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Miss Bocconcino chiude feste natalizie: Intervista all’Assessore Nucera

Miss Bocconcino chiude feste natalizie: Intervista all’Assessore Nucera

16IMG_7878MUSSOMELI – Il periodo natalizio 2014-2015 sarebbe da ricordare come l’anno che ha regalato la neve che ha reso più suggestivo il paesaggio, quasi, come un fuori programma, come un vero e proprio dono di Natale che ha regalato emozioni, ricordi, e soprattutto, l’occasione per immortalare l’evento a futura memoria. E’ stato, infatti, un giorno , durante il quale, grandi e piccini hanno potuto ammirare vicoli e vicoletti, ammantati di neve, trasformando completamente, il suo quotidiano habitat, a cui siamo abituati a guardare. Fra le attività poste in essere nel periodo, sono stati in tanti a concorrere nella presentazione di eventi, sia culturali, di solidarietà, della tradizione locale che, in un certo qual modo, hanno animato questo periodo, purtroppo, avvolto in una situazione generale di pesantezza che, a dire di qualcuno, “non ha gustato il clima natalizio di una volta”. Intanto, i novenari, le associazioni, Parrocchie, Scuole, Comune, si sono adoperati a festeggiare il Natale, ognuno per la propria parte, ma la quotidianità, come sempre, ha il sopravvento, quasi a spazzare via finanche le luci del presepe. Ha concluso ed allietato la serata finale Miss Bocconcino (Maria Rita Misuraca) che ha voluto regalare una magica serata per la gioia di grandi e piccini. (L’intervista-video dell’assessore Nucera ed il video della serata finale)

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5 anni fa…Il Banco di Sicilia si fonde con Unicredit. Al via la riorganizzazione degli sportelli nel Vallone

5 anni fa…Il Banco di Sicilia si fonde con Unicredit. Al via la riorganizzazione degli sportelli nel Vallone

MUSSOMELI – Da ieri il Banco di Sicilia è diventata ufficialmente Unicredit, attraverso la fusione dell’istituto bancario con altre sei società, e anche per gli sportelli del Vallone sono state introdotte delle novità significative dal punto di vista organizzativo. Le agenzie di Mussomeli, Vallelunga, Villalba, Marianopoli, Campofranco e Sutera da ieri sono passate lo gestione all’interno di un distretto unico, quello di Mussomeli appunto, diretto da Giovanni Sciaulino, il quale dipenderà dalla Direzione commerciale di Ragusa senza ulteriori intermediazioni. “Questo – si legge in una nota- a riprova del fatto che il futuro vedrà una gestione più vicina alle esigenze del territorio, in un ambito internazionale, con riduzione dei tempi di risposta e con la erogazione di prodotti e servizi evoluti per la migliore soddisfazione della clientela”. Intanto  lunedì è avvenuta la fusione per incorporazione del Banco di Sicilia nella Capogruppo Unicredit banca. “Tale cambiamento – continua la nota- è inserito nell’operazione One 4 C: un programma di evoluzione dell’approccio al mercato focalizzato sui bisogni dei clienti e che tende ad accrescere la vicinanza ai territori in cui operiamo. I clienti del Bds intratterranno rapporti esclusivamente con Unicredit Banca: non ci sarà alcun disagio poiché tutto rimarrà invariato”.

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5 anni fa…Da ieri sera Padre Pietro Genco nuovo Arciprete di Mussomeli

