Caltanissetta – Un’inchiesta per fare luce su una morte che lascia più interrogativi. Sì, perché poche ore prima s’era presentato in ospedale e poi mandato a casa. La Procura ha aperto un fascicolo, al momento contro di ignoti, sul decesso di Fabrizio Filippo Carmisciano, il 47enne nisseno trovato privo di vita poche ore dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso del «Sant’Elia» di Caltanissetta.
La tragedia si è consumata la sera del 27 giugno scorso. La mattina stessa, Carmisciano si era presentato in ospedale accusando forti dolori al petto e tosse. Dopo alcuni accertamenti, tuttavia, era stato dimesso. In serata s’era presentato in una nota masseria alla periferia della città per richiedere un preventivo per la festa della figlia. Ed è lì, nel parcheggio del locale, che è stato trovato riverso a terra. Quando sono arrivati i soccorsi, il suo cuore aveva già smesso di battere.
A fare scattare le indagini è stata la denuncia presentata dai familiari della vittima, la moglie e la figlia, assistite dagli avvocati Ernesto Brivido e Salvatore Licata. Il sostituto procuratore Piera Anzalone ha disposto l’autopsia, affidando l’incarico al medico legale Cataldo Raffino e all’anatomopatologo Giovanni Bartoloni.
I magistrati hanno posto ai due periti quesiti precisi. Intanto sono chiamati a chiarire se il decesso sia legato a cause naturali o ad altri fattori e accertare l’eventuale sussistenza di responsabilità professionali. In particolare, gli esperti dovranno stabilire se vi siano state condotte omissive o errate e se, con l’ordinaria esperienza medica, la morte potesse essere evitata.
I consulenti avranno sessanta giorni di tempo per depositare la relazione finale. Un documento chiave che potrebbe imprimere una svolta decisiva all’indagine.




























