti da diversi punti della Sicilia e uno pure da Napoli, quest’anno mi accingo a replicare l’evento che avverrà sempre al castello manfredonico domenica 12 maggio, con l’aggiunta di altri ospiti come una pittrice che esporrà i suoi quadri (Anche lei di Mussomeli) e, spero ancora in qualche altra sorpresa. Ovvio che siete tutti invitati a partecipare sia chi è appassionato di poesia che chi sconosce questo mondo per cercare di poterlo apprezzare. Questo II reading di poesia avrà inizio a partire dalle ore 9.30 e proseguirà anche nel pomeriggio presso un ristorante di Mussomeli dove tutti andremo a pranzare e trattenerci ancora un poco insieme.

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La congregazione dei falegnami pubblica “San Giuseppe e i mussomelesi”

La congregazione dei falegnami pubblica “San Giuseppe e i mussomelesi”

MUSSOMELI – “Lasciare un segno tangibile alla Comunità Mussomelese””. E’ questo l’intento dichiarato della pubblicazione “San Giuseppe e i mussomelesi”,  curata dalla Congregazione dei falegnami, per ricordare l’impegno sociale e pastorale di quel manipolo di ‘fratelli nel lavoro’ che erano e sono gli artigiani cattolici  del paese manfredonico. Il sodalizio ha voluto narrare con questo piccolo scritto quello che è stata nell’ultimo secolo: una struttura sociale che facendosi forte dello stare “insieme” è riuscita a onorare la figura di San Giuseppe Lavoratore padre putativo di Gesù, nonché figura importante perché ha saputo coniugare al meglio il proprio lavoro con la famiglia.

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Marianopoli, incontro con l’arte: mostra di scultura

Marianopoli, incontro con l’arte: mostra di scultura

Altra tappa dell’incontro con l’arte nell’area del Vallone. In particolare a Marianopoli. Che è sede di un altro appuntamento.

Anche questo, come tantissimi già conclusi con successo e altri ancora futuri, sono a cura di Bcsicilia, movimento regionale per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali.

In questo caso l’associazione culturale e di volontariato, in collaborazione con la Pro Loco e il polo regionale di Gela e Caltanissetta, ha organizzato un nuovo evento.

È «Incontro con l’arte: Mostra di scultura di Michele Valenza», che s’inaugura sabato 22 dicembre al museo archeologico regionale di Marianopoli.

Il tradizionale taglio del nastro è in calendario per la serata, alle 19,30. L’area espositiva sarà visitabile fino al 7 gennaio prossimo.

Il programma della serata prevede anche una visita guidata al museo, a cura dei soci di Bcsicilia e l’intervento del gruppo musicale «Sikuela».

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MANFREDI 3° CHIARAMONTE : MACCHIETTA OBESA OPPURE “RE DI SPADE”? di Fra’ Luigi Sapia

MANFREDI 3° CHIARAMONTE : MACCHIETTA OBESA OPPURE “RE DI SPADE”? di Fra’ Luigi Sapia

Approssimandosi la festa civica del Castello di Mussomeli con Corteo storico, Fiera, Mostra di pittura, scultura, grafica e fotografia, ecc. insieme a quella religiosa della Madonna della Catena, il pensiero vola pindaricamente ai tempi eroici della sua costruzione, sapientemente architettati e vivacemente rievocati dal mussomelese Giuseppe Messina nel suo magnifico romanzo storico “AL MUTAR DEL VENTO”.

Uno storico siciliano, in vena di ironia e di icone significative, tempo fa paragonò i 4 Vicari del Regno di Sicilia, della seconda metà del Trecento (: Manfredi III Chiaramonte, Artale d’Alagona, Francesco Ventimiglia e Guglielmo Peralta) alle figure dei 4 “Re” delle carte da gioco siciliane. Logicamente il Re di spade fu identificato nel potentissimo Manfredi III, sovrano di un terzo della Sicilia e che “per il suo valore avrebbe ben meritato la corona di Sicilia”(come scrive l’ing. Angelo Cutaia da Racalmuto nella prefazione del romanzo).

