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Archivio | Tecnologia

 

“Mussomelesi nel Mondo”. Tutta la storia di Mussomeli raccontata attraverso la fotografia

“Mussomelesi nel Mondo”. Tutta la storia di Mussomeli raccontata attraverso la fotografia

MUSSOMELI – Basta aprire un semplice computer, collegarsi ad un qualsiasi server e digitare “Mussomeli” per avere tutte le informazioni che si desiderano su questo caratteristico paese. Ma tutte le parole del mondo non potranno mai trasmettere le emozioni che si possono provare guardando delle foto. Ed è proprio questo quello che cerca di fare il neo-gruppo “Mussomelesi nel Mondo”, creato da Giovanni Mancuso sul social network più in voga del momento, Facebook. L’amore per la sua terra e il desiderio di far conoscere a tutti, soprattutto ai giovani, la storia della sua patria, lo hanno spinto a creare questo gruppo. Al suo interno ci sono centinaia di foto, messe a disposizione da tantissimi concittadini. “Le scuole”, “Documenti storici”, “Personaggi illustri”, solo per citare alcune delle cartelle che è possibile visionare. Troviamo anche foto artistiche scattate da mussomelesi con la passione della fotografia, che immortalano tantissimi luoghi del paese, dalle Chiese alle feste popolari. Troviamo foto recenti e foto antiche, “C’era una volta…”, foto in cui possiamo ritrovare i nostri genitori e i nostri nonni da bambini. Insomma, tutto quello che vogliamo sapere e soprattutto vedere di Mussomeli lo possiamo trovare nella pagina face book “Mussomelesi nel Mondo”.

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Da oggi Castello Incantato visibile anche nella versione ottimizzata per dispositivi mobili

Da oggi Castello Incantato visibile anche nella versione ottimizzata per dispositivi mobili

MUSSOMELI – Da oggi accedendo  a www. castelloincantato.it dal browser potrete visualizzare la versione ottimizzata per dispositivi mobili: sarà estremamente più facile leggere pagine e articoli e persino commentarli attraverso facebook, ovunque vi troviate. Sono supportati la maggior parte degli smartphone touchscreen come iPhone, iPod touch e Android, Blacberry storm e torch, Palm pree, etc.  In particolare, sono stati rimossi molti elementi della grafica che rendono pesante il caricamento della pagina e sono stati svluppati script specifici per i dispositivi mobili.  Per i numerosissimi lettori che si collegano al quotidiano attraverso  telefoni e dispositivi mobili sarà così agevole poter accedere a tutti i contenuti fondamentali delsito:  articoli, categorie, autori, tags, interviste e commenti.

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La vetrina è online. L’iniziativa di un negozio d’abbigliamento mussomelese

La vetrina è online. L’iniziativa di un negozio d’abbigliamento mussomelese

MUSSOMELI – “Diamo uno sguardo alle vetrine”. Cambiano i tempi è anche quello che è un must dello shopping si adegua all’era informatica. L’iniziativa è di un imprenditore mussomelese, il signor Peppuccio Fasino, che ha pensato di allestire nel proprio sito un’esposizione virtuale con i capi che, realmente, fanno bella mostra nel suo punto vendita di abbigliamento. “In un’epoca in cui tutto è accessibile attraverso la rete – spiega Fasino -, credo  che fornire alla clientela la possibilità di dare un’occhiata alle nostre vetrine sia un servizio gradito oltre che utile.  A chi, a causa del maltempo, della mancanza di tempo, o per le ragioni più disparate,  ,non può venire nel nostro punto vendita, viene offerta  la possibilità comodamente da casa di farsi un’idea sui capi che proponiamo”.  Chi volesse visitare le vetrine puoi collegarsi al sito: http://www.fasino.it/vetrina/

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Dal dizionario di greco all’obiettivo. Il sito del professore-fotografo

Dal dizionario di greco all’obiettivo. Il sito del professore-fotografo

MUSSOMELI – Un  dominio con un richiamo non casuale al greco. Kosmofoto è il nome del sito che raccoglie il portfolio  di Giuseppe Canalella,36 anni,  insegnante di professione, fotografo per passione. “Dopo aver manifestato una fervida attitudine per le lingue classiche ed interesse per il mondo antico” – scrive  il professore  nel web– “mi sono dedicato alla fotografia”. Per anni Giuseppe si è dedicato prevalentemente alla professione di professore in diversi licei, tra cui quello di Mussomeli, ma da quando ha iniziato a scattare foto si è accresciuto sempre più l’interesse  per la fotografia che “ possiede con la letteratura – come afferma egli stesso – una comune peculiarità di fondo, da taluni definita seducente: entrambe costituiscono delle forme di comunicazione di solida validità. Non mancano però delle vigorose controversie perché una data fotografia rappresenta fedelmente il reale mentre un’ opera letteraria sottintende una finzione che un autore si propone di enunciare in forma più o meno diretta. Con ogni probabilità ritengo che la macchina fotografica svolga una duplice funzione nel senso che può essere un’autentica forma alternativa o un supporto utile alla scrittura. Sono diversi i temi ritratti : dai paesaggi al mare, dagli alberi ai volatili, tutte immagini della sua amata Sicilia. Molte delle foto presenti nel sito sono ritoccate, sono lavori di postproduzione che “permettono alla fotografia di accostarsi alla pittura”. Il professore-fotografo conclude richiamando un pensiero di Cartier Bresson: “la fotografia, superando l’effimero, è in grado di creare qualcosa di eterno attraverso il momento tempestivamente ripreso”. Per visionare le opere dell’autore mussomelese  basta collegarsi all’indirizzo http://www.kosmofoto.it/

