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Dalla preistoria al futuro: a Mussomeli il pastore torna protagonista come pilastro della società

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Mussomeli  – ​Mussomeli si conferma centro nevralgico della cultura rurale siciliana ospitando lo scorso 2 maggio il convegno “2026 Anno Internazionale del Pastoralismo e storia della Tosatura”. L’evento, organizzato dall’Associazione San Pasquale in collaborazione con il Comune e Slow Food, ha delineato una visione ambiziosa per il futuro della zootecnia, unendo tradizione millenaria, ricerca scientifica e cooperazione internazionale. ​Il pastoralismo non è una semplice attività economica, ma una forma di tutela attiva del territorio. Come sottolineato dal giornalista e antropologo Massimo Mirabella, “il paesaggio che ammiriamo oggi è il risultato di millenni di interazione tra uomo e natura  ​Mirabella ha presentato una ricerca etno-archeologica condotta in Georgia, evidenziando come le rotte della transumanza preistorica fossero già allora fondamentali per lo scambio di merci e cultura”  “In questo contesto- ha ancora osservato – , il pastore emerge non come figura marginale, ma come pilastro della società civile fin dall’età del bronzo.  ​Uno dei temi centrali è stato il progetto di Slow Food sui prati stabili. L’agronomo Gaetano Siracusa ha spiegato l’importanza di preservare quei pascoli naturali che non subiscono l’intervento dell’aratro  ​I benefici di questa pratica sono molteplici: biodiversità e e rigenerazione naturale dei suoli e contrasto agli incendi grazie al pascolamento controllato. Inoltre  il latte prodotto da animali che pascolano liberamente è più ricco di Omega-3 e beta-carotene, elementi che conferiscono il tipico colore giallo e proprietà nutraceutiche superiori. In aggiunta le razze autoctone  sono più resistenti ai cambiamenti climatici e alla siccità rispetto alle razze industriali  ​Il convegno ha goduto di una prospettiva internazionale grazie a Mary Raymond, scrittrice e agricoltrice dell’Arkansas. Attraverso il suo documentario “Anima della Sicilia”, la Raymond ha raccontato il legame viscerale tra le tradizioni gastronomiche siciliane e la terra  ​Questa collaborazione ha portato alla firma di un protocollo d’intesa tra l’Università di Palermo e l’Università dell’Arkansas, che permetterà a studenti e ricercatori americani di studiare i sistemi di irrigazione e le tecniche di coltivazione rigenerativa in Sicilia a partire dall’estate 2025 .  Fabio Di Francesco, presidente di Slow Food Sicilia, ha lanciato un monito sulla consapevolezza al consumo. Sostenere il pastoralismo significa accettare di pagare il “giusto prezzo” per prodotti d’eccellenza come i formaggi a latte crudo . ​”Quando paghiamo troppo poco un cibo al supermercato, qualcun altro sta pagando il resto: l’ambiente, i lavoratori o gli animali”, ha dichiarato Di Francesco , ribadendo che l’accesso a un cibo buono, pulito e giusto deve essere un diritto di tutti. ​L’incontro si è concluso con l’invito a partecipare a Terra Madre – Salone del Gusto 2026 a Torino, dove Mussomeli e le sue eccellenze zootecniche saranno protagoniste Come ricordato dal sindaco Giuseppe Catania, la pastorizia non è un lavoro di “serie B”, ma il cuore identitario ed economico di una comunità che guarda all’innovazione senza dimenticare le proprie radici.

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