Circa otto anni fa poi un famoso romanziere: Valeria Evangelisti nel suo romanzo noir “REX TREMENDAE MAIESTATIS” presentò il predetto Manfredi quale “persona intelligente e di maniere quasi regali”, “non priva di acume”, ma basso di statura, ubriacone e talmente obeso che si muoveva a stento: “una botte di empietà”! Ma ci si chiede: un principe che, a circa quarant’anni d’età, perfino per scendere le scale doveva (secondo l’Evangelisti) reggersi “a fatica al corrimano” ed aiutarsi “con un bastone dal pomo dorato” (pag. 139), come avrebbe fatto ad accorrere “a marce forzate” dove c’era bisogno della sua presenza, a cavalcare intere giornate da un Vallo all’altro dell’isola, da un campo di battaglia all’altro, a varcare il mare per andare a conquistare l’isola africana di Gerba nel 1389 e così dare una mazzata alla pirateria islamica?…

Molto più comprensibile, poiché più aderente alla realtà storica, è invece la sua figura “a tutto tondo”, scolpita dalla penna di Giuseppe Messina, e che giganteggia tra “le donne, i cavalier, l’orme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese …” di ariostesca memoria.

Qualche anno fa il grande scrittore e romanziere siciliano Enzo Russo scriveva nel suo prezioso “INCOMPRENSIBILE SICILIA” una frase perentoria: “In Sicilia mai nessun barone ha voluto farsi re”, sulla quale io avrei però qualche dubbio: secondo il mio modesto parere, Manfredi III fu la classica eccezione che conferma la regola.

Benché reputi Enzo Russo uno dei nostri più lucidi scrittori d’Italia, mi sia quindi permesso di avanzare l’ipotesi che se Manfredi III, il potentissimo Primo Vicario del Regno, capo della fazione • latina antiaragonese e che teneva “relazioni dirette con papi e re, fino a dare in sposa sua figlia Costanza al re di Napoli Ladislao di Durazzo”, fosse vissuto più a lungo, avrebbe continuato a combattere tutta la vita per “farsi re” o almeno ci avrebbe tentato sino “all’ultimo sangue”: la ribellione contro il pretendente catalano Martino, effettuata, nonostante il simbolico “mutar del vento”, dal nipote Andrea Chiaramonte, e sul quale il Principe aveva riposto le sue speranze, ne è una prova consistente.

Così come tutto il suggestivo romanzo di Giuseppe Messina, nel quale Manfredi III esprime il suo rifiuto furioso buttando “a terra la pergamena (della partecipazione di matrimonio tra Martino e Maria, regina di Sicilia) e mettendoci sopra il piede”, ne è la comprova.

Fra’ Luigi Sapia

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150 anni  fa la morte del benefattore Giacomo Longo (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

150 anni fa la morte del benefattore Giacomo Longo (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

Mussomeli- 150 anni fa, il 14 agosto del 1868, a soli 26 anni, moriva a Palermo Giacomo Longo, che, come riporta il nostro storico Giuseppe Sorge nelle sue “Cronache”, fu uno dei grandi benefattori della nostra comunità. Fu anche, come si rileva dalle stesse pagine del Sorge e di quelle del Mulé Bertolo ne “la Rivoluzione del 1848 e la provincia di Caltanissetta”, a soli 18 anni, intrepido protagonista, qui a Mussomeli e nei paesi viciniori, delle lotte per il Risorgimento italiano. Una straordinaria e bellissima figura della nostra storia, purtroppo del tutto sconosciuta ai più, che mi ha sempre affascinato per il suo coraggio e la sua generosità.

         Credo, per quelli che ancora non l’abbiano fatto, che varrebbe la pena di leggere le avvincenti pagine di Mulè Bertolo e del Sorge, in cui si parla del diciottenne Longo che, sulla piazza del palazzo (piazza Roma), nell’aprile del 1860, arringava la folla con parole di amore patrio e spirito rivoluzionario, e si scagliava contro la tirannide borbonica suscitando grida enormi di plauso nel popolo entusiasta che, poi, correva  alla casa del comune prendendo e scaraventando a terra i busti in gesso dei sovrani borbonici. Subito dopo veniva ricostituita la Guardia nazionale, e Giacomo Longo, con il grado di capitano di compagnia, lavorava ad alimentare l’entusiasmo rivoluzionario a Mussomeli e nei paesi vicini dove si recava con i suoi militi, “in armi e bagaglio e a suon di tamburo”, per far trionfare la causa della libertà e dell’Unità d’Italia.