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Per la festa dei mussomelesi nel mondo l’omaggio del Comune si vince su internet

Per la festa dei mussomelesi nel mondo l’omaggio del Comune si vince su internet

MUSSOMELI –“ i Mussomelesi nel mondo che si registreranno sul sito www.comune.mussomeli.cl.it,  o presso il santuario o presso la biglietteria del Castello, riceveranno un gradito omaggio da parte dell’Amministrazione Comunale”. E’ quanto è stato scritto su una  locandina che accompagna il programma dedicata all’incontro annuale  coi concittadini non residenti  per il prossimo 22 agosto, Una comunicazione, dunque, che è anche un invito che parte dal santuario diocesano, di cui è Rettore il sac. Don Diego Di Vincenzo e dall’amministrazione comunale, presieduta dal sindaco Salvatore Calà  Il Programma prevede alle ore 19, la celebrazione eucaristica, alle 20,30 presso il chiostro San Domenico,l’incontro con l’Amministrazione comunale e l’inaugurazione della mostra:”Alla ricerca delle nostre radici”;alle 21,30 Intrattenimento musicale e degustazione di prodotti tipici locali.

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5 anni fa…IL personal computer e Castello Incantato: Coppia di sposi si confessa

5 anni fa…IL personal computer e Castello Incantato: Coppia di sposi si confessa

ACQUAVIVA PLATANI – Lei, da nubile ex sarta, da sposata casalinga, lui pensionato con alle spalle  complessivamente 42 anni di attività lavorativa, prima all’Ufficio del dazio e successivamente presso l’azienda  dei telefoni (ASST). Stiamo parlando di due coniugi di origine acquavivese con tre figli, che da tempo vivono a Torino, ma che non hanno mai scissi i legami con la terra che ha dato loro i natali. Stiamo parlando, appunto di Rita Frangiamore e Orazio Giambrone. Una coppia affiata, assai religiosa, che coltivano il senso dell’amicizia. E’ stato, appunto, il loro amico Salvatore Caruso, alcuni anni addietro, a segnalare il sito www.castelloincantato.it , attraverso cui potevano attingere notizie paesane e quindi tenersi aggiornati della quotidianità del loro paese, sentendosi, purtroppo, estranei a tale contesto pèrche inseriti nella vita dinamica di Torino. L’invito dell’amico Caruso non passò inosservato e la signora Rita chiese alla figlia di curiosare su tale sito, dove in effetti venivano riportati fatti di cronaca e non solo. “Lo trovai subito interessante, ci ha detto la signora Rita, scoprendo successivamente, che il sito migliorava anche di qualità e soprattutto per il fatto che le notizie venivano arricchite di servizi fotografici che ci facevano vivere aria paesana. Inizialmente, le visite internet  erano saltuarie, ora ogni giorno mi collego con Castello Incantato. Ma non solo, ho fatto e conti nuo a fare  il passaparola ed ora sentiamo il dovere di ringraziarvi, io e mio marito Orazio, per questo servizio offerto alle comunità del nostro territorio. Debbo aggiungere che ho avuto un po’ di difficoltà, quando avete cambiato sito, ma ora mi sono abituata e guardo tutto su Castello incantato, dalla pubblicità, al meteo, dalle notizie anche i commenti, che spero vengano ripristinati  con regole precise” C’è da dire che la coppia acquavivese, nei vari spostamenti nel periodo di vacanza, fra gli oggetti da portare c’è il portatile, come vero compagno d’informazione.

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Salvatore Mingoia: “Sognando l’ONU”

Salvatore Mingoia: “Sognando l’ONU”

NEW YORK – Riprendo la mia rubrica settimanale, con un mio coetaneo che ha avuto il coraggio (non da tutti) di fare il grande passo di andare oltreoceano a studiare e a lavorare per cambiare il destino della propria vita. L’idea dell’intervista è nata quando qualche mese addietro mi trovavo in vacanza a New York e dovevo incontrare Salvatore a Central Park. Lui, ragazzo cresciuto con valori sani, umile e con grandi obiettivi da raggiungere. Obiettivi che gli danno la forza per continuare questa splendida avventura che in molti fanno e che in tantissimi vorrebbero fare.

D – Nome

R – Salvatore

D – Cognome

R – Mingoia

D – Quanti anni hai?

R – 29

D – Di cosa ti occupi attualmente?

R – Attualmente lavoro alla (Supreme Civil Court) Suprema Corte Civile. Il dipartimento dove lavoro si occupa di salvaguardare i diritti di bambini nati disabili e di salvaguardare i diritti degli anziani che non possono autogestirsi. I giudici che si occupano delle udienze devono fare in modo che a queste persone sia dato un tutor che si prenda cura di loro sia dal punto di vista fisico che da quello economico. Personalmente mi occupo, per conto di due giudici, di vecchi casi che devono essere chiusi perche’ la persona disabilitata e’ morta ed inoltre mi occupo di altre vicende burocratiche piu’ complesse che richiedono una piu’ vasta spiegazione. Questa esperienza mi sta facendo conoscere il sistema legale civile e in qualche modo anche quello penale Americano.