5 anni fa…Da ieri sera Padre Pietro Genco nuovo Arciprete di Mussomeli

MUSSOMELI – Si è insediato, ieri sera, il nuovo Arciprete- parroco di Mussomeli Don Pietro Genco, con una lunga e solenne  cerimonia  eucaristica,  presieduta dal Vescovo di Caltanissetta. Mons. Mario Russotto, a cui hanno partecipato numerosi sacerdoti e i giovani del Seminario.Tutte presenti le realtà ecclesiali della parrocchia della Madrice  (Arciconfraternita, Congregazioni dei falegnami, dei pastori e gli altri gruppi). Fra le autorità civili, presenti l’ing. Luigi Mancuso, Sindaco di Mussomeli, Giovanni Mancuso e Salvatore Petruzzella, rispettivamente Presidente e Vice Presidente del Consiglio Comunale, il Vice Sindaco di San Cataldo Pio Messina e l’assessore Bartolo Mangione. Una cerimonia d’investitura, dunque, per il nuovo Arciprete – parroco che ieri sera ha preso possesso canonico della Chiesa Madre  con tutti gli “annessi e connessi”. Subito dopo la cerimonia d’investitura, il Consiglio Pastorale si è stretto attorno a Padre Genco e all’uscente Padre Alfonso, accogliendoli,  nella sala parrocchiale, dove è stato offerto un rinfresco,  e dove , a nome del Consiglio Pastorale, il prof. Angerlo Barba ha dato  il saluto di benvenuto al primo e di commiato  al secondo, additandoli come sacerdoti “ servi buoni e fedeli”. Anche  Donatella Giumento, a nome della Comunità di Cristo Re di San Cataldo, che in tanti hanno presenziato al rito, ha voluto ripetere il loro grazie a Padre Pietro Genco per avere sperimentato in lui “il servitore della gioia e non il padrone della nostra fede”.Comprensibile la commozione dei due sacerdoti, cui, per la circostanza, i loro familiari sono stati vicini C’è da dire che due pulman provenienti da San Cataldo sono arrivati per tempo in città con oltre un centinaio di parrocchiani che  si sono diretti alla Madrice, attraversando le vie del Centro Storico. Positive le testimonianze  all’indirizzo del nuovo arciprete, dunque, che per oltre un ventennio ha servito  la comunità di San Cataldo. ”Una guida saggia, capace di discernimento spirituale che ha fatto suoi  i problemi della gente”, così Adele e Daniela di San Cataldo: “Aiu pena”, ci ha detto Gaetana Caramanna, precisando di abitare esattamente vicino alla chiesa. ”Ci mancherà un pezzo, ci ha detto  Giuseppe Martorana, come parroco, come persona, come religioso”. Tutti concordi, dunque,  dell’operosità del sacerdote: ”Non ci sarà nessun prete che potrà fare quello che ha fatto lui. Non ha mai chiesto un soldo a noi. Nei lavori è stato sempre il primo a rimboccarsi le maniche”. Molto più esplicita la presidente regionale della Fratres, nonché Presidente del gruppo Fratres di San Cataldo Maria Pia Falzone: ”ha fatto rinascere la parrocchia ed è stato un punto di riferimento nell’ attività parrocchiale e sociale”. Ha poi precisato che P. Genco è assistente spirituale regionale della Fratres e continuerà ad esserlo in quanto “valido e prezioso elemento spirituale”. Anche il Vice Sindaco di San Cataldo ha dato la sua testimonianza:”Padre Genco da 23 anni ha curato la comunità cattolica di Cristo Re conseguendo risultati notevoli: ha contribuito in modo decisivo alla crescita del quartiere, considerato prima del suo arrivo, un quartiere oltre che a rischio, prettamente popolare.Un quartiere, oggi,  da prendere di esempio. A tale riguardo, ha continuato il vice sindaco, non è mancata l’attenzione prestata dalle Amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo”. Fin qui .le testimonianze dei sancataldesi.”Lo accoglieremo con grande affetto e daremo il massimo, affinché il nuovo Arciprete possa iniziare il suo ministero, potendo contare del supporto dell’Arciconfraternita. Stasera i numerosi confrati e consorelle ne daranno testimonianza. Noi ci siamo”, così il Superiore della Arcicofraternita della Madrice, Pippo Sorce. Per il gruppo dei giovani Carmelina Noto così si è espressa: Sicuramente accoglieremo il nuovo Arciprete  nel miglior dei modi, l’accompagneremo in questa  sua nuova avventura, ovviamente con un po’ di rammarico per il trasferimento di Padre Alfonso ma è arrivato il momento di raccogliere i frutti del suo insegnamento, rimanendo attivi in parrocchia”. Anche Enza La Piana, consorella dell’Arciconfraternita, ha detto la sua: ”unu bravu sinni va e unu bravu veni, sono contentissima”. Abbiamo avvicinato  Mario Russo “ Accoglierò bene il nuovo Arciprete, ci ha detto; per me sono sacerdoti e vanno, comunque,  rispettati. Vado a Messa perché sono cristiano cattolico”. Ancora uno sguardo intorno alla Madrice, ed incontriamo Totuccio Barba: ”Dobbiamo dare un sostegno tangibile al nuovo arrivato perché ha bisogno di molto aiuto, perché come Padre Alfonso anche lui soffre per il distacco dalla sua comunità”. Due paesi interessati: Mussomeli  e San Cataldo con una chiesa locale in cammino: Il Vescovo, due  sacerdoti e l’obbedienza, a seguire il popolo di Dio.

