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Comunali: domani il responso sul terzo mandato di Catania che pensa all’erede. Opposizione in cerca del tiro mancino

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Mussomeli – Fra poco più di quattro mesi si andrà alle urne per le prossime amministrative. Nel piccolo centro manfredonico, tante ipotesi, nessuna certezza. Intanto che, nel silenzio generale, si procede verso il conto alla rovescia, domani, martedì 13 gennaio, ultima chiamata a sala d’Ercole per la votazione del terzo mandato ai sindaci per i comuni sotto i 15.000 abitanti. Incardinato in aula, all’interno del DDl Enti locali, lo scorso aprile, stavolta, alla ripresa dei lavori in Ars, non sarà più rinviabile. Un dato fondamentale questo, nell’ambito delle prossime comunali locali, che di sicuro condizionerà non poco lo scenario delle forze in campo. “Fino a maggio 2026, Mussomeli ha il suo sindaco”, dichiara, tra il serio e il faceto, Giuseppe Catania, sindaco di Mussomeli, appunto, alla sua seconda legislatura. Nessuna volontà di anticipare i tempi, che, tuttavia, sembrerebbero maturi per poterne comunque parlare. E pare che la questione del terzo mandato sia effettivamente decisiva. Poichè una cosa è Peppe Catania, altro potrebbe essere un suo “uomo”. Questo da quanto si registra da chiacchiere al bar. Ai piani più alti, invece, dell’opposizione, dove si maturano le decisioni collettive del pubblico consesso, il ragionamento si fa leggermente più complesso, e si tira in ballo il perimetro delle alleanze, che potrebbero essere differenti a seconda che il candidato sia il sindaco alla terza legislatura, un politico a lui vicino o un homo novus. Ed è proprio questa opzione a fare vacillare quello che potrebbe essere uno scenario quasi del tutto scontato. Ovverosia “l’appoggio di tutto il gruppo Catania al candidato sindaco”. Riferiscono dai banchi della minoranza. Catania continua “da parte nostra non c’è alcuna urgenza di uscire il candidato, anche perchè ancora non ne abbiamo parlato, fra festività natalizie e altro, pensiamo comunque di farlo a breve, sapendo di potere contare sulla disponibilità di pochi fidati. Sicuramente dall’altro lato, per ragioni tecniche, hanno più necessità di uscire prima”. Rosa di cinque papabili dal versante maggioranza con il presidente del Consiglio, in pol alla top five. Pare, infatti, che l’avvocato Nigrelli sia fra i favoriti “usato garantito”, in primis per le competenze già in possesso, e per quelle maturate in corso d’opera. Segue, a strettissimo giro, il vicesindaco in carica, assessore allo Sport e al Turismo Sebastiano Lo Conte, non secondo a nessuno, invece, in quanto ad impegno profuso nelle attività locali. Titolare di oltre 1000 voti nelle ultime amministrative locali. Poi, a ruota, l’ex vicesindaco, Francesco Canalella, Diego Guadagnino e Vincenzo Noto. Tutti nomi molto vicini a Catania. Pare non abbia sortito esito positivo la ventilata candidatura al femminile. Che, da una parte e dall’altra, avrebbe potuto rappresentare la svolta. Nel bene o nel male, poi bisognava vedere! Intanto il presidente Nigrelli scantona dicendo “che è troppo presto, in virtù della votazione del terzo mandato”, mentre il vicesindaco Lo Conte vira a tirare i remi in barca, per via dell'”eccessiva stanchezza”. Non scioglie la riserva ancora, Daniele Frangiamore, già assessore alle Politiche sociali della giunta Catania ante rimpastino luglio 2024. Deciso a scendere in campo, “la volontà c’è ma la conferma si avrà solo a conclusione degli accordi con tutti gli amici del gruppo”. E, mentre Catania, si confermerebbe, secondo l’antica narrazione, (Pino Sorce docet!) “uomo solo al comando”, sul versante opposto, pare che la partita si giochi fra l’onorevole Mancuso e l’ex ministro Totò Cardinale. I cui rapporti, sempre a detta dei fedelissimi, sembrerebbero godere di ottima salute. Favorito assoluto, nelle file dell’opposizione, il consigliere Enzo Munì che così si schermisce “per anzianità, forse, per via del lungo servizio”, “e non solo”, replica il collega, non proprio di ventura, Ruggero Mancino che lancia la provocazione “se non ti candidi tu, lo faccio io!”. E pare che Mancino sia l’unico ad avvertire il peso del forte ritardo. Anche se il vicesindaco Lo Conte riferirebbe di una esternazione di elogio di Mancino “se ti candidi tu, ti voto pure io!”. Comunque, c’è ancora qualche mese, affinchè Mancino possa chiarirsi le idee. L’unico peraltro, stando alle dichiarazioni, ad avvertire il peso del ritardo. Intanto che, si fa sempre più strada l’ipotesi già ben accreditata di un ritorno importante, Sebastiano Sorce, già vicesindaco nell’amministrazione Calà dal 2012. Insomma, direzione tutta al maschile, pare che, da una parte e dall’altra, non ci sia stata la volontà di partorire alcuna quota rosa. Disinteresse di genere per la politica di prossimità o cultura politica patriarcale, rimane uno dei tanti nodi da sciogliere alla vigilia di queste elezioni che potrebbero consegnare la terza legislatura al sindaco rivoluzionario, oppure ribaltare un destino e interrompere una continuità di dieci anni. E anche qui, di fronte alla possibiltà di un terzo governo, qualcuno storce il naso, insinuando il dubbio che si possa correre il rischio di affezionarsi davvero un poco troppo al ruolo…

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