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Mussomelesi nel Mondo: parte il primo  questionario online per sapere quanti e dove siamo

Mussomelesi nel Mondo: parte il primo questionario online per sapere quanti e dove siamo

MUSSOMELI – Mussomeli è un pezzettino del mondo ma nel mondo c’è sempre un pezzo di Mussomeli. Allora perchè non tracciamo una mappa dei mussomlesi nel mondo? Con l’iniziativa promossa da Castello Incantato è semplicissimo. A tutti gli emigrati, e più in generale a tutti mussomelesi che vivono lontano dal paese natio chiediamo di dedicare qualche minuto al questionario online. Possono compilarlo tutte le persone di Mussomeli o che hanno ascendenti mussomelesi (padri, nonni, bisnonni e trisavoli). Vi preghiamo infine di aiutare coloro che per questione anagrafiche (bimbi, anziani) o per altri impedimenti (non dispongono di internet, non hanno la possibilità o la capacità di rispondere al questionario) non sono nelle condizioni di partecipare a questa ricognizione. Dopo aver fornito i propri dati è possibile, infatti, compilare il questionario anche per conto di altre persone conosciute (amici, parenti, familiari) che non sono in grado di farlo autonomamente. Rispondere al questionario è facilissimo. Una prima sezione è dedicata ai dati della persona che si registra che non verranno pubblicati. La seconda sezione prevede delle domande a risposta multipla relative al tempo trascorso da quando si è emigrati, alla frequenza con cui si ritorna in paese e alla capacità di capire e/o comprendere il dialetto e l’italiano. Questo è un primo progetto pilota che, in futuro potrà essere esteso agli altri paese del Vallone e che è finalizzato fornire delle indicazioni orientative sui flussi migratorie e sul numero di mussomelesi e oriundi mussomelesi sparsi nel mondo. Domani pubblicheremo l’articolo anche in ingese

PER COMPILARE IL QUESTIONARIO CLICCA QUI

 

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Lo chef Rocco Capitano si è spento a 51 anni

Lo chef Rocco Capitano si è spento a 51 anni

MUSSOMELI – Ha deliziato i palati di tutto il mondo con le sue prelibatezze. Oggi si è spento Rocco Capitano chef agrigentino assai conosciuto a Mussomeli e nel Vallone dove per anni ha lavorato come cuoco presso strutture di ristorazione. Avrebbe compiuto  52 anni il prossimo 7 maggio ma un male incurabile lo ho strappato alla vita anzitempo. L’abilità ai fornelli, il carattere aperto e solare lo avevano reso ben presto celebre e amato a Mussomeli e in tutto il circondario. Originario di Monteallegro dove domani  verranno celebrati i funerali. Lascia la moglie e due figli. Appena si è diffusa la notizia tantissimi hanno manifestato la commozione per la prematura scomparsa dello chef, tantissimi amici come il vigile del fuoco Giuseppe Sorce che, visibilimente addolorato, così lo ricorda: “Oggi per me e’ un giorno molto triste.Ti ricordero’ sempre come grande uomo e persona perbene e rispettosa .Mi dispiace amico mio! Quel maledetto giorno che mi hai chiamato e mi hai detto di aiutarti, nonostante io abbia fatto tutto il possibile, non e’servito a niente. Ringrazio tutte le persone che io ho consultato: amici, medici, quelli veri.Ciao amico mio…ovunque tu sia…ricordati che resterai sempre nel mio cuore….R.i.p”.

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Trovato morto 58enne in un pozzo a Mussomeli, subito chiarito il giallo

Trovato morto 58enne in un pozzo a Mussomeli, subito chiarito il giallo

immagine di repertorio

MUSSOMELI – Chiarito sul nascere il giallo della morte di un uomo   di Mussomeli. Trovato privo di vita in fondo a un pozzo di contrada Manca, all’interno peraltro della sua proprietà.

L’uomo, un barbiere cinquantottenne, ha deciso di farla finita. Già nei giorni precedenti avrebbe manifestato il proposito.

Ora l’estremo gesto che ha spezzato per sempre qual filo di speranza. In zona sono intervenuti i carabinieri che hanno poi recuperato il corpo. Gli operatori del 118 hanno solo potuto constatare che l’uomo era già deceduto.