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Per favore, non chiamatela omofobia

Per favore, non chiamatela omofobia

MUSSOMELI – Sulla vicenda “porno gay al castello”, ho condannato il gesto, non la preferenza sessuale. Io che finisco per indulgere sempre al perdono, anche questa volta credo che sarebbe iniquo maramaldeggiare sugli errori, ancorchè gravi, di un nostro compaesano . Però trovo altrettanto ingiusto tacciare di omofobia chiunque si indigna per quello che non ho esitato a definire “scempio mediatico del castello”.  La riprovazione sociale che è seguita alla diffusione della notizia non deriva dalla omosessualità ma dalla condotta degli agenti. Se un atto disdicevole è compiuto da un omosessuale, riprovarne l’azione non è omofobia. Altrimenti il rischio è che l’omosessualità diventi un’immunità , un alibi, per garantire l’impunità. La vicenda riveste notevole attualità, dato che alcune sottoculture accomodanti continuano a propinarci come tolleranza, una bieca accondiscendenza verso opinabili modelli e comportamenti posti in essere da chi si trova in una posizione di minoranza o diversità. Così, secondo questa perversa e strumentale logica della comprensione, è razzista chi condanna le malefatte dei rom disonesti . Allo stesso modo è xenofobo chi proferisce parola contro quei mussulmani che reclamano tolleranza religiosa a senso unico. Anche il signor Angelo Nigro, regista e attore del video scandalo, appellandosi al suddetto inganno della tolleranza, nel suo blog ha provato a cambiare le carte in tavola, invocando l’omofobia per difendersi dalle critiche e dalle accuse che gli sono state mosse. Nossignore. Le cose non stanno così. Non siamo un popolo di moralisti e omofobi. I siciliani da secoli sono abituati all’accoglienza. In provincia di Caltanissetta, un grosso centro ha eletto primo cittadino Rosario Crocetta, primo sindaco dichiaratamente omosessessuale nella storia d’Italia. E la stessa provincia nissena, e non solo, nel 2009 ha confermato la sua stima a Crocetta, eleggendolo al Parlamento Europeo. La stima e le azioni non hanno

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5 anni fa…35 anni dopo, a tavola nei ricordi di scuola

5 anni fa…35 anni dopo, a tavola nei ricordi di scuola

MUSSOMELI – Con qualche capello in meno, o quasi niente, la sera di Santo Stefano, in un noto locale cittadino, si è  svolto un appuntamento certamente  non scolastico, ma poco ci mancava, essendo venuti alla ribalta  gli struggenti ricordi d’infanzia,  Stiamo parlando  nientepopodimenoche” della “famigerata” Classe V^  elementare di Via Pola  del 1974  coi ragazzi della V A della Scuola Elementare Sacerdote Giuseppe Messina dell’a.s. 1974/75 col compianto Maestro Vincenzo Calafiore e del compianto bidello Giuseppe Cardinale (per gli amici ‘u zi Peppi Muddica”. (Basti ricordare  come questi alunni, utilizzando la lavagna a mò di dondolo l’avevano fatto crollare  fra gli strepiti, appunto, del carissimo bidello). Dunque, non si tratta di un cinquantesimo, se mai di un 35° anniversario, da quando si chiuse il sipario scolastico degli alunni (classe 1964). Il desiderio, poi,  d riunire simpaticamente  quei “poveri illusi”, si fa per dire,  o come si sono graziosamente  autodefiniti “discolacci” di allora, è stato forte e così, ad un semplice fischio dell’arbitro, pardon,  degli organizzatori, Mimmo Scavone e Mario Maida, si è messa in moto la macchina organizzatrice fino all’evento dell’altro ieri sera. Tuttavia, non tutti,  sono stati presenti alla  simpatica rimpatriata, perché alcuni di loro, effettivamente, erano impediti. Comunque, questo incontro è stato  considerato come delle prove tecniche di trasmissione, in quanto si sono autoconvocati per il prossimo  28 agosto del 2010 in cui hanno auspicato la presenza di tutti. Ma chi sono questi personaggi? A guardare il loro  profilo c’è da dire che quella classe del prof. Calafiore  ha “sfornato” bancari, imprenditori agricoli, muratori, furgonisti, docenti, meccanici, impiegati, funzionari, medici, Carabinieri, dirigenti amministrativi. Ecco i loro nomi: Francesco Amico, Ernesto Barba, Calogero Caltagirone, Salvatore Camerota, Giuseppe Cappalonga, Giovanni Costanzo, Paolo Favata, Mico Ferreri, Valerio Frangiamore, Salvatore Genco, Salvatore Ginex, Bruno Imperia, Calogerino Lanzalaco, Calogero Lanzalaco, Giuseppe Lo Brutto, Mario Maida, Calogero Mantio, Vincenzo Mingoia, Vincenzo Navarra,  Santo Sebastiano Pavone, Giuseppe Sapia,  Domenico Scavone,  Salvatore Schifano, Saverio Sciarrino,  Nelluccio Sola,  Giuseppe Sorce Callari,  Sebastiano Sorce ed Enzo Spoto.Un tuffo nel passato, dunque, con le monellerie e i ricordi di allora e con le risate ed i problemi di oggi. “Importante è, come ha detto qualcuno di loro, poterle raccontare”.