Allo stesso tempo lavoro come Bartender in un ristorante Italiano. Questo lavoro mi sta portando ad avere un’approfondita conoscenza dei vini Italiani e Internazionali. Abbiamo quasi 400 tipi di vini italiani ed anche sudamericani, californiani e francesi.

Inoltre, a breve conseguiro’ la mia Laurea in Legge Internazionale.

D – Cosa sognavi da piccolo?

R – Da piccolo non ero un sognatore, pensavo solamente a divertirmi.

D – Cosa sogni ora?

R – Adesso ho molti sogni, per adesso uno su tutti e’ quello di riuscire a lavorare in una Istituzione Internazionale. Riuscire a ricoprire una carica che possa appagarmi e che mi permetta di mettere in pratica quello che sto studiando. Mesi addietro ho avuto l’occasione di fare un piccolo stage di qualche giorno all’Onu. L’atmosfera che si respira dentro e’ un pò pesante considerando le importanti decisioni che vengono prese a livello internazionale, ma per una persona appossionata di Legge Internazionale come me, sarebbe un sogno poter lavorare li.

D – Pensi un giorno di farti una famiglia?

R – Assolutamente si, anzi spero in un futuro prossimo.

D – Tu vivi a Brooklyn, secondo “quartiere” più importante di New York: a quale quartiere di Mussomeli lo paragoneresti e perché?

R – Riuscire a fare un paragone tra Brooklyn che fa due milioni e mezzo di abitanti e un quartiere di Mussomeli sinceramente mi mette un pò in difficolta’, comunque  paragonerei Brooklyn con la via Palermo in quanto e’ piena di bar, negozi, pub, uffici, etc…

D – Quali sono le principali differenze tra gli States e l’Italia?

R – La prima piu’ importante differenza e’ il sistema sanitario; L’Italia ha un sistema sanitario che l’America ci invidia perchè da noi tutte le persone possono accedere agli ospedali a differenza degli Usa dove invece se non si ha un’assicurazione molti ospedali non ricoverano; Pero’ bisogna fare attenzione, perchè questo non significa che la persona non avra’ assistenza, ci saranno altri ospedali meno professionali (dove gli infermieri e i dottori che ci lavorano sono alla prime esperienze) e non sono sponsorizzati dal Governo. E’ importantissimo da considerare che con la storica legge passata mesi addietro dall’amministrazione Obama, nei prossimi anni quasi il 100% dei cittadini Americani potranno usfruire degli ospedali.

Se la guardiamo dal punto di vista lavorativo, non c’e’ paragone tra i due Stati; L’America e’ una nazione che ogni anno e’ capace di creare milioni di nuovi posti di lavoro, e che permette a una persona di trovare il lavoro che ha sempre sognato di fare. In Italia invece molte persone sono costrette a ripiegare su quei lavori che lo stato offre. Inoltre per aprire una societa’ in Italia la burocrazia e’ molto complessa, invece in America e’ piu’ facile ottenere licenze.

Un pregiudizio che gli Italiani hanno a riguardo all’America e che pensano che in America ti possono licenziare in qualsiasi momento mentre questo non e’ vero perche’ come in Italia anche negli Usa, nei lavori statali una volta entrati nessuno può licenziarti; Anzi i lavori statali qui sono retribuiti molto bene a differenza dell’Italia. Per quanto riguarda le Aziende o Corporations private, e’ uguale in tutti e due i Paesi, essendo privati, in tutti e due gli Stati il manager o proprietario che sia puo’ sollevarti dall’incarico in qualsiasi momento. Pero’ penso che i sindacati in America imtimoriscono i privati un pò di piu’ rispetto che in Italia, perchè i “boss” qui ci pensano sopra un bel pò prima di licenziare una persona.

D – Ci sono ancora pregiudizi nei confronti dei siciliani in America?

R – Purtroppo si. Sarebbe bello se gli Americani conoscessero i siciliani per i loro premi Nobel come Quasimodo e Pirandello, e per personaggi del calibro di Verga, Guttuso, Ettore Majorana, Tornatore, etc…ma anche per il cibo, i beni, le spiaggie, e il calore della gente. Purtroppo i problemi dell’Italia del Sud inerenti l’immondizia, la corruzzione, etc…arrivano anche qui e danno un segnale non certo positivo.

D – Pensi che ci sia più meritocrazia negli Stati Uniti?

Assolutamente si.

D – Pensi di ritornare a vivere in Italia un giorno?

R – Nella vita non c’e’ niente di sicuro anche se non avrei mai immaginato di vivere un giorno a New York. Adesso ho imparato che tutto e’ possibile e nei prossimi anni potrei ritornare a vivere in Italia o in qualche altro paese Europeo. Per adesso New York e’ il posto migliore al mondo per fare esperienze e lavorare.

D – La cosa più strana che ti è capitata a New York

R – In Italia usiamo l’espressione “l’hai presente…come nei film Americani!!!” quando vediamo che qualcosa di impossibile accade. La verita’ e che i registi Americani quando producono i loro film sono così inspirati perche’ molte scene che sembrano impossibili accadono realmente, quindi la estrapolano da un contesto reale.

