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Fase due a Mussomeli: pizzerie deserte, si salva l’asporto ma fatturato più che dimezzato

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MUSSOMELI – Dopo oltre due mesi, i mussomelesi, secondo le disposizioni del Governatore Musumeci, possono finalmente mangiare fuori casa. Infatti riaprono ristoranti, pizzerie, rosticcerie, pub, bar, pasticcerie, gelaterie. Si dovranno rispettare la distanza interpersonale di un metro, l’uso delle mascherine e il titolare del locale dovrà regolare gli ingressi. Situazione certamente non facile, ma così impongono le regole per la prevenzione di questo maledetto virus che in Sicilia, se fin adesso per fortuna ha creato meno morte che altrove, rischia di far morire un’economia già in difficoltà ancor prima della pandemia. Quello che con l’arrivo dell’estate doveva rappresentare un’ancora di salvezza per le varie imprese commerciali dedite alla ristorazione e al divertimento serale con gusto, rischia di trasformarsi in un amaro tentativo di salvare il salvabile che forse, se andrà bene, potrà fungere da tampone. I gestori, infatti, denunciano una situazione di crisi, perchè un locale fermo da due mesi non si rimette in moto dall’oggi al domani. Moltissimi sono presi dallo sconforto, ma cresce il numero di chi ha avviato attività di consegna a casa. Sara Cicero, titolare della pizzeria Maximilian dichiara: “La gente non è ancora pronta ad entrare e consumare all’interno del locale, nonostante le misure di sicurezza e la distanza tra i tavoli, lavoriamo quasi esclusivamente con l’asporto ed in questa fase, ne sono convinta, è già tanto se riusciremo a coprire i costi”. Dello stesso avviso il titolare della pizzeria Mamma Rita, nella centralissima piazza Umberto: “Le persone sono ancora spaventate e poi non è facile gestire l’eventuale clientela. Lavoriamo su prenotazione, la gente deve dirmi se sono familiari o amici ed in base a questo ed al numero posso predisporre i tavoli, ma va da sè che l’afflusso in questo modo si riduce notevolmente. Con l’asporto riusciamo a barcamenarci in questo mare agitato. Abbiamo predisposto il menù digitale, ci sono i disinfettanti all’entrata ed all’uscita del locale, si fa tutto quello che umanamente è possibile fare, ma sinceramente la vedo dura!”. Non è da meno Alessandro Falzone, titolare della pizzeria Amici miei, nell’esternare le sue preoccupazioni: “Lavoro esclusivamente con l’asporto fino a questo momento, perchè non ho ancora aperto a livello di somministrazione al pubblico, ma fino a questo fine settimana, quasi nessuno ha chiamato per quanto riguarda la prenotazioni ai tavoli.
La gente si affolla soprattutto per l’asporto perchè ha ancora paura e anche perchè parliamo di un’utenza dalla fascia di età medio alta, i ragazzi nei pub vanno tranquillamente, persone più grandi che frequantano la pizzeria per ora sono in stand-by. La situazione è abbastanza difficile perchè se lavoriamo solo d’asporto i numeri si riducono e ciò significa, a malapena, pagare le spese, sperando che le cose migliorino. E’ evidente che se non si vendono le bibite al tavolo, il contorno, ecc non si innesca quel circolo che porta l’utente a spendere di più proprio perchè usufruisce di un servizio più completo. Si parla di numeri dimezzati, soprattutto adesso in vista della stagione estiva dove la gente tende comunque ad uscire e ,quindi, si dovrebbe lavorare molto di più con le persone che escono, questo è un punto interrogativo, un disagio non indifferente che avvertiamo”. Salvatore Saia del Chichibio definisce la situazione preoccupante: “Le persone ancora non escono, sopratutto le famiglie. Con l’asporto qualcosa in più rispetto a prima, ma sabato sera ai tavoli pochissime persone. Purtroppo non possiamo sostenere tutte le spese di un locale così grande solo con l’asporto. Inoltre durante la settimana l’asporto funziona poco. Il fine settimana se ne fa abbastanza, ma con le entrate del fine settimana solo di asporto non puoi far fronte a tutte le spese che ci sono in un locale del genere. Questo sarà un anno di transizione, dove più che altro si tenderà a parare i colpi di una pandemia che rischia di mettere in ginocchio un comparto, quelle delle pizzerie, che solo in Sicilia rappresenta il 13% del fatturato nazionale da 15 miliardi l’anno”. Anche l’agriturismo Monticelli della famiglia Nola, l’unica struttura nel vallone che dispone di maneggio e piscina, in grado di richiamare tanta utenza dall’intera Sicilia, in questo momento ha preferito concentrarsi sulla piscina che riaprirà proprio oggi lunedì 25 Maggio e sul b&b, anche se le prenotazioni proprio per quest’ultimo settore stentano a decollare. L’attività di ristorazione, dal ristorante alla pizzeria, rimangono ferme in attesa di tempi migliori, con la speranza e la fiducia che usciremo al più presto da questo momento difficile per tutti.

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