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Domani sera Padre Pietro Genco alla Madrice e commiato di Padre Alfonso

Domani sera Padre Pietro Genco alla Madrice e commiato di Padre Alfonso

MUSSOMELI – Ore 18, domenica scorsa,  alla Chiesa Madre, campane a festa. Le realtà annesse alla parrocchia erano tutte presenti per un momento, tutto parrocchiale, vissuto attorno alla solenne  liturgia eucaristica, con la Messa di ringraziamento, presieduta dallo stesso  Padre Alfonso ed animata dal Coro parrocchiale. Una significativa coincidenza, quella di domenica scorsa. Infatti, mentre la liturgia domenicale  celebrava la festa della Sacra Famiglia, nella Chiesa Madre, si è riunita, appunto, la famiglia parrocchiale  per stringersi attorno all’arciprete-parroco Padre Alfonso Incardona .Dopo 23 anni, come lo stesso sacerdote ha detto, lascerà,  fra qualche giorno,  la terra di Manfredi per raggiungere  quella di Caltanissetta, dove espleterà il delicato ruolo di Rettore del Seminario. La sua omelia, dopo avere tratteggiato la solennità della Sacra Famiglia, ha ripercorso i suoi anni di vita mussomelese con un circostanziato ricordo di fatti e persone che ha caratterizzato il suo lungo soggiorno a Mussomeli. Ha ripetuto ancora  di avere “sperimentato la bellezza di essere prete e di essere stato servo per amore” Ha, poi, ricordato anche alcune frasi del Vangelo: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire”. Ha ringraziato tutti, proprio tutti, persino quei politici verso cui il suo dire, a volte, è stato indirizzato, chiedendo scusa e perdono ove qualcuno di loro  si fosse ritenuto offeso.  Un silenzio eloquente, dunque,  in chiesa che ha dato l’esatta dimensione dell’eventocelebrato. Una funzione religiosa, durata alcune ore, a cui hanno partecipato, in pompa magna, l’Arciconfraternita del SS. Sacramento, la Congregazione dei falegnami, la congregazione di San Pasquale, i gruppi parrocchiali dei giovani e giovanissimi, focolarini, famiglie, Azione cattolica, tanti bambini, ed altre realtà annesse alla parrocchia che sono cresciute, appunto, sotto la guida di Padre Alfonso. Hanno partecipato alla liturgia anche  una rappresentanza del Seminario di Caltanissetta, le catechiste, i suoi primi ministranti, che a suo tempo gli furono accanto, oggi orgogliosamente presenti, come ha detto uno di loro,  nel ricordo della loro adolescenza. Una Messa partecipata, durante la quale, gli è stato donato un calice e consegnata una pergamena a firma del Consiglio Pastorale parrocchiale. Certamente non poteva mancare l’applaudito intervento di Padre Domenico, dopo che in precedenza c’era stato quello, a nome del Consiglio Pastorale a mezzo di Liliana Piazza, e di un adolescente che ha voluto presentare il suo grazie ed il suo affetto a nome degli altri compagni.  Dopo la Messa, un omaggio a Padre Alfonso dai ragazzi del Primo Comprensivo, guidati dal Prof. Vincenzo Barcellona  e che hanno cantato alcuni brani natalizi. Le singole realtà parrocchiali non hanno rinunciato alle foto di gruppo con Padre Alfonso. Domani sera, intanto, alle ore 18, Presente S. E, Mons. Mario Russotto, ci sarà il saluto di commiato a Padre Alfonso ed il saluto di benvenuto e l’insediamento del nuovo Arciprete. Parroco, il mussomelese,  Padre Pietro Genco.

