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Arrestato in Serbia per armi, colletta tra i cacciatori (anche nisseni) per pagargli la cauzione

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Caltanissetta – Una colletta per pagare la cauzione e consentirgli di lasciare il carcere. I cacciatori nisseni, ma anche di altri centri dell’isola, si sono compattati in fronte unito per una sorta di gara di solidarietà. Così da consentire a un cacciatore nisseno di lasciare il carcere, in Serbia, dove si trovava rinchiuso in custodia cautelare.

Ora il cinquantatreenne Marco G. – assistito dall’avvocato Ernesto Brivido – ha lasciato il carcere ma è rimasto in Serbia in attesa di essere giudicato entro i prossimi sessanta giorni.

Dovrà accedere a un rito equivalente al patteggiamento in Italia, ossia rendendo dichiarazione di colpevolezza per i fatti che gli sono stati contestati.

I guai per lui hanno avuto inizio nel momento in cui a metà settembre è stato intercettato dalla polizia al valico di frontiera Presevo.

Co sé aveva diverse armi da caccia, tutte regolarmente detenute. Ma una di queste, in Serbia, è considerata illegale.

In particolare una pistola a gas «Bruni» modello «New Police» calibro 8 senza numero di matricola e con il caricatore contenente sei cartucce.

In più aveva due scatole con 77 cartucce per pistola a gas, pure queste calibro 8, conservate in una  cassetta per medicinali veterinari.

Così è stato arrestato dalla polizia Serba per produzione, detenzione, porto e traffico illecito di armi e munizioni.

Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per un mese, fino alla celebrazione del procedimento a suo carico. Ma i cacciatori, con un passaparola sui social, hanno contribuito a raccogliere i fondi per  pagare la cauzione di 5 mila euro

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