Acquaviva Platani – Giocare in casa ma quale sia la casa è controverso. In sintesi è questa il senso del match a distanza tra Sindaco e squadra di Acquaviva. La compagine sportiva, quest’anno ha deciso di allenarsi e disputare le partire al “N. Caltagirone” di Mussomeli,decisione che non è stata condivisa dal sindaco. Il primo cittadino Salvatore Caruso non ha nascosto la sua amarezza: “La scelta di portare la squadra di calcio a giocare a Mussomeli non è condivisa, non solo da noi ma dalla pressoché totalità del nostro paese. Non solo hanno sfruttato in questi anni il nome di Acquaviva e il sostegno di tutti ma adesso si inventano che non c’erano le condizioni per disputare gli incontri ad Acquaviva”. Sempre il primo cittadino acquavivese ha scritto: “Ci riteniamo offesi di come questi “signori” hanno gestito il nome di Acquaviva e continuano a farlo alla luce del citato post. La società Acquaviva a nostro modesto avviso appartiene alla comunità Acquavivese e agli emigrati che in questi anni l’hanno sempre sostenuta anche economicamente. Non a caso la società si chiama appunto asd Acquaviva. Quanto detto al fine di esercitare uno scatto di orgoglio dei tanti nostri concittadini appassionati, per riportare il calcio giocato nel nostro paese per come merita”. Parole che hanno destato la reazione del club che, attraverso un comunicato sociali, ha spiegato: “Il nocciolo della questione è questo: non ci sono le condizioni di sicurezza per giocare al Comunale di Acquaviva Platani. La verità è che l’impianto è in uno stato di totale abbandono, con il campo di gioco impraticabile (allegando tra l’altro foto del campo dissestato), mettendo a rischio l’incolumità dei nostri tesserati e con gli spogliatoi che versano in condizioni, anche igieniche, non idonee alla pratica sportiva. Ci teniamo a precisare una cosa: da 2 anni a questa parte, se riusciamo a restare in piedi e a far giocare i ragazzi, è solo ed esclusivamente grazie agli sponsor e a chi ci supporta. Senza di loro, la nostra Associazione Sportiva sarebbe già scomparsa. Quindi, se abbiamo deciso di spostarci, non è certo un capriccio o una scelta di comodo. La voglia di migrare in un altro campo di calcio non è un piacere, ma una necessità oggettiva. È l’unico modo per garantire sicurezza e dignità al nostro progetto sportivo.La nostra speranza è quella di poter tornare a giocare ad Acquaviva già dalla prossima stagione”. Il sindaco sul punto aveva dichiarato: “Ci chiediamo, quali sarebbero queste condizioni che non c’erano? Perché non spiegano, invece, come mai tanti dirigenti e giocatori acquavivesi, non condividendo il modus operandi, si sono defilati? Perché negli anni passati si è tentato a più riprese di far giocare la compagine acquavivese nella vicina Mussomeli? Tutti fatti che lasciano l’amaro in bocca ma di contro lasciano i vertici della società calcistica Acquavivese totalmente indifferente, eliminando di fatto lo sport nel nostro comune”. Così tutti la speranza di tutti è che giunga il triplice fischio e si chiudano le ostilità e il calcio di provincia, come ha sempre fatto, torni a unire






























