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Archivio | In Primo Piano

 

Maltempo, morto pensionato di Campofranco

Maltempo, morto pensionato di Campofranco

mazzaraCAMPOFRANCO –  E’ Giovanni Mazzara, 67 anni, un pensionato di Campofranco, l’anziano morto ieri dopo essere stato travolto dal torrente Morello nella zona di Castronovo di Sicilia. La vittima è stata identificata dopo alcune ore dall’incidente avvenuto ieri al chilometro 15 della statale 189 Palermo Agrigento. A causa delle forti piogge un’ondata di acqua e fango ha investito l’Audi Q5 sulla quale il pensionato viaggiava insieme ad altre tre persone che sono riuscite a mettersi in salvo. Giovanni Mazzara è stato invece trascinato e ritrovato dopo un’ora sommerso dall’acqua e dal fango. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e gli uomini della Polstrada che hanno partecipato alle ricerche. Il medico legale dopo l’ispezione sul corpo del pensionato, che era sposato, ha confermato la causa della morte per annegamento. La statale è stata riaperta alle 2 di notte. Sull’incidente indaga la Procura di Termini Imerese.

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Online “Dipende”, singolo inedito del musicista mussomelese Giovanni Sorce. IL VIDEO

Online “Dipende”, singolo inedito del musicista mussomelese Giovanni Sorce. IL VIDEO

giovannisorceMUSSOMELI –  Da oltre 40 anni siede dietro la batteria da dove ha deliziato le orecchie di diverse generazioni di mussomelese. Giovanni Sorce, musicista, fonico, compositore e cantante mussomelese,  ha interpretato e pubblicato  online  il singolo “Dipende”, brano dalle marcate influenze chillout,  che sta riscuotendo consenso di pubblico su Internet. A 56 anni il tocco sulla batteria è quello di sempre, elegante e raffinato, così come lo sguardo,  profondo e magnetico, l’artista contattato dalla redazione,  racconta: “A dispetto di quello che potrebbe suggerire un ascolto superficiale e frettoloso, Dipende non è una canzone d’amore. Se si presta attenzione alle parole, questo brano  parla della situazione di incertezza attuale che viviamo, dove niente e nessuno è al sicuro. Non c’è  nessuna sicurezza,  a partire dall’acqua che beviamo”. Sulla genesi di questa canzone il batterista spiega: “E’ frutto di internet che offre nuove  e incredibili opportunità.  Attraverso la rete ho conosciuto  Ilya Dragunov, talentuoso chitarrista russo. Entrambi viviamo e veniamo da due mondi diametralmente opposti eppure la musica ci ha uniti.  Ci siamo piaciuti a vicenda. Io ho scritto il testo, la melodia e interpreto il brano, Ilya che è anche polistrumentista ha   suonato e curato gli arrangiamenti. Sei mesi fa sono stato a Mosca e mi ha sorpreso il fatto che in Russia e nei paesi baltici  la musica italiana spopola a tal punto che alcuni gruppi musicali del Belpaese lì vengono idolatrati. Dipende sta trovando riscontro da parte del pubblico e suscitando interesse tra gli addetti ai lavori. Siamo all’inizio e incrociamo le dita ma questi prima segnali più che incoraggianti hanno convinto me e Ilya Dragunov ad andare avanti”.

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“Merce taroccata a Mussomeli”, perizia sconfessa le accuse

“Merce taroccata a Mussomeli”, perizia sconfessa le accuse

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Mussomeli – La merce sequestra in un negozio di Mussomeli non sarebbe stata né contraffatta, né sarebbe stata una imitazione di note griffe.

Era stata requisita dalle fiamme gialle nella rivendita di una donna straniera che da tempo vive nel Nisseno.

La quarantaduenne – assistita dall’avvocato Sandro Valenza – è stata poi trascinata in giudizio per rispondere di ricettazione, vendita di prodotti industriali con marchi falsificati e segni distintivi contraffatti.

Queste le contestazioni che hanno preso vita da un controllo eseguito dalla guardia di finanza nell’ottobre di tre anni fa nell’esercizio commerciale.

Lì, secondo la tesi accusatoria, erano stati trovati in vendita decine di pezzi ritenuti taroccati. Perché avrebbero imitato produzione di noti marchi. Per la maggior parte accessori da donna. Una settantina di articoli in tutto tra cinture, scarpe, borse, portamonete e borsette da donna. Tutti requisiti.

Ma un più attento esame da parte degli esperti, avrebbe adesso escluso parte di quella tesi accusatoria che ha trascinato la giovane commerciante sul banco degli imputati.

