Home Cronaca Attenti alla truffa del falso carabiniere. Due casi nel Vallone

Attenti alla truffa del falso carabiniere. Due casi nel Vallone

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Mussomeli – Il meccanismo, purtroppo, è ormai rodato. E -ahinoi!- sta prendendo piede in ogni parte dello stivale. Isole comprese, è il caso di dire a questo punto, dal momento che, nel territorio del Vallone e province limitrofe, nel mese di giugno, sono stati ben tre i crimini (consumati o  tentati) perpetrati a danni degli anziani. In due località il reato si è consumato, mentre un ultimo tentativo, risalente solo a qualche giorno fa, sempre negli stessi territori, è stato sventato grazie alla prontezza degli anziani che hanno chiamato il figlio per accertarsi che quanto loro comunicato rispondesse a verità. A lanciare l’allarme la Compagnia dei carabinieri di Mussomeli che, al fine di scongiurare altri malaugurati episodi, ha già predisposto l’allerta del pronto intervento, con tutte le precauzioni necessarie. Contemporaneamente alla capillare attività di sensibilizazione fatta sia in maniera preventiva che nell’immediato. “Il modus operandi è sempre lo stesso”. Cosa questa che non lascia alcun dubbio circa la matrice dei casi, indubbiamente ascrivibili alla stessa mano criminale. Che, approfittando della fiducia incondizionata che ogni cittadino ripone nel più antico servizio di pubblica sicurezza, non si fa scrupoli di approfittare nientemeno che dei soggetti più fragili e indifesi, quali sono appunto gli anziani, per estorcere notevoli somme di denaro. Facendo leva, altresì, su quell’afflato materno e paterno, misto al senso di responsabilità nei confronti dei figli, che invero non conosce limiti. Nemmeno di età. Solitamente è così che avviene, la rete di truffatori, dopo avere individuato le possibili vittime, adesca telefonicamente la persona spacciandosi per carabiniere. E, comunicando al malcapitato di turno, che un figlio ha appena causato un incidente stradale e che occorrono dei soldi per evitare che il responsabile dell’incidente venga portato in caserma e, subito dopo, arrestato. Una “scorciatoia”, in buona sostanza che alcun pubblico ufficiale potrebbe mai suggerire, qualsiasi sia la natura e l’epilogo del sinistro! Anzi, “ricordatevi”, ammoniscono dalla Compagnia “che nessun carabiniere si recherà mai da qualcuno se non in divisa e con l’auto di servizio”. Contrariamente, a queste riflessioni “a freddo”, invece, spesso si cade nella trappola proprio perchè, dall’altra parte del telefono, cresce l’allarme e la preoccupazione. E, alla richiesta dei mille o duemila euro che, in qualche caso si è spinta molto oltre, arriva un “secondo carabiniere” o, perlopiù il presunto legale, per prelevare la somma necessaria. E, qualora non si disponesse di contanti, si accettano anche oggetti di valore. Una macchina organizzativa dal meccanismo apparentemente debole ma che riesce ad avere presa solo in virtù della perdita di lucidità. Che, si comprende bene, ad una certa età può pure starci! Da qui l’esortazione a mantenere la calma, appunto, non farsi prendere dalla fretta e contattare il congiunto “incriminato” che sembrerebbe essere la cosa più logica. Ma che di fatto non sempre lo è. E, ovviamente, contattare il numero di emergenza 112 al fine di verificare la veridicità della richiesta ricevuta e non aprire la porta di casa.

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