         Degli anni successivi al 1860 si sa ancora poco della vita di questo ardimentoso giovane, a cui morti prematuramente i suoi genitori, gli farà da padre adottivo lo zio sacerdote Pietro Nigrelli, fratello della madre, che lo farà studiare a Palermo dove conseguirà la laurea in Giurisprudenza, e dove morirà, “colpito da fiero morbo”, nel 1868. Sentendosi morire, il giovane Longo, proprietario di ben 164 salme  dell’ex feudo Recalmici, nel territorio tra Cammarata e Valledolmo, l’eroico capitano della Guardia nazionale in quei tumultuosi mesi del 1860, poi consigliere ed assessore comunale, “manifestò il desiderio di fare il suo testamento e di destinare il grosso della sua sostanza alla fondazione di un ospedale a Mussomeli”. Perl’improvviso aggravarsi della sua malattia e per le mene ritardatarie di qualche erede, non  fu possibile trascrivere il conseguente atto notarile ma alcuni amici presenti al suo capezzale,  tra i quali il padre dello storico Sorge, testimoniarono che quelle erano le sue ultime volontà e che dovevano essere eseguite come lui aveva voluto. Fra tanti ostacoli frapposti da chi era interessato alla sua lauta eredità, in particolare lo zio sac. Nigrelli ottenne 54 salme di terra “per essere ricompensato dell’affetto e delle cure che, quale secondo padre, aveva avuto di lui”, si riuscì grazie agli amici, ad uomini liberali, come il sindaco e deputato Giuseppe Giudici, ed alla fermezza della sorella di Giacomo, suor Domenica Longo, monaca nel monastero di San Vincenzo di Agrigento, rimasta unica erede, a far fallire tutti i raggiri di chi aspirava a prendersi tutto ed a farsi beffe della volontà del nostro benefattore, e dopo lunghissime trattative, con atto del 21 settembre 1900 si giunse all’atto istitutivo dell’ospedale, che, come vollero due canonici della diocesi di Agrigento, fiduciari di suor Domenica, verrà intitolato alla Madonna “Maria Immacolata”, non gradendo, molto probabilmente, che un ospedale potesse essere intitolato ad un giovane liberale e rivoluzionario antiborbonico! Per fortuna, i primi amministratori dell’ospedale, che comincerà ad operare dopo il 1903, i quali Salvatore Sorge, fratello dello storico Giuseppe, aggiungeranno Longo al nome Maria Immacolata nella corrispondenza ufficiale, ma lo Statuto non sarà più modificato. Amaro il commento del Sorge alla fine delle pagine dedicate al nostro benemerito concittadino: “nessuno ha pensato a rivendicarne le ceneri che giacciono dimenticate a Palermo, nel corridoio nuovo del cimitero dei Cappuccini… ma sulla ingratitudine umana veglia e veglierà vindice la storia, che porrà il nome di Giacomo Longo fra i grandi benefattori di Mussomeli”. Qualche anno dopo, però, qualcuno, forse il fratello, sensibilizzato dal nostro storico, pensò bene di far scolpire due busti per i due fratelli fondatori, Giacomo e Suor Domenica, che ora si trovano, nella sala d’aspetto del pronto soccorso del nuovo ospedale.

         In un articolo, pubblicato oltre un anno fa su Castelloincantato, auspicavo che il Comune e l’ASP lo commemorassero con una piccola cerimonia a cui far partecipare tutti i cittadini, dimostrando così, ancora oggi, la propria riconoscenza verso questo giovanissimo eroe e benemerito. Non si ha notizia che vi sia qualche iniziativa in programma, ma, voglio sperare, che, nelle prossime settimane, autorità comunali e dirigenti dell’ASP, congiuntamente, gli dedichino una piccola festa e un discorso pubblico, in cui si annunci pure che si intende intitolargli una scuola, un luogo in cui approfondire la sua straordinaria figura storica ed il valore profondamente educativo della sua dedizione per la nostra comunità. Sarebbe pure altamente significativo, che, al più presto, attingendo ai fondi europei, si potesse annunciare che si presenterà, al più presto, un progetto di restauro e di riutilizzo del vecchio ospedale, un inestimabile monumento storico-architettonico del nostro paese, ora del tutto abbandonato.

