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Giudice Livatino, la reliquia del magistrato ucciso dalla mafia arriva a Roma nel “Santuario dei Nuovi Martiri”

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Roma – La reliquia del giudice Rosario Angelo Livatino al fianco delle spoglie del beato Don Pino Puglisi nel santuario dei nuovi martiri del XX e XXI secolo, a Roma.

 «La reliquia – è stato spiegato – è rappresentata da un pezzo, con tracce di sangue, di fodera interna dei pantaloni indossati dal giudice Livatino la mattina del 21 settembre 1990 che assieme ad altri capi di abbigliamento sono stati affidati dai genitori ad un familiare dopo averli ritirati dal gabinetto di polizia scientifica della questura di Agrigento che ha compiuto quel giorno i primi rilievi sul luogo dell’agguato in contrada San Benedetto e l’indomani, in concomitanza con l’esame autoptico eseguito dal medico legale Biagio Guardabasso, nella camera mortuaria della vecchia sede dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento».

Quel frammento sacro del magistrato, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 lungo la statale che collega Canicattì ad Agrigento, verrà introdotta nella basilica di San Bartolomeo all’Isola per essere sistemata nel Santuario affidato alla Comunità di Sant’Egidio.

La giornata prevede un momento di preghiera nella basilica di San Bartolomeo all’Isola con il vicario generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma, il cardinale Baldassare Reina. Presenti anche i vertici dell’associazione “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino” che hanno consegnato al rettore della basilica, don Moise Moriba Beavogui, della reliquia del beato donata da un familiare del magistrato.

Papa Leone quattordicesimo, citando il giudice Livatino, ha ricordato come «con il suo impegno incrollabile per la giustizia, egli ha testimoniato che la legalità non è anzitutto un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un possibile cammino di santità».

Un momento, questo, che come sottolineato Giuseppe Palilla, presidente dell’associazione “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino” e compagno di liceo dell’oggi beato «è un importante punto di ripartenza per la tanto auspicata canonizzazione di Rosario Livatino che potrebbe ben presto essere il Santo Patrono di magistrati ed amministratori di giustizia», è l’auspicio.

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