Caltanissetta – Centro per l’Impiego di Caltanissetta si prepara a una sede d’eccezione: lo storico Palazzo Calefati di Canalotti, gioiello architettonico del XVII secolo nel centralissimo corso Umberto I. Un recente sopralluogo tecnico — che ha visto coinvolti i vertici e servizio di Sicurezza del CPI, i rappresentanti del Comune (acquirente dell’immobile) e i progettisti della BCC “G. Toniolo e San Michele” — ha dato il via alla definizione degli interventi necessari per adeguare la struttura alle normative sulla sicurezza, in primis l’abbattimento delle barriere architettoniche e la corretta illuminazione nei luoghi di lavoro , senza intaccarne il valore artistico. Il passaggio di consegne e la pianificazione degli interventi hanno preso il via ieri con un sopralluogo operativo, per a cui hanno preso parte le principali autorità coinvolte nel progetto. Un incontro che è avvenuto per dare seguito al parere positivo del Nucleo di Valutazione di Palermo per l’assegnazione dei Fondi del PNRR. Per il Servizio VIII CPI di Caltanissetta erano presenti il direttore, dott. Calogero Lunetta, unitamente al team della sicurezza composto dall’RSPP dott. Enzo Nucera, dai dottori Alberto Barcellona, Giuseppe Amico , addetti asl servizio di prevenzione e protezione, dal tecnico e funzionario, ing. Gaspare Iacono e dal consegnatario, dott. Giuseppe Zaccone. A rappresentare il Comune di Caltanissetta, ente acquirente della prestigiosa dimora, il dott. Gerlando Scrofani. Il tavolo tecnico è stato completato dall’architetto Giuseppe Di Vita e dall’ingegnere Cataldo Pilato, progettisti incaricati dalla BCC ‘G. Toniolo e San Michele’ di San Cataldo per curare i lavori di riadeguamento della struttura.”Il cuore pulsante dell’edificio è rappresentato dal piano nobile, che custodisce l’unico esempio di interno gentilizio in stile barocchetto rococò della città. Il Salone d’Onore: Un ambiente rettangolare dominato da una volta monumentale che ospita l’affresco “Rebecca ed Eliazar”. L’opera è impreziosita da stucchi raffinati, angeli a rilievo e gli stemmi della famiglia Calefati. Il tocco di Borremans: Le decorazioni, datate 1747, portano la firma di Luigi Borremans (figlio d’arte del celebre Guglielmo). Suo è il pennello che ha dipinto anche le sopraporte intagliate, che raffigurano scene bibliche ad olio e motivi mistilinei. Lo schema decorativo si estende ai saloni adiacenti, creando un percorso di altissimo pregio storico che farà da cornice ai nuovi uffici. Se il piano nobile resta il custode della memoria barocca, il resto dell’immobile è stato ripensato in chiave moderna. Gli interventi di riadeguamento garantiranno i più elevati standard di comfort e sicurezza (ex D.lgs 81/2008), trasformando una dimora del Settecento in un polo funzionale ed efficiente al servizio dei cittadini e dei dipendenti.


