Per una sorta di atto dovuto, perché sull’accaduto i carabinieri non nutrono alcun dubbio, nelle prossime ore verrà eseguito l’esame autoptico. Poi la salma sarà restituita ai parenti per la celebrazione dei funerali.

La notizia, che s’è subita sparsa a Mussomeli ha scosso profondamente la comunità.

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Arriva a Marianopoli per amore e crea Freya, le borse che diventano tele da dipingere

Arriva a Marianopoli per amore e crea Freya, le borse che diventano tele da dipingere

La borsa dipinta con il logo di Castello Incantato

Marianopoli – L’amore lo ha portato a Marianopoli, la passione per l’arte gli ha donato il coraggio di investire su un’impresa che produce borse e accessori in pelle.  Giovanni Cannavò,  conosciuto da tutti come Nanni pur essendo di Montagnareale, dopo aver studiato arte a Messina,  è ormai un “manchisi” a tutti gli effetti.” Vivo a Marianopoli da anni,  – racconta – dove mi sono trasferito per vivere con il mio compagno Alessandro, e continuo a seguire l’arte. Arrivato in questo piccolo paesino del centro Sicilia ho avuto la possibilità, grazie all’appoggio dei cittadini e dell’amministrazione del paese, di organizzare  spettacoli teatrali, insomma di dedicarmi alla mia passione sia con eventi organizzati all’esterno che tra le mura di casa dipingendo i miei quadri”. L’intuizione geniale, quella di considerare la borsa come una tela su cui disegnare, e  che lo ha convinto creare un marchio è avvenuto in modo del tutto casuale. “Un giorno  – ricorda  Nanni – svegliandomi con l’idea di dipingere, vidi dal balcone di casa una donna che seppur camminasse di fretta mise la sua borsa sulla spalla e fece,  a quello che noi uomini solitamente consideriamo un oggetto che le donne si trascinano dietro, una carezza speciale. Ecco pensai, perchè non dipingere su una borsa? Così è nata la mia Freya, ho optato perquesto nome perchè è il nome di una Dea, Freya che significa appunto Signora e ho dato ad ogni modello su cui dipingo il nome di una Donna, anche il nome della mia mamma, proprio per esaltare la figura femminile sempre Musa ispiratrice di ogni artista e poeta”. La scelta del giovane artista ha raccolto subito consensi tanto che, in poco tempo, la sua pagina Facebook (clicca qui per aprila) ha raccolto oltre 12mila “mi piace” e oggi vende non solo in  Italia ma anche in Europa:  ordini arrivano da Svizzera, Germania,I nghilterra, Belgio e Francia, dall’America e perfino dal Messico. Un successo che Nanni attribuisce al fatto che “Le borse Freya sono dipinte a mano e sono uniche non solo perchè ogni colpo di pennello ha l’unicità del tratto dato a mano e quindi mai più ripetibile, ma soprattutto perchè sono le stesse donne che le indossano a personalizzarle! L’iniziale su uno sgabello di un dipinto famoso, l’immagine del cucciolo di casa, il nome dei nipotini sui rami dell’albero della vita oppure addirittura è possibile modificare un dipinto famoso inserendo un dettaglio, ad esempio per il dipinto tratto da le tre  età della donna di Klimt invece di un bimbo tra le braccia della sua mamma  se ne aggiunge un altro, oppure eliminare un dettaglio o cambiagli colore. Mille combinazioni possibili, con Freya crei tu la tua opera d’arte. Infine a tutti i giovani e  e meno giovani voglio lanciare un appello:  quello  non fermarsi di inseguire i propri sogni , non importa che se si  vive a Milano o New York perche in noi abbiamo  tutto quello che serve per realizzare i nostri sogni, basta crederci e non mollare. Io il mio  sogno e il mio lavoro l’ho realizzati a Marianopoli”. Per chi fosse interessato a visionare le collezioni può collegarsi al sito www.freyaborse.it

 

 

 

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“Fuitina galeotta con una minorenne”, ma giovane di Vallelunga finisce alla sbarra

“Fuitina galeotta con una minorenne”, ma giovane di Vallelunga finisce alla sbarra

Vallelunga – Quella fuga d’amore finisce per trascinarlo nei guai. Perché lei, nonostante fosse consenziente, era ancora poco più che adolescente. E alla fine la sua ex “fiamma” è finita sotto accusa per rispondere di sottrazione consensuale di minorenne.

