Caltanissetta – Fumata nera per diversi interrogatori legati all’inchiesta ribattezzata «Corte dei miracoli». Sono slittati di poco meno una settimana. Al 16 giugno, per l’esattezza.
A cominciare dal deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto – che si è già autosospeso dal partito – tra i dodici indagati dalla procura di Caltanissetta per il presunto sistema di corruzione attorno al centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario di Caltanissetta.
V’è già pure chi ha preannunciato che si avvarrà della facoltà di non risponder e chi, invece, renderà soltanto dichiarazioni spontanee senza, formalmente, rispondere ai magistrati che stanno curando l’inchiesta. Altri indagati, invece, si sono presentati e difesi dinanzi il gip Santi Bologna. Come l’imprenditore Pietro Tirone che ha respinto ogni contestazione.
Sui dodici coinvolti nell’inchiesta della procura nissena pendono le ipotesi, a vario titolo, di corruzione e falso.
Per tre di loro è stata avanzata la misura cautelare in carcere, in particolare per lo stesso parlamentare regionale Riccardo Gallo Afflitto, il direttore del Cefpas, Roberto Sanfilippo e per il funzionario dello stesso centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale sanitario Gioacchino Pontillo.
Per altri cinque sono stati chiesti gli arresti domiciliari. Misura che rischiano il dimissionario direttore generale dell’asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci, la funzionaria del Cefpas, Maria Luisa Zoda, l’ex funzionario regionale, Vincenzo Raitano, il medico in pensione, Salvatore Enrico Giambelluca e lo steso imprenditore Pietro Tirone. Sugli altri quattro indagati non pende alcuna richiesta.






























