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AttivaMente inaugura la movida prêt-à-porter per tutti e piazza Roma torna di moda

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Mussomeli –Metti una sfilata di moda in una piazza che ultimamente  va poco di moda. Basta questo per restituire  dignità all’agorà decaduta ma non decadente che ieri si è rianimata diventando una passerella con la passerella. Così la vigilia della stagione estiva è iniziata con il botto. Merito dell’associazione “AttivaMente” che con una serie di scelte coraggiose e lungimiranti ha dato luogo a un evento carico di corollari. Primo fra essi che la proposta, come detto, ha la meglio sul luogo. in secundo capite l’aggregazione non è anagraficamente settoriale. Un folla eterogena, composta da generazione alpha fino ad arrivare a boomers e oltre, si è unita in nome  del sacro fuoco dell’arte. Perché ieri è stata una serata di arte e cultura che, secondo uno stereotipo che si fatica a confessare   ma largamente condiviso, trattasi di un binomio che non dovrebbe essere attrattivo. Un successo autoctono in cui associazioni, attività commerciali, maestranze e artisti locali si sono stretti attorno e hanno sposato l’idea di Emilia Di Piazza, Alessandra Romano, Fabiola Nicastro, Claudia e Maria José Falletta,  Linda Pillitteri e Adriana Palmeri. Un successo a chilometro zero. Modelle e modelli, boutique, stampa,  comunicazione, scenografia, fotografo, service, logistica era tutta del Vallone. Il portato di questa affermazione è che per fare grandi numeri non occorre andare lontano. Infine, è stato un evento a bassissimo costo, dove ognuno ha dato il proprio contributo, non potendo contare su fondi che, al netto del riscontro plebiscitario, la manifestazione avrebbe meritato. Sintomo forse che, senza demonizzare i nomi di grande richiamo che per ovvie ragioni vanno razionalizzati,  bisognerebbe puntare più  e sostenere  in misura superiore gli eventi di produzione locale, magari  selezionando l’esterofilia dell’intrattenimento che è cara ma non garantisce successi e, semmai,  talvolta assicura tracolli. Venerare il  genius loci,  puntare  sulle proprie risorse sugli eventi non è una scelta etica, almeno non solo, è una strategia anche utilitaristica attraverso cui  a trarne  giovamento sono  il tessuto sociale ed economico, spesso incancrenito, del luogo. Ieri abbiamo assitito a  moda, modus operandi e modelli virtuosi. Chapeau!

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