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Ieri l’ultimo saluto a Nazzareno Genco Russo

Ieri l’ultimo saluto a Nazzareno Genco Russo


signornazarenogencorusso
MUSSOMELI- Se ne è andato con lo stesso sorriso che aveva scandito tutta la sua esistenza. Ieri alla Madrice di Mussomeli ci sono stati funerali di Nazzareno Genco Russo. L’uomo  si era spento prematuramente  all’età di 60 anni lo scorso 5 gennaio a Palermo dove era ricoverato e,  causa del maltempo,  solo ieri è stato possibile celebrare le esequie  alle quali, nonostante le temperature glaciali, tantissime persone hanno voluto dare l’ultimo saluto a Nazzareno. Il signor Genco Russo, infatti, era assai conosciuto in paese per le attività commerciali che aveva svolto nell’azienda di famiglia e come gestore di una tabaccheria e ricevitoria. Moltissimi  piangono la perdita di un uomo allegro, generoso,  gentile e disponibile. Nemmeno la lunga malattia era mai riuscito a piegare il suo ottimismo e la sua forza d’animo. “Tanto che – come racconta chi gli è stato vicino fino alla fine – era lui a dare coraggio a noi che avremmo dovuto confortarlo”.   E,  da quando si è diffusa la notizia, sono in tanti ad essere addolorati perchè “Nazareno  – ricorda un amico – era sensibile e forte allo stesso tempo, niente e nessuno, men che meno la malattia, era stato in grado di  togliergli la sua contagiosa gioia di vivere”. Aveva un desiderio: sostenere l’AIL, l’Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e milomi in cui credeva e per la quale si è speso molto. Un suo desiderio era quello di aprire una sezione in provincia di Caltanissetta e ai figli ha lasciato come eredità spirituale il compito di continuare ad adoperarsi per sostenere  l’AIL.  Lascia la moglie, signora Maria Mistretta e i figli Daniela e Jessica.  Per una tragica coincidenza del destino, nella stessa classe elementare frequentata dal signor Genco Russo, altri  3 compagni sono morti prematuramente, prima di compire 60 anni: si tratta di Salvatore Cardinale, dipendente del tribunale, Peppuccio Minnella, ristoratore ed Enzo Messina, impiegato all’ospedale.

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La neve non ferma la voglia di Elia di venire al mondo, ieri  rocambolesco parto di donna mussomelese

La neve non ferma la voglia di Elia di venire al mondo, ieri rocambolesco parto di donna mussomelese

I coniugi Bio

I coniugi Bio

MUSSOMELI – Non è dato sapere se avrà una vita spericolata, certo è che la sua venuta al mondo è stata una vera e propria avventura, per il neonato, protagonista inconsapevole, per i genitori e familiari.

Elia Bio è nato ieri dopo una vera e propria odissea attraverso cui mamma Luana Garofalo che lo aveva in grembo, è riuscita a raggiungere da Mussomeli, avvolta e sepolta dalla neve, il capoluogo agrigentino dove è avvenuto il parto.

Una autentica peripezia ma che alla fine ha avuto un lieto epilogo grazie alla collaborazione e alla pervicacia di genitori e amici.

IL RACCONTO

“Il parto – come racconta il padre Mansueto, carabiniere – era previsto per giorno 6, ormai eravamo agli sgoccioli non si poteva aspettare oltre.  Ieri il dottore Calderone, il ginecologo che ha seguito mia moglie  ha detto che se fossimo riusciti ad arrivare ad Agrigento avrebbe eseguito il parto cesareo. Problema non di poco conto per le condizioni meteo avverse   e di viabilità proibitive,  a causa della nevicata non potevano nemmeno uscire dall’uscio della nostra abitazione, in via Nicolò Pisano, vicino all’ospedale. Ad eliminare questo primo scoglio ci ha pensato il signor Calogero Corbetto che con un bobcat ha creato un varco per uscire da casa e attraversare viale Michelangelo. Rimaneva il problema di raggiungere Agrigento. Questa criticità è stata superata grazie alla infinita generosità di Enzo Favata che ha messo a disposizione la sua jeep. Siamo partiti intorno alle 14,30. Come se non bastasse c’era un ulteriore avversità: il dottore Calderone si trovava a Casteltermini. Con un percorso alternativo passando da Sutera, Campofranco, Fontanafredda abbiamo preso il ginecologo, poi ci siamo diretti alla volta del San giovanni di Dio. Quando ieri alle 20,53 Elia ha emesso il primo vagito la gioia ha sgomberato trepidazione e ansia per questa rocambolesca avventura. Ringrazio di cuore tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati determinanti”.

Mamma e bimbo stanno bene ed Elia è un magnifico pargoletto di 3,8 kg .

Il direttore e la  redazione esprimono  alla famiglia Bio felicitazioni per la nascita del piccolo Elia

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