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Domani la festa di Sant’Antonio Abate a Milena

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MILENA – Giunta alla sua 124esima edizione consecutiva, la festa di Sant’Antonio Abate si svolgerà domenica 9 agosto a Milena, il “Paese delle Robbe”. Un appuntamento che, nella seconda domenica di agosto di ogni anno, rappresenta il clou dell’estate milenese e dove fede e folclore animano una festa a cui tutto il popolo milocchese è legato. Una celebrazione, in tempi di distanziamento sociale, certamente diversa nei suoi simboli, ma intatta nei suoi sentimenti, nei suoi valori, nella sua fede e devozione e quindi nel suo significato. L’organizzazione dell’evento è curata dal Comitato di giovani con il contributo dell’Amministrazione Comunale e la sapiente regia del Parraco Don Luca Milia. La tradizionale Benedizione di tutti gli animali domestici, di cui S. Antonio Abate è protettore, si sposta quest’anno in un luogo più ampio e aperto, in modo da evitare assembramenti. Al pomeriggio, la Processione del pesante simulacro del Santo portato a spalla per le vie del Paese, cederà il posto ad una Solenne Celebrazione Eucaristica all’aperto, prevista per le ore 19.00 in Piazza Garibaldi, che terminerà con un omaggio pirotecnico e il rientro del simulacro in Chiesa Madre, dove è custodito. La seconda domenica di agosto è una data che, a Milena, non può certo passare in sordina, e anche se quest’anno sarà caratterizzata da elementi e modalità di festa in parte diversi da quelli consueti, sarà comunque una domenica diversa dal solito: un momento di incontro senza vicinanze, un momento di festa senza assembramenti, un momento di fede collettiva contro ogni isolamento. Il Pesidente del Comitato – Luca Caldiero – ricorda che un tempo, contro le pandemie e le calamità naturali, il popolo cristiano portava in processione i propri Santi e tali calamità e pandemie cessavano. Oggi, invece, che la storia ci mette davanti alle stesse situazioni di pericolo vissute dai nostri padri, si ha la reazione opposta: si svuotano le chiese, si cancellano le processioni e si annulla ogni forma di pietà popolare, tutto per paura del contagio. Esemplare, a tale riguardo, è quanto accaduto a Palermo il 15 luglio scorso dove, per ricordare il giorno in cui le Reliquie di Santa Rosalia, portate in processione per la città, liberarono Palermo da una epidemia, si è deciso di fare esattamente il contrario: ossia non portare in processione le stesse medesime Reliquie per paura dell’epidemia, quasi a voler significare che la Santa patrona, con il passare dei secoli, avesse perso tutta la sua forza. Milena celebrerà l’antica festa di Sant’Antonio Abate unendo prudenza a fede e e devozione.

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