Imputazione che pende su un ventiduenne di Vallunga, G.M. – assistito dall’avvocato Salvatore Tona – chiamato al cospetto del giudice Claudio Emanuele Bencivinni.

Ma anche la presunta ex fidanzatina, adesso, si è costituita parte civile nei confronti del suo ex ragazzo con il quale erano stati protagonisti della “fuitina”. E con la ragazzina, ora, anche i suoi genitori – tutti assistiti dall’avvocato Giusepe Dacquì – sono pure costituititi nella veste di parte civile.

È al 24 luglio di tre anni fa che risale quella “evasione” a due. Lei, a quel tempo era poco più che sedicenne. Lui sarebbe stato poco più che diciottenne.

E il giorno prima della sparizione della coppia, la ragazzina avrebbe confidato le sue intenzioni alla sorella. E così poi è stato.

I due ragazzi si sono allontanati da casa. Ma di tutto questo i genitori non ne avrebbero saputo nulla. Sono entrati in apprensione nel momento in cui la loro figlia non è rincasata a ora di pranzo.

È scattata la caccia ai due ragazzini e sono stati momenti di paura. Fino a quando a sera i due sono stati ritrovati dal fratello del giovane ora sotto accusa.  La coppia aveva trovato riparo in una casa abbandonata nel centro di Vallelunga, a pochi passi dalla scuola media.

A quel punto i genitori della ragazzina hanno presentato una denuncia nei confronti del ragazzo. Lo stesso che, adesso, è chiamato alla sbarra. Per una fuitina – sulla cui ricostruzione tra accusa e difesa le versioni sono fortemente contro – che rischia di pagare a caro prezzo. Anche se inizialmente la procura ha chiesto l’archiviazione. Ma su opposizioni della parti lese è stato poi il gip a disporre l’imputazione coatta del giovane

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Mussomeli, vince 105mila euro al 10 e lotto

Mussomeli, vince 105mila euro al 10 e lotto

(di Roberto Mistretta) Mussomeli– Ha festeggiato San Valentino co una vincita al gioco di tutto rispetto una donna del posto che puntando soltanto 3 euro ha vinto la bella somma di 105.000 euro, e soltanto per un numero non ha sfiorato il colpo capace di cambiare l’esistenza. Un colpaccio che le avrebbe fatto portare a casa la strabiliante somma di 3,5 milioni di euro.

La puntata fortunata è stata messa a segno all’ora di pranzo di lunedì presso “La curva del tabaccaio” di Carmelina Lo Brutto, luogo ben noto agli scommettitori stante che dal 2005 ad oggi, continua a far registrare cospicue vincite.

una copia del fortunato tagliando

Calogero Castiglione, figlio della titolare, conferma: “Erano circa le 13 quando nel comperare le sigarette è stata fatta la puntata giusta al gioco del 10 al lotto. Si tratta di numeri che vengono estratti ogni cinque minuti, quindi quasi in diretta e lei, su 10 numeri ne ha azzeccati 9, oltre all’oro. In pratica ha giocato 2 schedine, di cui una con l’oro, ovvero un ulteriore numero che nel caso esca, moltiplica le vincite. Ebbene lei con la prima schedina ha puntato 1 euro ed ha vinto 30.000 euro, nella seconda ha puntato 2 euro giocando il numero 4 come numero oro ed ha vinto 75.000 euro, per un totale di 105.000. Se fosse uscito anche l’8, avrebbe portato a casa un’autentica fortuna, 3,5 milioni di euro. All’inizio non s’era neppure ben resa conto della vincita così cospicua, è stata mia mamma a confermarle l’esatto ammontare della somma che certo è un bel gruzzolo. E siamo ben contenti per lei e le facciamo tanti auguri, anche se per noi la discrezione in questi casi è assolutamente d’obbligo”.

La fortunata vincitrice appartiene alla categoria degli scommettitori saltuari, ovvero di quelli che puntano qualche euro mentre comprano le sigarette.  I numeri giocati sono stati 3,4 (oro),58, 13, 14, 15, 17, 19 e 85.

