Serradifalco – L’esibizione canora non predeva arrampicata sul palco, un fuori programma che non ha certo lasciato indifferenti. E questo doveva essere lo scopo! Al Bano a Serradifalco, lunedì 11 agosto, ha richiamato qualcosa come diecimila presenze, secondo le stime locali. Ma a fare scalpore più del numero strabiliante, è stata, a un certo punto della performance canora, la sua arrampicata sulla struttura metallica del palco . Armato del suo inserapabile Panama bianco più che di elmetto di sicurezza, Al Bano ha scalato il ferro più che su due piedi, un piede alla volta. La notizia sta spopolando in tutta Italia, dalla blasonata “la Repubblica” a Tgcom 24. Per la verità, non sarebbe neanche la prima volta che il popolarissimo cantautore di Cellino San Marco, custode del sapore autentico del buon vino e dell’olio extravergine di oliva, si imbatta in tali spericolatezze durante i suoi concerti. Cosa questa che ovviamente contribuisce a scaldare l’atmosfera e ad alzare il livello di adrenalina fra il pubblico. Ma, a volerla dire tutta, ad ottantadue anni compiuti lo scorso 20 maggio, magari un capogiro o un passo falso potrebbe capitare. Al momento stesso in cui l’interprete di “Felicità” ha scelto di abbandonare il gelato per dedicarsi ad altro, nell’incredulità diffusa, c’è chi ha esultato e chi, a sua volta, la mano se l’è fatta prendere dall’ironia, gridando allo Spidermen. E intanto, pare che l’età sia solo un numero e Al Bano -il cui nome glielo staccarono quando entrò nel clan di Celentano- sia proprio come quel buon vino del suo paese natìo che migliora invecchiando…. in quanto ad agiità e strafottenza. Per dirla alla nostrana, “non è rimasto a dare a nessuno”. E possiamo pensare che su diecimila persone non ce n’era qualcuna che sperava non ce la facesse! Pare un poco difficile. Albano, così scritto, è stato decretato dal padre, Carmelo Carrisi, ancora prima di conoscere il sesso. Essendo stato lui combattente sul fronte albanese, durante la seconda guerra mondiale, ed ivi salvato proprio dagli Albanesi, pare che alla moglie Jolanda avesse detto che se fosse stata una femmina si sarebbe chiamata Alba, in caso contrario, Albano. Divo non poco divisivo, spesso antipatico ai limiti della scortesia, e comunque, grande radunatore di folle, lo scorso 20 giugno si è esibito al Forum Economico di San Pietroburgo difendendo dalle critiche la propria scelta anche sotto il profilo etico, il rapporto di lunga data che lo lega a Putin. Pur asserendo, in quell’occasione, che “la guerra, certo, è un dolore per tutti”. Un fatto è certo, che il coraggio non gli manca!




























