Mussomeli – “A Mussomeli ho conosciuto solo la bellezza”. Queste le parole con cui lo scultore Mario Termini, ennese d’origine, ma di riconosciuta fama internazionale, ha motivato al sindaco di Mussomeli, on. Giuseppe Catania, la sua proposta di donazione “alla città” -come l’autore tiene a precisare- di dieci sue preziose opere. Dieci sculture che andranno ad inaugurare il “Secondo Percorso Scultoreo Mario Termini: Anima Mundi – I Volti dell’Appartenenza”. Prima donazione in assoluto fatta dall’artista, alla soglia dei suoi 83 anni!
Ricevere e donare bellezza, dunque! In uno scambio osmotico in cui l’oggetto (la bellezza) restituisce se stesso, laddove l’etica si coniuga all’estetica, e la sensazione, etimologicamente parlando, si pone a fondamento della morale. E dei costumi, di un’intera comunità. Nella reciprocità felice che arrichisce pure chi dona.
L’incontro informale, tra l’artista e il sindaco, è avvenuto lunedì 23 marzo, presso la Sala giunta del palazzo comunale, alla presenza di Emilia Di Piazza, amica dell’artista, nota firma di Castello Incantato, ma anche figura da anni impegnata a pieno regime, nella promozione culturale del territorio, che dell’associazionismo ne ha fatto valido strumento di aggregazione sociale, e del fotografo Donello Scarpinato, anche lui amico di Termini.
Un nuovo progetto artistico, del valore complessivo stimato di 120.000 euro, che andrà a valorizzare e ad impreziosire i locali del Chiostro Monti, che a breve saranno sede di un notevole intervento di restauro. Il primo cittadino ha accolto con molto favore la proposta di donazione dell’artista, nativo di Asmara, in Africa, che, fra l’altro, è anche l’autore dei busti del beato giudice Rosario Livatino dei tribunali di Enna e Caltanissetta. Quotato a livello internazionale.
<< Gentile sindaco, faccio seguito al cordiale e proficuo incontro avvenuto lunedì 23 u. s., durante il quale ho avuto il piacere di esporre a Lei e alla cara amica Emilia, il mio nuovo progetto artistico per la cittadina di Mussomeli, ricevendo il vostro incoraggiante parere favorevole verbale >>. Questo l’incipit della lettera con cui l’autore ufficializza la volontà di donazione di dieci sculture originali in terracotta del valore stimato complessivo, come abbiamo detto, di 120.000 euro, di cui, almeno due inedite. << Un regalo >>, prosegue Termini << che desidero fare ai cittadini, un segno tangibile di gratitudine e apparteneza verso un luogo che mi ha sempre accolto con calore e che, nel tempo, ha saputo apprezzare sia la mia produzione artistica che la mia persona >>.
Parole accorate a cui fanno seguito, quelle, grate, del primo cittadino, << Il comune di Mussomeli accoglie con profonda gratitudine e sincero apprezzamento, il gesto nobile e generoso dell’artista Mario Termini, che ha voluto donare le sue opere alla nostra comunità. Si tratta di un atto di grande valore culturale e simbolico, che testimonia non solo l’amore dell’artista per l’arte, ma anche il suo forte legame con il territorio, e la volontà di contribuire alla crescita culturale e civile della nostra città. Le opere, che saranno collocate presso il chiostro del Plesso Monti, arricchiranno uno spazio già significativo. trasformandolo in un luogo ancora più vivo, capace di ispirare cittadini, studenti e visitatori. A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità di Mussomeli, esprimo la più sentita riconoscenza a Mario Termini per questo straordinario dono. Gesti come questo rappresentano un esempio virtuoso di come l’arte possa diventare patrimonio condiviso e strumento di bellezza, identità e coesione sociale. Il nostro impegno sarà quello di valorizzare al meglio queste opere, affinchè possano essere apprezzate e fruite da tutti. Oggi e dalle generazioni future >>.
Dal canto suo, Emilia Di Piazza, che è stata gancio e tramite dell’operazione, si definisce << estremamente orgogliosa del risultato che tanti anni di impegno full immersion nell’ambito dell’associazionismo, hanno prodotto a beneficio del proprio territorio e della propria comunità. Se si è capaci di creare, costruire e, soprattutto, curare legami, il tempo premia. Poichè >>tiene a precisare, << il mio rapporto con Mario è nato e continuato, principalmente, come rapporto personale. In nessun altro modo sarebbe stato possibile mantenere vivo nel tempo, e a distanza, un legame, se non per via di un’affinità d’intenti condivisa. Di fatto, tutto ciò che non è autentico si spegne al primo spiffero. E, per converso, il fuoco vivo si intensifica al soffiare del vento. Una metafora, forse banale, ma che ad oggi non solo mi da contezza dei fatti, ma soprattutto rende bene l’idea di dove vanno a parare le cose fatte con superficialità. Mi sono spesa senza riserve e senza secondi fini per la mia comunità e poi, alla fine invece, il fine arriva da solo, a dispetto dei detrattori e della comune narrazione del “ma cu ti cci porta!” che, ho ragione di pensare, non porti molto lontano. Nel nostro piccolo -forse non ce ne rendiamo conto- assistiamo, spesso indifferenti, a quello che è il miracolo della comunità. Che altrove non avviene. Mi auguro che operazioni come questa possano contribuire a farci riscoprire il nostro valore, le nostre risorse al di là della facile retorica e dei luoghi comuni. In favore, invece, della riscoperta dei luoghi e del loro genius loci. Del resto se un artista del calibro di Mario Termini, ci ha (pre)scelto, una ragione dovrà pur esserci! E ringrazio Mario, principalente per avermi fatto dono della sua amicizia, e poi per questo gesto encomiabile che suggella ancora una volta un rapporto fatto di fiducia e reciproca stima. E mi piace citare l’epressione del grande mecenate d’arte Antonio Presti, che, a sua volta, è stato il gancio fra me e Mario -lui che dell’arte sociale ne ha fatto la riqualifizazione di Librino e non solo- “non cerco voti ma devoti”. Espressione quanto mai calzante di questi tempi!
Le opere che saranno donate hanno un’altezza media di 70 cm. e raffigurano prevalentemente volti di donna, icone che narrano la storia personale dell’artista, in un vissuto che si fa universale, laddove l’essenza e la materia diventano specchio della storia e del destino di ognuno di noi.
Mario Termini ha esposto le sue opere a Mussomeli, per la prima volta, nel settembre del 2019, presso il castello medievale, nell’ambito della mostra “La donna, un libro d’arte”, organizzata e promossa dalla locale sezione Fidapa, sempre per iniziativa di Emilia Di Piazza. Un evento che ha riscosso così tanto successo di visite e consensi da essere prorogato per ben tre volte.
Ora, il legame fra l’artista e Mussomeli sarà indelebile e per sempre. Il dono, infatti, anche da un punto di vista antropologico, così come ci viene tramandato dalla cultura arcaica, della quale siamo i figli direttissimi, è un vincolo. Qualcosa di estremamente potente, capace di legare persone e popoli.






