Vicino la Metropolitana un giorno c’erano delle persone che apparentemente lavoravano come netturbini con tanto di camice, scopa e paletta, ed invece erano dei poliziotti in borghese munit di pistola, manette e radiolina che all’ok di non so chi arrestarono alcune persone; Quindi proviamo ad immaginare questa scena in cui degli spazzini tutto ad un tratto diventano  poliziotti e si lanciano all’inseguimento di alcuni sospettati per arrestarli; sembra proprio il canovaccio di un film d’azione!!!

D – Se vincessi al superenalotto la prima cosa che faresti?

R – Aprirei una casa di cura per anziani a Mussomeli insieme ad un canile per salvare tutti gli animali abbandonati. Penso che per le persone che vivono da sole i cani sono il miglior rimedio per farle uscire dalla solitudine.

D – Se fossi una stagione quale saresti e perché?

R – Come amante del colore sarei la primavera.

D – Se fossi un film quale saresti?

R – Penso mi assocerei al film di Tornatore “Baaria” perche’ come il film, che parla della Sicilia del passato, del presente e della Citta’ di Bagheria, anche io specialemente in America cerco di ripercorrere e di far ripercorrere alla gente che non conosce la Sicilia, le sue tradizioni, la sua storia e le sue vicende politiche.

D – Di cosa hai paura?

R – Strano da dire per una persona che ha volato in molte capitali Europee, in qualche Metropoli Americana e in Canada, ma ho paura di volare.

D – Una frase che ti caratterizza

R – “Spingendo quotidianamente i nostri limiti riusciremo, a piccoli passi, a superare le paure  che ci vietano il possesso della nostra esistenza” del sicilianissimo Angelo D’Arrigo.

D – Il personaggio che hai incontrato che più ti ha colpito

R – Lavorando in una zona di Manhattan dove vivono molti Vip ho avuto l’onore di avere al ristorante gente come Sigourney Weaver (Avatar), Kristin Davis (Sex and the city), il produttore di “Law and order” e  da non dimenticare Arturo di Modica lo scultore siciliano che ha impiantato il toro a Wall Street che adesso simboleggia la potenza economica Americana. Anche se non con tutti di loro ho avuto l’occasione di parlare, posso dire che  la persona piu’ simpatica e stata il produttore di “Law and Order”; Una sera lui con la moglie (penso) si sono seduti al bar e abbiamo chiacchierato per molto tempo e la cosa che mi ha colpito di piu’ di lui è che conosceva la Sicilia molto bene, ed erano molto intressati ai miei commenti su di essa. Persone che pur essendo molto famose, non si danno tante arie.

Inoltre alcuni mesi addietro durante la presentazione “The New Sicily” svoltasi alla mia Universita’ ho avuto l’occasione di incontrare e discutere personalmente con il Procuratore Nazionale Piero Grasso che è una persona davvero brava, intelligente e disponibile.

D – Che ricordi hai degli anni trascorsi a Roma?

R – I miei tre anni a Roma non li dimentichero’ facilmente. A Roma ho trascorso degli anni bellissimi. Li, ho avuto l’occasione di conoscere gente di tutta Italia, e gente proveniente da tutte le parti del mondo, ma allo stesso tempo da Roma ho avuto la possibilita’ di girare l’Italia e di viaggiare per l’Europa, e poi e’ li che ho conosciuto la mia ragazza con cui convivo ormai da tre anni.

Dal punto di vista professionale Roma ha arricchito il mio Curriculum. Oltre a lavorare all’ufficio immatricolazioni, dove il mio compito era quello di registrare oltre 300 nuovi militari ogni tre mesi, ho avuto la grande soddisfazione di lavorare in posti come lo Stato Maggiore della Difesa, l’Altare della Patria o Vittoriano, al Ministero della Difesa, e a Palazzo Barberini. Lavorando in queste diversi posti, ho avuto la possibilita’ di venire a contatto con le alte cariche dell’esercito, della Polizia e dei Carabinieri che ricoprivano e che attualmente ricoprono funzioni importanti presso i diversi Ministeri.

D – Cosa vorresti esportare dagli Stati Uniti in Italia?

R – Il modo positivo che gli Americano hanno di vivere la vita e il loro modo di adattarsi a tutto con facilita’.

D – Che sport segui in America?

R – Purtroppo non c’e’ uno sport americano che seguo. Mi piace un pò l’hockey su ghiaccio, anche se e’ piu’ Canadese come sport che Americano. Grazie a Dio c’e’ Fox Soccer Channel e Rai International che trasmettono in diretta tutto il calcio Italiano e Europeo.

D – Tre cose che porteresti con te su un isola deserta?

R – 1)La mia ragazza 2) la mia famiglia 3)il mio cane. Hai detto tre….no?

D – Se fossi un libro saresti?

R – “Foreigner” di Nahid Rachlin. Parla di una ragazza Iraniana che dopo aver lasciato il suo paese di origine per trasferirsi in America si trova immersa tra due culture completamente diverse, quella Persiana caratterizzata in quegli anni (e tutt’oggi) da una dittatura, e quella Americana piu’ democratica e libera. La mia situazione e’ un po paragonabile alla sua, perche’ anche io quando sono arrivato in America mi sono trovato immerso in due culture diverse, quella Siciliana piu’ conservativa e quella Americana, piu’ aperta. L’unica grande differenza tra me e lei e’ che (grazie a Dio) io posso tornare nel mio paese di origine, lei invece no, perche’ ha scritto dei libri sull’Iran che hanno infastidito il regime Iraniano. Anzi durante la sua visita alla mia Universita’ ci ha detto che lei potrebbe rientrare in Iran, pero’ non sa cosa le succederebbe. Purtroppo i suoi libri pubblicati in America con tanto successo, in Iran sono stati vietati alla pubblicazione per paura che possano portare rivolte in quello stato musulmano.