Per la cronaca escludendo vincite da 10.000 e 12.000 euro portate a casa coi gratta e vinci e col lotto negli ultimi anni, una ulteriore  vincita di 34.000 euro si registrò nel 2006 totalizzando un 14, tre 13 e dodici 12 a quello che un tempo era il principe dei giochi che facevano sognare gli italiani, il totocalcio, prima che il Superenalotto lo relegasse nell’ombra. E prima ancora, nel gennaio del 2004, presso la stessa ricevitoria uno scommettitore aveva portato a casa    23.886,25 euro puntando i numeri giusti al lotto.

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Aggressione al “vicino di terreno” imprenditore condannato per lesioni

Aggressione al “vicino di terreno” imprenditore condannato per lesioni

salvatorecastiglione

il consigliere Salvatore Castiglione

(di Vincenzo Pane) Caltanissetta – Una lite per questioni di confini di terreni finita in Tribunale, è costata la condanna a 5 mesi – con la sospensione condizionale della pena – all’imprenditore mussomelese Pino Mingoia, riconosciuto colpevole dell’accusa di lesioni. Era il 2010 quando, secondo l’accusa, Mingoia aggredì per strada Salvatore Castiglione, attuale consigliere comunale, ma in quell’occasione l’imputato pareva avercela non con il rappresentante istituzionale ma solo con il “vicino di terreno”. Una piccola bega che però, secondo la denuncia presentata dalla persona offesa, Mingoia avrebbe cercato di risolvere con le maniere forti tanto da mettergli le mani addosso incontrandolo per strada, per continuare la sua sfuriata contro l’auto di Castiglione quando questi cercò di rifugiarsi nell’abitacolo della sua vettura. Fu necessario l’intervento di alcuni passanti per separare i due contendenti e riportare la calma. Una ricostruzione che alla fine non aveva nemmeno convinto la stessa Procura, tanto che il rappresentante dell’accusa ha chiesto l’assoluzione di Mingoia ritenendo che non vi fossero elementi per “certificare” il reato e lo stesso aveva fatto il legale di Mingoia, l’avv. Emanuele Limuti. La condanna e il risarcimento danni erano invece stati sollecitati dal legale di parte civile di Castiglione, l’avv. Walter Tesauro e alla persona offesa il risarcimento è stato concesso, ma la somma sarà poi decisa dal Tribunale civile. Se ne riparlerà in appello

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La cicogna ha portato Davide, si allarga la famiglia di Castello Incantato

La cicogna ha portato Davide, si allarga la famiglia di Castello Incantato

fotoMUSSOMELI – Un bellissimo batuffolo di 3,4 kg con gli occhi attenti e vispi. La cicogna ieri notte ha, infatti,  portato Davide, figlio di  Carmelina Arcoleo e Giuseppe Ferraro, ingegnere di Marianopoli ma mussomelese d’adozione. Il papà del bimbo è stato regista della maggior parte della maggior parte degli eventi live di Castello Incantato, la mamma ha condotto diverse dirette organizzate dalla nostra testata. Con la nascita del piccolo, avvenuta ieri notte ad Agrigento,  la famiglia di Castello Incantato si è allargata.

A Carmelina e Giuseppe esprimiamo gli auguri più cari e diamo un affettuoso benvenuto al mondo al piccolo Davide

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Acquaviva, boom di nascite con il nuovo anno. A gennaio nati 3 bimbi

Acquaviva, boom di nascite con il nuovo anno. A gennaio nati 3 bimbi

loris

Loris in braccio alla sorellina

Acquaviva Platani – La cicogna sembra essersi stanziata ad Acquaviva Platani. A dispetto dei cali demografici che si registrano ovunque, il 2017 è stato proficuo per il piccolo paese nisseno. Il 23 gennaio è nato il Loris Fasino, figlio di Gianna La  Rocca e di Liborio, consigliere comunale del Pd di 38 anni.  Il bimbo è venuto alla luce all’ospedale di Agrigento, al momento della nascita pesava 3,2 kg, Per la coppia si tratta del secondogenito che farà compagnia alla sorellina Chiara Rita che ha 4 anni.  Loris è il  primo maschietto  di Acquaviva nato quest’anno, anche se il primato temporale spetta a una bambina che è stata la prima acquavivese  a venire in vita. Sempre a gennaio una donna di Acquaviva ha partorito un bimbo. Tre nascituri in un mese sono segnali che fanno ben sperare la continuazione della stirpe del paese nisseno che registra circa 800 persone effettivamente residenti mentre l’emorragia della emigrazione ha portato tantissimi acquavivesi in giro per il mondo, soprattutto in Inghilterra dove esiste una e vera e propria Acquaviva parallela british.

