Sutera – Profanata a Sutera l’edicola votiva dedicata a Peppino Farina, il pilota mussomelese che, a soli 23 anni, ha perso la vita nella notte fra il 24 e il 25 aprile del ’93, durante la prova speciale Mussomeli Sutera del Rally di primavera. Alla base dell’atto vandalico, con ogni probabilità, ci sarebbe un tentativo di furto. Di fatto, sono stati rubati quattro faretti e un trasformatore elettrico. Una misera refurtiva del valore commerciale di appena una ventina di euro, che ha comportato anche la rottura di alcune piastrelle. Ad accorgersi dell’accaduto è stato il mussomelese Angelo Giardina, compagno di -s-ventura, in vita, e persino oltre la morte, del compianto pilota. Giardina, infatti, si prende cura della stele votiva in memoria dell’amico -di cui, fra qualche giorno ricorre il 36° anniversario- e pertanto, lo scorso 9 aprile, non potè che, amaramente, prendere atto del gesto deprecabile. Che, per pochi spiccioli, non si è fermato neanche di fronte alla soglia di quella “pietas” della morte. E a quei “sepolcri” che, come ci hanno insegnato, costituiscono l’unico legame terreno fra l’aldilà e l’aldiqua. Un gesto che, di fatto, non ha tolto dignità solo a chi il danno l’ha subìto, ma, soprattutto, a chi, il danno, lo ha perpetrato. Lungo quella SP20 eletta a sacrario di una competizione fattasi tragedia. Memoria! Peppino Farina è stato indubbiamente il pioniere locale di uno sport ad oggi divenuto passione ad ampissimo raggio. Che unisce sotto l’egida dell’adrenalina a quattro ruote. Ma dove l’imprevisto, qualche volta, può rivelarsi tragica fatalità!





























