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FP CGIL: ”Carenza di medici nei reparti di Medicina e Lungodegenza a Mussomeli”

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Il Rappresentante di Presidio CGIL Salvatore Cardinale e l’ospedale di Mussomeli

Mussomeli – Che l’Ospedale “Immacolata longo” sia da tempo in fase di depotenziamento non è una novità, così come sembrano passati secoli dalla proteste plateali e vigorose contro la chiusura del punto nascita e della pediatria. Se i dissensi diminuiscono, aumentano i disservizi. A denunciare l’ultima emergenza è la sigla sindacale  FP CGIL che in una nota scrive: “Rappresentiamo grande preoccupazione per la  situazione che si sta registrando presso la U.O.S di Medicina e Lungodegenza del presidio ospedaliero Maria Immacolata Longo di Mussomeli .

Tutt’oggi sono in servizio effettivo solo due dei tre dirigenti medici che devono assicurare le attività clinico- assistenziali, sia in regime ordinario che di pronta disponibilità, e   far fronte alle esigenze assistenziali dei degenti delle UU.OO. di Medicina (12 posti letto) e Lungodegenza (6 poti letto).

Tutto ciò si verifica dal 7 gennaio scorso  e persiste tutt’oggi nonostante risulta alla scrivente O.S. che  sia stata data comunicazione al management aziendale.

Come O.S abbiamo chiesto alla Direzione Generale , di voler adottare tutte le misure utili a garantire la presenza di un’altra unità medica presso i reparti di Medicina e Lungodegenza del presidio ospedaliero di Mussomeli e allo stesso tempo abbiamo sollecitato  la nomina di un medico specialista in cardiologia presso il poliambulatorio di Mussomeli mancante ormai da circa due anni, la nomina di personale medico radiologo  e il completamento dell’iter per la selezione per mobilità degli assistenti sociali considerata l’assenza di tale figura presso lo stesso poliambulatorio e il servizio SPCD di Mussomeli.

Confidiamo  – concludono – che la nostra richiesta possa trovare un riscontro positivo considerando che si tratta di un Presidio Ospedaliero che da tempo soffre per la mancanza di personale medico e che non può più sostenere un tale aggravio in termini di quantità di lavoro e  soprattutto di qualità di servizio che in queste condizioni rischia di essere compromesso  a danno dei cittadini”.

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