D – Ad un turista che posto consiglieresti a New York e perchè?

R – In generale consiglierei il West Village perche’ sembra un piccolo pezzo d’Europa dentro Manhattan, il Rockefeller building per la sua veduta su tutta New York, il Lincoln Center per il suo design che lo caratterizza, l’upper West and East side per la sua ricchezza di musei, e Chinatown per chi non vuole andare nella Cina reale. Assolutamente da non perdere inoltre Williamsburg a Brooklyn considerata la zona degli artisti e sempre in Brooklyn da non perdere Carroll Gardens, Boreum Hill e Park Slope per le bellissime case in Brownstoner, e per le bellezze che la zona offre.

D – Credi in Dio?

R – Assolutamente si.

D – Dimmi tre qualità che un ragazzo deve avere per fare il grande salto

R – Esperienza, tanto sacrificio e un pò di fortuna.

D – Per i tuoi futuri figli sarebbe più opportuno crescere in una città dinamica come New York o in un paese tranquillo come Mussomeli?

R – Io cerchero’ di fare in modo che crescano vivendo in tutti e due i posti. Pero’ anche se e’ vero che il paesino ti da piu’ tranquillita’ nel seguire e crescere i figli, penso che principalmetne dipenda dall’insegnamento che si impartisce loro e da come li si segue. Per esempio, io pur vivendo e crescendo a Mussomeli ho ricevuto una bellissima e sana educazione dai miei genitori; la stessa che ha ricevuto la mia ragazza che e’ nata ed e’ cresciuta a New York. Alla fine abbiamo ricevuto la stessa educazione in due parti del mondo completamente diverse.

D – Quale parte del tuo carattere è migliorata e quale è peggiorata da quando sei oltreoceano?

R – Penso che sono lo stesso, anche perche’ se cambio poi la gente che mi conosce per quello che ero non mi vorra’ piu’ bene.

D – In un america ancora scossa dal fallito attentato a Times Square, cosa provi quando ti trovi in prossimità di Ground Zero?

R – La mia ragazza e’ stata la prima a raccontarmi di quel giorno, lei viveva a New York quando e’ successo l’attacco alle torri gemelli. Io vedo ancora la paura nei suoi occhi quando mi parla di quel fatidico 09/11. Quello che io provo e’ tanta rabbia, per la morte di migliaia di persone innocenti.

D – Hai contatti con la florida comunità di Mussomelesi a New York?

R – Si, ho qualche contatto. L’unico problema è che nella grande mela tra lavoro e studio si e’ sempre impegnati e sfortunatamente non si ha molto tempo per visitare tutti. Pero’ ultimamente mi sono visto spesso con mio zio Franco e un paio di volte con Vito.

D – Che ricordo hai della tua infanzia?

R – Ricordo tutto. I giorni spesi a giocare a nascondino, ai quattro cantoni per le strade del mio quartiere, le domeniche trascorse con la mia famiglia in mezzo alla campagna e in montagna, le mie estati a Cefalu’ quando mio padre prendeva tutte l’estati la casa li, la scuola calcio ai tempi dell’Aurora. Insomma ancora tanti vividi ricordi.

D – Cosa pensi della politica italiana?

R – E’ un argomento troppo complesso per poterne parlare in breve.

D – Cosa ti manca del tuo paese e cosa non ti manca affatto?

R – La cosa che mi manca davvero tanto e’ la mia famiglia, e le tradizioni del paese. Quello che non mi manca e il giro in macchina per il paese.

D – Il piatto italiano che più ti manca?

R – La lasagna di mia madre.

D – Quale canzone ti fa pensare?

R – “Buonanotte All’Italia” di Ligabue.

D – Una cosa che ami ed una che odi

R – Amo la mia ragazza, la mia famiglia e il mio cane. Odio le persone che abbandonano gli animali.

D – Da cittadino mussomelese, cosa ti auguri faccia la prossima amministrazione?

Considerando che la nuova amministrazione e’ stata gia eletta, faccio un grosso in bocca al lupo al nuovo sindaco, il Sig. Cala’, e a tutta la sua amministrazione composta da gente valida, esperta nel settore e intelligente. Spero che la nuova amministrazione possa aiutare il nostro paese ad uscire dalla crisi in cui versa e che possa aiutare i giovani che vogliono fare impresa; spero che allo stesso tempo sia un’amministrazione che cooperi e prenda in considerazioni le idee che vengono dall’opposizione perche’ lavorando tutti insieme è l’unica soluzione per far si che il paese esca da questa drammatica situazione; Le carte in regola per fare bene ci sono, e a tutti faccio un grosso in bocca al lupo.