Prof.  Salvatore Vaccaro

(salvatore.vaccaro51@gmail.com)

 

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Mussomeli, si tinge di rosa il Consiglio Direttivo di BCsicilia

Mussomeli, si tinge di rosa il Consiglio Direttivo di BCsicilia

Mussomeli-Si è tenuta l’Assemblea degli iscritti della sede di BCsicilia di Mussomeli, Associazione culturale le cui finalità sono la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali. Sono stati eletti all’unanimità  Maria Rita La Monica, Presidente del gruppo cittadino, Segretaria Enza Spoto, Economa Enza Luvaro e Responsabile della comunicazione Maria Nucera. Un direttivo tutto al femminile. La sezione locale per il 2018 prevede, tra le tante iniziative, giornate di studio di archeologia per la conoscenza e  valorizzazione del ricco patrimonio del territorio dell’area mussomelese. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla promozione della lettura invitando  scrittori  siciliani e non a presentare i loro libri. Sono previste, inoltre, mostre fotografiche, mostre d’arte, e visite storico-monumentali guidate al fine di far conoscere il capitale umano e ambientale del Vallone. Infine un Corso teorico-pratico per il riconoscimento delle erbe commestibili siciliane.

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Sicilia Futura: “Daniela Cardinale ci ha messo la faccia, la sua candidatura autorevole e sacrosanta”

Sicilia Futura: “Daniela Cardinale ci ha messo la faccia, la sua candidatura autorevole e sacrosanta”

Mussomeli-L’unione provinciale di “Sicilia Futura”, il movimento politico di centro-sinistra, fondato dall’ex ministro, Salvatore Cardinale,  ha scritto una nota in cui replica alle ultime prese di posizione dei gruppi dirigenti del Pd in provincia di Caltanissetta che contestano la candidatura alla Camera della figlia del leader, Daniela.

Nel documento si legge: “Che le settimane immediatamente precedenti le elezioni politiche del 4 marzo fossero state febbrili non ci sorprende affatto. Quando si tratta di selezionare le candidature a qualsiasi appuntamento elettorale in programma, dalle elezioni comunali fino ad arrivare alle elezioni nazionali, inutile nasconderlo, si alza inevitabilmente l’asticella del confronto tra leadership, dirigenza e base di un partito. E’ fisiologico. Ma tale confronto deve rimanere nei contorni della dialettica democratica, senza sconfinare cioè nello scontro aperto, a tratti violento, a cui si perviene – sovente – quando all’ascolto, al dialogo ed al rispetto nell’interlocuzione, si preferiscono renitenza, pregiudizio e prevaricazione.

Le polemiche di questi giorni intorno  alla candidatura della on. Daniela Cardinale, non si spiegherebbero altrimenti ed accettarne in maniera inerte le forme, nonché soprattutto i contenuti, sarebbe come mettere la testa sotto la sabbia, rinunciando alla politica. Ma chi, come noi, non ha intenzione di rinunciarvi e non è incline ad abbandonare ogni forma di ragionamento, senza girarci troppo attorno, è perfettamente consapevole di come tali polemiche siano manifestamente destituite di fondamento, più semplicemente per due ordini di motivi.

In primo luogo,  – proseguono gli uomini del movimento  filorenziano – avremmo potuto trovare un senso a forme più o meno discutibili e/o condivisibili di rigetto, qualora ci trovassimo innanzi ad una prima candidatura, imposta dall’alto. Ma, con tutta evidenza, non è così. L’on. Daniela Cardinale è alla sua terza candidatura e giusto nella scorsa candidatura non si fece imporre dall’alto, semmai dal basso, mettendoci la faccia e scendendo palesemente in campo, conquistando la fiducia di iscritti e simpatizzanti testimoniata dalla vittoria alle apposite primarie del Pd: il che ne legittima inconfutabilmente l’autorevolezza.

