Home Politica Crisi idrica in Sicilia, interrogazione di Lorefice: «Basta ritardi, servono misure straordinarie»

Crisi idrica in Sicilia, interrogazione di Lorefice: «Basta ritardi, servono misure straordinarie»

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Caltanissetta – È un paradosso quello che si consuma in Sicilia a spese di agricoltori e imprese. Sì, perché le dighe sono piene di fango o strutturalmente carenti e l’acqua viene praticamente “gettata via”.

Al centro della spinosa questione  v’è la gestione delle infrastrutture nella Piana di Gela, dove gli invasi Comunelli, Disueri e Cimia non trattengono le risorse idriche accumulate con le recenti abbondanti piogge.

A porre sul tappeto la questione, facendola approdare a Palazzo Madama, è adesso senatore pentastellato Pietro Lorefice , firmatario di una interrogazione parlamentare. «Parliamo di infrastrutture strategiche che, nonostante le piogge e le risorse già stanziate, non riescono a invasare l’acqua, con sversamenti e sprechi inaccettabili», ha rimarcato il segretario di Presidenza del Senato.

« È un paradosso… acqua disponibile ma inutilizzabile, mentre agricoltori e imprese subiscono danni economici e occupazionali», è la netta denuncia di Lorefice, guardando ai fondi già stanziati per il potenziamento e la messa in sicurezza delle dighe.

«Il governo chiarisca  lo stato degli interventi, le cause dei ritardi e attivi subito misure straordinarie per aprire i cantieri… la Sicilia non può permettersi immobilismo su un nodo vitale come la gestione idrica», ha concluso Lorefice.

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