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Delitto Vacirca, ergastolo ai boss «Piddu» Madonia e «Mimì» Vaccaro

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Campofranco – Carcere a vita per il capomafia e il boss di Campofranco. Tutti e due tirati in ballo per un omicidio di un quarantennio fa o poco meno. Ora, pesante come un macigno, è piovuta sui loro capi la sentenza emessa dalla corte d’Assise di Caltanissetta.

Ergastolo per lo storico reggente di Cosa nostra in provincia di Caltanissetta, il vallelunghese Giuseppe «Piddu» Madonia e il presunto capo della “famiglia” di Campofranco, Domenico «Mimì» Vaccaro.

I due – assistiti dagli avvocati Antonio Impellizzeri e Flavio Sinatra – sono stati condannati per delitto del niscemese Vincenzo Vacirca, caduto sotto il piombo dei sicari nel novembre del lontano 1983, per una vendetta trasversale.

Il vero obiettivo – secondo la tesi degli inquirenti – sarebbe stato il fratello Giuseppe che, a quel tempo, era latitante anche per la mafia.

Una missione di morte – secondo il teorema dei magistrati nisseni – che avrebbe preso corpo dall’uccisione del capofamiglia di Niscemi, Salvatore Arcerito, assassinato a Niscemi il 30 aprile 1983.

E questo delitto sarebbe stato ricondotto, dagli ambienti mafiosi niscemesi, alla stesso Giuseppe Varcirca. Ma per una vendetta trasversale il primo a essere ucciso è stato il fratello Vincenzo. Il vero obiettivo è stato assassinato sette anni dopo.

La procura nissena,  nel presunto gioco dei ruoli, ha ritenuto che il capomafia «Piddu» Madonia abbia fornito il placet alla famiglia mafiosa di Niscemi per l’uccisione di Vacirca, mentre «Mimì» Vaccaro sarebbe stato uno dei due killer entrati in azione.

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