In secondo luogo, l’on. Daniela Cardinale è la deputata uscente del collegio. Una constatazione pacifica. Ineccepibile. Un dato di fatto incontrovertibile. Una circostanza indiscutibile, a fronte della quale non esistono – nè possono esistere – argomenti plausibili che possano giungere, addirittura, a metterne in discussione l’inclusione nel novero delle tre potenziali candidature di genere, cioè femminili, nella lista plurinominale di collegio. Chi e come può spiegare all’elettore, l’esigenza di negare allo stesso la possibilità di valutare l’operato della deputata uscente del collegio, estromettendola dalle tre candidature femminili possibili? E’ una pretesa vuota, a parte l’ingiustificabile ostilità che la riempe. E’ un qualcosa, a dir poco, di irragionevole, per non dire paradossale.

Sin dalla sua nascita  – conludono nella nota – ed ogni qual volta è stata indotta dalle situazioni a farlo, Sicilia Futura ha sempre chiarito di avere una sua precisa idendità politica a livello regionale, che si traduce in simbiosi con il Pd a livello nazionale. E’ assodato, stranoto. Oramai lo sanno tutti, pure i bambini. Orbene, se in un’ottica maggioritaria propria del collegio uninominale, consideriamo il risultato del Partito democratico nel collegio nisseno alle scorse regionali, il che significa non 5 anni fa ma l’altroieri praticamente, il Pd ha perso oltre 5 mila voti rispetto alle precedenti regionali, attestandosi poco sopra i 10.000 voti, con perdita netta di ben 5 punti percentuali, passando dal 15% al 10%, mentre Sicilia Futura ha ottenuto 7.400 voti, con oltre il 7%. Se vogliamo allargare la prospettiva in termini proporzionali al collegio agrigentino ed a quello trapanese, quest’ultimo parzialmente coinvolto dal collegio plurinominale alla Camera, il trend è lo stesso: il Pd con Sicilia Futura non perde. Anzi, è proprio il contrario e ci guadagna. Lo fa soprattutto a livello regionale. Nell’isola complessivamente considerata, rispetto alle precedenti regionali, nonostante la dèbacle del candidato alla presidenza, il Partito democratico ha confermato il suo target ribadito poco dopo dai sondaggi che lo posizionano tra il 13% ed il 14%. Questo lo sa bene Renzi, quando ricorda a tutti che in Sicilia il Pd parte da un buon 20%, giacché dentro ci mette pure Sicilia Futura col suo 6% complessivo raccolto nell’isola alle scorse regionali. Questo lo sanno bene coloro che non vogliono abiurare l’idea e la logica della politica, delle riflessioni e dei ragionamenti che ne stanno alla base e, quindi, delle scelte che ne sono conseguenziali. E la candidatura di Daniela Cardinale risponde, incontestabilmente, a tale logica”.

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Sabato “Mussomeli e il suo Castello”, convegno sui tesori storico-artistici manfredonici

Sabato “Mussomeli e il suo Castello”, convegno sui tesori storico-artistici manfredonici