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Centro per minori stranieri: le vostre e le nostre riflessioni. Siamo davvero tolleranti o discriminatori?

Centro per minori stranieri: le vostre e le nostre riflessioni. Siamo davvero tolleranti o discriminatori?

XenofobiaMUSSOMELI -Stamane Mussomeli si sveglia un pochino più tollerante o forse no.   Parecchi sostengono, infatti,  che  il paese si sia risvegliato più intollerante e che molti siano portatori di chiusura mentale. Il casus belli che ha portato a questo confronto serrato e a tratti scomposto è stata  la notizia  pubblicata ieri sulla possibile apertura di un centro di accoglienza per minori stranieri. Articolo, contestato da molti, ma che ha avuto il merito di aprire un dibattito  su un tema che ormai pare infiammare gli animi e costringere alla riflessione tutti. . Il fronte dei favorevoli così come quello dei contrari si è attivato con argomentazioni articolate e rispettabilissime. Certamente ci sono state delle degenerazioni bipartisan da parte di coloro che sostengono il credo del pensarla come loro è pensare giusto, pensarla diversamente da loro non significa avere un’altra idea, ma essere indegni. Un tema che muove consensi e che, elettoralmente, può pesare molto.  Non è un caso che  i politici si siano affrettati a pubblicare post prendendo posizione pro e contro l’apertura del centro.  Tra i favorevoli Laura Taibi che ricorda: “Ci siamo dimenticati delle migrazioni di massa dei nostri avi?”, mentre  Gianvincenzo Amico, in un post assai apprezzato,  ravvisa una nota stonata nel fatto che “solo qualche giorno fa eravamo tutti in prima fila a commemorare il Giorno della Memoria”.  Tagliente e diretta la riflessione di  Maria Mantio: “Gli stranieri che vengono a pulire per due soldi i nostri nonni e genitori anziani al posto nostro non ci fanno paura, vero? Quelli ci fanno comodo! “Tra gli scettici  Salvatore Piazza che osserva: “Qui l’unica cosa certa è l’eta dei minori delle famiglie che abitano nella zona, che se dovesse aprire la struttura, non avranno la tranquillità di giocare per strada, perchè i  minori che arriveranno, se arriveranno, possono non essere dei minori, perchè generalmente gli immigrati, specialmente se minori non hanno documenti”. Perplesso anche Adriano Salamone che scrive: “Agrigento è pieno di comunità per minori e posso garantire che la vita di chi abita vicino a questi centri è cambiata, purtroppo, in negativo, fino ai 14 anni, sono autorizzati a stare in centri unitamente ai propri genitori, se li hanno”. Più drastrico Giuseppe Calà che rilancia “In Francia tutti i furti nelle case, appartamenti o in strada sono commessi dai bambini”.  Ma è sul piano della sicurezza e delle ripercussioni economiche  che è correlata quella paura richiamata dal titolo. I contrari all’apertura del centro paventano problema di ordine pubblico e che dietro all’accoglienza si voglia fare business. I favorevoli obiettano che i bambini sarebbero un arricchimento e un freno allo spopolamento imperante di cui è vittima il paese, aggiungendo che si dovrebbe apprezzare chi prova a creare economia e lavoro in zona. Io ritengo che se ci si vuol avventurare un terreno impervio e cedevole come quello dell’accoglienza, dove gli estremi non si attraggono, la ragione cede il passo all’impulso, l’impeto prevale sulla posizione ponderata, è utilissimo diffidare di chiunque  si senta investito della facoltà di decretare ovunque il bene e il male, senza mai zone d’ombra. Ognuno la pensi come vuole ovvio. Però per   non rischiare di perdere l’umanità,  di ritrovarsi  con la bussola del buonsenso che non segna il nord occorre essere con mente e coscienza vigili. “Il sonno della ragione genera mostri”.

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