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A Castelbuono apre i battenti “Memorie”, rassegna artistica di Mario Termini e Aldo Petralia, visitabile fino al 25 agosto

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Castelbuono – Castelbuono, borgo della manna e del castello di Ventimiglia, si appresta ad accogliere “Memorie”, un viaggio tra materia e colore, con due nomi forti dell’arte ennese, Mario Termini e Aldo Petralia. Artisti per scelta e vocazione. Amici di professione! Attesissimo l’evento che debutterà oggi, alle ore 18:30, presso la storica chiesa Del Monte, nell’incantevole cittadina, pronta a divenire vivace centro di riferimento per tutti gli amanti dell’arte, in un territorio fecondissimo di storia, cultura e natura. La rassegna artistica, che coniuga la pittura di Aldo Petralia con la scultura di Mario Termini, si propone ad un pubblico attento ed esigente, lungo lo snodo dell’edificio religioso fattosi, per l’occasione, galleria d’arte. Visioni uniche, quelle di Termini e Petralia, che indagano l’essenza stessa della creazione. In un dialogo costante con l’opera e con i suoi fruitori. Due nomi, due scenari, un unico denominatore, talento. A dettare le regole, in una materia che, per natura regole non ha, è proprio la materia. I materiali elementari che, mentre interagiscono fra loro, si fanno baricentro di “Memorie”. Un percorso, uno snodo che è già promessa.
Mario Termini, maestro di scultura, attinge direttamente alla terra, topos primordiale ove sempre si torna, e alla materia, restituendo nuova linfa all’argilla grezza. E’ la bellezza a costellare il suo percorso creativo. Quella bellezza, per niente rassicurante, che è sgomento e smarrimento, tuttavia catartica sempre.
Il contraltare alla tridimensionalità e al tutto tondo di Termini sono i dipinti di Petralia, suggestioni, a tratti oniriche visioni, che si interfacciano col legno e col colore di cui sono fatti, mentre si traducono in emozioni, paesaggi e volti ad animare tavole di legno come frontali di vecchi cassetti. Che si svelano e si rivelano al mondo col mistero e i segreti di un messaggio universale e personale al contempo. Composizioni sfumate che volutamente alludono ad un oltre di senso, laddove ognuno leggerà una storia e intercetterà un destino. Canto diffuso di Musa. Che, con innata e rinnovata sapienza, anche dai materiali più semplici, ne estrapola le storie e la bellezza nascosta. E’ l’arte antica e senza tempo della maieutica che, togliendo, tira fuori, a nuova vita e più fulgente splendore.
Dal materico di Termini all’immaginifico di Petralia. Due facce della stessa medaglia. Che coniugano, in sè, passato e presente lungo le volute dell’eterno. Se il tatto è il senso predominante della scultura, a dominare nei dipinti, sono la profondità visiva e la risonanza emotiva che dalle tele emergono e alla tela rimandano. Primo e utlimo approdo! Scultura e pittura in un dialogo tutt’altro che muto con se stessi, l’osservatore e il prezioso scrigno che, mentre custodisce, restituisce.
La mostra sarà visitabile, alla presenza degli artisti, fino al 25 agosto p.v.

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