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La webtv del vallone

La webtv del vallone

Campofranco – Da più di un mese il nostro territorio si è arricchito di un altro importante strumento di comunicazione che collaborerà, fornendo un ulteriore servizio, proprio con il nostro quotidiano. La web tv del vallone che ormai, visto le numerose visite, è decollata, rappresenta una vera novità perché possiede tutti i connotati di una vera e propria televisione. Attualità, Cultura, Religione, Tradizioni, Spettacolo, Musica, Sport, Folklore questo è quello che si può vedere nella neonata televisione. La WebTV del Vallone che, naturalmente può essere vista pure a schermo intero, è dotata di un vero e proprio palinsesto consultabile da tutti gli utenti. Frutto di una felice intuizione di alcuni giovani, desiderosi di tenere costantemente informata la gente del luogo, nonché tutti gli emigrati originari di questo territorio, italia on line, che sarà  incorporata in esclusiva  sul nostro sito e che quindi può essere vista facilmente pure su Castello Incantato, effettua  i vari servizi video soprattutto dai paesi di Mussomeli, Campofranco, Sutera, Acquaviva, Milena, Bompensiere, Montedoro, Serradifalco. Finestre pure dalle cittadine agrigentine di Casteltermini e San Giovanni Gemini. La web tv del vallone realizza pure dirette web di eventi particolari. Uno straordinario mezzo di comunicazione dunque, in una zona dove manca una vera e propria televisione locale.

VISITATELA, link diretto: http://www.italiaonline.tv/index.php?lID=132

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Dan Giardina: ” Un americano a Mussomeli”

Dan Giardina: ” Un americano a Mussomeli”

MUSSOMELI – Da qualche settimana il nostro paese ospita un ragazzo Newyorkese con origini Mussomelesi. Da poco più di un mese nel nostro paese, Dan è venuto qui per incontrare molti parenti che non vedeva da tanto tempo e altri che non ha mai incontrato, ma è venuto anche per imparare l’italiano cosa a cui tiene molto. Ho avuto il piacere di conoscerlo, di bere qualche drink con lui e di fare quattro chiacchiere.

Vi presento Dan Giardina!

D – Nome

R – Dan

D – Cognome

R – Giardina

D – Quanti anni hai?

R – 28

D – Di cosa ti occupi attualmente?

R – Ho appena conseguito la laurea in medicina presso il NY Medical College dopo quattro anni di studi

D – Come mai ti trovi a Mussomeli?

R – Beh, ci sono tre motivi principali: 1) per imparare la lingua il più possibile 2) per stare un pò con i miei parenti 3) per rilassarmi

D – E’ la prima volta che vieni?

R – No, questa è la terza

D – I tuoi genitori sono originari di Mussomeli?

R – Solo mio padre, perché mia madre ha origini corleonesi.

D – Cosa pensi di Mussomeli?

R – La gente è più accogliente, paziente e gentile rispetto a New York. La vita è più lenta e tranquilla, ma sono sorpreso di aver trovato un paese più rumoroso di quello che mi ricordavo. Per me è un grandissimo cambiamento da Brooklyn ma in positivo perché per me è stato importante scoprire le mie origini, da dove proviene la mia famiglia. Forse per molti non è cosi importante ma per me lo è tanto.

D – So che hai visitato l’ospedale di Mussomeli; qual è la principale differenza tra gli ospedali americani e quelli italiani?

R – Ho visitato solo il reparto di radiologia, è il mio campo. Gli ospedali americani sono un po’ più all’avanguardia, hanno delle strumentazioni moderne. Il sistema sanitario è differente, ci sono molti ospedali privati e non accessibili a tutti. Tutto ciò cambierà adesso con la riforma sanitaria voluta dal presidente Obama. Tengo a precisare però che io vengo da una città enorme come New York ed è normale che si siano differenze con un piccolo paese come questo.

D – Qual è il tuo piatto preferito?

R – Indubbiamente la pasta. Essendo cresciuto in una tipica famiglia siciliana non posso non amare il cibo italiano e spesso quando esco a New York vado nei ristoranti italiani.

D – Il posto più bello di Manhattan e perché?

R – Downtown, in particolar modo l’East e il West Village dove ci sono molti ristoranti e clubs vicini tra di loro. I veri Newyorkesi vanno li a mangiare, bere e incontrare gente nuova, inoltre, l’architettura delle case è totalmente diversa dal resto di Manhattan.

D – La prima cosa che un turista deve vedere a New York?

R – Dipende da che esperienza vuole fare: se si vuole vivere da vero Newyorkese come già ho detto prima, Downtown è il posto migliore e naturalmente Brooklyn, “of course”. Del resto credo che l’esperienza dell’Empire State Building sia davvero unica.

D – Pensi che sia meglio per un bambino crescere in un paese come Mussomeli o in una città come New York?

R – Il piccolo paese è più sicuro, si cresce con la famiglia e gli amici, mentre in una città come NY è più difficile avere quella libertà e tranquillità che si può avere a Mussomeli.

D – Qual è il viaggio più interessante che hai fatto?

R – Ho viaggiato molto in vita mia, comunque credo che l’Irlanda sia un posto da vedere. Gli irlandesi caratterialmente sono simili ai siciliani, molto amichevoli, parlano tanto e sono davvero divertenti.

D – Qual è il tuo film preferito?

R – Essendo un patito di cinema, mi viene difficile darti una sola risposta. Ti posso dire “Il padrino”, “L.A. Confidential” e infine “Mean Streets” film degli anni ’70 ambientato a Little Italy con Robert DeNiro.

D – Che differenza c’è tra le donne italiane e quelle americane?

R – Beh, non conosco bene le donne italiane però posso dirti che le americane bevono molto di più e sono molto più aggressive e abbastanza libere

D – Il tuo gruppo preferito?

R – William Elliott Whitmore, ma cambia ogni mese. Esco molto spesso a vedere concertini nei clubs.

