Per anni avrebbe imposto silenzio e paura dentro quella casa. Abusando della figlia tredicenne della compagna e costringendo madre e sorella – tutte e tre nissene – a tacere per paura di ritorsioni. Ora un trentacinquenne, originario di Bronte e residente a Enna, è finito in carcere con accuse pesantissime.
Abusi sessuali aggravati sulla figlia minorenne della compagna e maltrattamenti ai danni dell’intero nucleo familiare le contestazioni che gli sono state mosse dalla procura.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli episodi sarebbero iniziati quando la ragazzina aveva appena undici anni. E si sarebbero consumati per anni in un clima di terrore e vessazioni, che avrebbe oppresso anche la madre e la sorella, pure loro adesso parti offese.
La Procura di Enna, con il pubblico ministero Maria Clara Tribulato, durante le indagini ha chiesto l’incidente probatorio per ascoltare la giovane in modalità protetta. Lei che insieme ai familiari – assistiti dall’avvocato Ernesto Brivido – sono ora parti offese.
Gli inquirenti contestano all’indagato – assistito dall’avvocato Tiziana Sala – una lunga serie di comportamenti carichi di prepotenza, sprezzo e violenza, andati avanti dal maggio 2022 fino all’agosto scorso. Anche dopo la fine della convivenza, l’uomo avrebbe continuato ad abusare della minore, prelevandola dalla nuova abitazione a Caltanissetta per appartarsi poi nella propria casa a Enna. Solo dopo l’avrebbe riaccompagnata.
Il trentacinquenne, che avrebbero trasformato la vita della compagna e delle sue figlie in un incubo quotidiano , è ora rinchiuso nel carcere di Enna.