Mussomeli-Importante evento culturale il prossimo sabato, giorno 20 gennaio ore 18,00, presso il salone “Pierino Imperia” della Banca di Credito Cooperativo “San Giuseppe” – Piazzale Concordato – Mussomeli: un appuntamento da non perdere non solo per coloro che amano la propria terra e vogliono conoscere e scoprire i suoi vecchi e nuovi tesori, per gli appassionati di storia locale e del nostro straordinario patrimonio artistico-architettonico e monumentale, ma anche per tutti i cittadini che hanno a cuore il passato ed il futuro della nostra comunità.
Al convegno organizzato dalla nuova associazione “BC Sicilia” di Mussomeli, che si occupa della salvaguardia e valorizzazione dei nostri beni culturali ed ambientali, a cui è stato concesso il patrocinio del Comune, del Consorzio Liberi Comuni di Caltanissetta (ex provincia), si parlerà soprattutto delle recenti scoperte storiche ed archeologiche ed interverranno: il sindaco Giuseppe Catania, la presidente di BC Sicilia dott.ssa Rita Lamonica, il prof. Salvatore Vaccaro, cultore del nostro patrimonio storico-culturale, la dott.ssa Stefania Santangelo, ricercatrice del Centro Ricerche Nazionale di Catania, che ha pubblicato nel 2015 sulla prestigiosa Rivista Italiana di Numismatica (vol. CXVI), lo studio sulle monete d’oro arabe ritrovate nel 1923 ai piedi del castello di Mussomeli, e da allora conservate ed esposte al museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa, la prof.ssa Rosalba Panvini dell’Università di Catania, Commissario straordinario del Consorzio L.C. di Caltanissetta (ex provincia) e Sovrintendente ai BB.CC. di Siracusa, che si è occupata in modo eccellente, negli ultimi anni, dei vecchi e nuovi ritrovamenti archeologici del nostro territorio.
A tutti i presenti sarà fatto dono di alcune bellissime stampe antiche su Mussomeli ed il suo castello.

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Concorso internazionale di disegno, premiata anche una Mussomelese

Concorso internazionale di disegno, premiata anche una Mussomelese

Caltanissetta- E’ Gabriele Talluto,  dell’ Istituto Comprensivo “Lombardo Radice” di Caltanissetta, il vincitore assoluto del Concorso internazionale di disegno per bambini, riservato quest’anno agli scolari delle terze e quarte classi delle scuole elementari del territorio della provincia di Caltanissetta, giunto  alla 15/ma edizione. Gabriele Talluto ha vinto il primo premio (un tablet Samsung 7) con il disegno “La valle dell’acqua”.
Nella sezione dedicata alle classi il successo è invece andato alla 4^ A del plesso “Sen. G. Mormino” di Sutera  con il disegno “Terra di acqua felice”. In questo caso il premio è un assegno del valore di mille euro da destinare all’acquisto di materiale educativo.
La cerimonia di proclamazione ufficiale dei vincitori e di consegna dei riconoscimenti si è svolta questa mattina nella sala conferenze dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Caltanissetta. A partecipare all’incontro, il direttore generale di Caltaqua – Acque di Caltanissetta SpA Antonio Gavira Sanchez, la responsabile della comunicazione della stessa azienda Lea Romano, e per l’Ufficio scolastico provinciale di Caltanissetta il prof. Salvatore Benfante, responsabile dei progetti scuole.
La cerimonia di consegna dei premi ha visto protagonisti anche altri tre alunni ai quali sono andate altrettante menzioni d’onore: ciascuno degli scolari “segnalati” ha ricevuto un gioco educativo a tema. Si tratta di Francesco Di Giovanni (Plesso “Sen. G. Mormino”, Sutera), Paola Lombardo (Istituto comprensivo “Paolo Emiliani Giuudici” di Mussomeli) e Federico Lombardo (Istituto comprensivo “Lmbardo Radice” Caltanissetta).
Nel solco di quella che è un’ormai più che consolidata tradizione il concorso – il tema di quest’anno è stato “Il ciclo dell’acqua, un’avventura per persone coraggiose” – ormai punta anche a valutare le competenze degli alunni anche in relazione a semplici abilità informatiche: gli scolari, infatti, per realizzare i loro elaborati sono stati chiamati a utilizzare una piattaforma internet dedicata e realizzata su misura.
Nel corso della sobria cerimonia di stamane il management di Caltaqua ha voluto rivolgere un particolare e caloroso ringraziamento all’Ufficio scolastico provinciale di Caltanissetta per la fattiva e concreta collaborazione offerta nel  sostenere le diverse iniziative che il Gestore del servizio idrico mette ogni anno in campo coinvolgendo il mondo della scuola della provincia nissena. Ancora una volta è stata evidenziata la particolare valenza che questa iniziativa ha, anche per gli scolari della provincia di Caltanissetta,  nel percorso di responsabilizzazione e di acquisizione di una nuova consapevolezza nell’approccio alle diverse tematiche connesse ad un uso equilibrato e adeguato della risorsa-acqua all’insegna della messa a bando di ogni spreco già nei piccoli gesti di ogni giorno.

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