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La senologa mussomelese Valentina Territo nuovo Direttore dell’UOSD Breast Unit dell’ospedale Cervello di Palermo

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Palermo -La dottoressa Valentina Territo, medico chirurgo mussomelese, ha ricevuto il prestigioso incarico incarico di Direttore UOSD Breast Unit – Ospedale Cervello di Palermo, il Centro di Riferimento Regionale di Chirurgia Oncoplastica della mammella  prende in carico le pazienti affette da cancro al seno, una struttura per la chirurgia oncoplastica della mammella, Un traguardo che non arriva a a caso ma è il  sugello di anni di dedizione. passione ed esperienza della senologa mussomelese che vanta un curriculum di primissimo piano in cui annovera titoli di studio conseguiti a pieni voti e con lode. Vincitrice nella Categoria Nazionale Chirurghi Senologi del prestigioso  “Riconoscimento Umberto Veronesi al Laudato Medico 2020, la dottoressa Valentina Territo ha all’attivo quasi 2mila interventi. Una perizia unica sorretta da una spiccata umanità hanno fatto si che la professionista mussomelese diventasse un riferimento non solo della senologia siciliana. 43 anni, recentemente compiuti, sposata con l’ingegnere mussomelese  Daniel Tuzzeo, è madre di una bambina  Ha lavorato ad Agrigento, a Gela dove è stato  uno dei nomi e dei volti più stimati della sanità nissena.  Ha continuato  la professione   a Palermo dove tuttora vive ed esercita. Nonostante la distanza con Mussomeli,  non solo non ha mai rescisso il legame con la propria terra ma è tuttora un punto fermo per tutte le pazienti del Vallone e del nisseno che vengono sempre accolto dal medico con garbo, scrupolo e competenza. “È il risultato di un percorso intenso-  ha dichiarato la dottoressa Territo –  a volte faticoso e non sempre lineare. Un cammino iniziato quando parlare di Breast Unit, soprattutto in Sicilia, era ancora una scommessa. Ho creduto in questa visione con determinazione, grazie alla lungimiranza di chi ha saputo guardare avanti e al sostegno di chi ha camminato con me. Grazie alla Direzione per la fiducia, ai colleghi per il lavoro condiviso ogni giorno, e soprattutto alle pazienti, che con la loro forza danno senso e valore al nostro impegno. Il grazie più grande va alla mia famiglia, presenza costante e silenziosa, che mi ha sostenuta anche nei momenti più difficili.Non è un traguardo, ma una responsabilità che accolgo con gratitudine e profondo rispetto”.

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