D – Democratico o Repubblicano?

R – Indipendente, sto nel mezzo.

D – Gli italiani a New York?

R – La situazione è molto diversa rispetto a 100 anni fa quando i primi italiani erano discriminati, non sapevano parlare la lingua e facevano lavori umili. Adesso l’italiano a New York si è integrato perfettamente nel sistema, parla correttamente la lingua ed ottiene anche lavori prestigiosi.

D – Che sport segui e per quale team tifi?

R – Seguo  tantissimo il football americano e la mia squadra del cuore sono i NY Jets. Amo questo sport anche perché lo praticavo ai tempi del college.

D – A proposito di college, che mi dici sui college americani, sono come si vedono nei film?

R – Ahah, beh non conosco i college italiani ma quelli americani sono per lo più privati e sono parecchio costosi. Per tanti ragazzi americani è la prima opportunità per andar via di casa e molti di loro usano questa opportunità per divertirsi e fare conoscenze. I film sono una esagerazione, non è esattamente cosi ma ci sono molte cose uniche nei college americani come ad esempio l’ “Homecoming day”. Un’intera giornata dedicata agli studenti, con partita di football, diversi party e tanto tanto divertimento. Gli americano sanno fare festa, su questo non c’è dubbio.

D – Qual è la cosa più selvaggia che hai fatto al college?

R – No comment!

D – Essendo un dottore, cosa pensi della dieta americana?

R – E’ molto pericolosa e non salutare. Il più grosso problema di salute in America è l’obesità e i problemi connessi ad essa: problemi cardiovascolari, diabete, etc. Ci dovrebbe essere più educazione nelle scuole e meno corruzione da parte delle multinazionali del cibo.

D – Il tuo prossimo viaggio?

R – Sud America: Cile, Argentina. Non vedo l’ora di immergermi in quei paesaggi e in quella natura, poi comunque le loro città sono molto simili a quelle europee.

D – Tre cose che porteresti con te su un isola deserta?

R – Beh, sicuramente porterei una bella donna, un coltellino svizzero sempre utile in una situazione del genere e una radio ad energia solare!

D – Quando sarai di nuovo a NY cosa ti ricorderai con piacere di Mussomeli?

R – Mi ricorderò di tutti i pranzi e cene fatte con i parenti ma anche delle nuove amicizie fatte!

D – Una parola per descrivere questo tuo viaggio?

R – Una è poco, ti dico: bello, emozionante, felice, frustrante.

Foto di Gero Salamone

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Gero Riggio: “Il mio primo tour”

Gero Riggio: “Il mio primo tour”

MUSSOMELI – In occasione del RADIO TOUR FESTIVAL, che vede come protagonista il nostro cantautore Gero Riggio, ho colto l’occasione per intervistarlo. Comincia dal bellissimo scenario di Piazza del Soccorso di Forio d’Ischia (NA), questo concorso radiofonico itinerante che farà tappa in bellissime località della penisola. Già superate le prime due selezioni, Gero, grazie al voting sms che ha coinvolto tanti compaesani che lo hanno sostenuto, ha ottenuto l’accesso alla COMPILATION in vendita in tutti i negozi di dischi in 40.000 copie e soprattutto la possibilità di farsi notare durante il tour estivo in cui saranno presenti tantissime radio supporter del concorso che faranno interviste, speciali e collegamenti in diretta e la partner Tv “AB Channel” (Sky 920 e canale 97 del digitale terrestre) nonché tantissimi ospiti musicali del calibro di Mango, Paolo Vallesi e gli Studio 3 che arricchiranno il tour con la loro musica. La gara itinerante (il pubblico presente voterà gli artisti in gara) si concluderà a Settembre quando in Piazza Plebiscito a Napoli, uscirà il nome del vincitore che firmerà un contratto con una nota casa discografica per un album. Ecco a voi Gero Riggio:

D – Nome

R – Calogero Pasquale, ma per favore tenetevelo per voi!

D – Cognome

R – Riggio

D – Età

R – 23

D – Cosa fai attualmente?

R – Disoccupato a tempo pieno in cerca di occupazione preferibilmente nell’ambito musicale. Quindi ne approfitto per lanciare un appello a tutti i produttori che stanno leggendo questa intervista!

D – Ultimo libro letto?

R – Le ali sotto i piedi, l’autobiografia di Cesare Cremonini. Cantautore a cui sono molto legato e nella quale storia di vita mi rivedo in molti passi.

D – Cibo preferito?

R – Qualsiasi cosa commestibile su cui poter spalmare la glassa balsamica Ponti

D – Cosa cambieresti del tuo aspetto fisico?

R – Tutto, ma sinceramente vorrei avere un po’ di spalle in più!

D – Il poster che da bambino avevi nella tua stanza?

R – Mia sorella non mi faceva tenere nessun poster, quindi aihmè ero costretto a sbaciucchiare gli adesivi dei Backstreet Boys della mia cara sorellina

D – Un cantante a cui ti inspiri?

R – Mi piace ascoltare i grandi cantautori degli anni ’80 e ’90. Nella loro semplicità riesco a trovare gli spunti per scrivere delle cose attuali. Anche se non disdegno ascoltare la musica di giovani emergenti.

D – Cosa ne pensi di Sanremo?

R – Un buon talk show…

D – Tu pensi sia tutto già deciso a priori?

