Mussomeli – E’ stata inaugurata ieri, lunedì 4 agosto, la restaurata chiesa del cimitero di Mussomeli, con la messa presieduta dall’arcivescovo Francesco Lo Manto. Presenti, in veste di celebranti, anche padre Liborio Franzù e don Pierenzo Costanzo, quale cappellano della chiesa; il sindaco di Mussomeli, Giuseppe Catania, e il vice Sebastiano Lo Conte. Tanta la partecipazione di fedeli. Un doveroso e sentito ringraziamento è andato a tutti coloro che hanno dato un apporto significativo alla realizzaione dell’opera. Cettina Sola per la decorazione delle colonne e per il dipinto della “Madonna in gravidanza”, donato da lei e da Fabrizio Vullo. La base del tabernacolo, invece, è stata ricamata da Maria Fiorellino. Mentre la famiglia Favata ha donato il quadro di Santa Bachita, monaca canossiana in Italia per i morti nel Mediterraneo e sepolti nel cimitero di Mussomeli. A sua volta, la famiglia Messina Genco ha fatto dono del bassorilievo raffigurante la Crocifissione e di una “Via Crucis” in memoria del compianto padre Pietro Genco.
“Desidero ringraziare l’amministrazione per la disponibilità dimostrata nel rendere decorosa e solenne la chiesa del cimitero, Santa Maria degli ammalati, al fine di rendere dignitosi i riti funebri e la Santa Messa per i defunti. Estendo i ringraziamenti all’ingegnere Carmelo Alba, del comune di Mussomeli, congiuntamente ai dipendenti comunali facenti parte della squadra di Gian Nicola Ognibene. Un ringraziamento particolare va ad Antonio Navarra per il recupero di alcune parti della chiesa, in cui ha messo il cuore e l’estro, con ispirazione da vero ‘maestro del pennello’, e, con lui, anche Giuseppe Cardinale. Altrettanto prezioso il contributo di Vincenzo Ricotta, autentico ‘masciu d’ascia’, che ha saputo recuperare i banchi rovinati della chiesa. E quello dell’equipe di elettricisti. Rimaniamo in attesa del recupero della sala mortuaria, attualmente adibita a sacrestia, dove spesso si ricevono i fedeli per uno sfogo o per la confessione”, così il cappellano della chiesa, don Pirenzo Costanzo, all’indomani dell’avvenuto incarico.








































