Home Cronaca Fornitura di mascherine “taroccate”, farmacisti ammessi parti civili 

Fornitura di mascherine “taroccate”, farmacisti ammessi parti civili 

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Caltanissetta – Tre farmacisti, due nisseni e uno palermitano, saranno parti civili al processo da celebrare per una sospetta fornitura di mascherine protettive taroccate.

Una parentesi giudiziaria che ha preso corpo nel cuore dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia. E che adesso, in termini d’istruttoria dibattimentale, deve aprirsi al cospetto del giudice.

Sul banco degli imputati dovranno sedere la trentaduenne Raquel Beatriz Mendoza Rivero e il cinquantacinquenne Sandro Filippo La Porta – assistiti dall’avvocato Michele Micalizzi – che sono stati citati in giudizio e dovranno difendersi dall’accusa di frode nell’esercizio del commercio.

E, nei preliminari, del giudice Giuseppina Figliola, ha ammesso Giuliano Massimo Marrocco, presidente dell’ordine dei farmacisti di Caltanissetta, Arnaldo Pilato pure lui nisseno, oltre al farmacista di Palermo, Marco Savoca  – assistiti dall’avvocato Dino Milazzo e Giuseppina Restivo – nelle veste di parte civile.

Secondo la tesi accusatoria i due imprenditori, in piena allerta covid, avrebbero rifornito i farmacisti di mascherine protettive, del tipo chirurgiche e “Ffp2”, non rispondenti ai requisiti di legge.

In sostanza, secondo gli inquirenti, si sarebbe trattato di merce taroccata che non avrebbe riportato la certificazione della Comunità europea.

Tra l’altro con l’aggravante, sempre secondo la tesi della procura, di avere approfittato di un momento di massima emergenza.

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