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Distrutta la Capanna della scuola nella palestra di Via Madonna di Fatima (Intervista)

Distrutta la Capanna della scuola nella palestra di Via Madonna di Fatima (Intervista)

MUSSOMELI – Distrutta la capanna, costruita dai bambini, nella palestra comunale di Via Madonna di Fatima, dove erano programmati eventi natalizi. Sdegno e reazione dei genitori degli alunni e degli insegnanti per il vile gesto che ha rovinato la festa ai bambini,  che da alcuni giorni attendevano, appunto, questi momenti di gioia,”Devo pensare – ci ha detto il preside Vaccaro da noi intervistato,  che sia stata una ragazzata, che magari non si capisce che la palestra è fondamentalmente della scuola; la scuola non significa solo i bambini ma, soprattutto i bambini. Credo  che chi la utilizza deve anche capire che è una struttura di tutti a partire dai bambini, e quindi  il rispetto delle cose di tutti sia alla base di ogni cosa”.

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5 anni fa…Via l’antenna Telecom dal Centro Urbano

5 anni fa…Via l’antenna Telecom dal Centro Urbano

SANYO DIGITAL CAMERAMUSSOMELI –  Con una lettera indirizzata  al Ministero delle comunicazioni, alla Telecom Italia di Milano, Enel di Roma, al Sindaco di Mussomeli, al Presidente del Consiglio Comunale, al Presidente della Provincia Regionale, al Direttore Generale dell’ASP, all’Assessore Regionale alla Sanità, all’Assessore del Territorio e Ambiente della Sicilia, è stata inoltrata  una petizione popolare, sottoscritta da diversi cittadini, con cui chiedono  lo smantellamento dell’ Antenna Telecom dal Centro Urbano di Mussomeli, esattamente nelle vie Quasimodo, Martiri di Belfiore. Elio Vittorini con lo spostamento in un’altra zona, molto lontana dal Centro abitato, “per assicurare  la salute dei cittadini proteggendoli dall’elettrosmog e per garantire l’integrità degli impianti elettrici domestici e della rete di illuminazione pubblica” I  sottoscrittori della petizione hanno anche  precisato che “a) L’ubicazione lontana dal centro abitato e le nuove tecnologie consentono di garantire gli stessi servizi con un bassissimo impatto ambientale, nel rispetto della normativa vigente sulla materia; b) il trasferimento della Centrale Telecom con rispettiva Antenna è inderogabile poiché riguarda la salute di tutti i mussomelesi ed in particolare dei residenti delle zone limitrofe alla Centrale in questione;  c) tutti sono al corrente dei danni che possono provocare le onde elettromagnetiche e non a caso, proprio nel nostro Comune, si registra un’alta percentuale di gravi patologie”.

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5 anni fa…Nasce il “Tennis club Mussomeli”

5 anni fa…Nasce il “Tennis club Mussomeli”

Ass tennistica mussomelMUSSOMELI– Gli amanti mussomelesi. della racchetta hanno deciso di unirsi. Nasce, infatti,la nuova associazione denominata “Tennis Club Mussomeli”. Questa avrà come scopo quello  praticare e propagandare l’attività sportiva del Tennis,  la sua divulgazione. “Intento- spiegano i soci fondatori-  di questa associazione, è indirizzare tutti i bambini e i giovani alla pratica di questo sport seguiti da maestri professionisti. La costituzione dell’associazione è anche il pretesto per chiedere formalmente l’utilizzo della Palestra Comunale dove intende svolgere l’attività. “Il Consiglio Direttivo, , ha eletto qPresidente dell’Associazione l’Architetto Rino Bertolone e come Vice-Presidente il Geometra Rino Bullaro. Inoltre sono stati nominati, Segretario l’Architetto Lorenzo Ladduca e Tesoriere Salvatore Giardina.I componenti che ad oggi hanno aderito quali soci fondatori sono: Angelo Alfano, Giuseppe Sorce, Salvatore Spoto, Gianvincenzo Amico, Angelo Montanino, Lucio Piparo, Giuseppe Catalano.Per tutti coloro che amano questo sport e intendono aderire a questa associazione potranno contattare l’indirizzo mail: tennisclubmussomeli@gmail.com

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5 anni fa…Festa nella chiesa Evangelica A.D.I di Mussomeli per i 100 anni d’ “u zi” Michele Antinoro

5 anni fa…Festa nella chiesa Evangelica A.D.I di Mussomeli per i 100 anni d’ “u zi” Michele Antinoro

