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Forza Democratica ribadisce: Le rupe di Marianopoli non sono proprietà dell’Unesco

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MARIANOPOLI – I consiglieri Calogero Casucci, Grazia Noto e Calogero Vaccaro del gruppo consiliare di opposizione “Forza Democratica di Marianopoli”, rappresentano che nel loro Comune, Marianopoli, sito in Sicilia nella zona nord del territorio della Provincia di Caltanissetta ed in particolare nella Piazza 4 Novembre, dove vi si affaccia uno dei prospetti del palazzo di città, nel recente passato (2021), lungo la ringhiera-corrimano che perimetra la piazza, nel lato prospiciente un “belvedere”, sono stati collocati dall’Amministrazione Comunale n. 12 pannelli fotografici in PVC di dimensioni cm. 150 x 75. Lo scopo della suddetta collocazione, per quanto si apprende dagli atti del Comune (DRS n. 132 del 14.12.2020 del Settore Affari Generali) di pannelli fatti su precise indicazioni dell’Assessore alla “Valorizzazione Artistica Urbana” dell’epoca, ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere l’aspetto artistico e culturale del territorio, anche con opere realizzate da “artisti”locali. Ebbene, tra questi pannelli, il cui valore artistico-culturale e l’opportunità ed adeguatezza di collocazione in quel sito, è senz’altro discutibile anche sotto il profilo della liceità amministrativa stante che la piazza in questione ricade in zona vincolata paesaggisticamente dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, vene è in particolare uno, riportante il logo del Comune e raffigurante la “Rupe di Marianopoli” che sovrasta il centro abitato del comune omonimo. La cosa che ha stimolato l’interesse dei suddetti consiglieri comunali di opposizione ad interpellare la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) con nota del 23 febbraio scorso, sta nel fatto che questo pannello reca la seguente didascalia “LE RUPI DI MARIANOPOLI (PROPRIETA’ PROPRIETA’ DELL’UNESCO)”. Il tutto per ovviare, a loro parere, a un fatto che lede gravemente l’immagine del Comune, disorienta il sapere e provoca incultura. Da una
sintetica ricerca si è avuto modo di rilevare che l’UNESCO in Sicilia, nel tempo, ha riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità ben 7 siti (Palermo Arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale; Area Archeologica di Agrigento (Valle dei Templi); Monte Etna; Isole Eolie; Le città tardo barocche del Val di Noto; Siracusa e le Necropoli rupestri di Pantalica; Villa Romana del Casale) che, a partire dal 1997, sono stati progressivamente inseriti nella World Heritage List. Ai 7 siti UNESCO Sicilia sono stati aggiunti anche altri quattro beni immateriali: la dieta mediterranea, la vite ad alberello dell’Isola di Pantelleria e l’opera dei pupi e l’antica arte dei muretti a secco. Tra i suddetti beni patrimonio
dell’UNESCO non figura certamente la “La Rupe di Marianopoli”. La didascalia “LE RUPI DI MARIANOPOLI (PROPRIETA’ DELL’UNESCO) riportata nel pannello di che trattasi si caratterizzerebbe in un macroscopico errore, così come è sicuramente errato indicare “Proprietà dell’Unesco” piuttosto che “Patrimonio”, significando i due sostantivi cose ben diverse. Inoltre la foto del detto pannello con la didascalia “LE RUPI DI MARIANOPOLI (PROPRIETA’ DELL’UNESCO), con lo stesso errore, la si trova postata come immagine nella Homepage del sito
Ufficiale del Comune di Marianopoli. I fatti così rappresentati, a parere dei consiglieri di opposizione,potrebbero determinare, se non un vero e proprio millantato, una scorretta e diseducativa comunicazione tanto sotto il profilo culturale che istituzionale, nonché una impropria irriverenza nei confronti del ruolo svolto dalla stessa UNESCO.Pertanto, i consiglieri comunali Casucci, Noto e Vaccaro hanno chiesto alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, nell’ambito delle proprie competenze, di volere gentilmente verificare e chiarire se il sito in questione (“La Rupe di Marianopoli”) sia mai stato candidato e/o inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO o in altre iscrizioni a programmi ed iniziative dell’UNESCO. La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, in risposta, con una nota del Segretario Generale Enrico Vicenti del 28 febbraio ha dato immediato riscontro inviando una lettera al Sindaco di Marianopoli che recita: “Gentile Sindaco, abbiamo ricevuto una segnalazione riguardante la presenza nel Comune di Marianopoli di alcuni pannelli fotografici tra i quali uno riporta l’immagine delle “Rupi
di Marianopoli”, che vengono descritte come “Proprietà dell’UNESCO”. Ci è stato segnalato che la stessa immagine e la stessa dicitura sono presenti sul sito istituzionale del Comune che lei amministra. Poiché le “Rupi di Marianopoli” non risultano far parte di siti del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, né tantomeno di altre iscrizioni ai programmi e alle iniziative dell’UNESCO, e visto che il nome, l’acronimo e il logo dell’UNESCO sono proprietà intellettuale dell’Organizzazione e pertanto non possono essere utilizzati senza la preventiva autorizzazione scritta dell’UNESCO, la invito a provvedere alla rimozione del pannello riportante la dicitura “Le Rupi di Marianopoli (Proprietà dell’UNESCO)”. La rimozione della dicitura dovrà riguardare anche il sito internet istituzionale del Comune di Marianopoli. Occorre in tutti i casi precisare che la partecipazione a programmi e iniziative dell’UNESCO non comporta alcuna cessione di proprietà italiane alla predetta
Organizzazione”. A tutt’oggi il Sindaco Salvatore Noto non ha provveduto alla rimozione per come invitato dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, disattendendo così, probabilmente, ad un dovere oltre che istituzionale anche morale ed etico e creando tra l’altro disinformazione e diseducazione.

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