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Arriva la primavera ma i fiori non sbocciano. La fioraia Barba: “Incassi crollati”

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MUSSOMELI – Dal 04 maggio i negozi di fiori e piante possono ripartire garantendo il servizio diretto alla clientela.Tutto ciò rientra nell’ambito della cosidetta “fase 2, che prevede un allentamento della morsa delle chiusure per il settore commerciale colpito dalle misure anti virus. I commercianti del settore gridano alla crisi, e dopo due mesi di chiusura fanno I conti col danno economico e, soprattutto, con l’incertezza del futuro. Giusy Barba, titolare del negozio la <Kebana piante e fiori> molto conosciuto in città, si dichiara pessimista:”Riapriamo, dopo due mesi di chiusura, solo per la vendita di fiori e piante. Il nostro lavoro si basa sui servizi offerti per gli eventi più disparati: matrimoni, comunioni e cresime, compleanni, funerali e ricorrenze come la festa della mamma o del papà. Con la sospenzione di questi eventi, a seguito delle misure di prevenzione anti coronavirus adottate da Governo, il crollo degli incassi è stato notevole. Nel frattempo, non sono stati bloccati gli affitti del locale, per chi non ha il locale di proprietà, e le bollette arrivano puntuali. Con la riapertura dobbiamo anche fare i conti con l’approvvigionamento dei prodotti. Bisognerà vedere se le aziende produttrici saranno tempestive, i produttori fin adesso non sono venuti, disattendendo precedenti ordinazioni. Questo è il problema, non sappiamo come reagirà la gente e cosa dobbiamo vendere e se vendiamo. Sinceramente ho paura di comprare e poi buttare. Proprio in questo periodo, caratterizzato normalmente da un’ incessante richiesta dalla clientela, il danno economico è stato notevole. Abbiamo comprato campionature di bomboniere che non abbiamo utilizzato e che devo finire di pagare. Tanto lavoro programmato che non sappiamo se riusciremo a portare a termine. Personamente, non ho interesse ad aprire e mettere a rischio la mia vita e quella della mia famiglia senza nessuna certezza: lo stato non ci sta aiutando, e noi commercianti non sappiamo cosa fare perchè anche se apriamo l’attività non si sa se lavoreremo.” Per Giusy Barba, poi, le misure messe in atto dal Governo non presentano criteri semplici a cui poter fare ricorso, come per I 25 mila euro o altri finanziamenti. Bisogna – sottolinea – “fare in modo di non perdere tempo e mettere le imprese in condizione di accedere con facilità ad una liquidità necessaria a fronteggiare il momento, altrimenti c’è il rischio fondato di chiudere a causa della crisi e delle misure imposte dal Governo per tutelare la salute dei cittadini. Con I miei colleghi ci siamo confrontati e tutti hanno rinviato a l’anno prossimo I matrimoni. Penso che finchè non finirà tutto la gente avrà paura e sarà difficile lavorare come prima.Purtroppo immagino che molte attività chiuderanno e tante persone rimarranno a casa. Cambieremo il modo di lavorare. La vedo dura, non voglio essere pessimista, ma immagino le tasche vuote della gente rimasta senza lavoro e che non potrà permettersi di fare un evento come prima, che sia un matrimonio o una festa di laurea, non è un bene necessario l’evento in se stesso, penso che ci sarà un calo economico e solo chi ha uno stipendio sicuro potrà permettersi di spendere come prima. Di conseguenza, sara inevitabile, se le cose non andranno bene e non ci sarà il lavoro di prima, penso di ridurre dei settori che facevano parte della mia impresa come per esempio le bomboniere. Speriamo bene perchè il mio lavoro mi piace ed è brutto vedere tutti I sacrifici buttati via”.

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