Gela – Ci sono storie che riescono a riportare la scuola alla sua essenza più profonda, andando ben oltre i confini rigidi dei ruoli e dei limiti contrattuali.
Lo insegna l’esempio di Samanta Anna Lacagnina, insegnante di sostegno in servizio in un istituto della provincia nissena che ha scelto d’impiegare i suoi giorni di ferie e di sborsare di tasca propria le spese di viaggio per non lasciare solo il piccolo alunno che segue a scuola da tre anni – un bimbo con disabilità motoria e intellettiva – e la sua famiglia.
A metà maggio il piccolo ha subito un intervento chirurgico complesso a mani e piedi in una clinica in Emilia-Romagna. La docente ha scelto di accompagnarlo anche al di fuori della scuola, prendendosi cura dell’organizzazione logistica del delicato trasferimento aereo da Catania a Bologna e del successivo trasferimento protetto. Un supporto che è stato non solo logistico ed economico, ma soprattutto umano, nato da un legame profondo e autentico.
Questo filo indissolubile ha spinto l’insegnante a volare in Romagna per sostenere i genitori nei giorni più difficili del ricovero, prima di dover tornare in Sicilia per riprendere il suo lavoro. Il suo gesto nobile non è passato inosservato. Sì, perché la stessa struttura sanitaria ha esaltato pubblicamente la presenza della maestra come un aspetto fondamentale nel percorso terapeutico del piccolo paziente, mentre la vicesindaca di Rimini ha inviato all’insegnante una lettera di encomio solenne.






