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MUSSOMELI – Assai compiaciuto, attorniato dai suoi figli, nipoti e pronipoti, una settantina di parenti ed amici in tutto, domenica scorsa,  “u zi Micheli” Antinoro , anche se alquanto analfabeta, ha apposto la sua  firma, come egli stesso ha
detto, a sigillo dei suoi 100 anni compiuti. Scherzosamente ci ha, poi, detto di avere rinnovato “identica” richiesta per gli anni a venire, raccontandoci, un particolare, allorquando,  ebbe a acrivere una lettera a Padre Pio, chiedendogli la grazia “di l’arma e di la saluti”. “TI SIA CONCESSO”, gli scrisse allora Padre  Pio, oggi proclamato Santo dalla chiesa cattolica. Da ricordare che il nonnino nei suoi 100 anni ha condiviso approssimativamente 50 anni di fede cattolica e 50 anni di fede evangelica, che è quella attuale. Una festa, tutta familiare, dunque, in un noto agriturismo, dove è stato presente il primo cittadino di Mussomeli ing. Luigi Mancuso, che gli ha donato una medaglietta d’oro. Evidentemente, cineprese e  foto  a iosa. Un pranzo delle grandi occasioni, che la famiglia Antinoro ha voluto offrire per la gioia di un papà che li ha sempre sorpresi  e li sorprende amorevolmente  ancora. Non potevano mancare brindisi e regali per il centenario. Una pergamena è stata consegnata all’arzillo nonnino, scritta e consegnata dalla nuora Anna Calà, interpretando i sentimenti dei familiari.  C’è da dire che il nonnino ha veramente onorato la tavola fin dall’inizio, e pur  tuttavia, con un po’ di fretta alla fine, quando  il festeggiato era atteso presso la Chiesa Evangelica, dove ad attenderlo erano in tanti, evangelici e cattolici. Festa dunque, domenica scorsa,  nella chiesa evangelica, dove,  fratelli  e sorelle di quella comunità, e non solo, nel cantare le lodi al Creatore, hanno festeggiato il loro fratello maggiore “u zi “Michele Antinoro. A firma del pastore Biagio Calderone, poi,a nome della Chiesa Evangelica A.D.I. di Mussomeli è stata consegnata ancora un’altra pergamena dove  c’era scritto così:”Fin qui il Signore ci ha soccorsi” (1 Samuele 7,12) – 100°  Compleanno di Michele Antinoro – A testimonianza dell’amore che Dio ha verso i suoi figli, la Chiesa Evangelica A.D.I. di Mussomeli si associa alla festa per il traguardo dei tuoi 100 anni, che il Signore continui a benedire il prosieguo  della tua vita.  Mussomeli 29 novembre 2009”.Il rito evangelico domenicale è stato caratterizzato da  canti di giubilo, lode e ringraziamento a cui si è associato anche “u zi” Michele. Durante la predica, il pastore Biagio Calderone, prendendo spunto dal libro dell’Apocalisse al cap.4:1, ha parlato dell’apostolo Giovanni il quale “avendo vissuto  a fianco di Gesù, vedendolo operare miracoli, morire in croce, risuscitare e ascendere al cielo, ora, in questo passo, ode la Sua voce che gli dice “sali quassù”!   Giovanni – continua il pastore – vide una porta aperta nel cielo, per molti sconosciuta.SANYO DIGITAL CAMERA In quel tempo l’apostolo aveva circa cento anni proprio come  come il fratello Michele, essendo in perfetta forma, il Signore lo invita a salire al cielo e a scrivere tutto quello che andrà a vedere. E’ importante compiere cento anni, ha continuato il pastore, è un onore, ma non importa l’età che si ha, l’importante è sapere che alla fine  dei nostri giorni vi sarà una porta aperta nel cielo che varcheremo per abbracciare il nostro amatissimo Padre! Al contrario, vivere tutti i nostri giorni e alla fine trovare quella “porta” chiusa sarebbe davvero terribile! Giovanni si trovava sulla terra e accettò l’invito di varcare quella porta! Ora l’invito non è per tutti me è per coloro i quali hanno fatto di Gesù, come Giovanni, il loro personale Salvatore e Signore, servendolo e amandolo qui in terra per po goderlo in cielo per l’Eternità. Infatti, Gesù stesso disse “Vado a prepararvi un luogo perchè dove sono Io siate anche voi”. Il pastore ha, infine, rivolto un invito ai presenti “a guardare Gesù come Capo e Compitore della nostra fede fino al giorno nel quale Egli ci dirà “Sali quassu!” 

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Comune Mussomeli

 

 

 

 

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