Mussomeli – Il Pronto Soccorso di Mussomeli si conferma, ancora una volta, reparto d’eccellenza, per competenza tecnica e qualità umane, non di rado espletate anche in regime d’emergenza. A fare la differenza stavolta, l’infermiere Salvatore Genco, di turno nel pomeriggio del giorno dell’Epifania, trovatosi ad accogliere un paziente in evidente stato di agitazione, per via di un dolore toracico e pregresso problema cardiaco. Salvatore Vitale, classe 1970, di Valledolmo, ha scelto il presidio sanitario di Mussomeli, nonostante Valledolmo non sia vicinissimo e tanto ben collegato. E perdipiù gravita sul palermitano! La capitale del Vallone, grazie al suo personale, ha risposto in maniera eccellente, come si apprende dall’accorata missiva del paziente. << Desidero esprimere la mia gratitudine all’infermiere Salvatore Genco che mi ha accolto in un momento di agitazione per via di un dolore al torace. Manifestando competenza, professionalità, umanità e calma. Mi ha scoltato con pazienza -io ero molto preoccupato- mi ha spiegato ogni passaggio, facendomi sentire al sicuro. Non un “caso” ma una persona! E’ stato proprio quel mix di professionalità e gentilezza che ha alleggerito la tensione e ha fatto la differenza. Ha trasmesso buon umore, non solo a me, ma anche a tutti gli altri pazienti presenti in sala. Ed eravamo tanti. Almeno una ventina! Io, a mia volta, rassicuravo gli altri, intanto che le ambulanze continuavano ad arrivare. Era tutto un affaccendarsi in quel porto di mare dell’ultimo giorno festivo di Natale. Un posto che non conosce festività, nè riposo. Di giorno come di notte. In quel marasma generale, a fare fronte alle continue richieste di soccorso, erano solo in tre, l’infermiere, il medico Gianluca Albanese e l’assistente socio-sanitario Bruno Diliberto. Il personale di turno ha rimediato all’oggettiva carenza numerica in virtù della grande professionalità e sinergia condivisa. Si capiva bene come l’infermiere fosse figura radicata in quel contesto difficile per via delle criticità con cui deve fare i conti ogni giorno. Non fosse altro che assiste il Vallone tutto. Con collegamenti di fortuna. Ma l’infermiere non si è scomposto nemmeno un attimo. La sua sicurezza, piano piano, è diventata quella di tutti i pazienti. Neppure la corsa contro il tempo ha rallentato la misura delle attenzioni. Offrire una coperta mentre ti chiedono come stai, è un gesto che va al di là di qualsiasi parola. Che, purtroppo, accade di rado e non dappertutto! Rispondere alle numerose domande senza infastidirsi, forse è dovuto ma non scontato. Grazie per avermi trattato con umanità e professionalità esemplare. L’infermiere Salvatore Genco è l’esempio di come si dovrebbe sempre accogliere chi soffre!































