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La mafia dell’Agrigentino, anche nisseni tra gli oltre cinquanta imputati a giudizio o in abbreviato

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Agrigento – È in due tronconi processuali che s’è scissa la maxi inchiesta sulla mafia nell’agrigentino. Dossier, frutto di più blitz, che ha coinvolto anche nisseni. In realtà ve n’è un terzo, almeno in questa fase, legato allo stralcio della posizione di un netturbino, Alessandro Mandracchia, che sarebbe il custode dell’arsenale del clan di Villaseta. Nel gran calderone dell’indagine gli affari sporchi della mafia di Villaseta e Porto Empedocle.

A giudizio vanno il gelese Giuseppe Nicastro, Alessandro Calogero Trupia Alessandro La Cola,  Alfonso Bruccoleri,  Angelo Graci,  Angelo Tarallo,  Antonio Crapa,  Calogero Morgana,  Carmelo Corbo,  Cristian Gastoni,  Gabriele Minio, Gerlando Romano  Giorgio Orsolino,  Giuseppe Aliseo,  Giuseppe Casà,  Giuseppe Sottile,  Guido Vasile,  Ignazio Carapezza,  Michele Bongiorno,  Nicolò Vasile,  Salvatore Damanti,  Stefano Fragapane,  Valery Di Giorgio. Saranno processati con rito ordinario.

È in abbreviato che, invece, vanno avanti il quarantenne di San Cataldo Stefano Rinallo, i gelesi, Giuseppe Piscopo di 48 anni, Fabrizio Nicosia di 40, Giuseppe Pasqualino, 33 anni, Rosario Smorta di 52, Rocco Grillo, 32 anni, Mirko Salvatore Rapisarda, 33 anni e Antonio Salinitro di 24 anni, gli agrigentini Antonio Puma, Alessandro Mandracchia, Alfonso Lauricella, Calogero Bellaccomo, Calogero Prinzivalli,   Carmelo Fallea, Domenico Blando, Fabrizio Messina, Gerlando Romano,   Gioacchino Giorgio, James Burgio, Luigi Prinzivalli, Pietro Capraro, Roberto Parla, Salvatore Bosco, Salvatore Prestia, Samuel Pio Donzì, Vincenzo Parla,  il palermitano Giuseppe Focarino, i trapanesi, di castelvetrano, Fabrizio Messina Denaro, Francesco Firenze e Cosimo Ferro e il campano di Santa Maria Capua Vetere, Gaetano Licata. Loro proseguiranno dinanzi al gup di Palermo Lorenzo Chiaramonte.

Agli imputati – assistiti dagli avvocati Salvatore Baiamonte, Teres Alba Raguccia, Diego Giarratana, Flavio Sinatra, Calogero Meli, Giuseppe Barba, Giovanni Salvaggio, Ninni Giardina, Calogero Lo Giudice, Alessandro Marchica, Annalisa Russello, Carmelita Danile, Davide Casà,   Davide Limoncello, Fabio Inglima Modica, Filippo De Luca, Gianni Caracci, Giovanni Castronovo,   Giuseppe Ferro, Giuseppe Pantaleo, Luigi Pipitone, Maria Alba Nicotra, Mariachiara Conigliaro,   Monia Buffa, Riccardo Gueli, Salvatore Cusumano, Salvatore Macrì. Salvatore Pennica e Salvatore Tirinnocchi – sono state contestate le ipotesi, a vario tipo, di associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, diversi episodi di spaccio, riciclaggio, detenzione di armi, estorsioni – tra andate in porto e tentate – aggravate dal metodo mafioso e danneggiamenti aggravati.

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