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Il rischioso inseguimento e l’arresto di un ragazzo, il questore: il mio plauso all’operato di questi colleghi

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Caltanissetta – È il questore Giovanni Signer a scendere in campo per lodare l’azione, particolarmente rischiosa, di alcuni poliziotti impegnati per bloccare un giovane che, sotto effetto di stupefacenti, è fuggito a tutta velocità con la sua auto.

L’inseguimento, iniziato a Caltanissetta, s’è poi concluso a Delia con l’arresto del fuggitivo, il  venticinquenne nisseno Roberto T. – assistito dall’avvocato Boris Pastorello – che poi, all’udienza di convalida, ha deciso di fare scena muta.

«Nella prime ore della domenica appena trascorsa – ha spiegato il questore –  tre agenti della polizia di Stato in servizio alla questura di Caltanissetta, impegnati nel controllo del territorio, sono rimasti feriti per bloccare un individuo che, alla guida della propria autovettura, percorrendo ad alta velocità le strade del centro nisseno e con manovre spericolate, aveva tentato di sottrarsi al controllo. All’epilogo di un inseguimento durato fino alle porte di Delia, questo soggetto non ha mancato di opporsi fisicamente agli operanti».

Lo stesso questore ha poi aggiunto che «il conducente dell’autovettura in questione, un venticinquenne che era in compagnia di una ragazza appena maggiorenne,  è risultato positivo al narcotest e con valori elevati. Gli agenti si erano determinati a procedere al suo controllo, perché lo avevano visto condurre la proprio auto a velocità sostenuta per le strade del centro urbano. I fatti sono al vaglio dell’autorità giudiziaria, che stabilirà le responsabilità penali contestate al giovane tratto in arresto».

E, infine, l’aperta lode agli agenti al centro dell’azione. «Voglio esprimere pubblicamente il mio plauso all’operato di questi colleghi per la determinazione e il grande equilibrio di cui hanno dato prova. A rischio della propria incolumità,  hanno impedito che si protraesse una situazione di tangibile pericolo per la pubblica incolumità e in zone dove, per la presenza di esercizi pubblici frequentati da altri giovani, vi sono numerose persone per le strade. Il comportamento di questi colleghi è d’esempio per gli operatori della polizia di Stato, perché ponderazione e prudenza devono essere sempre la direttrice dell’azione operativa».

Intanto il ragazzo, dopo la convalida del provvedimento restrittivo, è stato ammesso agli arresti domiciliari.

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