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Altri particolari dell’inchiesta su corruzione e truffa allArs, il 22 gli interrogatori del deputato Mancuso e di altri quattro indagati: si decide sugli arresti

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Milena – Il 22 gennaio si deciderà il destino del parlamentare regionale di Fi, Michele Mancuso e di altri quattro tra gli indagati nell’inchiesta su una presunta mazzetta e fatture gonfiate per favorire un’associazione, attingendo a finanziamenti regionali.

Una data , quella  di giovedì 22 gennaio, che segna uno spartiacque perché per cinque degli indagati, a cominciare dallo stesso Mancuso, la procura nissena – guidata dal procuratore Salvatore De Luca – ne ha chiesto l’arresto, ai domiciliari.

Proposte di misure cautelari, quelle dei pm, che pendono anche su Lorenzo Tricoli, ex sindaco di Sommatino e sui suoi nipoti, Ernesto e Manuela Trapanese e il marito di quest’ultima, Carlo Rizioli

Sarà soltanto dopo il loro interrogatorio che il giudice per le indagini preliminari Santi Bologna deciderà sulle misure cautelari personali chieste dalla procura.

A loro (assistiti dagli avvocati Alberto Fiore, Michele Ambra, Salvatore Falzone, Antonino Falzone e Teresa Cocca) vengono contestate le ipotesi, a vario titolo, di corruzione – a Mancuso – e nella veste di presunti corruttori gli altri quattro e, ancora, truffa aggravata in concorso ricondotta a tutti, tranne che a Mancuso.

Mentre per un sesto indagato, Eugenio Bonaffini (assistito dall’avvocato Giovanni Di Giovanni) , tirato in ballo pure lui per truffa aggravata in concorso, non è stata chiesta alcuna misura restrittiva e non è previsto interrogatorio.

Le contestazioni sono legate a un contributo da 98 mila euro all’associazione Genteemergente per spettacoli musicali nella provincia di Caltanissetta, fondi che sarebbero stati ottenuti dalla Regione attingendo alla voce “contributi straordinari”. E in questo contesto, secondo polizia e magistrati, un ruolo nodale lo avrebbe rivestito lo stesso parlamentare forzista che, in cambio – per gli inquirenti – in tre tranche, l’ultima il 5 maggio scorso, avrebbe ricevuto 12 mila euro.

Altro aspetto è legato a fatture, ritenute sospette, per 49 mila euro che sarebbe state rendicontate anche se, per i magistrati nisseni, si tratterebbe di costi fittizi. E sarebbero almeno cinque le note in questione.

Ulteriore fronte della vicenda giudiziaria è legato al sequestro di beni, per equivalente, pari a 12 mila euro a carico di Mancuso, mentre il resto – su un totale di 69.496 euro – ha interessato gli altri indagati ai quali sono stati sequestrati, complessivamente, 57.496 euro.

Ora la svolta è attesa dagli sviluppi degli inviti a comparire per gli interrogatori di giovedì 22 gennaio.

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