R – Nella tv è già tutto deciso e indovina chi decide? MONEY! Ahah…a parte gli scherzi per entrare in questo circuito bisogna fare tanta gavetta o più semplicemente avere una fortissima raccomandazione. Io finchè mi diverto continuerò a fare della sana gavetta!

D – Cosa ne pensi di talent show come amici e x-factor?

R – Penso che con il loro arrivo in tv, molti bravi artisti si sono e si stanno bruciando, perché prima ti portano alle stelle e il giorno dopo sei nella stalla. Le edizioni si susseguono velocemente e il pubblico non ha il tempo di apprezzare il vero talento. Però ormai è l’unico modo per promuovere il proprio lavoro, purtroppo!

D – So che una volta hai aperto il concerto di Ron davanti a 8.000 persone. Cosa si prova a cantare di fronte a cosi tanta gente?

R – Quando il presentatore annuncia il tuo nome non senti più le gambe, quando parte la base è come entrare in un’altra dimensione, si provano emozioni uniche.

D – Cosa ne pensi delle grandi rock star del panorama mondiale che spesso vediamo nei giornali in guai relativi a droga, alcool, violenze varie? Tu pensi che il successo e quindi con esso, denaro, donne, macchine di lusso possa distruggere l’artista?

R – Io mi rattristisco nel vedere persone che hanno questa grande possibilità e che sono idoli di milioni di giovani rovinarsi in questo modo e subito penso ai sorrisi sinceri di tanti giovani che inseguono un sogno e ai quali vengono sbattute puntualmente le porte in faccia. Se chi arriva al successo è una persona che ha sofferto, sudato e inseguito con passione il suo obiettivo allora non credo che possa distruggere in questo modo tutto quello che ha costruito.

D – Cosa sognavi da bambino?

R – Sognavo di diventare come Roberto Baggio

D – Cosa sogni adesso?

R – Sogno di rimanere come sono e di avere sempre accanto le persone che mi vogliono bene

D – Il concerto più bello a cui hai assistito?

R – Il concerto dei Marlowe al Chichibio

D – Come sei passato dal voler essere un calciatore a voler essere un cantante?

R – Premetto che sono un interista sfegatato, nella mia infanzia ho assistito a pochi successi della mia squadra e si dice che un cantautore dalla sofferenza riesce a tirare fuori quelle emozioni in grado di raccontare le storie più belle; ecco perché mi sono completamente dedicato alla musica e la cosa più bella e che ora la mia squadra ha iniziato a vincere!

D – Allora dato che l’inter adesso vince sempre non hai più niente da scrivere?

R – Vorrà dire che diventerò un tifoso juventino…ahahah

D – Sei felice?

R – Assolutamente si

D – Che cos’è per te la felicità?

R – La felicità è il sorriso di noi stessi che ritroviamo nelle piccole cose quotidiane

D – A quali delle piccole cose quotidiane sei più legato?

R – Naturalmente all’affetto delle persone che mi stanno vicino tutti i giorni nei loro sguardi, nei loro sorrisi, nelle loro pacche sulle spalle e perché no? Anche in una tazza di caffè

D – Il tuo film preferito?

R – Ratatouille il topo chef

D – Quale tra i tanti personaggi che hai incontrato ti ha impressionato di più?

R – Ne ho incontrati un bel po’ che mi hanno colpito però ce n’è più di uno: Malgioglio per il suo essere eclettico, Silvia Mezzanotte per la sua simpatia e il maestro Pippo Kaballà per la sua disponibilità.

D – Una cosa che ami?

R – I videogames

D – Una che odi?

R – Hello Kitty

D – Tra i tutti i luoghi che hai visitato, quale ti è rimasto nel cuore e perché?

R – Ischia per i suoi colori, il Salento per il mare e la Romagna per la musica

D – Dove ti piacerebbe vivere?

R – La più difficile tra le domande fin qui risposte…mi piacerebbe vivere in una Mussomeli diversa, altrimenti in Emilia-Romagna

D – Tre cose che, se potessi, porteresti sempre con te

R – Il mio cellulare, il mio cd promo e naturalmente il mio ipod!

D – E se finissi in un isola deserta, vorresti avere ancora queste 3 cose? O altro?

R – Rinuncerei sicuramente al cellulare e al cd promo che non potrei farlo ascoltare a nessuno e al loro posto vorrei una tonnellata di pile per l’ipod e la glassa balsamica ponti!

D – Se tu fossi una canzone quale saresti?

R – Generale di De Gregori

D – Un ricordo legato alla tua infanzia nel paese

R – Quando da piccolo giocavamo a calcio, costruivamo delle porte artigianali con dei pezzi di legno e utilizzavamo della rete verde che noi prendevamo in prestito da un ponteggio di cantiere nel centro storico. Eravamo una bella combriccola, c’era chi tagliava la rete, chi faceva il palo all’incrocio della strada, chi era pronto con le biciclette a scappare in caso di pericolo. Adesso ripensando a quei tempi mi viene tanto da ridere!

D – Cosa vorresti che la prossima amministrazione facesse per Mussomeli?

R – Considerata la situazione pessima del comune, sarebbe quasi un miracolo riuscire a pareggiare il bilancio delle casse comunali.

D – Vuoi aggiungere altro?

R – Un ringraziamento particolare va alle persone che non credono in me, perché grazie a loro sono sempre più determinato a raggiungere il mio obiettivo. Ciao Flavia =)

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